Nucleare in Italia, si vota la fiducia per il decreto Omnibus

E’ in corso in aula alla Camera il voto di fiducia del governo sul decreto Omnibus, decreto che tra gli altri provvedimenti contiene anche quello sulla moratoria per il nucleare in Italia. A seguito del disastro della centrale di Fukushima e soprattutto della diminuzione del consenso pubblico, la maggioranza di governo era stata costretta a fare dietro front sul ritorno al nucleare e quindi oggi il governo chiede la fiducia per evitare il referendum previsto per il 12 e 13 giugno. Finora la maggioranza di “No” dei parlamentari boccia la fiducia, tra commenti e polemiche verso l’attuale maggioranza di governo.

Sul nucleare il governo fa una clamorosa marcia indietro, quando fino a tre mesi fa quella fonte energetica era la base per lo sviluppo indicata dall’esecutivo. Mi auguro che nonostante il decreto il referendum si tenga comunque, il governo non ha un piano energetico e quindi di non avere un progetto di sviluppo

ha commentato in aula Paolo Baretta del Pd.

Ambiente: anche il presidente Napolitano si scopre ecologista

Chi l’avrebbe mai detto. Dall’alto del suo Colle il Presidente della Repubblica, impegnato a dirimere le beghe tra destra e sinistra, e soprattutto a cercar di far rimanere in contatto la politica con la vita dei cittadini, trova il tempo anche per dedicare un pensiero all’ambiente.

L’occasione gliela offre l’assemblea del nuovo “soggetto politico, ecologista e civile”, un movimento denominato Costituente Ecologista che parte dall’esperienza dei Verdi per rilanciare una mentalità green anche in Italia. Una corrente che comprende non solo uomini politici, ma anche “laici” del settore come scienziati, economisti e presidenti di associazioni. Un’iniziativa che pare sia molto gradita al Presidente Napolitano.

Acqua, Prestigiacomo: “il referendum è inutile”

Ancora una volta un rappresentante del Governo ha perso l’occasione per evitare l’ennesima figuraccia. E se a farla è il Ministro dell’Ambiente è ancora più grave, perché la questione su cui si dibatte oggi è il fondamento non solo del mondo in cui viviamo, ma della vita stessa: l’acqua.

Infischiandosene delle milioni di persone che vogliono votare al referendum, il Ministro Prestigiacomo continua la campagna denigratoria avviata dal Governo ormai da mesi, che tende a convincere gli italiani a non andare a votare per i tre referendum del 12 e 13 giugno, a proposito dell’acqua, nucleare e legittimo impedimento. Ieri, in occasione del convegno “Acqua bene pubblico”, organizzato dalla Federutility e Confservizi Toscana, la Prestigiacomo ha dimostrato quanto il Governo tenga al parere dei cittadini.

Biodiversità: il PD prova a difenderla in Parlamento

La biodiversità è un valore, e l’Italia ne ha da vendere. Peccato che molto spesso questo “vantaggio” ambientale venga sprecato, depredato e violentato. Il tutto perché non c’è una legge che tuteli la diversità di flora e fauna, una delle più ricche al mondo, e a cui bisogna trovar rimedio il più presto possibile.

In questo senso si legge la nuova proposta di legge del Partito Democratico che, grazie all’impegno del deputato On. Susanna Cenni, ha avviato l’iter per una legge sulla protezione della biodiversità. Peraltro, proposta arrivata nell’anno delle Foreste, e che verrà presentata al pubblico il prossimo 22 maggio, in occasione della giornata internazionale della biodiversità.

I programmi per l’ambiente dei due candidati sindaco di Napoli: De Magistris

Dopo aver analizzato le politiche ambientali del candidato sindaco di Napoli Gianni Lettieri, veniamo al piano  di Luigi De Magistris in tema di rifiuti, riqualificazione del territorio, rinnovabili, risparmio energetico.

