Le navi “idrofobe” potrebbero far risparmiare fino al 10% di carburante

nave

I peli sulla superficie delle felci d’acqua potrebbero consentire alle navi di avere una diminuzione del 10% del consumo di carburante. La pianta ha la rara capacità di causare una sorta di bolla d’aria sotto l’acqua. I ricercatori dell’Università di Bonn, Rostock e Karlsruhe mostrano ora nella rivista Advanced Materials come la felce provochi questa reazione.

I loro risultati possono essere usati per la costruzione di nuovi tipi di scafi con attrito ridotto. La felce d’acqua Salvinia molesta è estremamente idrofoba. Se è sommersa e, successivamente, tirata fuori, il liquido viene immediatamente espulso da essa, facendola diventare completamente asciutta. O per essere più precisi: non è mai stata veramente bagnata. Per far ciò, la felce si circonda da una bolla di aria che impedisce alla pianta di venire a contatto con del liquido anche dopo essere stata immersa per una settimana.

Una utility riduce gli sprechi energetici tanto da alimentare 18.000 abitazioni

vecchi frigoriferi

Consumers Energy, una utility del Michigan, ha dovuto adeguarsi alle esigenze della legge di riforma energetica del 2008, la quale impone che questo tipo di aziende debbano lavorare con i propri clienti per ridurre l’uso di elettricità del 5,5% e di gas naturale del 3,85% entro il 2015. Il loro lavoro non si è però limitato a raggiungere gli obiettivi, ma li hanno superati alla grande. Ad oggi l’energia elettrica risparmiata dai suoi clienti è stata il 134% del target ed il risparmio di gas naturale del 132% rispetto all’obiettivo che si erano prefissi.

Secondo le stime sulle misure di efficienza energetica installate durante i primi sei mesi, il programma farà risparmiare oltre 145.000 megawatt-ora (MWh) di elettricità l’anno ed oltre i 397 milioni di metri cubi annui di gas naturale. Per avere un’idea dell’enormità delle cifre basti pensare che quest’elettricità risparmiata equivale al consumo di circa 18.000 clienti privati, ed il gas naturale per circa 3.700 clienti.

Il riscaldamento globale porterà temperature troppo alte per la sopravvivenza umana

caldo eccessivo

Gli scenari ragionevolmente peggiori sul riscaldamento globale potrebbero portare a temperature mortali per l’uomo nei secoli a venire, secondo i risultati della ricerca effettuata presso la Purdue University e la University of New South Wales, Australia. I ricercatori per la prima volta hanno calcolato la temperatura di bulbo bagnato massima tollerabile, ed hanno scoperto che essa potrebbe essere superata per la prima volta nella storia umana negli scenari climatici futuri, se le emissioni di gas ad effetto serra continueranno al loro ritmo attuale.

La temperatura cosidetta “di bulbo bagnato” è equivalente a ciò che si sente quando la pelle bagnata è esposta al movimento dell’aria. Comprende la temperatura e l’umidità atmosferica e viene misurata mediante la copertura di un termometro standard con un panno bagnato e ventilandolo continuamente.

I ricercatori hanno calcolato che gli esseri umani e molti mammiferi, la cui temperatura interna del corpo vicino a 36,6 gradi Celsius, sarà interessata da un livello potenzialmente letale di stress da calore di bulbo bagnato a causa di una temperatura superiore a 35 gradi per sei ore o più al giorno, ha spiegato Matthew Huber, docente di scienze atmosferiche e della Terra alla Purdue e co-autore del documento che sarà pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Marea nera: la denuncia di Greenpeace

operai marea nera

La maxi-cupola sta arrivando. Un’enorme campana di vetro sta per raggiungere le coste della Louisiana dove cercherà di limitare i danni della fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma BP. Peccato che per molti ormai il grosso del danno è stato fatto. I pescatori sono stati “ingaggiati”, al doppio della paga, per ripulire le acque vicine alla costa. Ma dopo che la pulizia sarà stata effettuata che ne sarà di loro? Non si potrà mangiare più pesce per decine di anni, sempre che qualche animale resti in vita, vista la morìa di tartarughe e tonni rossi che vengono a galla in tutto il Golfo del Messico.

Ma per Greenpeace non è una novità. Sotto accusa è prima di tutto Barack Obama. Proprio lui aveva autorizzato quella trivellazione, anche se a sua discolpa c’è da dire che l’amministrazione americana aveva chiesto alla BP, poche settimane prima dell’incidente, di migliorare le norme di sicurezza, cosa che non è stata fatta. Addirittura si dice che la compagnia britannica sia andata a scavare anche più in profondità rispetto a quanto non fosse autorizzata, ma capire le cause adesso passa in secondo piano. La rabbia ora è concentrata sul fatto che un disastro simile si poteva benissimo evitare. Per questo Greenpeace si pone 6 domande e si dà altrettante risposte, una più agghiacciante dell’altra. Le trovate dopo il salto.

