Italia-Tunisia, accordo sulle rinnovabili

di Marco Mancini Commenta

Che l’Italia fosse agli ultimi posti come produzione di energia rinnovabile al mondo, questo lo si sapeva già. Ma vedere che alcuni Stati africani sono più avanzati di noi, fa un certo effetto. Per una volta però l’iniziativa promossa dal Governo ha un buon fine, e cioè importare dall’estero energia pulita.

L’Italia è un grande importatore di energia, dato che fonti di ogni genere da noi sono quasi assenti. Arriva il nucleare dalla Francia, il gas dalla Russia, il petrolio da diverse parti del mondo, ed ora anche un po’ di rinnovabile dalla Tunisia.

Il direttore generale del Ministero dell’Ambiente italiano Corrado Clini, e il Ministro dell’Energia della Tunisia Afif Chelbi hanno ieri raggiunto l’accordo per collegare i due Paesi con un enorme cavo trasportatore che collegherà la piattaforma tecnologica tunisina, la quale comprenderà diverse fonti energetiche, dal solare all’eolico, fino alle biomasse, e l’Italia, che ne importerà gran parte.

L’accordo è stato possibile grazie agli aiuti dell’Unione Europea. Infatti lo statuto UE consente di finanziare i progetti sulla costruzione di impianti per l’energia rinnovabile non solo all’interno della stessa Unione, ma anche al di fuori di essa, se però è previsto che l’energia che verrà prodotta sarà immessa nella rete europea. A questo punto vien da chiedersi come mai è stato fatto tutto questo giro, quando con gli stessi finanziamenti, e con costi enormemente inferiori, si potevano realizzare le stesse strutture tecnologiche in Italia, le quali in più avrebbero dato lavoro a migliaia di italiani.

Questo, insieme a tanti altri interrogativi, è destinato a rimanere un mistero. Nel Paese del nucleare probabilmente non c’è posto per l’energia solare e tutte le sue compagne, ma perlomeno abbiamo ottenuto un importante traguardo: d’ora in avanti nel nostro Paese non verrà importata solo energia inquinante, ma anche quella pulita. Meglio di niente.

Fonte: [Ansa]

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