Emergenza idrica, fiume Mekong in Asia tocca livelli più bassi degli ultimi 50 anni

agricoltore sul fiume Mekong alle prese con la siccitàUna grave siccità nel Sud-est asiatico e nella Cina meridionale ha causato l’abbassamento del livello delle acque del fiume Mekong ai minimi storici degli ultimi 50 anni. In Thailandia il commercio via fiume non è più possibile e gli agricoltori dicono che non hanno abbastanza acqua per le loro colture. Molti accusano la Cina di aver sottratto ingenti quantitativi di acqua con le numerose dighe a monte, ma gli esperti dicono che le dighe non possono essere il problema.

Un gruppo di esperti della stazione di monitoraggio delle acque di Chiangsaen sta perlustrando il fiume, controllando con strumenti di precisione il livello dell’acqua.
Nappon Nampon, che è uno degli addetti alla misurazione dei livelli dell’acqua sul Mekong da 36 anni, ha dichiarato che quest’anno il fiume ha toccato il livello più basso che lui abbia mai visto.

“Alcune barche cinesi erano rimaste arenate sul letto del fiume. Poi la Cina ha rilasciato un po’ d’acqua (dalle dighe ovviamente ndr) e sono riuscite a risalire il corso del fiume”, ha spiegato.

Veganismo e vegetarianismo non sono poi così “green”

veganismo

Vegani e vegetariani difendono il loro ideale di non mangiare carne (i secondi) e nemmeno i derivati da animali (i primi), non solo per una questione di cibi più sani, ma specialmente per una questione ambientale. In particolare i vegani affermano che non dovendo più allevare gli animali, le emissioni di gas inquinanti verrebbero abbattute.

Ma se tutti diventassimo vegani, mangiando così solo frutta e verdura, la riduzione delle emissioni a effetto serra per l’intero consumo di cibo sarebbe un mero 7%. L’adozione diffusa del vegetarismo avrebbe un impatto minore, mentre la produzione di alimenti biologici in realtà conduce ad un aumento netto delle emissioni di gas a effetto serra. Queste sono le conclusioni di un documento di ricerca pubblicato sulla rivista Progress in Industrial Ecology.

Un’isola di spazzatura si è formata nell’Oceano Atlantico

isola dei rifiuti

Se Cristoforo Colombo avesse percorso l’Oceano Atlantico oggi, avrebbe trovato un’isola molto prima di scoprire l’America. Ma se l’avesse trovata, siamo sicuri non ci sarebbe più tornato. Stiamo parlando della Great Pacific Garbage Patch, o in italiano la Grande Chiazza di Rifiuti del Pacifico. Così è stata soprannominata l’opera peggiore dell’umanità: un’isola grande tra 700 mila e 15 milioni di km quadrati (non è possibile stimarla con precisione perché le immagini satellitari non la captano) che fluttua al centro del secondo oceano più grande del mondo.

Ma non è fatta di sabbia, rocce e terreno, ma solo di plastica e altra immondizia che, fluttuando nel mare, viene trasportata da quattro diversi tipi di correnti nell’area corrispondente al Mar dei Sargassi. Immaginatevi dunque che spettacolo vedere un’area grande da due a 50 volte l’Italia, maleodorante e fluttuante.

Cibo da fast-food, dannoso anche per l’ambiente

inquinamento-fast-foodSappiamo tutti quanto il fumo passivo delle sigarette sia dannoso per la salute, ma per quanto concerne l’impatto ambientale del fumo emesso durante la cottura della carne nei fast-food fino ad oggi non si sapeva ancora molto.
Un nuovo studio presentato alla riunione annuale della American Chemical Society svoltasi a San Francisco il 23 marzo scorso dimostra come l’astenersi dal mangiare al fast food, piatti pronti come hamburger e patatine fritte, non sia una misura sufficiente a proteggere le persone dai loro effetti nocivi.

Shampoo anti-Co2, aminosiliconi del balsamo purificano aria

amino silicone anti-co2Si tratta di parenti degli ingredienti che si usano comunemente in shampoo e balsamo, nuovi composti che, a detta degli scienzati, sembrerebbero essere i prodotti a lungo agognati per combattere il riscaldamento globale. Se ne è parlato al 239esimo National Meeting of the American Chemical Society (ACS), che si sta svolgendo in questi giorni a San Francisco.

Il chimico Robert Perry (nella foto in homepage) insieme ad un’équipe di colleghi dell’ACS avrebbe individuato degli amino siliconi in grado di catturare l’anidride carbonica. Secondo Perry, questo nuovo materiale ha la potenzialità di rimuovere il 90 per cento di CO2 dei gas di combustione.