De Magistris si dichiara contrario agli inceneritori e punta, come d’altra parte fa lo stesso Lettieri, sulla differenziata che intende portare al 66% (Lettieri prospettava un 50% entro un anno). A chi gli dice che è troppo ottimista, l’ex magistrato replica:

Sono un sognatore? Non credo. Il 66% è la media della differenziata nei quartieri pilota di Napoli dove il porta a porta già è stato fatto! Non è vero che i napoletani sono “incivili”, quindi, perché riciclano come e meglio degli altri! Inoltre, la differenziata ci costerà anche meno, rispetto alla politica degli inceneritori.

I programmi per l’ambiente dei due candidati sindaco di Napoli: Lettieri

Napoli al ballottaggio con Lettieri (Pdl) e De Magistris (Idv). I due ieri sono stati protagonisti di un duro faccia a faccia su Sky, in cui non sono mancati colpi bassi da entrambe le parti.

La sfida è tutta aperta. In gioco la poltrona di sindaco ma soprattutto il volto nuovo della città che ha sicuramente bisogno di darsi una ripulita. A chi spetterà questo compito lo decideranno gli elettori napoletani. In tanti domenica e lunedì scorso hanno preferito astenersi, probabilmente sfiduciati dai manifesti dei candidati che campeggiavano su cumuli di rifiuti agli ingressi delle scuole, degli ospedali, dei monumenti. I programmi si sa, purtroppo, non sempre raccolgono promesse che poi verranno mantenute. Ad ogni modo, vediamo cosa contiene in sintesi la voce ambiente nei programmi di entrambi i candidati.

Inquinamento, una cappa d’ossigeno per vestito: quando l’aria diventa un lusso

L’aria in città oggi è particolarmente inquinata: che mi metto? Una provocazione sui temi dell’inquinamento atmosferico e dello smog che si fa stile grazie ad una studentessa della New York University, Hana Marie Newman, ideatrice di un vestito/bolla che ha incorporato un sistema di purificazione dell’aria. Usciremo allo scoperto, affrontando senza timore il mostro dell’inquinamento, pur rimanendo rinchiusi nel nostro guscio salubre.

Le patologie connesse o aggravate dalla cappa irrespirabile che soffoca gli ambienti di vita urbani: ictus, asma, difficoltà respiratorie, allergie, non saranno più un problema, non nostro, almeno. Ce ne staremo rinchiusi nella nostra sacca marziana, con a disposizione tutto l’ossigeno che ci serve per andarcene in giro, trotterellando per le strade nel nostro spazio protetto, infischiandocene della mal’aria anche nei giorni più stantìi, ignorando chi al nostro fianco, fuori dalla bolla dell’egoismo, si sta intossicando.

Nucleare, Corte Costituzionale accoglie ricorso Regioni: obbligatoria l’intesa sulla costruzione di centrali

Nucleare, lasciamo il fronte sicurezza tedesco per tornare in Italia. Italia ancora nuclear free e, a quanto risulta dalla prima prova in Sardegna dei giorni scorsi, intenzionata a rimanerci. L’isola ieri ha partecipato al referendum consultivo concomitante con le amministrative, arrivando quasi a raddoppiare il quorum fissato al 33% e, oltre all’affluenza record, vittoria per la partecipazione democratica ai temi energetici, ha fatto registrare un punto a favore dei contro in quella che ormai è diventata una battaglia su tutti i fronti. Sono andati in tanti a votare sì per dire no alle centrali e alle scorie radioattive sul territorio sardo.

Altro freno al ritorno all’atomo italiano è arrivato in questi giorni dalla Corte Costituzionale che ha accolto, con la sentenza 165/2011, il ricorso presentato dalle regioni Toscana e Puglia e dalla provincia autonoma di Trento contro il decreto 105/2010.

