Disastro di Cernobyl, il biodiesel potrebbe ripulire l’area colpita

di Redazione 1

Le terre contaminate dal disastro nucleare di Chernobyl, potrebbero essere ripulite in un modo intelligente: con una piantagione per biocarburanti. La Bielorussia, il Paese più colpito dalla catastrofe, sta progettando di utilizzare le colture per “succhiare” i materiali radioattivi come cesio e stronzio per rendere il terreno adatto alla crescita di prodotti alimentari tra pochi decenni piuttosto che fra centinaia di anni come previsto inizialmente.

Un’area di 40.000 chilometri quadrati a sud-est della Bielorussia è così piena di isotopi radioattivi che non sarà considerata idonea per la coltivazione di cibo per alcuni secoli, finché gli isotopi non saranno sufficientemente scarichi. Ma questa settimana un team di tecnici irlandese che si occupano di biocarburanti si sono recati nella capitale, Minsk, sperando di fare un accordo con gli enti statali per la coltivazione di barbabietole da zucchero radioattive ed altre colture su terreni contaminati per la produzione di biocarburanti per la vendita in tutta Europa.

La società, Greenfield Project Management, insiste sulla necessità che il materiale radioattivo non possa nuocere se “tradotto” in biocarburanti come l’etanolo. Spiega Basil Miller della Greenfield:

Nella distillazione, solo i composti più volatili risalgono il tubo. Tutto il resto è lasciato alle spalle. I residui radioattivi pesanti saranno bruciati in una centrale elettrica, la cui produzione sarà un concentrato di “ceneri radioattive”. Questa potrà essere smaltita secondo le norme di trattamento delle scorie nucleari.

L’Agenzia per l’energia atomica delle Nazioni Unite non è così convita. Secondo Didier Louvat, mentre il processo dei biocarburanti dovrebbero essere al sicuro, né la Bielorussia né l’Irlanda sono pronti per lo smaltimento dei residui radioattivi allo stato attuale.  La Bielorussia al contrario sembra propensa sul progetto, tanto che Andrei Savinkh, rappresentante della Bielorussia presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha chiamato la decontaminazione del suolo “la priorità numero uno per il governo bielorusso“.

In molti solleveranno l’obiezione che Chernobyl si trova in Ucraina. Questo è vero. Purtroppo però i venti prevalenti trasportano l’80% delle radiazioni sul suolo della Bielorussia. Gli agricoltori qui coltivano le piantagioni di grano ugualmente. Il materiale radioattivo concentrato nelle radici e negli steli, finisce sul terreno dopo il raccolto. Ciò significa che oggi il suolo è quasi contaminato come subito dopo l’incidente. Secondo le stime del Governo però, se l’esperimento dovesse andare a buon fine, basterebbero coltivazioni di biocarburanti per 20-40 anni ed il terreno sarà completamente ripulito.

Fonte: [new scientist]

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