Niente più battesimi: il fiume Giordano prosciugato entro il 2011

fiume giordano

Anche uno dei più famosi e ammirati luoghi di culto non è immune ai problemi di abuso e inquinamento. Il fiume Giordano è un esempio di cosa è previsto accada ad un po’ tutti i fiumi del mondo a causa del sovrasfruttamento, dell’inquinamento e della mancanza di una gestione regionale, secondo Friends of the Earth in Medio Oriente. Oltre il 90% delle acque del fiume sono state deviate in Israele, Siria e Giordania, e ciò che resta è un mix poco attraente di acque reflue, acqua salata e scarico proveniente dai terreni coltivati. Ed entro la fine del 2011 non ci sarà più nemmeno questo.

Sarebbe un pezzo importante di storia perduta, se non saranno prese misure drastiche per ripristinare il fiume. Save the Planet scrive:

Oggi il fiume è stato deviato, arginato e risucchiato anche molte volte. I liquami sgorgano nel fiume, lasciando punti salmastri e orribili. Nonostante questo, però, migliaia di pellegrini ancora fanno il viaggio ogni anno per entrare nel fiume che si ritiene sia il luogo dove fu battezzato Gesù Cristo da Giovanni Battista.

Ma non ci sarà un posto da visitare in un futuro molto vicino, diverso da un letto asciutto, se alcune cose non cambieranno radicalmente.

Solare termico e fotovoltaico: al via il Campionato di Legambiente

fotovoltaico-campionato-legambienteLo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie nel nostro Paese, e non solo, contribuisce a garantire occupazione, ma anche ad incrementarla, così come la crescita del mercato dell’energia solare, dal fotovoltaico al solare termico, permette ai centri urbani italiani di avere un’aria più pulita ed ai cittadini di poter risparmiare in bolletta. A mettere in evidenza tutto ciò è Legambiente in concomitanza con la presentazione, a Milano, del “Campionato Solare”, un’iniziativa finalizzata a mettere in gara i Comuni italiani al fine di vincere la sfida e la competizione con le energie rinnovabili. “Campionato Solare”, realizzato dall’Associazione ambientalista con la collaborazione di Klimaenergy, prevede l’aggiornamento e la ricostruzione dei dati relativi allo sviluppo ed alla diffusione dell’energia solare nei centri urbani del nostro Paese.

L’EPA ammette: il riscaldamento globale esiste ed ora ne abbiamo le prove

orso polare riscaldamento globaleAnche la US Environmental Protection Agency non ha potuto fare a meno di notare il cambiamento epocale che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Una nuova relazione presentata la scorsa settimana ha sancito una volta per tutte che il cambiamento climatico esiste, e ci sono anche degli indicatori che ne rendono certa l’individuazione.

Il rapporto, intitolato “Indicatori del Cambiamento Climatico negli Stati Uniti” misura 24 indicatori separati che mostrano come i cambiamenti climatici influenzino la salute e l’ambiente dei cittadini americani. La relazione rappresenta un altro passo in una serie di azioni/dichiarazioni adottate sul cambiamento climatico dall’EPA.

Il primo dei provvedimenti è stato “etichettare” la CO2 come un gas che può essere regolato nell’ambito del Clean Air Act, la legge che Obama vuole per regolare l’inquinamento, perché è un gas ad effetto serra significativo. Norme per le nuove emissioni dei veicoli sono state elaborate insieme ai nuovi standard sui gas serra per le automobili.

Caccia alle balene: proposta la legalizzazione limitata

balena

Nel lontano 1986, a causa della rapida sparizione delle balene dagli oceani di tutto il mondo, fu imposta la moratoria sulla loro caccia. In pratica da quell’anno in poi non sarebbe più stato possibile cacciare l’animale più grande degli oceani per scopi commerciali. Tutti i Paesi del mondo ratificarono il trattato tranne Islanda e Norvegia che infatti hanno continuato a cacciarle, mentre il Giappone, pur ratificandolo, aggirò il divieto continuando le sue operazioni, nascondendole sotto la “bandiera” degli scopi scientifici.

Queste scelte purtroppo hanno portato ad una duplice conseguenza catastrofica. La prima e più ovvia è che la caccia è continuata, venendo per fortuna limitata solo a questi tre Stati; la seconda è che essi si sono autoregolamentati, assegnandosi in maniera del tutto arbitrale un numero di cetacei da catturare ogni anno. Siccome questa situazione stava diventando insostenibile, la Commissione baleniera internazionale (Iwc) ha proposto di legalizzare la caccia alle balene, ma con forti limiti.