Cambiamenti climatici, dagli Usa nuovi modelli di previsione

modelli di previsione dei cambiamenti climaticiLa National Science Foundation (NSF) e gli U.S. Departments of Energy and Agriculture, hanno annunciato il 22 marzo scorso il lancio di un programma di ricerca congiunto per la produzione di modelli ad alta risoluzione per la previsione dei cambiamenti climatici e dei relativi impatti che ne derivano. Un progetto ambizioso, finanziato dalle agenzie con circa 50 milioni di dollari.

Il programma in questione, denominato Decadal and Regional Climate Prediction Using Earth System Models (EaSM), è progettato per generare modelli che, in modo molto più efficace rispetto ai modelli esistenti, possono aiutare a sviluppare strategie di adattamento per affrontare il cambiamento climatico. Questi modelli saranno sviluppati attraverso l’analisi e l’attuazione di proposte che provverranno da più agenzie per lo studio dei cambiamenti climatici.

Sony lancia il primo laptop ecologico, si chiamerà VAIO W

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Più volte abbiamo ammirato, ed anche parlato su queste pagine, dei computer fissi ecologici. Ma mai era capitato di parlare di un pc portatile che fosse davvero eco. Ci ha pensato Sony, che ha intenzione di lanciare sul mercato il suo nuovo modello del famoso VAIO, denominato semplicemente W.

La società ha preso un importante impegno per la riduzione dei gas ad effetto serra, riducendo le loro emissioni di CO2 del 93% negli stabilimenti in Europa nel corso degli ultimi 8 anni. Tutti i loro stabilimenti usano solo elettricità proveniente da fonti rinnovabili e i fornitori devono seguire regole rigorose per assicurarsi un posto nella grande famiglia Sony. Dopo il salto vediamo le caratteristiche di questo nuovo gioiellino verde.

L’Italia sfrutta i rifiuti meglio della media europea

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Il problema rifiuti in Italia è sempre presente, ma a vedere gli ultimi dati, sembra che ce la caviamo meglio rispetto alla media europea. Certo, in questa media rientrano anche diversi Paesi dell’Est che, essendo molto indietro in quanto a tecnologia ed organizzazione, abbassano di molto la media. Ma la situazione appare meno grave di quanto si percepisca.

Il modo per smaltire i rifiuti è riciclari, compostarli, incenerirli o lasciarli marcire in discarica. Considerando i due metodi migliori, quelli cioè da cui si può trarre vantaggio dai rifiuti, il riciclo ed il compostaggio, la media europea arriva al 40%, mentre quella italiana è al 45.

Giornata mondiale dell’acqua, oro blu “sotto assedio”

acquaOggi 22 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, si tirano un po’ di somme sull’oro blu, sulla sua distribuzione e sullo sfruttamento delle risorse idriche del Pianeta. Inutile dire che il bilancio è tutt’altro che positivo. I dati raccolti dall’Onu (l’Organizzazione delle Nazioni Unite) sono poco incoraggianti: sulla Terra 884 milioni di persone non hanno a disposizione acqua incontaminata, mentre sono addirittura in 2,6 miliardi a non beneficiare di servizi igienico-sanitari idonei.

La mancanza di acqua pulita è all’origine della diffusione di numerose malattie, tanto che la contaminazione dei bacini idrici provoca, ogni anno, più morti delle guerre. E ad aggravare la già difficile situazione, ci pensano previsioni poco confortanti: nel 2030 si stima infatti che una persona su tre vivrà in zone dove l’acqua scarseggia.

Avviata in America la costruzione della prima discarica che produrrà combustibile

compattatore rifiuti

S4 Energy Solutions LLC, una joint venture tra Waste Management, Inc. e InEnTec LLC, ha annunciato l’intenzione di sviluppare un impianto di gassificazione al plasma nella discarica di Ridge Columbia ad Arlington, in Oregon, USA. L’impianto previsto servirà per convertire i rifiuti solidi urbani in combustibile ed energia.

La costruzione dovrebbe iniziare in estate, con avvio previsto entro la fine dell’anno. Con il sistema S4, i materiali di rifiuto sono preparati e inseriti in una camera per una prima fase di gassificazione che opera a temperature di circa 1.500 gradi Fahrenheit (più di 800 gradi Celsius). Dopo la prima fase, il flusso di rifiuti viene inviato in una seconda camera chiusa dove viene surriscaldato a temperature tra i 10.000 e i 20.000 gradi Fahrenheit (5-10 mila gradi Celsius) utilizzando un conduttore di energia elettrica a gas chiamato “plasma“. Il calore intenso del gassificatore riorganizza la struttura molecolare dei rifiuti, trasformando quelli organici (a base di carbonio) in un gas di sintesi (syngas). Il syngas può quindi essere convertito in carburanti per il trasporto come l’etanolo e diesel, o in prodotti industriali come l’idrogeno e il metanolo.

