Un modo per ridurre le emissioni? Allevare salmoni come in Norvegia

allevamento salmoni

Vi siete mai chiesti se si deve essere tentati dall’acquisto del salmone d’allevamento? Dalla prima analisi sulla gravità dell’impatto ambientale degli allevamenti di salmone è emerso che in qualche modo si danneggia meno l’ambiente, per esempio, rispetto agli allevamenti dei bovini da carne. Ma esiste anche un ampio margine di miglioramento.

Nel complesso, l’allevamento del salmone è stata una storia di “successo alimentare”: la produzione globale è passata da 500 tonnellate all’anno nel 1970 a 1,5 milioni di tonnellate di oggi. Ma si consuma anche energia, si inquinano le acque costiere e si impoveriscono le popolazioni dei pesci più piccoli in cui il salmone si alimenta.

Quanti milioni di televisori saranno gettati con il passaggio al digitale terrestre?

televisioni gettate

L’aumento dei televisori gettati nei cassonetti al momento del passaggio al digitale terrestre è molto preoccupante. Se in Italia ancora non è possibile quantificarli perché la completa conversione dell’intero territorio nazionale terminerà nel 2011, un’idea è possibile farcela guardando la situazione degli Stati Uniti, dove dal giugno scorso il 100% del territorio non prende più il segnale analogico, o quella della Gran Bretagna.

Anche il Regno Unito ha effettuato il passaggio al digitale, e i dati mostrano un aumento spaventoso dei televisori gettati, che pare siano aumentati del 70% solo nell’ultimo anno. Il primo aspetto assurdo è che oltre la metà di essi poteva essere adattato alla nuova tecnologia. Ma quando tutto il mondo Occidentale sarà passato al digitale terrestre, a quanto ammonterà la quantità di immondizia tecnologica stipata nelle nostre discariche?

La Cina invade il mondo con la tecnologia verde

tecnologia verde segreta cinese

Girovagando nella rete veniamo a sapere che è in produzione un altro parco eolico cinese da record, con 240 turbine che producono 648 megawatt. Ma questo non avviene in Mongolia, ma in Texas. Questa fattoria eolica da 1,5 miliardi dollari, una joint venture cinese/americana pagata in parte dalle banche cinesi, non sarà costruita con le turbine dei soliti americani, ma con le macchine cinesi della A-Power.

Inutile dire che, la maggior parte dei posti di lavoro verdi del progetto sarà creato in Cina. Da qui si spera di ottenere il 30% (o 450 milioni di dollari) del finanziamento dai fondi di stimolo degli Stati Uniti. Insomma, per farla breve, tecnologia cinese, lavoratori cinesi, guadagno cinese, fondi americani. Non c’è niente di strano?

Thermeleon: la tegola che cambia il colore del vostro tetto quando cambia il tempo

prototipo thermeleon

In un giorno d’estate ardente, un tetto nero diviene terribilmente caldo, mentre un tetto bianco riflette il sole e mantiene un certo grado di raffreddamento in casa. In inverno, il calore generato da una radiazione solare può essere assorbito da un tetto nero, possibilmente anche risparmiando energia.

Questi basilari concetti scolastici sono conosciuti un po’ da tutti. Purtroppo, all’atto pratico, non si può avere entrambe le cose. Oppure no?

Un gruppo di neo-laureati del MIT ha sviluppato delle tegole che cambiano colore in base alla temperatura. Le piastrelle diventano bianche in una giornata calda e nere quando fuori fa freddo. Quando esse sono bianche, spiegano i ricercatori, le tegole riescono a riflettere circa l’80% della luce solare che li colpisce. Quando sono nere, ne riflettono solo il 30%. Lo stato bianco potrebbe permettere di risparmiare fino al 20% degli attuali costi di raffreddamento, secondo altri studi recenti effettuati proprio su questa teoria. Il risparmio effettuato grazie allo stato nero in inverno deve ancora essere quantificato.

Ritiro uno contro uno per rifiuti elettrici ed elettronici

rifiuti elettronici uno contro unoRitiro uno contro uno: una scelta consapevole che aiuterà a mettere fine al disastro ambientale provocato dallo smaltimento illecito di rifiuti elettrici ed elettronici. Gli apparecchi fuoriuso o semplicemente inutilizzati, seguendo questo criterio, dovranno essere riconsegnati al negozio. Da lì si proseguirà poi alla raccolta per un eventuale riciclaggio o comunque allo smaltimento appropriato e sicuro, senza danni per l’ambiente.

