L’inquinamento aumenta i casi di appendicite

inquinamento appendicite

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista CMAJ (Canadian Medical Association Journal) suggerisce che l’inquinamento atmosferico può far scattare l’appendicite negli adulti. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Calgary, l’Università di Toronto e dell’Health Canada, hanno esaminato 5.191 adulti ricoverati negli ospedali di Calgary in Alberta, Canada. Il 52% dei ricoveri sono avvenuti tra aprile e settembre, i mesi più caldi dell’anno in Canada, durante il quale le persone hanno più probabilità di ritrovarsi fuori casa.

La teoria dominante della causa dell’appendicite è stata l’ostruzione dell’apertura dell’appendice, ma questa teoria non spiega la differenza tra l’appendicite nei Paesi sviluppati e quella nei Paesi in via di sviluppo. I casi di appendicite infatti sono aumentati drammaticamente nei Paesi industrializzati nel secolo 19 e all’inizio del ventesimo, per poi scendere a metà e la fine del 20° secolo, in coincidenza con la legislazione per migliorare la qualità dell’aria. L’incidenza di appendicite è cresciuta nei Paesi in via di sviluppo che stanno diventando più industrializzati.

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/4

auto elettrica

Siamo giunti alla penultima lista di tecnologie verdi che accompagneranno la nostra vita nei prossimi anni. Ci concentreremo ancora sul trasporto, il quale è una delle chiavi per diminuire l’inquinamento, ma anche su nuovi materiali e sulla produzione energetica pulita. Ecco a voi le nuove tecnologie:

L’auto è una batteria: le automobili elettriche consumano energia elettrica per ricaricare le loro batterie, ma alcune batterie sono in grado di memorizzare fino a quattro volte l’elettricità che il proprietario utilizza effettivamente. Il percorso tipico di un’auto urbana è di circa 30-50 chilometri al giorno, ma la nuova generazione di auto elettriche ha batterie con la capacità di immagazzinare carica per 160 km. Invece di stare inattive in garage, le auto elettriche ferme potrebbero immagazzinare energia da fonti rinnovabili quando l’offerta supera la domanda. Questa energia immagazzinata potrebbe poi essere rilasciata nella griglia elettrica, quando la domanda supera l’offerta. L’idea è nata dalla collaborazione di alcune Università australiane e americane, ed è ancora in fase di sviluppo.

Motori inattivi: i grandi motori bruciano tantissimo carburante quando sono lasciati al minimo (ad esempio quando sono fermi al semaforo). Mediamente però durante la giornata di un camion il 72% del tempo questo motore è al minimo. Nuove tecnologie già disponibili permettono di utilizzare sistemi automatizzati che spengono e riaccendono i motori in base alla temperatura e alle altre condizioni, per ridurre l’impatto ambientale del 90%.

Google presenta il PowerMeter, dispositivo che riduce i consumi sul web

google-powermeter

Un dispositivo di monitoraggio dell’energia di Google chiamato PowerMeter, verrà immesso sul mercato nel prossimo febbraio. A maggio i produttori hanno annunciato la loro prima serie di utilities che saranno disponibili, le quali potranno servire ad un innumerevole quantità di clienti.

La funzione principale del PowerMeter, come il suo stesso nome suggerisce, è integrare i dati di consumo energetico. È per questo che nel mese di aprile scorso, Google voleva introdurre un contatore intelligente simile, che permetterebbe a chiunque di avere la possibilità di monitorare il proprio uso di energia con il PowerMeter. Ieri, la società ha annunciato la partnership tramite questo primo dispositivo, il quale è fruibile negli Stati Uniti sin da oggi.

Premio Terna: ambiente e arte per un cocktail ecosostenibile

Premio TernaEnergia : Umanità = Futuro : Ambiente. La proporzione per una nuova estetica”, sarà il tema su cui i partecipanti al Premio Terna dovranno esprimersi per conquistare il podio di una gara che veste di eleganza, tecnologia e rispetto per l’ambiente.

Una proporzione che ha il sapore della sostenibilità proiettata nel futuro e dove l’uomo é il soggetto principale tra tecnologia e arte. Il primo rapporto della proporzione rivela infinite soluzioni possibili dove l’energia trova il suo senso al servizio dell’umanità. Il secondo rapporto ammira l’ambiente, il cui rispetto é l’unico ponte per attraversare serenamente il futuro.

