INGV, studi sui terremoti in Italia: rilevate vibrazioni di origine antropica

di Redazione 2

Nuovo studio sui terremoti in Italia dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: gli esperti hanno rilevato che fino al 50% del territorio della nostra penisola potrebbe essere interessato da vibrazioni a bassa frequenza, identificate come vibrazioni sismiche di origine antropica.

Arriva un nuovo interessante studio dell’INGV sui terremoti in Italia, o meglio sulle vibrazioni sismiche in Italia, e ancor più nello specifico sulle vibrazioni sismiche a bassa frequenza di origine antropica. Questo genere di vibrazioni, identificati per la prima volta in terra nipponica e denominati tremori non vulcanici, sono presenti in tutte le regioni del nostro paese. Lo studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di recente pubblicato sul Geophysical Research Letters,  specifica che si tratta di tremori causati dall’uomo e che appaiono assai simili ai tremori non vulcanici naturali a cui abbiamo accennato sopra. Con la RSN, la Rete Sismica Nazionale, è possibile individuare centinaia di queste vibrazioni di natura antropica nell’arco di 24 ore.

Ma cos’è che causa più in particolare queste vibrazioni sismiche? Tali vibrazioni, con frequenza tra i 2 e i 5 Hz e che quindi hanno 2-5 oscillazioni al secondo, sono correlate all’attività degli impianti industriali italiani e più nello specifico delle cementerie. Lo studio su geologia e terremoti dell’INGV nasce per indagare i tremori non vulcanici naturali, che come ha spiegato Alessandro Amato

sono molto importanti per le loro implicazioni in termini di dinamica del contatto tra le placche e per essere un indizio della  presenza di fluidi in profondità nella crosta e nel mantello terrestre. Studiando tali fenomeni anche sul nostro territorio, ci siamo invece  imbattuti in segnali di altra provenienza: vibrazioni sismiche di origine antropica con caratteristiche simili ai tremori non vulcanici.

Questo genere di vibrazioni individuate dall’INGV in una porzione di territorio italiano che si stima fino al 50 per cento, possono essere rilevati grazie alla sensibilità della Rete Sismica Nazionale che è in grado di localizzare in tempo reale anche i tantissimi micro terremoti con magnitudo inferiore a 1, e che risultano del tutto impercettibili alla popolazione. Va da sé che è molto interessante il dato relativo alle cementerie. Diana Latorre, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha commentato il dato come segue:

L’Italiaè uno dei paesi che producono più cemento in Europa e nel mondo. Esistono decine di cementerie a ciclo continuo in tutto il territorio italiano con macchinari che generano vibrazioni. Dove la Rsn è più fitta, quindi particolarmente sensibile, siamo in grado di localizzare l’origine di questi tremori.

Si tratta di un altro piccolo ma importante passo avanti verso la comprensione dei fenomeni sismici in Italia e non solo. Come precisano i ricercatori, infatti, tale scoperta permetterà di perfezionare il sistema di analisi dei segnali sismici e di individuare i tremori non vulcanici anche nel nostro paese; elemento che, per usare le parole del dirigente di ricerca dell’INGV Amato, “potrebbe aprire nuove prospettive per la comprensione del fenomeno sismico in tutte le sue manifestazioni”. In riferimento alla foto in alto, per concludere, chiariamo che i quadrati rappresentano aree dove si sono registrati eventi microsismici tra il 2010 e il 2012, e i rombi gli impianti per la produzione di cemento operanti in Italia nel 2010.

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