Il Governo favorisce le Eco-mafie

In campagna elettorale Berlusconi ha promesso che non avrebbe mai fatto un indulto o un condono edilizio se l’avessero eletto. Ma come spesso accade per i politici, le promesse lasciano il tempo che trovano, e così il Governo ha deciso di preparare l’Italia al più grande condono edilizio della sua storia.

Sulla tutela dell’ambiente l’Italia sta arretrando e questo rischia seriamente di essere un regalo alle ecomafie e alla criminalità ambientale.

Esordisce così il comunicato stampa diramato da Legambiente che riguarda le nuove norme edilizie che il Parlamento sta discutendo, e che cambieranno per sempre lo scenario italiano. Il pericolo infatti, avvertono da Legambiente, è che si torni all’abusivismo edilizio ed alle costruzioni senza regole degli anni ’60, quelle descritte perfettamente dal film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, in cui speculatori senza scrupoli, grazie all’assenza dello Stato, hanno potuto fare il bello ed il cattivo tempo nelle costruzioni cittadine, creando migliaia di edifici brutti ed insicuri.

Rinoceronti di Giava, Big Brother is watching you!

I rinoceronti di Giava, una specie di mammiferi rara, rarissima. Prossima all’estinzione. Le stime parlano di solo sessanta esemplari reduci al mondo. Da qui la necessità di un monitoraggio costante che testimoni le difficoltà in cui versano questi straordinari animali in Indonesia, ma anche la bellezza, l’unicità dell’ennesimo pezzetto di biodiversità che rischiamo di cancellare per sempre ( salvo ricostruirlo geneticamente in laboratorio, come si è ipotizzato per mammut e tigre della Tasmania, ma anche per l’uomo primitivo, e di ricreare quest’ultimo lo trovo di un assurdo inspiegabile, non vedo la necessità di rivivere l’era delle caverne, non fu un periodo felice per noi umani, non che ora lo sia, però…).

Ad ogni modo una sorta di Big Brother, ben trentaquattro telecamere, sono state piazzate dal WWF nel bel mezzo della foresta indonesiana, l’unica, l’ultima, in cui ancora sopravvivono questi mastodontici mammiferi. I rinoceronti di Giava sono davvero enormi: pensate che possono arrivare a pesare ben 2.300 chilogrammi ed a raggiungere i tre metri di estensione in lunghezza.

Al Gore propone l’estensione .eco ai siti di ecologia

Proprio quando si pensava che il mondo non aveva bisogno di un altro dominio di primo livello (.Tv, . Biz, .org, ecc), arriva il solito Al Gore con gli amici ecologisti per chiederne un altro. Una società denominata Eco Dot LLC sta chiedendo per la creazione del dominio .eco, cioè un dominio di primo livello che potrà essere attivato attraverso il processo di applicazione di ICANN gTLD.

Il comitato consultivo per il gruppo comprende anche Davis Guggenheim (regista di An Inconvenient Truth), Roger Moore (celebre attore ed Ambasciatore per l’UNICEF), Richard Muller (Autore di Fisica per futuri presidenti e contribuente al gruppo di esperti intergovernativi sui cambiamenti climatici) e Jim Dufour della Scripps Institution of Oceanography. A unire tutti in questo sforzo è Al Gore e la sua alleanza no-profit per la Protezione del Clima.

Perché le energie rinnovabili dovrebbero farci uscire dalla recessione?

Il Nikkei Business Publications ha recentemente annunciato i risultati di un sondaggio condotto in Giappone effettuato su 1.300 ingegneri del settore manifatturiero, l’attuale leader, se così si può definire, della recessione globale. Essi sono stati invitati a rispondere a difficile domande circa l’impatto della recessione e le misure per farvi fronte.

Sorprendentemente (non tanto per noi ma per la classe dirigente odierna) uno schiacciante numero, la maggioranza di essi, pensa che le celle solari, elettriche, a combustibile, i veicoli ibridi e l’energia eolica potrebbero fornire le scoperte di cui abbiamo bisogno per uscire dalla crisi. I risultati hanno mostrato una forte fiducia degli ingegneri di progettazione e di fabbricazione del Giappone della solida infrastruttura industriale e tecnologica di alto livello, la Nikkei:

La chiave per rompere l’andamento della recessione è lo sviluppo di celle solari, veicoli elettrici, e settore agricolo/alimentare, in ordine decrescente.