Una proporzione che si presta a infinite interpretazioni e sulla quale artisti di tutto il mondo potranno contendere i premi finali. Il concorso è diviso per la sessione italiana in 3 categorie (Terawatt, Gigawatt, Megawatt) più un Premio Online; inoltre Terna apre le porte al mondo con la categoria newyorkese (Connectivity New York).

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/3

turbine offshore

Oggi ci occupiamo di produzione energetica pulita e a basso costo e di veicoli a basse emissioni. Molte di queste tecnologie sono già disponibili, dunque se avete intenzione di fare qualche investimento intelligente, prendete carta e penna:

Turbine eoliche galleggianti: le turbine eoliche offshore convenzionali sono fissate al fondale con un pilone con un gigantesco spessore. Questo limita il loro uso nelle acque poco profonde, ma i venti più forti sono spesso molto al largo, dove l’acqua è profonda. Allora perché non lasciare che la turbina galleggi come una barca ancorata al fondale con delle enormi catene? Nel mese di giugno, Hywind, ha ancorato a 10 chilometri al largo della costa norvegese 2,3 megawatt di turbine galleggianti in 200 metri d’acqua. La sperimentazione è iniziata questo mese.

Fusione più intelligente: un nuovo metodo di fusione dell’alluminio potrebbe contribuire a tagliare il consumo di un processo che utilizza il 2% di tutta l’elettricità generata nel mondo. Oggi si fa passare la corrente elettrica attraverso l’ossido di alluminio fuso e si circonda tutto il materiale fuso con un campo magnetico generato da un elettromagnete a corrente continua, il quale mantiene la corrente all’interno del fuso. Sergei Molokov dell’Università di Coventry, UK, suggerisce di sostituire la corrente continua con corrente alternata. Egli afferma che questo porterebbe a una riduzione del 20% dell’energia utilizzata per il processo. E’ ancora in fase di sviluppo.

Rischio frane per 5.500 comuni italiani

messina inondazioneUna tragedia annunciata quella di Messina. Ma in Italia mettere in guardia dai pericoli di un’edilizia troppo invasiva e di un disboscamento suicida a poco serve. Sono documenti, relazioni, che finiscono in un cassetto, mettendo a tacere la coscienza di chi li ha redatti, non solleticando nemmeno quella di chi dovrebbe leggerli, e non giungengo neanche sul tavolo di chi dovrebbe prendere provvedimenti. Un non-iter, insomma, che ha portato alla morte nel fango di decine di innocenti, mentre nel fango e nella vergogna dovrebbero essere seppelliti i veri responsabili della tragedia. La situazione della provincia di Messina non è certo un caso isolato.

In Italia i comuni a rischio frane sono 5.500. A denunciarlo è Antonio Coviello, docente nella Seconda Università di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT). Coviello ha elencato i comuni nei quali il rischio di calamità naturali, più alto a Sud con 82 comuni in pericolo nella sola Campania, è tale da necessitare un cambio immediato nei piani regolatori degli stessi.

La fecondazione degli oceani con il ferro potrebbe essere abbandonata

oceano aperto

La geoingegneria nel suo insieme suscita forti sentimenti nella comunità verde, e la fecondazione dell’oceano con il ferro non fa eccezione. Ora però, come sottolinea Climate Progress in un nuovo articolo pubblicato su Nature Magazine, probabilmente la prospettiva della fecondazione dell’oceano con ferro potrebbe essere abbandonata. In breve tale fecondazione consiste nel cospargere di polvere di ferro la superficie del mare in modo da alimentare il plancton e alghe, i quali a loro volta si nutrono di CO2. In questo modo gli oceani assorbirebbero inquinamento e aumenterebbero anche la quantità di cibo per i pesci. Ecco perché la si vuol abbandonare.

Fondamentalmente, gli autori Aaron Strong, Sallie Chisholm, Charles Miller, e John Cullen affermano che sia l’IPCC che la Royal Society hanno una visione non proprio positiva della tecnica, dicendo che le conseguenze ambientali non sono note. Con questo si vuol dire che la fecondazione oceanica ha probabilmente una capacità relativamente piccola di assorbire l’anidride carbonica e che le conseguenze ecologiche sono “probabilmente deleterie”.

