Eolico: ERG Renew cresce sfruttando la maggiore ventosità

Nei primi nove mesi del corrente anno ERG Renew, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nel settore delle rinnovabili, ha conseguito una crescita pari a ben il 43,6% dell’energia prodotta dai propri parchi eolici; questo, in particolare, è avvenuto sia grazie ad una maggiore ventosità rilevata per gli impianti rispetto allo scorso anno, sia in virtù del consolidamento della produzione di energia pulita dei nuovi parchi eolici di Rotello e di Ascoli Satriano.

Questo è quanto accaduto in Italia nei primi nove mesi del 2010, mentre nello stesso periodo in Francia ERG Renew ha prodotto energia elettrica da parchi eolici transalpini per ben 83 GWh con un incremento del 20,6%; anche in questo caso l’aumento della produzione è frutto sia di una maggiore ventosità, sia dell’entrata a regime, lo scorso mese di aprile, del nuovo parco eolico di Plogastel.

Mobilità sostenibile, H2Roma il percorso del futuro per l’auto

Con lo slogan Il percorso del futuro. Da oggi al 2020, dieci anni che cambieranno l’auto, H2Roma Energy & Mobility Show vuole lasciare un segno per tutti coloro che vi prenderanno parte. Il Salone delle Fontane all’Eur dedicato alla mobilità sostenibile è rivolto principalmente ai giovani e agli studenti, il futuro dell’economia del Paese.

Conferenze e incontri a tema in cui esperti e ricercatori della green economy terranno vere e proprie lezioni per spiegare i benefici della mobilità sostenibile, benefici per l’ambiente e per gli ecosistemi, per la salute dell’uomo e per le sue tasche; ma anche Green Drive con prove su strada delle auto del futuro. Tutto questo è H2Roma.
Durante la Green Expo, in corso nella Capitale dal 9 novembre fino a domani, giovedì 11, i visitatori potranno ammirare e conoscere i processi di alimentazione di 19 auto elettriche, 17 auto ibride, 1 veicolo a idrogeno e 10 modelli di vetture dotati di sistemi ad efficienza energetica.

Alluvioni anche nel salernitano, il maltempo mette in ginocchio la Campania

L’Italia sta affondando. Nel vero senso della parola. Dopo i disastri in Veneto e a Pompei, un’altra zona del campano, la provincia di Salerno, rimane sommersa dalle alluvioni. Stavolta a straripare sono il fiume Sele ed il torrente Solofrana, i quali hanno costretto 300 persone all’evacuazione ed hanno provocato danni al momento difficili da calcolare.

Le località Loreto Ortolonga, Trentalone di Gromola e Ciurnito del comune di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno, sono state le più colpite, dato che il Sele ha straripato in almeno tre punti. Il torrente invece ha fatto danni a Pagani, Eboli e Borgocariglia, dove i campi sono stati inondati e le case attualmente evacuate, in attesa del miglioramento delle condizioni meteo.

Riciclaggio dei rifiuti elettronici: l’Italia si avvicina alla soglia europea dei 4 kg annui pro capite

Per avere l’idea del volume dei rifiuti elettronici  immessi nell’ambiente da un umano del primo  nel corso della sua vita, basta osservare la scultura WEEE MAN (foto qua sopra) che ci giudica dall’alto della sua stazza e scruta la nostra coscienza ecologica con i suoi vitrei occhi-oblò.  Nel vicino 2008 in Italia si riciclavano 2 kg di rifiuti elettronici per abitante all’anno, entro la fine dell’anno sarà raggiunta la soglia europea dei 4 Kg.

L’Italia ha potuto permettersi di giocare al raddoppio da quando è entrato in vigore il nuovo sistema nazionale messo a punto dal CdC Raee (Centro di Coordinamento Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) il quale vanta nel solo 2010 (da gennaio a settembre) la raccolta di 178mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (quasi il 30% in più rispetto l’anno precedente).

Deforestazione, multa record in Brasile

Il Comune di Sao Félix do Xingu, nello Stato del Parà in Brasile, è stato ritenuto responsabile della distruzione di oltre 19.000 km quadrati di foresta dell’Amazzonia, un’area vasta quanto la regione Puglia, e multato per 12,3 milioni di real, che corrispondono circa a 5,2 milioni di euro. Una cifra record per l’ambiente nello Stato del Brasile.

E’ la prima volta che un ente territoriale viene riconosciuto responsabile con l’accusa di deforestazione, ma gli avvenimenti degli ultimi mesi che si sono verificati nel Comune di Sao Félix hanno suscitato l’interesse, e hanno dato via all’indagine dell’Ibama, l’Ente ambientale del Brasile, e dello Stato del Parà.