Una scomoda verità…al contrario, parte seconda

Oggi tenteremo di concludere la confutazione dell’articolo dell’Indipendent dei giorni scorsi, il quale tenta di smontare la maggior parte delle tesi ambientaliste perché ritenute delle false verità dal giornale britannico. Ieri la prima parte (per chi se la fosse persa, basta cliccare qui), oggi invece completiamo il quadro, partendo però dal dar ragione, su un aspetto, al giornalista dell’Indipendent, il quale oggi ci trova d’accordo su molti punti.

Una delle sue tesi infatti è che le auto ibride non facciano risparmiare così tanto in termini di impatto ambientale. Secondo quanto riportato nell’articolo, la prima auto di questa generazione, e sicuramente la più famosa, la Toyota Prius, non farebbe risparmiare del carburante, ma anzi, in termini di emissioni, consumerebbe anche di più di un modello diesel di 10 anni prima. In un esperimento si è misurato quanto carburante viene utilizzato per alimentare entrambi i motori della Prius (anche quello elettrico ha i suoi consumi), confrontandolo su un lungo viaggio con il consumo di una Bmw. Si è notato quindi che l’auto ibrida consumava leggermente di più in termini di carburante, e faceva risparmiare il guidatore soltanto quando pagava la tassa del casello autostradale o quando girava nel centro cittadino. Se i dati sono corretti, potrebbe anche andar bene questa obiezione. Ma stiamo sempre parlando di un auto del 1997, la prima del suo genere. Sono sicuro che se il giornalista provasse una delle auto più moderne, le rilevazioni sarebbero ben diverse.

Il Mar Morto sta morendo veramente

Il livello d’acqua nel Mar Morto, il punto più profondo della Terra, è calato ad un ritmo allarmante, con gravi conseguenze ambientali, secondo Shahrazad Abu Ghazleh e colleghi presso la University of Technology  di Darmstadt, in Germania.

Il progetto del canale Mar Morto-Mar Rosso o del Mediterraneo-Mar Morto servirà per ri-riempire il Mar Morto fino al suo livello precedente, al fine di generare energia elettrica sostenibile e produrre acqua dolce dalla desalinizzazione. Lo studio mostra anche che il calo dei livelli di acqua non è il risultato dei cambiamenti climatici, ma è dovuto al consumo umano di acqua sempre più eleveto nella zona.

Una scomoda verità…al contrario

Nei giorni scorsi l’Indipendent, quotidiano britannico di solito molto vicino ai temi ecologici, è uscito con un articolo che ha subito creato delle polemiche. Con il titolo “Verità scomode: non credete al lavaggio del cervello ecologico“, il giornalista ha tentato di smontare alcune tesi ecologiche, tacciandole per non vere o dannose. Per dovere di cronaca, alcuni punti andrebbero rivisti. Non capiamo come mai questa presa di posizione, visto che fino al giorno prima gli argomenti erano esattamente opposti a quelli esposti in questo articolo, ma nel complesso il tentativo è stato fallimentare, visti i commenti lasciati dagli utenti, ma anche perché alcune tesi sono davvero insostenibili.

Iniziamo ad analizzarle una per una per capire se esse dicono la verità. Il primo punto riguarda la produzione di energia eolica, la quale potrebbe concedere gran parte dell’elettricità pulita a costo di migliaia di vite di uccelli migratori. Questo è vero in parte, perché capita a volte che alcuni uccelli possano capitare tra le pale eoliche e, sbattendoci contro, morire. Il giornalista però qui non specifica che il numero degli animali, per quanto grande in termini assoluti, rappresenta soltanto una minima parte rispetto ai miliardi di uccelli esistenti sulla Terra, ed inoltre si dimentica che esistono modi di produrre energia eolica meno invasivi e quindi molto meno pericolosi delle centrali offshore, a suo dire le più letali.