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/2

energia dalle alghe

Eccoci alla seconda puntata dell’elenco delle tecnologie pulite che potremo permetterci nell’immediato futuro. Per chi si fosse perso la prima parte, basta cliccare qui per raggiungerla. Ed ora andiamo a vedere le ultime novità del mondo della scienza.

Energia dalle alghe: le alghe verdi crescono molto velocemente quando gli viene somministrata la CO2, e se trasformate in biocarburante, possono produrre fino a 100 volte il biocarburante prodotto dal mais, soia o canna da zucchero. La Petroalgae di Melbourne, in Florida, ha intenzione di concedere in licenza per il primo impianto di biodiesel da alghe il prossimo anno. Se le emissioni provenienti dagli impianti di tutto il mondo fossero impiegate per la crescita delle alghe e riciclate come biodiesel, le emissioni di C02 diminuirebbero di circa 9 miliardi di tonnellate all’anno.

Metano animale: il metano estratto dai rifiuti di origine animale può essere usato come combustibile. Il più grande impianto di biogas a Penkun, in Germania, è stato completato nel 2008 e converte 84.000 tonnellate di letame in un anno in combustibile utilizzabile. Il concime liquido, insieme a mais e grano, è alimentato in fermentatori dove il biometano genera 20 megawatt di elettricità e 22 megawatt di calore per i 50.000 abitanti della città. E’ disponibile solo in Germania, ma non è detto che non venga esportato anche nel resto del mondo.

Alcuni consigli per evitare che l’ecologia diventi un lusso

lampada alta efficienza energetica

Purtroppo capita che l’essere umano sia così abbietto che approfitti delle debolezze degli altri per specularci sopra. L’esempio più lampante sono le tantissime marche bio che troviamo nei supermercati. E’ ovvio che non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma capita spesso di ritrovarsi davanti ad un prodotto dichiaratamente biologico che costa 3-4 volte quello normale. L’effetto è che chi è ricco se lo può permettere, e chi non lo è continua a mangiare cibo proveniente dalla Cina.

Esempi come questo ce ne sono molti, e per andare contro l’eco-lusso, si sono schierati diversi ricercatori e scrittori che hanno prodotto diversi libri su come vivere ecologico senza dissanguarsi. Spiega Zaccai Free, uno scrittore di libri per bambini, che:

Adottare uno stile di vita meno distruttivo per il pianeta non significa andare in cerca di alimenti cari e prodotti per la casa che costano il doppio.

Ma allora come fare per risparmiare, sia in termini economici che di impatto ambientale? Dopo il salto alcuni consigli per farci furbi.

Un’applicazione iPhone ci spiega gli effetti del riscaldamento globale

applicazione iphone

Nonostante alcuni degli effetti del cambiamento climatico siano ancora impercettibili a degli occhi non molto addestrati, non ci può essere alcun dubbio sul fatto che il quadro allarmante dipinto dallo scioglimento dei ghiacciai è in continua evoluzione. Diversi fiumi si ritirano, il ghiaccio si scioglie scavando valli, e dunque, secondo gli scienziati, possiamo notare degli anticipi dei cambiamenti climatici, che a loro volta aiutano a riconoscere i segnali di un mondo riscaldato.

Ora una nuova applicazione dell’iPhone sta aiutando i visitatori delle Alpi svizzere a capire come il cambiamento climatico sta alterando il paesaggio, in modo tale da rendere semplice la visione anche a quel visitatore che dicevamo prima, non proprio allenato, in grado ora di cogliere certi segnali.

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/1

frigo magnetico

Fino intorno alla metà degli anni ’90, scrittori e visionari di tutto il mondo immaginavano come sarebbe stata la tecnologia del nuovo millennio, indicando cose fantascientifiche ed incredibili. Forse non siamo ancora in grado di avere delle automobili volanti o di viaggiare nel tempo, ma almeno per quanto riguarda le tecnologie pulite, siamo a buon punto. Cerchiamo di capire dunque nel 2009 a che punto siamo arrivati, e cosa ci aspetta per i prossimi anni per tentare di ripulire un po’ il nostro pianeta.

