Inventata tecnologia per recuperare le emissioni nocive. Ma ce n’è davvero bisogno?

emissioni industriali

Un nuovo progetto pilota da 8 milioni dollari attuato nello stato americano del Wisconsin ha dimostrato con successo che il biossido di carbonio può essere catturato e mantenuto in sicurezza senza perdite dopo averlo recuperato dalle ciminiere delle centrali elettriche alimentate a carbone. Per poterlo fare, i progettisti hanno già annunciato pochi giorni fa di avere a disposizione le risorse e due partner disponibili ad investire sul progetto.

Il progetto è stata la prima vera dimostrazione di vita della tecnologia che utilizza ammoniaca refrigerata la quale agisce come una calamita per catturare i gas a effetto serra e per purificare l’eventuale emissione, inviando queste sostanze in formazioni geologiche sotterranee invece che nell’aria. Il progetto del Wisconsin, attuato nella centrale elettrica di Pleasant Prairie, è stato in grado di recuperare almeno il 90% dei gas ad effetto serra, hanno detto funzionari della società francese che ha tentato questo esperimento, la Alstom, la quale ha sviluppato la tecnologia. Si dicono ottimisti sul suo prossimo test, il quale tenterà una cattura ancora maggiore di anidride carbonica.

Ecco come cambia lo scenario della pesca con i mutamenti climatici

pescatori

Cambiamenti importanti nel settore della pesca stanno avvenendo a causa dei cambiamenti climatici. A risentirne principalmente è la sicurezza alimentare nelle regioni tropicali più negativamente colpite dai cambiamenti climatici, spiega uno studio condotto dal progetto Sea Around Us della University of British Columbia.

Nel primo studio importante per esaminare gli effetti del cambiamento climatico sulla pesca oceanica, un team di ricercatori di UBC e Princeton University ritiene che il cambiamento climatico produrrà importanti mutamenti in termini di produttività della pesca e di approvvigionamento alimentare dell’oceano in tutto il mondo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Global Change Biology.

Le nostre proiezioni indicano che il cambiamento climatico può portare ad un aumento potenziale dal 30 al 70 % della pesca nelle regioni ad alta latitudine e una diminuzione fino al 40% ai tropici

dice l’autore William Cheung, ricercatore presso l’Università di East Anglia in Gran Bretagna che ha condotto lo studio.

Aerei ecologici: la Nippon Airlines risparmia sul peso dei passeggeri facendoli andare in bagno

bagno nippon airlines

Già non è molto simpatico che, prima di salire su un aereo, gli impiegati invitino i passeggeri a togliersi le scarpe e svuotare le bottiglie d’acqua, ma adesso si sta proprio esagerando. Nel segno dell’ecologia, la compagnia giapponese Nippon Airlines chiede ai propri passeggeri di svuotarsi la vescica prima di salire a bordo.

L’esperimento, che varrà per ora solo per il mese di ottobre, consisterà nel chiedere a tutti i passeggeri di utilizzare il bagno prima di salire sull’aereo, al fine di perdere qualche chilo prima di volare. Questa stramba idea è venuta quando qualcuno ha spiegato che un aereo più leggero consuma meno carburante. Secondo quanto sostengono i dirigenti della Nippon Airlines, con questo escamotage sperano di risparmiare circa 5 tonnellate di emissioni di carbonio in soli 30 giorni.

L’innalzamento delle acque è già realtà in Gran Bretagna

inondazioni gran bretagna

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Southampton ha scoperto che il livello del mare è aumentato in tutta la costa meridionale dell’Inghilterra nel secolo scorso, aumentando notevolmente il rischio di inondazioni durante le tempeste. Il team ha condotto un’importante operazione di raccolta dei dati, che riunisce record informatici e cartacei provenienti da tutto il Sud dell’Inghilterra, dalle isole Scilly fino a Sheerness, per formare un unico insieme di dati del livello del mare della costa Sud attraverso gli anni.