Sardegna, referendum nucleare supera il quorum: in testa il popolo dei contrari

Il referendum sul nucleare in Sardegna del 15 e 16 maggio ha superato il quorum, abbassato al 33%. Al momento sono state scrutinate solo 205 sezioni su 1.820 complessive e risulta, dati ancora parziali dunque, che il 98,01% dei votanti, alla domanda “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”  abbia dato risposta affermativa, dichiarandosi contrario.

Una grande vittoria della democrazia sulla dittatura, così ha definito l’affluenza dei sardi alle urne nell’ambito del quesito consultivo regionale, Felice Belisario, presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato. Un quorum che fa ben sperare per il referendum abrogativo nazionale previsto per il 12 e 13 giugno prossimi.

Abusivismo edilizio, stop alle demolizioni in Campania: condono edilizio subdolo per FAI e WWF

Stop temporaneo alle demolizioni in Campania: Berlusconi gioca una carta  a dir poco sporca, come se la città non lo fosse già abbastanza per via dell’emergenza fattasi regola dei rifiuti, in occasione della sua visita a Napoli prevista per oggi. Ancor prima che il suo pié mortale calpestasse il territorio campano, si è lanciato in proclami, a rullo di tamburi:

Nel mio incontro con i cittadini farò vedere che ho pronto il provvedimento che sospenderà gli abbattimenti delle case fino alla fine dell’anno.

Impianti eolici offshore: Italia, approvazione con doppio binario

Le rinnovabili sono il futuro grazie a numerose tecnologie su cui si può far leva, dal fotovoltaico al geotermico e fino all’eolico. E proprio sulla produzione di energia sfruttando il vento nel mondo si stanno effettuando dei grandi investimenti. A metterlo in risalto sono stati Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori del Pd, i quali in particolare denunciano come l’attuale Governo in carica non ponga ostacoli solo allo sviluppo del fotovoltaico, ma anche all’eolico, ed in particolare alla realizzazione di impianti eolici offshore.

Il tutto, come sopra accennato, a fronte di nazioni come la Danimarca dove nel 2009 è stata inaugurata la più grande centrale eolica offshore del mondo, così come gli Stati Uniti hanno pianificato ingenti investimenti che negli USA nei prossimi anni potrebbero permettere proprio all’eolico di coprire fino al 20% del fabbisogno energetico.

Spiagge ai privati, l’Europa si definisce “inquieta” e minaccia multe

Operatori balneari a parte, il provvedimento del Governo che dà in concessione per 90 anni le spiagge ai privati non è piaciuto a nessuno. A parte le polemiche di associazioni ambientaliste e opposizione, che rientrano nel gioco delle parti, oggi a scendere in campo è persino l’Unione Europea che, senza mezzi termini, afferma che se i proclami del Governo fossero attuati, verrebbe aperta una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Una delle tante.

La scelta di Tremonti di “affittare”, come lui ha definito, le spiagge italiane per un periodo così lungo infatti va contro qualsiasi regola comunitaria di libera concorrenza. In particolare l’Unione contesta due aspetti del provvedimento: l’eccessiva lunghezza e la possibilità di rinnovo automatico della concessione, il quale però non è ancora stato completamente chiarito.

Spiagge ai privati per 90 anni, si scatenano le proteste

Criticato per non aver smaltito la burocrazia e non aver fatto nulla per lo sviluppo economico, il Governo improvvisamente ieri si è svegliato ed ha inserito una norma nel decreto sviluppo che ha fatto saltare sulla sedia milioni di italiani. Rispettando il principio secondo cui “vale tutto ciò che non è previsto dalla legge”, il Governo ha deciso di “regalare” le spiagge ai privati.

La ratio del provvedimento sta nel fatto che non si fanno grossi investimenti negli stabilimenti balneari in Italia, in quanto le concessioni sull’utilizzo dei tratti di spiaggia vengono concesse di anno in anno. E così ecco il colpo di genio: dare la concessione novantennale sulla superficie demaniale.