Lg annuncia una linea di prodotti eco-friendly per tagliare le emissioni del 40%

negozio lg

L’LG Group in Corea del Sud ha annunciato un piano per investire 20 mila miliardi di won (circa 13 miliardi di euro) per lo sviluppo di prodotti più rispettosi dell’ambiente. Questo progetto fa parte del piano della società di tagliare le emissioni di carbonio del 40% rispetto ai livelli del 2009 entro il 2020. Tuttavia, la LG non ha una buona fama sugli effetti dei suoi prodotti sull’ambiente.

Molti dei modelli LG di frigoriferi, ad esempio, sono stati privati del loro status di Energy Star a causa dei metodi di consumo di energia dei modelli prodotti in Australia non corrispondenti a quanto dichiarato. Anche se la relazione dei produttori prevede di creare un’elettronica più eco-compatibile, può essere attendibile?

Mangiare come un uccellino per salvare le foreste

uccelli insettivoriLeoni, tigri e orsi, i grandi predatori insomma, stanno in cima alla piramide alimentare, lo schema che ci è ben noto fin dai primi anni di scuola. Si nutrono di animali più piccoli, vivendo dell’energia che scorre dalla base in cui le piante trasformano la luce solare in carboidrati.

Un recente studio, effettuato da un team di ricercatori dello Smithsonian Tropical Research Institute, ha analizzato le interazioni complesse al centro della piramide, dove sono collocati gli uccelli, i pipistrelli e le lucertole che consumano insetti. Questi predatori mangiano insetti in quantità sufficienti a beneficiare indirettamente le piante, aumentandone la crescita, scrivono gli scienzati.

“I nostri risultati sono rilevanti per le comunità naturali come praterie e foreste, ma anche nella coltivazione di alimenti per l’uomo, in quanto questi animali insettivori riducono i parassiti sulle piante coltivate”, ha spiegato Sunshine Van Bael, scienziato presso lo Smithsonian Tropical Research Institute.

Migrazioni, Lipu “microspia” le rondini

rondiniChissà se  lamenteranno la mancanza di privacy le duecento rondini scelte come spie del movimento migratorio nell’ambito di un progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo e coordinato dall’Università di Milano in collaborazione con l’Università Bicocca, il Parco Adda Sud e la Lipu-BirdLife Italia.

Giunte in Italia per far primavera, le rondini torneranno in Africa, come da consuetudine, a fine estate, e stavolta a monitorarne il percorso esatto su un nutrito campione, duecento, come vi anticipavamo sin dalle prime righe, ci sarà un dispositivo-spia.
Si tratta di un minigeolocator che, installato sul corpo dei volatili, sarà in grado di tracciare il percorso compiuto in volo e localizzare le aree precise dell’Africa sub-sahariana in cui le rondini si recano a svernare.

I pesticidi favoriscono l’insorgere del melanoma

pesticidi

I lavoratori che utilizzano nei campi alcuni antiparassitari agricoli hanno il doppio delle probabilità di contrarre il melanoma, una forma mortale di cancro della pelle, rispetto al normale, secondo un nuovo studio americano.

I ricercatori dell’Università dell’Iowa, dell’Istituto Nazionale di Scienze della Salute Ambientale e dell’Istituto Nazionale Tumori hanno individuato 6 pesticidi che, con l’esposizione ripetuta, raddoppiano il rischio di cancro della pelle tra i contadini e altri lavoratori che li hanno applicati alle colture.

5 buoni motivi per passare al biologico

cibo biologico

Mangiare cibi biologici ha un sacco di vantaggi, dalla tutela dell’ambiente all’aiuto per rimanere più magri e più sani. Ma questo lo sapevamo già. Ora il Rodale Inc. ed il suo presidente Maria Rodale hanno pubblicato un libro intitolato “Manifesto Biologico: come l’agricoltura biologica può guarire il nostro pianeta, alimentare il mondo e tenerci al sicuro”.

La rivista Men’s Health, che è pubblicata proprio dalla Rodale Inc., ha estratto e riassunto i vari punti di tali “prestazioni”, esponendo quelle che, per il pubblico della rivista, più interessano, e cioè i benefici per gli uomini.

Matt Bean, editor senior della rivista, ha precisato molte di tali prestazioni che potrete trovare dopo il salto.