Inventata batteria che si ricarica con l’urina

batteria ad urina

Avete bisogno di elettricità ma non c’è sole, non c’è vento, non avete biomasse da bruciare nè potete improvvisare un impianto geotermico. Cosa fare? Una società coreana ha inventato un dispositivo in grado di generare elettricità di bassa potenza con qualcosa che sicuramente possiamo procurarci tutti, ma che abbiamo sempre gettato: l’urina. La batteria portatile, denominata MetalCell, è in grado di creare abbastanza energia con una sola pipì da alimentare un computer portatile per più di quattro ore.

Secondo Popular Science, la batteria è stata progettata da una società coreana per le situazioni militari in cui può essere difficile trovare elettricità per gli oggetti elettronici. E’ abbastanza piccola da essere trasportata facilmente ed è in grado di produrre energia per far funzionare le apparecchiature quando non sono disponibili altre fonti.

Fotovoltaico: il punto della situazione al Solarexpo 2010

fotovoltaico-sostenibileAl fine di uniformare nell’ambiente naturale ed urbano l’inserimento degli impianti di produzione di energia fotovoltaici si rendono necessarie, quale strumento principale, le Linee Guida Nazionali per l’Autorizzazione Unica. A dichiararlo è stato il Consigliere ANIE/GIFI Domenico Inglieri in vista dell’approvazione del Conto Energia 2011 che prima dell’inizio della prossima estate, dopo un rinvio dietro l’altro, dovrebbe finalmente essere approvato. Non a caso il Segretario Generale ANIE/GIFI, Andrea Solzi, ha fatto presente come l’industria e la filiera del fotovoltaico, al fine di potersi sviluppare, abbia bisogno di tempi certi e di risposte altrettanto certe da parte delle istituzioni. Il Consigliere dell’APER, Pietro Pacchione, ha inoltre posto l’accento sul fatto che le Regioni debbano investire professionalità, competenze e risorse nel fotovoltaico come volano di sviluppo dell’economia locale nel pieno rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

5 minuti di esercizio verde per migliorare l’umore

in bicicletta nel verde

Una nuova ricerca suggerisce che con soli cinque minuti di “esercizio verde” è possibile ottenere benefici sull’umore, l’autostima e la salute mentale che durano per tutto il giorno. Infatti i ricercatori hanno rilevato che questa piccola dose può produrre un più grande effetto positivo.

È possibile leggere nell’inchiesta del Dott. Jo Barton e del professor Jules Pretty dell’Università dell’Essex che alla base di questi esercizi verdi c’è una semplice passeggiata giornaliera, come spiegato su Environmental Science and Technology. Pretty, che è docente di Ambiente e Società nell’Essex, ha spiegato:

Per la prima volta nella letteratura scientifica, siamo stati in grado di mostrare le relazioni dose-risposta agli effetti positivi della natura umana sulla salute mentale.

Usa: emissioni da centrali a carbone azzerate entro 20 anni

centrale a carbone

Buone notizie dal fronte della lotta all’inquinamento. Nonostante gli Stati Uniti non si siano impegnati, come hanno fatto le altre nazioni, a fissare un tetto e delle scadenze per la riduzione delle emissioni, oggi arriva l’annuncio che i più grandi emettitori di gas ad effetto serra del mondo potrebbero fermare completamente le emissioni di biossido di carbonio dalle centrali elettriche a carbone entro il 2030.

Se ciò fosse vero, sarebbe un passo fondamentale per controllare il riscaldamento globale, e sembra possibile utilizzando la tecnologia che già oggi esiste, integrata con quella che potrebbe essere commercialmente disponibile entro un decennio, secondo un gruppo di scienziati, ingegneri e architetti che hanno effettuato la stima. Questa è la conclusione di un articolo pubblicato sull’American Chemical Society, la rivista mensile dell’Environmental Science & Technology (ES & T). Queste sono per ora solo anticipazioni, visto che l’articolo completo uscirà a giugno.

Putin decide di ripulire il Polo Nord

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Anche in una delle più dure e più remote regioni del mondo, gli umani sono riusciti a fare un bel pasticcio. Questa è una triste realtà, tanto che anche il primo ministro russo Vladimir Putin l’ha capito dopo aver visitato l’isola artica di Alexandra Land, circa 900 km dal Polo Nord. Osservando l’orizzonte, Putin si è accorto che non si trovava di fronte al paesaggio pittoresco che avrebbe potuto immaginare, ma ha visto barili di carburante abbandonati che si disperdevano a vista d’occhio.

I milioni di barili visti sono rimasugli velenosi dell’era sovietica, che lentamente stanno inquinando una regione già duramente colpita dalle temperature in aumento. Secondo la RT, le basi militari sovietiche posizionate su Alexandra Land hanno ricevuto grandi quantità di petrolio per il loro fabbisogno. Ma nonappena l’Unione Sovietica è crollata, i barili sono stati abbandonati, perché considerati troppo costosi per il trasporto o lo smaltimento corretto. Così sono rimasti lì, lentamente deteriorando la neve artica e minacciando di avvelenare l’ecologia dell’isola.