Disastri ambientali, Napolitano: colpa non solo dei cambiamenti climatici ma anche dell’uomo

Ieri, nell’ambito della cerimonia di consegna dei premi del concorso di educazione ambientale Immagini per la Terra, Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di disastri ambientali, in riferimento al ruolo dei cambiamenti climatici, a suo dire innegabile, e alle responsabilità dell’uomo che non sarebbero certo da meno:

E’ vero che c’è in atto un cambiamento climatico, che i fenomeni sono più violenti di una volta e che quelli estremi sono più frequenti ma il fatto che se piove un po’ di più crolli parte del grande patrimonio di Pompei, ricevuto dalla nostra Storia e che dovremmo essere capaci di tutelare; o che il centro di Vicenza veda invase botteghe e negozi e si perdano vite umane, ci dice che dobbiamo preoccuparci per quella incuria umana, terribile, che porta al dissesto idrogeologico dei nostri territori.

Gli uomini, prosegue Napolitano, dovrebbero preoccuparsi dell’oggi e del domani, rispettando e facendo rispettare le regole e non pensando solo a quel che fa più comodo fare al momento bensì anche alle conseguenze delle nostre azioni o inazioni sul futuro.

Eco-videogiochi, i migliori 5 sugli scaffali

I videogiochi hanno fatto molta strada dai giorni di Pac-man, ed hanno man mano tentato di simulare sempre più la realtà. In quest’ultimo periodo si stanno diffondendo sempre più quei videogames che consentono ai giocatori di costruire economie e città, e gestire le simulazioni dei modelli scientifici dalla preistoria al futuro. Questo genere di giochi non è solo il solito passatempo, ma è anche un interessante e potente strumento per l’insegnamento, l’istruzione e la comunicazione.

Per questo, con il crescere della mentalità ecologica nella coscienza mondiale, anche i videogiochi si sono evoluti ed hanno cominciato a prendere in considerazione, dopo le battaglie contro i draghi e mostri di ogni genere, anche l’opportunità di salvare la Terra dalle minacce del mondo reale. Di seguito troviamo i 5 migliori eco-videogiochi selezionati dal sito americano Treehugger, ma che sono disponibili anche sugli scaffali dei negozi italiani o in versione on-line.

Piogge acide


Piogge acide

Con piogge acide si indicano le precipitazioni, a deposizione secca o umida, che contengono una quantità più alta rispetto ai valori norma di acido nitrico e solforico. La formazione delle piogge acide è attribuibile sia a fattori naturali, vulcani e vegetazione in decomposizione, sia all’uomo, responsabile delle emissioni in atmosfera di biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) derivanti dalla combustione di combustibili fossili.
Negli Stati Uniti, circa 2/3 di tutti i SO2 e 1/4 di tutti i NOx provengono dalla produzione di energia elettrica basata sui combustibili fossili, come il carbone. Le piogge acide si verificano quando questi gas nell’atmosfera reagiscono con l’acqua, con l’ossigeno e con altre sostanze chimiche per formare vari composti acidi. Il risultato è una soluzione di acido solforico e acido nitrico. Quando l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto vengono liberati dalle centrali elettriche e da altre fonti, i venti soffiano questi composti attraverso i confini statali e nazionali, a volte a centinaia di chilometri di distanza.

La deposizione umida si riferisce alla pioggia, alle nebbie a alla neve acida. Se le sostanze chimiche acide vengono emesse in aree a clima umido, ricadono sotto forma di pioggia, nebbia o foschia. Dal momento che l’acqua contaminata scorre sopra e attraverso il suolo, il fenomeno delle piogge acide colpisce pesantemente una varietà di piante e animali. La forza degli effetti dipende da diversi fattori, tra i quali l’acidità dell’acqua, la composizione chimica delle precipitazioni, la capacità di tamponamento dei terreni coinvolti, le specie di pesci, alberi ed altri viventi coinvolte.
Nelle zone in cui clima è secco, le sostanze chimiche acide si incorporano in polvere o fumo e ricadono al suolo attraverso deposizione secca, aderendo al terreno, agli edifici, alle auto ed agli alberi.

Immobili e fotovoltaico: bolletta più leggera per le nuove costruzioni

Per gli immobili di nuova costruzione, la presenza di un impianto fotovoltaico integrato a livello architettonico, a fronte del costo relativo alla progettazione ed all’installazione degli impianti, può permettere a regime sia di poter rientrare dall’investimento, in tempi relativamente brevi, sia di tagliare anno dopo anno la bolletta energetica unitamente alla possibilità di incamerare per un periodo pari a ben 20 anni gli incentivi statali in Conto Energia. Nel nostro Paese la maggiore concentrazione di nuovi immobili dove sono presenti impianti fotovoltaici integrati è il Trentino Alto Adige nel rapporto di uno su dieci, mentre nella Regione Friuli Venezia Giulia tale percentuale è pari all’8%.