Frigo Magnetico: i due maggiori consumatori di energia elettrica in casa sono i condizionatori d’aria ed il frigorifero. Questi potrebbero presto diventare molto più efficienti grazie ad un nuovo metodo di raffreddamento. La refrigerazione magnetica è possibile grazie a leghe metalliche ed un campo magnetico, che agendo insieme producono raffreddamento. Camfridge, con sede a Cambridge, Regno Unito, dice che i sua frigoriferi e condizionatori d’aria taglieranno l’utilizzo di energia di circa il 40% in confronto ai modelli convenzionali, ma purtroppo ancora non sono pronti sul mercato.

La scomparsa dei predatori primari causa il collasso degli ecosistemi

ecosistema

Il catastrofico declino in tutto il mondo dei predatori al vertice della catena alimentare come lupi, puma, leoni o gli squali, ha portato ad un enorme aumento più piccoli “mesopredatori” che stanno causando gravi disagi economici ed ecologici. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Bioscience, ed osservano che in Nord America tutti i più grandi predatori terrestri sono in calo nel corso negli ultimi 200 anni, mentre sono aumentati del 60% i mesopredatori. Il problema è globale, ma alcune soluzioni sono in vista.

Un esempio: in alcune parti dell’Africa Sub-sahariana, popolazioni di leoni e leopardi sono state decimate, consentendo un aumento di babbuini. In alcuni casi le popolazioni autoctone oggi sono costrette a rimanere barricate in casa quando avvengono incursioni di babbuini nelle loro piantagioni.

La questione è molto complessa, e un sacco di conseguenze non sono note, ma ci sono prove che l’esplosione delle popolazioni mesopredatorie sia molto grave e abbia delle ripercussioni sia a livello ambientale che economico

ha spiegato William Ripple, professore di ecosistemi forestali e della società della Oregon State University. Caso dopo caso, in tutto il mondo, i predatori primari sono stati drasticamente ridotti, se non eliminati, a causa della perturbazione degli habitat, della caccia o della pesca. Molte volte questo è stato visto positivamente dagli esseri umani, per paura di un attacco personale, per la perdita di bestiame o altre preoccupazioni. Ma la nuova immagine che è emerge è una serie di problemi, tra cui i danni all’ecosistema, che possono presentare dei nuovi predatori più complicati da combattere.

Quando i nomi ingannano: il Clear Lake è il lago più inquinato del mondo

clear-lake-california

Il Clear Lake, situato nel nord della California, forse di pulito ha solo il nome. Come del resto molti altri laghi della regione, è probabilmente il lago più inquinato del mondo, secondo quanto dice la Associated Press. Una storia di miniere d’argento in tutta l’area ha lasciato molti dei laghi inquinati e il pesce altamente tossico, se consumato. E la situazione peggiora: le persone più colpite sono alcuni dei più poveri della zona.

Il mercurio, una volta che ha contaminato un lago, è quasi impossibile da rimuovere. Si dovrebbe pulire il fondo del terreno dalle scorie, che oltre ad essere molto complicato è anche quasi impossibile da fare. Il Clear Lake (letteralmente “Lago Chiaro” o anche “Pulito“) è stato il destinatario dell’avvelenamento da mercurio sin dal lontano 1950. La Sulfur Bank Mine chiuse le operazioni nel 1950 e, mentre la California ha trascorso due decenni e speso 40 milioni di dollari per ripulirlo, il mercurio è ancora in fondo al lago.

De Boer: “il vertice di Bangkok è per ora un fallimento”

vertice di bangkok

Gli sforzi per convincere le nazioni ricche ad inasprire i tagli alle emissioni non sono riusciti a fare molta strada nei colloqui sul clima nella capitale thailandese, Bangkok. A spiegarlo è stato il portavoce dell’ONU, che ha reso noto che delegati provenienti da circa 180 nazioni, riuniti in Thailandia per cercare di ridurre le differenze sui modi di ampliare e approfondire la lotta contro i cambiamenti climatici, non hanno trovato una soluzione globale al problema.

I colloqui, che si concluderanno il 9 ottobre prossimo, sono l’ultima grande sessione negoziale prima che i ministri dell’ambiente si incontrino a Copenhagen per tentare di sigillare un patto più severo a livello mondiale, per sostituire il protocollo di Kyoto.

I progressi verso la riduzione delle emissioni dei Paesi altamente industrializzati rimane deludente. Non stiamo vedendo progressi reali

ha affermato Yvo de Boer, capo della commissione cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.