In molte regioni del Nord Italia la riconsegna degli apparecchi elettronici è già una realtà da tempo e i primi bilanci parlano di risultati incoraggianti e di una diminuzione della contaminazione del territorio. Chi acquista un elettrodomestico nuovo può consegnare direttamente al distributore quello vecchio. A stabilirlo chiaramente è il Decreto Legislativo 151/05 sui Raee, al momento sospeso in attesa di formulare un’ulteriore Decreto con  semplificazioni amministrative per i soggetti interessanti.

L’Esa spedisce satellite nello spazio per predire i cambiamenti climatici

satellite smos

Se fino ad oggi tutte le conseguenze dei cambiamenti climatici sono state predette e valutate da studi scientifici e calcoli matematici, da oggi avremo uno strumento in più per calcolare quali effetti si stanno verificando sul nostro Pianeta a seguito del riscaldamento globale.

Questa possibilità la si deve all’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, che nella giornata di ieri ha spedito nello spazio un satellite, denominato Smos (Soil Moisture and Ocean Salinity) il quale, come dice il suo stesso nome, misurerà l’umidità del suolo e la salinità dell’acqua, due delle variabili più a rischio per il riscaldamento globale.

Quando la tecnologia incontra l’ambientalismo: radio e computer di legno (fotogallery)

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Se uno dei tanti problemi degli ecologisti è convincere le grandi aziende tecnologiche a sostituire i loro prodotti fatti con materiali inquinanti (prima di tutto plastica, ma tantissimi altri agenti chimici tossici) con quelli naturali, d’ora in avanti le difficoltà diminuiranno.

Una delle soluzioni è una splendida piccola radio in legno che è, oltre che eco-friendly, completamente ad emissioni zero, visto che è alimentata ad energia solare. Yanko Design mette in mostra la radio “Sweet Little”, fatta di legno di rovere, è dotata di un pannello solare sottile, posto in alto, per raccogliere l’energia per sintonizzarsi sulle stazioni. Il legno rappresenta l’80% della radio, con appena il 20% costituito da componenti elettronici.

Il Mac Mini si ripaga da solo in due anni

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Un blogger americano ha recentemente affermato che il suo nuovo Mac Mini dovrebbe ripagarsi da solo entro due anni perché la sua bolletta elettrica è stata tagliata della metà. Il suo titolo “Free Apple Mac Mini. No Strings Attached!” (che in italiano suonerebbe come “Mini Mac Apple gratis. Non c’è nient’altro da dire”) è ovviamente sensazionalistico, ma ha una verità importante alle spalle: troppo spesso ci si dimentica di guardare il costo totale della proprietà (TCO), quando si acquistano computer ed altri dispositivi elettronici. Bisogna essere più consapevoli che anche se il costo iniziale non sarà dei più bassi, si tratta di una buona opportunità per favorire le buone pratiche ecologiche.

CJ, l’autore del post, ha confrontato i suoi costi recenti della bolletta. E’ passato da un HP Pavilion (a6567) a un Mac Mini, perché vive “in un appartamento di 53 metri quadrati e volevo risparmiare un po’ di spazio”, ed è stato piacevolmente sorpreso di vedere che a ridursi per prima è stata la sua bolletta elettrica, di circa la metà.

Il caricabatterie universale per cellulare taglierà le emissioni del 50%

caricabatterie

All’inizio di quest’anno abbiamo ricevuto la buona notizia che l’UE stava ipotizzando di far entrare in vigore un caricabatterie universale per tutti i produttori di telefonia cellulare. Può sembrare una forzatura, e chissà anche un’imposizione antieconomica, ma l’aspetto più importante è che, oltre alla comodità di non dover scegliere nel cassetto dei caricabatterie quale ci serve tra i 10 o più lì presenti, è una scelta “ecologicamente responsabile e semplicemente logica per uscire dalla produzione obsolescente pianificata”, la quale avrà come primo risultato la diminuzione di “cumuli di plastica e fili”.

La scorsa settimana un caricabatterie universale è stato approvato dall’International Telecommunication Union, la quale, pur non essendo “costretta” a farlo, visto che l’obbligo vige solo all’interno della Comunità Europea, è disponibile ad adottarlo per i nuovi telefoni.

Ecosistema urbano all’italiana. Vince Verbania

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E’ stata presentata oggi a Roma “Ecosistema Urbano 2009”, l’indagine che mette a confronto, attraverso un sistema di 27 indicatori, le prestazioni ambientali dei 103 comuni italiani capoluogo di provincia. La ricerca è stata realizzata da Legambiente con il contributo scientifico di Ambiente Italia e la collaborazione del Sole 24 ore.