Questo è quanto, nello specifico, ha rilevato il Gruppo Immobiliare.it in base ad un’elaborazione effettuata sui dati presenti nel database del sito Internet NuoveCostruzioni.it. Complessivamente sono oltre 100 mila le case che nel nostro Paese hanno un impianto fotovoltaico, ed una buona parte di queste sono proprio immobili di nuova costruzione.

Gas serra

Gas serra

Sono detti gas serra quei gas dell’atmosfera terrestre, di origine naturale o antropica, che sono trasparenti alle radiazioni solari in entrata ma sono in grado di trattenere, in modo consistente, le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nuvole. Questa loro proprietà è nota come effetto serra.
I principali gas serra presenti nell’atmosfera sono il vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), l’ossido di di azoto (N2O), e il metano (CH4). Le emissioni di questi ultimi tre gas serra sono regolamentate dal protocollo di Kyoto. Spesso l’ozono (O3) è confuso tra i gas serra, ma in realtà esso non trattiene le radiazioni infrarosse, ma filtra invece i raggi solari UVB e UVC.

Vi sono poi molti gas rilasciati nell’atmosfera terrestre dall’attività umana come gli alocarburi, tra cui i più comuni sono i clorofluorocarburi (CFC) utilizzati fino alla metà degli anni ’80 come propellenti per bombolette spray, e tante altre molecole contenenti cloro e fluoro. Le emissioni dei gas alogenati, regolamentate da un trattato internazionale firmato nel settembre 1987, il protocollo di Montreal, sono molto inferiori rispetto agli altri gas serra e la loro concentrazione nell’atmosfera è molto bassa, ma questi gas possono avere un tempo di vita molto lungo, anche fino a 400 anni, e un grande effetto come forzanti radioattivi, da 3.000 a 13.000 volte superiore dell’anidride carbonica. Il forzante radioattivo è la misura d’influenza di un fattore nell’equilibrio tra energia entrante ed energia in uscita nel sistema terra-atmosfera. Il calcolo della misura in cui un gas serra contribuisce all’effetto serra, il Global Warming Potential (GWP, potenziale di riscaldamento globale) è effettuato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo Consulente Intergovernativo sul Mutamento Climatico) per convertire le emissioni di gas serra in emissioni di CO2 equivalenti.

Greenwashing

Greenwashing

Il neologismo è una sincrasi delle parole green (verde colore dell’ambientalismo) e washing (lavare) e potrebbe essere tradotto con “lavare col verde” o con “lavaggio verde”. Esso indica il fenomeno di marketing per il quale: industrie, entità politiche ed aziende millantano attenzione per la natura, garanzie per l’ambiente e politiche economiche sostenibili inventando o, più spesso ingigantendo, le proprie inconsistenti credenziali verdi al fine di creare una mistificatoria immagine positiva delle proprie attività (o prodotti)  distogliendo l’attenzione del pubblico dalle proprie responsabilità nei confronti di comportamenti ed impatti ambientali negativi.

Il termine fu coniato dall’ambientalista newyorkese Jay Westerveld nel 1986 per definire la pratica diffusa in alcune catene di Hotel di incentivare, al motto di “save the environment” il riuso degli asciugamani, pratica che sì faceva indubbiamente risparmiare detersivi ed elettricità al pianeta ma soprattutto faceva incrementare il profitto degli hotel diminuendo considerevolmente una voce di spesa.

“2050, il pianeta ha bisogno di te”, a Milano una mostra interattiva per disegnare un futuro verde

Si apre oggi a Milano la mostra interattiva 2050, il Pianeta ha bisogno di te, realizzata dallo Science Museum di Londra e organizzata dal Comune alla Rotonda della Besana.  Un viaggio che vede il visitatore protagonista di un futuro green, tutto da disegnare, lasciandosi guidare da quattro personaggi virtuali dai nomi che sono tutto un programma e rappresentano altrettante, diverse, talora contrapposte, visioni del futuro: Buz, Eco, Tek e Dug.

Ogni cicerone ha la sua idea del domani: Tek si farà avvocato di un nuovo modello di sviluppo urbano che unisca la tecnologia verde ai moderni grattacieli, ai centri commerciali alimentati da pannelli solari; Eco si ergerà invece a baluardo del verde ed elencherà i contro di una simile opzione, ad esempio il ricorso necessario alle energie fossili in caso di mancanza di sole. Il pluralismo di voci del percorso testimonia l’assenza di un’unica soluzione valida e stimola ad un dialogo costruttivo che, a detta degli organizzatori del progetto, punta a

non escludere nessuna possibilità dal biologico al transgenico alle nanotecnologie.