Ossidazione omogenea: la nuova procedura per far diventare l’acqua il miglior combustibile al mondo

ossidatore acquaI chimici della Emory University hanno sviluppato il più potente catalizzatore per l’ossidazione omogenea nota per l’acqua, considerata una componente fondamentale per la generazione di idrogeno pulito utilizzando solo acqua e la luce del sole. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto di Chimica Molecolare di Parigi.

Il più veloce, e senza emissioni di carbonio, catalizzatore di ossidazione dell’acqua molecolare (WOC) fino ad oggi

ha veramente alzato lo standard degli altri noti WOC omogenei

ha detto il chimico della Emory Craig Hill, a capo della ricerca. Per essere validi, il WOC ha bisogno di selettività, stabilità e velocità. L’omogeneità è anche una caratteristica desiderata, visto che aumenta l’efficienza e la rende semplice da studiare e ottimizzare. Il nuovo WOC ha tutte queste qualità, e si basa sul cobalto, elemento abbondante e a buon mercato, che si aggiunge al suo potenziale per aiutare l’energia solare a diventare la più usata.

Fissata per il 2011 l’uscita della lavatrice Xeros che ti fa risparmiare il 90% d’acqua

lavatrice xeros

Il lavaggio “a secco” è destinato a diventare il futuro della pulizia grazie ad una lavatrice che utilizza il 90% in meno di acqua, rispetto ad un normale ciclo di lavaggio. Questa futuristica macchina non è poi nemmeno tanto lontana dall’arrivare nelle nostre case, dato che si preve possa entrare in commercio in Europa già entro la fine del 2011.

Il dispositivo, sviluppato a Leeds (Gran Bretagna) da Xeros Ltd, sostituisce l’acqua con piccole sfere di plastica che risucchiano le macchie, facendovi risparmiare tantissimo in bolletta. Il processo Xeros utilizza perle di nylon grandi 3 millimetri che possono arrivare in tutte le fessure e pieghe dell’abbigliamento, e possono essere riutilizzate centinaia di volte. Dopo che il ciclo di lavaggio è completo, le sfere si scaricano con l’acqua con la centrifuga.

Tuffi puliti 2010, aree di balneazione migliori su Google Map

tuffi puliti 2010Gli amanti del mare, quello vero, blu, pulito, incontaminato, ammesso che esista ancora, saranno felici di sapere che quest’estate sarà a loro disposizione un nuovo moderno strumento per raggiungere la spiaggia dei nostri sogni e fare un tuffo pulito. Il Ministero della Salute ha infatti deciso di aprire un sito, www.portaleacque.it, con precise indicazioni per i bagnanti sulla qualità delle acque nelle varie località balneari della Penisola.

Avvalendosi di Google Map, il portale condurrà turisti stranieri e cittadini italiani in vacanza verso le acque più limpide. Il sito è stato realizzato con la collaborazione dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato ed è stato presentato nei giorni scorsi a Parma nell’ambito della seconda giornata della V Conferenza ministeriale ambiente e salute organizzata dai ministeri dell’Ambiente e della Salute italiani e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa.

Google introduce il percorso ciclabile sulle sue mappe

pista ciclabile

Con un semplice clic del mouse, la nuova funzione di Google Maps permette di tracciare il migliore (e più comodo) percorso dal punto A al punto B della città, attraverso una mappatura specifica delle piste ciclabili. Il colosso californiano ha per ora lanciato circa 150 mappe di città americane per quanto riguarda il percorso in bicicletta, ma non è escluso che tra breve sbarcherà anche in Europa, proprio come avvenuto con l’ormai classico percorso in automobile.

Questa è stata la maggiore richiesta degli utenti di Google Maps negli ultimi due anni. Ci sono oltre 50.000 firme per una petizione

ha spiegato Shannon Guymon, product manager di Google Maps. La notizia ha letteralmente entusiasmato gli amanti della bicicletta, che hanno spinto per anni, tramite petizioni, il gigante della ricerca a tracciare percorsi ciclabili su Google Maps. In questo modo non devono più contare solo sulle mappe cartacee, ma anche quest’altro ambito è finalmente entrato nel ventunesimo secolo, seppur con un po’ di ritardo.