Il loro lavoro ha preso in considerazione circa 150 anni di dati storici per poter valutare l’attuale variazione del livello del mare inglese ed estendere i dati lungo la costa meridionale. I loro risultati sono stati pubblicati nell’ultima edizione della rivista Continental Shelf Research.

Le Ferrovie dello Stato si tingono di verde con gli eco-biglietti

alta-velocita fs

La sfida del treno all’aereo è iniziata da qualche mese con l’introduzione dell’Alta Velocità che ha sottratto passeggeri agli aeroporti. Ma questa potrebbe adesso dare il colpo finale con la nuova promozione che le Ferrovie dello Stato hanno in mente di attuare: gli eco-biglietti.

In pratica su ogni biglietto verrà segnato, accanto al chilometraggio, la quantità delle emissioni di CO2 risparmiate ed il consumo energetico ridotto (in grammi di petrolio equivalenti) che abbiamo evitato di utilizzare non prendendo un altro mezzo di locomozione. Sì perché la sfida non è solo all’aereo, ma anche ai mezzi di trasporto su strada. Tutto questo fornirà un punteggio e, come per le Mille Miglia, alla fine darà diritto ai premi.

Solar Decathlon: le case solari invadono Washington

solar decathlon 1

Se vi recate al National Mall di Washington, DC, in qualsiasi momento a partire da oggi fino al 21 ottobre, sarete sorpresi di trovare che un nuovo quartiere di case a energia solare è sorto dove prima non c’era assolutamente niente, e nell’arco di poche settimane. Non preoccupatevi: non è il risultato di abusi edilizi o insediamenti di nomadi. Queste case fanno parte del Solar Decathlon 2009.

Il Solar Decathlon è un evento di tre settimane organizzato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Quest’anno, 20 squadre composte da studenti universitari e di college, provenienti da tutto il mondo, si sono riuniti presso il monumento simbolo della Capitale americana per vedere chi può costruire la casa solare più efficiente ed attraente.

Terra mai così inquinata negli ultimi 15 milioni di anni

aradhna tripati

Si dovrebbe tornare indietro di almeno 15 milioni di anni per trovare i livelli di biossido di carbonio sulla Terra alti come lo sono oggi. A spiegarlo sono stati gli scienziati dell’UCLA sulla rivista Science.

L’ultima volta che i livelli di biossido di carbonio sono stati apparentemente alti come lo sono oggi, le temperature globali sono state 5-10 gradi Fahrenheit (-12/-15 Celsius) superiori a come che sono oggi, il livello del mare era di circa 75-120 piedi (22-36 metri) più in alto rispetto ad oggi, non c’era ghiaccio marino permanente nell’Artico e c’era molto poco ghiaccio in Antartide ed in Groenlandia

ha spiegato l’autore principale della ricerca, Aradhna Tripati, professore assistente del dipartimento di scienze della terra e dello spazio e del dipartimento di scienze atmosferiche e oceaniche dell’UCLA.

L’anidride carbonica è un potente gas a effetto serra, e le osservazioni geologiche che abbiamo ora per gli ultimi 20 milioni anni offrono un sostegno forte all’idea che l’anidride carbonica è un importante agente per la guida del cambiamento climatico nel corso della storia della Terra.

Attraverso l’analisi chimica delle bolle d’aria antica intrappolate nel ghiaccio antartico, gli scienziati sono stati in grado di determinare la composizione dell’atmosfera terrestre andando indietro fino a 800.000 anni fa, e hanno sviluppato una buona comprensione di come i livelli di biossido di carbonio sono variati nell’atmosfera da quel momento. Ma c’è stato un accordo poco prima di questo studio su come ricostruire i livelli di biossido di carbonio prima di 800.000 anni fa.

