Batterie infinite con l’energia dalle vibrazioni

di Marco Mancini 1

Per quanto ambientalisti siamo, non possiamo di certo fare a meno di molti dispositivi elettronici alimentati dalle pile. Ma per quanti sforzi facciamo, i vari telecomandi ed altri aggeggi a batteria ci costringono periodicamente ad un salasso per cambiare le sempre più costose pile. Chi non ha mai sognato delle batterie infinite? Ora il sogno potrebbe diventare realtà grazie ad una ricerca tedesca.

La tecnologia piezoelettrica non è un’invenzione di quest’anno, ma finora ha ancora trovato poche applicazioni. L’Istituto Fraunhofer ha così inventato un meccanismo per convertire le vibrazioni provenienti da una stazione, derivanti dai binari, in energia elettrica. Le oscillazioni create durante la corsa dei treni possono essere convertite, tramite generatori piezoelettrici, in energia, che può andare ad alimentare sensori, ricevitori radio, sistemi GPS ed altri dispositivi a basso consumo.

Ma cosa c’entra questa tecnologia con le normali batterie, per esempio del telecomando? Lo spiega Peter Spies, ingegnere a capo dello studio:

I sistemi di recupero che usiamo danno energia ad una batteria. Queste batterie devono essere sostituite costantemente, comportanto un sacco di fatica e di spesa. Grazie al recupero dell’energia siamo in grado di sostituire le batterie e i cablaggi.

La tecnologia potrebbe essere applicata alle lavatrici, alle automobili e a qualsiasi cosa produca una vibrazione. In questo modo basterebbe collegare una sorta di “caricabatterie piezoelettrico” per fare in modo che ricarichi le pile che possono poi essere utilizzate nei vari impieghi quotidiani. In questo modo più la fonte crea vibrazioni, più crea energia, tanto che chissà una stazione o un aeroporto quanta energia potrebbero creare potenzialmente. Attualmente le rilevazioni sono state effettuate sui treni merci, sui camion e le automobili, i quali, in vari gradi, sono riusciti ad alimentare dei telefonini e dei navigatori satellitari. Chissà cosa saranno in grado di alimentare tra 10 o 20 anni.

[Fonte e foto: Sciencedaily]

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.