Deforestazione, il presidente del Brasile perdona i distruttori dell’Amazzonia

di Redazione 1

Da anni i vari Governi brasiliani che si sono succeduti hanno lottato strenuamente contro la deforestazione illegale del più grande polmone della Terra, la foresta Amazzonica. Ora però che finalmente stava per entrare in vigore una legislazione dura, il presidente Dilma Rousseff ha deciso di alleggerirla un po’. In questo modo tutti gli sforzi che si fanno per proteggere l’area del Rio delle Amazzoni in cui non si può quasi più tagliare nemmeno un albero legalmente, ma dove tutto viene fatto ormai illegalmente, vengono vanificati.

Un po’ come accade da noi dove in tanti costruiscono abitazioni abusive tanto poi arriva il condono, la stessa cosa potrebbe accadere ora in Brasile. Il Parlamento aveva redatto un nuovo Codice forestale, su pressioni esterne degli ambientalisti e di altri Paesi, il quale prevedeva sostanzialmente multe salatissime ed il carcere per chiunque fosse beccato a tagliare anche un solo albero senza le dovute autorizzazioni. Al momento dell’approvazione però Rousseff ha posto il veto, ed ha di fatto eliminato le multe e limitato di molto la pena restrittiva.

Ci saranno delle perdite nella qualità e quantità delle acque, e delle perdite per la conservazione della biodiversità. Il concetto di zone di protezione permanente è diventato privo di significato

ha denunciato André Lima, coordinatore delle politiche pubbliche dell’Environmental Amazon Research Institute che si è immediatamente scagliato contro la decisione del presidente brasiliano. Secondo gli ambientalisti in questo modo si favoriscono le lobby agricole che mettono il profitto prima del bene pubblico.

Ma ciò che fa più rabbia è che da una parte Dilma Rousseff aveva messo al primo posto nel suo programma elettorale la tutela della foresta Amazzonica, e dall’altra tra poche settimane comincerà il famoso vertice Rio+20 in cui i Ministri dell’Ambiente di tutto il mondo si ritroveranno a Rio de Janeiro proprio per discutere, tra le altre cose, proprio della tutela delle foreste. Siamo curiosi di sapere quale giustificazione la Rousseff troverà per la sua decisione.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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