Nucleare: il 75% degli italiani dice no

centrali nucleari

Qualche mese fa i rappresentanti del Governo continuavano ad ammettere che “gli italiani vogliono il nucleare“. Sin da allora era evidente che la realtà era che solo il Governo voleva il nucleare, mentre gli italiani erano ancora d’accordo con il referendum di oltre 20 anni fa che bandiva le pericolossisime centrali dal territorio italiano.

La prima Regione italiana a ribellarsi è stata la Calabria, seguita dalla Liguria, le quali hanno detto che nel loro territorio non verrà installata nessuna centrale nucleare. Oggi le Regioni “ribelli” sono diventate 11, ed anche la popolazione non è d’accordo. Stando all’ultima indagine effettuata dall’Istituto Format per conto di Somedia, tre italiani su quattro non vogliono le centrali nella propria Provincia.

Norvegia: obiettivo emissioni zero entro il 2030

norvegia

La Norvegia ha appena annunciato di aver deciso di prendere l’iniziativa sulla scena mondiale in merito al taglio del carbonio. Se un trattato globale può essere negoziato a Copenaghen il prossimo dicembre, la nazione si impegna a fare di più, e cioè spera di riuscire a ridurre le emissioni di carbonio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020. Ma l’obiettivo più ambizioso fissato da qualsiasi nazione sviluppata al mondo, quello della Norvegia, è impegnarsi a diventare completamente ad “emissioni zero” nei soli 10 anni successivi.

L’annuncio ha contribuito a riaccendere le speranze che un trattato globale sul clima fosse possibile, e ha già trascinato l’ambizioso Giappone sui piani di contenimento delle emissioni. Sembra che ci sia una volontà crescente di seguire tali percorsi sul fronte del clima nella comunità internazionale. Almeno da parte delle nazioni più sensibili al problema.

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/5

solare termico

Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con le tecnologie che ci aspettano nel nostro immediato futuro. Nelle quattro puntate precedenti ci siamo occupati di produzione di energia rinnovabile a basso costo, metodi per inquinare di meno in casa e con i mezzi di trasporto. Ora continuiamo con l’efficienza energetica e con la produzione di elettricità fatta in casa.

Risparmio sul pc: le webcam possono rendere più semplice l’efficienza energetica del pc. La maggior parte dei programmi progettati per aiutare i computer a consumare meno energia si basano sul mettere il computer in modalità “sleep” quando la tastiera e il mouse non sono in uso. Ma questo significa anche l’oscuramento dello schermo mentre si sta tentando di leggere o guardare un video. La correzione può avvenire con un face-software di riconoscimento, collegato ad una webcam. Questo nuovo approccio alla gestione dell’energia mette il computer in modalità “sleep” solo quando nessuno sta guardando lo schermo, piuttosto che dopo un determinato periodo di tempo. I suoi creatori dicono che il programma permette di risparmiare l’80% dell’energia utilizzata ogni anno. In Inghilterra è già una realtà.

L’idrogeno ora si può estrarre anche dalle acque reflue

acque reflue

La prima dimostrazione di un metodo con fonti rinnovabili per la produzione di idrogeno da acque di scarico mediante un sistema di elettrolisi microbica è in corso presso la Napa Wine Company a Oakville. Il  generatore di idrogeno delle dimensioni di un frigorifero riceverà le acque reflue, e utilizzando batteri e una piccola quantità di energia elettrica, per trasformare il materiale organico in idrogeno.

Questa è una dimostrazione che possiamo continuano a generare l’idrogeno rinnovabile studiando i fattori che influenzano le prestazioni di ingegneria del sistema. L’idrogeno prodotto sarà ventilato ad eccezione di una piccola somma che verrà utilizzata in una cella a combustibile a idrogeno

ha spiegato Bruce E. Logan, docente di ingegneria ambientale alla Penn State University. La Napa Wine Company desidera utilizzare l’idrogeno per dare energia ai veicoli.

