Da Critical mass al bikesharing: meno inquinamento e più buonumore per chi sceglie le due ruote

di Redazione 5

Niente bollo, niente assicurazione, niente benzina, eppure in città sono le più veloci. Le biciclette rappresentano una valida alternativa per far fronte all’inquinamento delle metropoli, coniugando una rapidità di spostamento ecologica ad un’attività fisica salutare e dagli enormi benefici per il benessere psicofisico.

Uno dei vantaggi antistress garantito dalle due ruote è il non dover trovare il tanto agognato parcheggio, con lo spettro delle multe e della rimozione forzata sempre in agguato. Il risparmio energetico è immane, pensate che traducendo l’energia consumata da un ciclista che va ad una velocità di 15 km/h in consumo di benzina, è come se si fossero percorsi 800 km con un litro.


La bici è il mezzo di trasporto che brucia meno energia, solo 27 kj (kilojoule, l’unità di misura dell’energia), rispetto ai 260kj che si consumano muovendosi a piedi, ai 550 kj impiegati dal treno elettrico, ai 900 kj dell’autobus e ai 2900 kj dell’auto a benzina.

Per coprire brevi distanze i cittadini dell’Unione impiegano sempre più spesso la bicicletta. Che sia per colpa del prezzo del carburante, per questioni di coscienza civica, per praticità o salutismo, fatto sta che le bici spopolano cone mezzo di trasporto. In Olanda c’è più di una bicicletta ogni abitante, in Germania 900 ogni mille abitanti, in Italia 440.

In Ungheria esiste un movimento di ciclisti Critical mass, che svolge frequenti manifestazioni in tutta Europa, occupando le strade pedalando, creando così un vero e proprio traffico di ciclisti…ecologico! Il nome nasce dal metodo usato da questi ciclisti convinti per passare agli incroci… aspettano infatti che si sia formata una massa di biciclette alle spalle prima di scattare tutti insieme, negando così ai veicoli a 4 ruote la possiblità di passare per primi.

Il 66% degli spostamenti che avvengono in Europa con l’auto servono a coprire distanze inferiori a 10 km, il 20% addirittura sotto i 3 km. Insomma distanze che si potrebbero facilmente percorrere in bicicletta.

A Londra si sono inventati delle bici pieghevoli, che si possono portare sui mezzi pubblici e le usa già il 10% dei ciclisti. In Italia le grandi città, per percorsi più lunghi, propongono la combinazione bici-treno, bici-metrò, con la possibilità di posteggiare la bici in apposite aree di sosta. Considerando che spesso nel traffico si viaggia a meno di 10km/h, la bici conviene sempre, si risparmia non solo il tempo, ma anche i soldi della palestra e del carburante.

Nel nostro Paese esistono 500 km di piste ciclabili, in Austria 10000, inutile dire che l’Austria attira molti più cicloturisti. L’estate, infatti, molti, soprattutto tra i giovani, scelgono questa particolare forma di turismo su due ruote, ed è ovvio che prima della partenza, si documentino sui Paesi più attrezzati per i ciclisti.

Se l’Italia pecca per insufficienza di piste ciclabili, non è altrettanto per l’assistenza tecnica alle due ruote: in Valsugana esiste un vero e proprio bici grill, con un’officina e un punto di ristoro. A Roma esiste una ciclo officina popolare, Don Chisciotte, dove si insegna gratuitamente a riparare la propria bici.

Iniziative di bikesharing (bici in condivisione) non mancano in molte città, e in generale stanno aumentando le piste ciclabili e le aree di manutenzione e i posteggi per Bici in tutta Italia. Ma si può fare di più, seguendo ad esempio i modelli esemplari di Bolzano e Ferrara, dove in bici avvengono rispettivamente il 25% e il 30% degli spostamenti totali in città.

Commenti (5)

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