Capitali verdi Europee: Stoccolma e Amburgo premiate per la sostenibilità urbana, a quando una reginetta italiana?

Reginette della sostenibilità urbana: Stoccolma e Amburgo. Sono le capitali verdi europee, rispettivamente per il 2010 ed il 2011. Un premio istituito dalla Commissione Europea per incentivare le spinte verso un green new deal anche tra i capoluoghi dell’Unione.

Migliorare la qualità dell’aria, aumentare gli spazi verdi, pianificare il tessuto urbano nel pieno rispetto dell’ambiente, diminuire le emissioni, questi alcuni dei tanti eco-parametri da rispettare per aggiudicarsi il titolo di capitale verde d’Europa.
Tutte misure che, in sintesi, non fanno altro che accrescere la qualità della vita nelle città, messa a dura prova da inquinamento, traffico, poco verde e pochi spazi. Ma cosa hanno fatto Stoccolma e Amburgo per essere incoronate sbaragliando le altre concorrenti?

Google Earth e Paginegialle.it: ecco come ti smaschero l’abuso edilizio

E’ proprio vero che l’unica vera democrazia esistente al mondo è quella che si trova in rete. Non solo internet concede centinaia di opportunità a chiunque, ma adesso può avere anche una funzione di “polizia”, cioè è in grado di smascherare alcuni abusi.

La Guardia di Finanza di Salerno ha dato notizia di aver sequestrato un intero lotto di terreno di 30 mila metri quadrati, comprensivo di 22 villette del condominio “Castello”, utilizzando a dovere la rete internet. Come ha fatto? Come per tutte le cose on-line, non ci vuole un ingegnere per capirlo. Visitando il sito di paginegialle.it, alcuni agenti hanno notato l’utilizzo sempre più massiccio di ruspe e materiali da costruzione in una zona piuttosto sospetta.

A quel punto hanno controllato su Google Earth la situazione, e hanno visto che quella stessa zona era completamente sgombra. I dati che sono saltati all’occhio sono due. Il primo è che la pagina di Google non era aggiornata in quanto quella zona doveva essere considerata zona protetta perché si trattava di una vasta area di macchia Mediterranea nel Parco del Cilento, protetta dall’Unesco; e poi che la costruzione rapida quanto selvaggia stava letteralmente “divorando” la collina in brevissimo tempo, mangiandosi buona parte del Parco naturale, un evento che non si vede tutti i giorni.

Il Sud? Solo discariche!

A quanto pare usare la parola emergenza vicino a rifiuti non ha più alcun senso. Quello dello smaltimento dei rifiuti per il nostro Paese, in particolare per il Sud, usato come discarica da tutte le altre regioni, non è un più un caso isolato che scoppia a Napoli piuttosto che a Catania, e che in pochi giorni, settimane, anche uno o due mesi viene risolto, come dovrebbe essere per le vere “emergenze”, quelle per cui i governi si mobilitano e stanziano fondi per uscirne il più velocemente possibile. Quello dei rifiuti è un vero e proprio cancro, che non basta risolvere al pronto soccorso, ma per il quale occorre una lunga degenza e se necessario ripetuti inteventi per evitare che si riformi.

Oggi un rapporto di Legambiente parla di clamoroso ritardo impiantistico del Sud, che tradotto significa che nelle regioni meridionali del nostro Paese la maggior parte della spazzatura va a finire ancora nelle discariche, ad accumularsi e ad imputridirsi, che siano abusive, legalizzate, pseudolegalizzate, improvvisate, sempre di cumuli di detriti stiamo parlando. A finire nella grande pattumiera del Sud è ben il 54% dei rifiuti.

I vantaggi del “Cap and Trade”

Non contento del grande clamore (e della grande approvazione) che Obama ha suscitato parlando di energia pulita, risparmio per i cittadini e di indipendenza dai combustibili fossili, il presidente americano è voluto ritornare sull’argomento, specificatamente sul cosiddetto “Cap and Trade” (il commercio sui crediti per inquinare), illustrando all’America (ed al mondo intero) i vantaggi di quest’iniziativa.