Il limite all’inquinamento è 350 ppm. Al di sopra di esso sarà una catastrofe

350

350 è il numero più importante del pianeta. Il che è strano, perché fino a circa 22 mesi fa non si sapeva neppure a che importasse. Ma quando, nel dicembre del 2007, l’ingegnere NASA Jim Hansen lo ha presentato presso l’American Geophysical Union Meeting di San Francisco, tutti hanno pensato a quello che voleva dire è che avevamo appena attraversato un estate in cui il ghiaccio si stava sciogliendo in modo molto rapido nell’Artico, e che i ricercatori stanno segnalando “in anticipo” variazioni di decine di altri grandi ghiacciai della terra, i quali porteranno all’acidificazione degli oceani e altre conseguenze.

In combinazione con le risme di paleo-dati climatici, la sua squadra credeva di avere informazioni sufficienti per elaborare finalmente una linea rossa per il pianeta: quando le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica fossero diventate superiori a 350 ppm, hanno detto, il riscaldamento globale sarebbe diventato pericolosamente fuori controllo. In realtà, oltre i 350 ppm non si potrebbe avere un pianeta

simile a quello in cui la civiltà si è sviluppata e nel quale la vita sulla Terra si è adattata.

L’inquinamento aumenta i casi di appendicite

inquinamento appendicite

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista CMAJ (Canadian Medical Association Journal) suggerisce che l’inquinamento atmosferico può far scattare l’appendicite negli adulti. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Calgary, l’Università di Toronto e dell’Health Canada, hanno esaminato 5.191 adulti ricoverati negli ospedali di Calgary in Alberta, Canada. Il 52% dei ricoveri sono avvenuti tra aprile e settembre, i mesi più caldi dell’anno in Canada, durante il quale le persone hanno più probabilità di ritrovarsi fuori casa.

La teoria dominante della causa dell’appendicite è stata l’ostruzione dell’apertura dell’appendice, ma questa teoria non spiega la differenza tra l’appendicite nei Paesi sviluppati e quella nei Paesi in via di sviluppo. I casi di appendicite infatti sono aumentati drammaticamente nei Paesi industrializzati nel secolo 19 e all’inizio del ventesimo, per poi scendere a metà e la fine del 20° secolo, in coincidenza con la legislazione per migliorare la qualità dell’aria. L’incidenza di appendicite è cresciuta nei Paesi in via di sviluppo che stanno diventando più industrializzati.

Le migliori tecnologie per un pianeta pulito/4

auto elettrica

Siamo giunti alla penultima lista di tecnologie verdi che accompagneranno la nostra vita nei prossimi anni. Ci concentreremo ancora sul trasporto, il quale è una delle chiavi per diminuire l’inquinamento, ma anche su nuovi materiali e sulla produzione energetica pulita. Ecco a voi le nuove tecnologie:

L’auto è una batteria: le automobili elettriche consumano energia elettrica per ricaricare le loro batterie, ma alcune batterie sono in grado di memorizzare fino a quattro volte l’elettricità che il proprietario utilizza effettivamente. Il percorso tipico di un’auto urbana è di circa 30-50 chilometri al giorno, ma la nuova generazione di auto elettriche ha batterie con la capacità di immagazzinare carica per 160 km. Invece di stare inattive in garage, le auto elettriche ferme potrebbero immagazzinare energia da fonti rinnovabili quando l’offerta supera la domanda. Questa energia immagazzinata potrebbe poi essere rilasciata nella griglia elettrica, quando la domanda supera l’offerta. L’idea è nata dalla collaborazione di alcune Università australiane e americane, ed è ancora in fase di sviluppo.

Motori inattivi: i grandi motori bruciano tantissimo carburante quando sono lasciati al minimo (ad esempio quando sono fermi al semaforo). Mediamente però durante la giornata di un camion il 72% del tempo questo motore è al minimo. Nuove tecnologie già disponibili permettono di utilizzare sistemi automatizzati che spengono e riaccendono i motori in base alla temperatura e alle altre condizioni, per ridurre l’impatto ambientale del 90%.