Progettata una bici per pedalare anche con la neve

La bicicletta, il mezzo a due ruote più ecologico, economico e salutare che esista, diventa protagonista nel corso del Salone del ciclo e motociclo (Eicma), in svolgimento proprio in questi giorni a Fieramilano. Ce n’è per tutti i gusti e per ogni esigenza tra le novità in esposizione alla mostra.
A colpire di più l’attenzione è stata la mountain-bike versione ghiaccio e gelo, per affrontare in maniera meno inquinante anche il più rigido tra gli inverni.

Se le due ruote sono perfette d’estate, infatti, o nelle tiepide giornate accarezzate dalla brezza primaverile, che fare durante la brutta stagione, quando l’asfalto è scivoloso e la neve impedisce di inforcare la bici anche ai più temerari degli ecociciclisti? Ebbene, la bicicletta equipaggiata per la neve presentata a Milano sembra essere la soluzione più appropriata per risolvere il problema.

Ecomondo, il congresso di Rimini per industriarsi correttamente

Torniamo a parlare di rifiuti, in particolar modo di risposte concrete per arginare il problema, seguendo le proposte avanzate dai partecipanti al congresso Ecomondo, che ha aperto i battenti il 5 novembre a Rimini e che proseguirà i suoi lavori fino a domani, 8 novembre. Significativo lo slogan scelto anche dal sito www.ecomondo.com per pubblicizzare la manifestazione: Industriarsi correttamente.
Ed è proprio delle strategie per far fronte alla crisi ambientale e all’annoso problema dell’immondizia e dei suoi possibili reimpieghi che discutono gli esperti riuniti alla dodicesima rassegna internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.

Interessanti le nuove idee presentate nel corso della conferenza. Ad attirare l’attenzione, sono soprattutto alcuni innovativi ed originali progetti che potrebbero rivoluzionare l’approccio al trattamento dei rifiuti negli spazi urbani. La prima è il naso anti-amianto, un naso elettronico in grado di individuare il pericoloso minerale e di eliminarlo.

Come cambia il mondo dell’ecologia con Obama Presidente

Passati i festeggiamenti, è l’ora di mettersi al lavoro per il Presidente degli Stati Uniti, colui le cui scelte peseranno sul futuro del mondo almeno per i prossimi 4 anni, l’ex senatore, oggi primo Presidente afroamericano, Barack Obama.

Una buona fetta della campagna elettorale del candidato Democratico, oltre che su altri tipi di problemi, era incentrata proprio sull’ambientalismo, e noi speriamo che questa non sia stata una scelta per convincere i giovani a votarlo, ma che poi le sue promesse siano effettivamente mantenute. Ma andiamo a vedere quali sono questi suoi propositi.

Charcoal & Chalk, abiti maschili emissioni zero

Abbiamo spesso segnalato le iniziative a favore dell’ambiente lanciate da numerosi marchi e case di moda, al fine di ridurre l’impatto sulla Natura e le emissioni nell’intero processo di produzione di indumenti e accessori.
Dai materiali ecologici all’utilizzo di risorse rinnovabili al riciclaggio, la moda in oggi sembra coincidere con le ultime tendenze green. Oggi torniamo a parlare di eco-moda, rivolgendoci soprattutto agli uomini d’affari, ai manager e a chiunque per motivi professionali è vincolato ad indossare giacca e cravatta per recarsi al lavoro. E’ stato infatti ideato il primo abito maschile ad emissioni zero, l’ideale per chi vuole essere elegante e al tempo stesso contribuire a non inquinare la Terra.

Il merito di questa new entry nel campo della moda green è del designer britannico Austen Pickles, della Charcoal & Chalk.
Alla base della realizzazione di questi completi maschili il meccanismo della compensazione ambientale. Le emissioni prodotte durante il processo di fabbricazione e lavorazione dei materiali vengono infatti quantificate e “pareggiate” piantando alberi e fornendo aiuti economici per la preservazione degli habitat naturali e delle riserve protette.

55 multinazionali firmano il Protocollo di Kyoto. L’Italia resta sempre più sola

Altro che crisi dell’economia. A far fare l’ennesima figuraccia davanti al mondo all’Italia stavolta ci si mettono anche le multinazionali. Sono state in 55 le aziende a livello mondiale che giovedì hanno sottoscritto il protocollo di Kyoto, lanciando un messaggio importante, cioè che è più importante la salute della Terra che qualche miliardo in più o in meno guadagnato.