Il New York Times parla di una “scommessa contro i gas ad effetto serra”, progettata e di recente inaugurata nel bilancio di Obama. Più in particolare si tratta di un tetto di emissioni di carbonio che dà vita ad un sistema di scambi commerciali che dovrebbe entrare in vigore dal 2012. Il sistema del cap and trade mette un “tappo” alla quantità di gas a effetto serra che una società può emettere; quando l’azienda lo supera, deve acquistare quote di inquinamento o di crediti da parte di imprese che restano al di sotto del tetto, così da premiare l’efficienza energetica di aziende che utilizzano energia pulita. Obama progetta che l’amministrazione corretta di questo sistema frutterebbe alle casse degli States ben 645 miliardi di dollari, tutte entrate provenienti dal petrolio e da società elettriche nel corso dei prossimi dieci anni.

Consumi amici del clima, un percorso in sei tappe per spiegare i cambiamenti climatici

Consumi amici del clima, ovvero come spiegare i cambiamenti climatici, alternando modelli matematici a dati reali, agli studenti delle scuole superiori. Questa l’ambiziosa ed ammirevole mission che si è riproposta il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano in collaborazione con il  Programma Educazione del WWF Italia, ed il sostegno economico della Fondazione Cariplo.

Il percorso didattico, in sei tappe, verrà proposto, in via sperimentale, agli studenti di dieci scuole superiori della Lombardia. Il viaggio virtuale all’interno dell’impatto dell’uomo sulla Terra, alla ricerca di possibili soluzioni concretamente attuabili e attualizzabili, è disponibile on-line all’indirizzo www.consumieclima.org.

“Rinnovabili 2009” Legambiente ottimista sul futuro energetico dell’Italia

Sole, acqua, vento, terra e biomasse. 5 semplici parole che vogliono dire energia pulita, ambiente più vivibile, meno spese e più salute per i cittadini, ed in molti casi anche posti di lavoro, che in questo periodo hanno il loro peso. Tutte parole che piacciono a tutti i cittadini del mondo, compresi quelli italiani, tranne che alla nostra classe dirigente, troppo occupata a far tornare l’Italia indietro di 30 anni con il nucleare piuttosto che pensare all’energia del futuro.

Oggi Legambiente presenta il rapporto “Rinnovabili 2009”, il quale dimostra la situazione dell’energia pulita in Italia. Una situazione migliore del previsto, anche se ancora non sufficiente se confrontata con quella di altri Paesi. La prima buona notizia è che, ad oggi, i comuni italiani che hanno installato almeno un impianto ad energia rinnovabile sono saliti a 5.991, un ottimo numero considerando che fino allo scorso anno essi erano poco più di tremila.

Punteruolo rosso, è allarme per le palme nel bacino del Mediterraneo

Sos punteruolo rosso per le palme presenti nel bacino del Mediterraneo. L’insetto sta infatti intaccando la salute di molte specie di questa pianta anche nel nostro Paese. A lanciare l’allarme sono stati gli esperti riunitisi il 27 febbraio scorso al Convegno organizzato dalla regione Liguria su iniziativa dell’assessore Giancarlo Cassini. Nel corso dell’incontro si è sottolineata la vasta portata distruttrice del punteruolo rosso, cercando valide soluzioni per risolvere un problema sempre più dilagante e devastante.

Il punteruolo rosso è un insetto la cui denominazione scientifica è Rhynchophorus ferrugineus, conosciuto come un vero e proprio killer per le palme. Le sue larve, infatti, riescono ad annidarsi all’interno delle piante, portandole in pochi mesi alla morte. Un problema che affligge un po’ tutta l’Europa e che ha portato l’Unione ad adottare provvedimenti drastici come l’abbattimento delle palme intaccate dal punteruolo. Pensate che, soltanto in Sicilia, negli ultimi due anni sono state rase al suolo più di dodici mila palme. Ma è davvero la soluzione migliore e più efficace per liberarsi delle colonie di insetti?