Ricercatori britannici studiano il modo per trasformare la Co2 in carburante per auto

emissioni co2

Dei ricercatori britannici stanno lavorando su un progetto da 1,5 milioni di euro che mira ad assorbire l’anidride carbonica dall’aria e trasformarla in carburante per auto. Scienziati e ingegneri presso l’Università del West of England stanno collaborando con i colleghi dell’Università di Bath e dell’Università di Bristol che stanno conducendo la ricerca.

Il progetto mira a sviluppare materiali porosi in grado di assorbire il gas che causa il riscaldamento globale e convertirlo in sostanze chimiche che possono essere utilizzate per produrre carburante per auto o in plastica in un processo alimentato da energia solare rinnovabile.

Fotovoltaico, ferrite di bismuto alla base di una nuova nanotecnologia

fotovoltaico ferrite di bismutoUna recente scoperta di una nuova rivoluzionaria tecnica per la conversione della luce solare in elettricità potrebbe illuminare il futuro della tecnologia fotovoltaica. Un team di ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) ha infatti scoperto un nuovo meccanismo attraverso il quale l’effetto fotovoltaico può avvenire in sottili film di semiconduttori. Questo nuovo percorso per la produzione di energia supera il limite di tensione che continua ad affliggere le convenzionali celle solari allo stato solido.

Lavorando con ferrite di bismuto, una ceramica a base di bismuto, ferro e ossigeno che è un composto multiferroico – il che significa che ha contemporaneamente sia proprietà ferromagnetiche che ferroelettriche – i ricercatori hanno scoperto che l’effetto fotovoltaico può scaturire spontaneamente su nanoscala, a seguito della struttura romboedrica distorta della ceramica. Inoltre, essi hanno dimostrato che l’applicazione di un campo elettrico permette di manipolare la struttura cristallina e di conseguenza di controllarne le proprietà fotovoltaiche.

“Siamo entusiasta di aver scoperto una funzionalità che non è mai stata osservata prima su scala nanometrica in un materiale multiferroico”, ha detto Jan Seidel, fisico alla Berkeley Lab’s Materials Sciences Division e al Dipartimento di Fisica dell’Università di Berkeley. “Stiamo ora lavorando sul trasferimento di questo concetto a dispositivi con una maggiore efficienza energetica”.

Gran Bretagna crea la più grande riserva marina del mondo

riserva marina Gran BretagnaIl governo britannico ha creato la più grande riserva marina del mondo, intorno alle isole Chagos, un ex possedimento britannico che si trova localizzato a sud delle Maldive.
La riserva dovrebbe coprire una superficie di 250.000 kmq intorno all’arcipelago dell’Oceano indiano, considerato uno dei più ricchi ecosistemi marini del pianeta.
La pesca commerciale sarà vietata nell’intera aree protetta.
Il Ministro degli Esteri britannico David Miliband ha dichiarato che istituire la riserva è equivalso a mettere sotto tutela gran parte della ricchezza degli oceani del mondo.
Essa proteggerà un tesoro di fauna marina e di specie tropicali, preservandolo per i posteri.

Il censimento della biodiversità in Italia viaggia on-line, al via decine di banche dati

Orso abruzzeseIl 2010 è l’anno internazionale della tutela della biodiversità. In Italia, per censire le specie naturali presenti, parte un progetto che vede coinvolte già trenta banche dati, e altre quaranta in via di allestimento, per raccogliere informazioni sulla biodiversità dell’intera Penisola.
Le banche dati sono state messe a disposizione sia da enti pubblici che da enti privati di ricerca. L’NNB, il Network Nazionale per la Biodiversità, ha già fornito i dati per il 2009: lo scorso anno in Italia sarebbero state rilevate ben 17mila nuove specie. Un patrimonio enorme che, senza l’aiuto delle banche dati informatiche, sarebbe davvero impensabile da catalogare alla vecchia maniera.

Il maxicensimento on-line della biodiversità è promosso dal Ministero dell’Ambiente, nel contesto del progetto ‘Sistema ambiente 2010‘, iniziativa avviata in collaborazione con la società di consulenza per lo sviluppo sostenibile Igeam, ed è stato presentato nei giorni scorsi a Roma alla sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Emergenza idrica, fiume Mekong in Asia tocca livelli più bassi degli ultimi 50 anni

agricoltore sul fiume Mekong alle prese con la siccitàUna grave siccità nel Sud-est asiatico e nella Cina meridionale ha causato l’abbassamento del livello delle acque del fiume Mekong ai minimi storici degli ultimi 50 anni. In Thailandia il commercio via fiume non è più possibile e gli agricoltori dicono che non hanno abbastanza acqua per le loro colture. Molti accusano la Cina di aver sottratto ingenti quantitativi di acqua con le numerose dighe a monte, ma gli esperti dicono che le dighe non possono essere il problema.