Come sottolineato dai relatori (erano oggi presenti, tra gli altri, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente di Milano, Edoardo Croci, e Roberto della Seta della Commissione Ambiente del Senato), ottenere risultati positivi è possibile. E lo dimostra il caso di Milano, mentre Verbania è la prima in classifica.

Dimezzare le emissioni di gas serra? Basta non mangiare più carne

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Quando si parla di inquinamento, la prima idea che ci viene in mente sono le industrie che emettono quei gas neri nell’aria. Dopodiché si passa ai gas di scarico delle automobili, specialmente nelle città affollate. Ma in pochi sanno che la maggior parte dell’inquinamento è prodotto da ciò che mangiamo. Anzi, solo la produzione di carne ne produce più della metà.

A confermarlo è uno studio effettuato da scienziati americani, Robert Goodland e Jeff Anhang che hanno pubblicato un articolo dal titolo “Livestock and Climate Change” (bestiame e cambiamento climatico), uscito di recente sulla rivista World Watch Magazine.

L’Islanda offre ospitalità ai server mondiali per risparmiare sul loro raffreddamento

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Tra i campi dello scibile umano che più si stanno dando da fare in favore della svolta ecologica, probabilmente al primo posto c’è l’informatica. Dopo aver inventato i computer senza materiali inquinanti, quelli a risparmio energetico e tutti i dispositivi per evitare lo spreco di ogni centesimo di elettricità, dall’Islanda arriva la soluzione per quello che è sempre stato uno dei problemi principali dell’informatica, ma che mai si sono riusciti a risolvere: il raffreddamento dei server.

Provate a mettervi sulle gambe un pc portatile. Dopo qualche ora di utilizzo vi renderete conto che diventa incandescente. Ora immaginate un armadio pieno di circuiti simili a quelli del vostro portatile, ma che assiste migliaia di pc. Sono i server, i quali per funzionare hanno bisogno di essere raffreddati di continuo, visto che sono in attività 24 ore su 24. Secondo la società di ricerche Idc, l’industria informatica è responsabile del 2% delle emissioni globali di CO2, quanto l’industria aerea, e per la gran parte (tra il 40 ed il 60%), sono attribuibili all’energia che ci vuole per raffreddare i server. Dall’Islanda hanno trovato la soluzione: metterli sotto ghiaccio.

Agricoltori e industria forestale uniti per uno standard di gestione delle emissioni

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Un gruppo di imprese che si occupano di fornitura di legname e di carta, insieme ad alcune organizzazioni ambientaliste, hanno annunciato giovedì scorso un progetto pilota per consentire ai proprietari terrieri di registrare le proprie foreste per guadagnare crediti di carbonio da commerciare sul mercato aperto. Un tale sistema di scambio è una possibilità della legislazione allo studio del Congresso, che metterebbe un tetto al gas a effetto serra a livello nazionale negli Stati Uniti.

La coalizione mira a verificare come i proprietari terrieri nel Sud del Paese siano in grado di ricevere i benefici economici derivanti da negoziati sul carbonio nelle loro foreste. Il 90% delle foreste del Sud, che si collocano tra le più grandi per quanto riguarda l’industria della carta e del legno al mondo, è di proprietà privata. Alcuni agricoltori della regione hanno ancora intenzione di tagliare le foreste, o convertirle in piantagioni di pini che sono a rapida crescita, ma meno rispettosi dell’ambiente.

Un termometro terrestre ci dirà lo stato di salute del nostro pianeta

termometro terra

Secondo gli esperti dei cambiamenti climatici, il nostro pianeta ha la febbre. Lo scioglimento dei ghiacciai è solo un segno netto dei cambiamenti radicali che possiamo aspettarci. Ma gli effetti del riscaldamento globale in materia di agricoltura e risorse idriche restano ancora un mistero. Una nuova invenzione della Tel Aviv University, una sorta di “termometro ottico terrestre” (OSD), potrà aiutare a risolvere il mistero e fornire un nuovo strumento diagnostico per valutare la salute del nostro pianeta.

Secondo il prof Eyal Ben-Dor del Dipartimento di Geografia, il termometro aiuterà gli scienziati, urbanisti e gli agricoltori a comprendere la salute durante i cambiamenti del suolo, nonché i suoi potenziali problemi agricoli. Spiega il professore che:

Attraverso un piccolo foro nella superficie della terra, siamo in grado di valutare ciò che sta sotto di esso.

Quando il cambiamento climatico altera radicalmente il nostro pianeta, questo termometro può subito dire ai geografi quali parti di una nazione stanno meglio o quali peggio, per quanto riguarda l’agricoltura. L’efficacia dell’OSD è stata recentemente riportata in Soil Science Society of America Journal.