A farsi da portavoce del movimento è stato Lars Josefsson, presidente della Vattenfall, quarto produttore di energia elettrica mondiale. Secondo lo svedese infatti al primo posto delle preoccupazioni delle maggiori industrie mondiali è il riscaldamento globale, e in questo caso allearsi con la politica per contrastare questo problema ambientale è prioritario rispetto ai dividendi.

Sarah Palin: una vicepresidente poco attenta all’ambiente che fa il tifo per i carburanti fossili

Una politica energetica poco attenta alla salute dell’ambiente. E’ quella presentata dalla candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti nonchè governatrice dell’Alaska, Sarah Palin. La vice di Mc Cain, infatti, in un discorso tenutosi a Toledo, nell‘Ohio, ha illustrato, rivolgendosi alla Xunlight Corporation, azienda costruttrice di pannelli solari, la sua visione energetica basata soprattutto sull’impiego dei carburanti fossili. I pilastri della politica energetica della Palin sono il petrolio e le altre fonti fossili: si punta allo sviluppo del nuovo petrolio, del carbone pulito, delle centrali nucleari (se ne prevedono 45 da realizzare entro il 2030), delle trivellazioni e dei gasdotti. Per quanto riguarda le energie rinnovabili la vice di Mc Cain si dichiara scettica sulla loro efficacia in quanto non hanno applicazione immediata e afferma che bisogna pur procedere con esse ma non a discapito delle fonti fossili.

Italia, ancora linea dura su piano clima Ue

Le misure a favore dell’ambiente previste dall’Unione Europea costano troppo al nostro Paese. Il governo italiano, nella figura di Silvio Berlusconi e Stefania Prestigiacomo (ministro dell’Ambiente) è irremovibile.
Vista la grave crisi economica in atto le spese per ridurre le emissioni sono un conto troppo alto da pagare. Questo sembra un motivo sufficientemente valido per chiedere un cambiamento del Piano sul clima previsto dall’Europa.

Effettivamente, come dargli torto? Salvare le banche che avevano azzardato troppo con i nostri risparmi, investire su un’energia nucleare che appena terminata la costruzione degli impianti li vedrà già obsoleti, proteggere i manager corrotti dalla bancarotta regalandogli Alitalia, ci è costato e ci costerà parecchio (a noi contribuenti), tanto da non far avanzare nulla per rispettare i parametri sulla riduzione dell’impatto ambientale. Investimento che tra l’altro, sarebbe forse l’unico a nostro vantaggio, dal momento che ci garantirebbe ancora un pianeta su cui vivere.

Anche Halloween può essere ecologico

Fine Ottobre, tempo di streghe, di zucche e di dolcetto-scherzetto, quindi tempo di Halloween. E come poteva mancare l’iniziativa ecologica anche nella festa più paurosa dell’anno? Se per un giorno, o meglio per una notte, ci vogliamo dimenticare di ciò che ci fa più paura al mondo, e cioè il disastro ecologico che si sta perpretrando nei confronti della nostra Terra, questo non significa trascurarla completamente. E allora non c’è niente di meglio che festeggiare in maniera “eco-friendly”.

L’idea arriva dalla nazione che Halloween lo ha inventato ed esportato, gli Stati Uniti, e sembra vada molto di moda soprattutto tra le star di Hollywood. Potete fare la differenza alla vostra festa di Halloween non solo a seconda dell’originalità del vostro vestito, ma anche per come lo avete fatto, adornato, ecc.

Adriano Celentano, sognando Chernobyl

Dopo l’uscita qualche mese fa di Fiori, la rock song in difesa della Terra,  prosegue l’impegno a favore dell’ambiente di Adriano Celentano con il debutto sul web del nuovo video-singolo dall’emblematico titolo “Sognando Chernobyl“.

Parole dure ed immagini altrettanto sconvolgenti che lasciano intravedere agli uomini la prospettiva di una sorte di apocalisse anticipata dai disastri ecologici, dall’incuria degli esseri umani verso la Natura, il suo soccombere nella distruzione, un grido d’aiuto rimasto senza ascolto.  E questa canzone invece si fa ascoltare, ammonendo l’umanità con parole terrificanti, che nascondono una semplicità e un’evidenza dei fatti disarmanti: Tutti quanti insieme salteremo in aria bum.