Un gruppo di esperti della stazione di monitoraggio delle acque di Chiangsaen sta perlustrando il fiume, controllando con strumenti di precisione il livello dell’acqua.
Nappon Nampon, che è uno degli addetti alla misurazione dei livelli dell’acqua sul Mekong da 36 anni, ha dichiarato che quest’anno il fiume ha toccato il livello più basso che lui abbia mai visto.

“Alcune barche cinesi erano rimaste arenate sul letto del fiume. Poi la Cina ha rilasciato un po’ d’acqua (dalle dighe ovviamente ndr) e sono riuscite a risalire il corso del fiume”, ha spiegato.

Veganismo e vegetarianismo non sono poi così “green”

veganismo

Vegani e vegetariani difendono il loro ideale di non mangiare carne (i secondi) e nemmeno i derivati da animali (i primi), non solo per una questione di cibi più sani, ma specialmente per una questione ambientale. In particolare i vegani affermano che non dovendo più allevare gli animali, le emissioni di gas inquinanti verrebbero abbattute.

Ma se tutti diventassimo vegani, mangiando così solo frutta e verdura, la riduzione delle emissioni a effetto serra per l’intero consumo di cibo sarebbe un mero 7%. L’adozione diffusa del vegetarismo avrebbe un impatto minore, mentre la produzione di alimenti biologici in realtà conduce ad un aumento netto delle emissioni di gas a effetto serra. Queste sono le conclusioni di un documento di ricerca pubblicato sulla rivista Progress in Industrial Ecology.

Un’isola di spazzatura si è formata nell’Oceano Atlantico

isola dei rifiuti

Se Cristoforo Colombo avesse percorso l’Oceano Atlantico oggi, avrebbe trovato un’isola molto prima di scoprire l’America. Ma se l’avesse trovata, siamo sicuri non ci sarebbe più tornato. Stiamo parlando della Great Pacific Garbage Patch, o in italiano la Grande Chiazza di Rifiuti del Pacifico. Così è stata soprannominata l’opera peggiore dell’umanità: un’isola grande tra 700 mila e 15 milioni di km quadrati (non è possibile stimarla con precisione perché le immagini satellitari non la captano) che fluttua al centro del secondo oceano più grande del mondo.

Ma non è fatta di sabbia, rocce e terreno, ma solo di plastica e altra immondizia che, fluttuando nel mare, viene trasportata da quattro diversi tipi di correnti nell’area corrispondente al Mar dei Sargassi. Immaginatevi dunque che spettacolo vedere un’area grande da due a 50 volte l’Italia, maleodorante e fluttuante.

Cibo da fast-food, dannoso anche per l’ambiente

inquinamento-fast-foodSappiamo tutti quanto il fumo passivo delle sigarette sia dannoso per la salute, ma per quanto concerne l’impatto ambientale del fumo emesso durante la cottura della carne nei fast-food fino ad oggi non si sapeva ancora molto.
Un nuovo studio presentato alla riunione annuale della American Chemical Society svoltasi a San Francisco il 23 marzo scorso dimostra come l’astenersi dal mangiare al fast food, piatti pronti come hamburger e patatine fritte, non sia una misura sufficiente a proteggere le persone dai loro effetti nocivi.

Shampoo anti-Co2, aminosiliconi del balsamo purificano aria

amino silicone anti-co2Si tratta di parenti degli ingredienti che si usano comunemente in shampoo e balsamo, nuovi composti che, a detta degli scienzati, sembrerebbero essere i prodotti a lungo agognati per combattere il riscaldamento globale. Se ne è parlato al 239esimo National Meeting of the American Chemical Society (ACS), che si sta svolgendo in questi giorni a San Francisco.

Il chimico Robert Perry (nella foto in homepage) insieme ad un’équipe di colleghi dell’ACS avrebbe individuato degli amino siliconi in grado di catturare l’anidride carbonica. Secondo Perry, questo nuovo materiale ha la potenzialità di rimuovere il 90 per cento di CO2 dei gas di combustione.