La buona notizia: il Governo italiano stanzia 10 milioni per le rinnovabili

Ogni tanto qualche buona notizia arriva anche dall’Italia. Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha deciso di stanziare 10 milioni di euro da investire nelle rinnovabili. Un regalo che dal Governo non ci aspettavamo, ma che può finalmente far ritornare, per pochi minuti, in buona luce l’operato di uno dei Governi meno ambientalisti della storia.

Ma attenzione a non farci false illusioni, non è oro tutto quello che luccica. La Ministra infatti ha aggiunto che questo investimento è fatto in previsione del nucleare, dato che da qui fino a che le centrali nucleari saranno pronte per entrare in uso, ci vuole un supporto ulteriore per cominciare a renderci energicamente indipendenti.

Crisi economica? No, rivoluzione ecologica

Il tema di questa settimana, ormai s’era capito, è il dibattito tra chi è pro e chi è contro le regole ecologiche per salvare il pianeta. Un recente studio portato avanti da alcuni ricercatori inglesi, guidati da Angus McCrone, redattore capo alla London-based New Energy Finance Ltd., ha indicato le vie da seguire per uscire da questa fase di recessione economica, e la maggior parte di esse sono, guardacaso, ecologiche.

Lo studio si basa su dei semplici processi economici che si instaurerebbero se fossero adottate le misure giuste per tutelare l’ambiente, ridurre l’inquinamento atmosferico, e contemporaneamente far risparmiare centinaia di migliaia di aziende in tutto il mondo. Si tratta di processi molto elementari, alcuni già noti da decine di anni, ma che stranamente nessuno ha ancor preso in considerazione. Il primo di essi è la cosiddetta “Tax-credits“.

Sarkozy si scaglia contro Berlusconi sull’ecologia: “irresponsabile abbandonare il pacchetto”

“Abbandonare il pacchetto dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico. La situazione ambientale del mondo non è migliorata in conseguenza della crisi finanziaria. Il pacchetto è fondato sulla convinzione che il mondo va incontro alla catastrofe se continua a produrre nelle stesse condizioni. Non vedo alcuna argomentazione che mi dica che il mondo va meglio dal punto di vista ambientale solo perché c’è la crisi economica”

Questa è stata la dura replica del Presidente francese Sarkozy alle obiezioni portate dal Governo italiano al pacchetto clima in discussione al Parlamento Europeo. Per ricapitolare la situazione, basta dire che Berlusconi aveva dichiarato di voler abbandonare le prospettive ecologiche che l’UE gli proponeva, perchè in questo momento di crisi preferiva favorire le industrie comunitarie piuttosto che investire sull’ambiente. Secondo i calcoli italiani il costo del progetto sarebbe stato dai 18 ai 25 miliardi di euro, secondo il Commissario Dimas la “bolletta” sarebbe di circa la metà, mentre per Legambiente il risparmio energetico che si attiverebbe seguendo queste direttive ammonterebbe a 7,6 milioni di euro, riducendo così la “perdita” per salvare il pianeta a soli 600 milioni di euro.

UE contro Berlusconi, atto secondo: scende in campo Napolitano

“Le esigenze di sostenere l’economia non devono sopravanzare il rispetto e la tutela dell’ambiente”

Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto sentire la sua voce sulla questione che sta mettendo in ridicolo l’Italia di fronte all’Unione Europea. La questione ambientale, che vi avevamo riportato ieri, ha visto venerdì un nuovo round, con la risposta del Commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas, che ha parlato di “numeri sbagliati” dati dall’Italia per far fronte ai provvedimenti imposti dall’Unione sull’ormai famoso pacchetto del 20-20-20.

Secondo Dimas infatti l’Italia sarebbe il Paese che all’interno dell’Unione Europea ci guadagnerebbe di più se si dovessero adottare le politiche previste, e il costo da sostenere sarebbe di gran lunga inferiore di quello raccontato da Berlusconi (circa la metà).

Berlusconi contro l’ecologia e alleato dei comunisti

Il nostro Premier Silvio Berlusconi ha perso un’altra occasione per dimostrare un pò di attenzione all’ecologia da parte del suo Governo. Al summit sul clima tenutosi a Bruxelles nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio italiano era in prima fila tra quei leader che si sono opposti all’obiettivo del 20-20-20 imposto dall’Unione Europea già dall’anno scorso.

L’obiettivo del 20-20-20 significa ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020 e contemporaneamente potenziare l’utilizzo delle energie rinnovabili fino al 20% del fabbisogno nazionale (più un 10% della quota del biocarburante).