Parte la corsa allo stoccaggio di Co2 e alle centrali a carbone pulito

di Marco Mancini Commenta

Sembrava dovesse trattarsi solo di fantascienza, ed invece sta diventando realtà. La future centrali a carbone pulito stanno per essere effettivamente realizzate. Dopo mesi di polemiche, esperimenti ed ipotesi, i primi due Paesi ad iniziare la corsa in questa direzione sono Germania ed Australia, che hanno, nella giornata di ieri, annunciato di voler far partire i primi esperimenti.

Per partire con la spiegazione di come funzioneranno, bisogna prima di tutto cominciare con il chiarire, una volta per tutte, cosa significa centrale a carbone pulito. A differenza di quanto accennato dai nostri politici sottovoce, in quando non capiscono nulla di nuove tecnologie energetiche, non esiste alcun carbone pulito. Il carbone che si utilizza oggi e che si utilizzerà domani per produrre energia elettrica sarà lo stesso identico carbone che si usava anche 100 anni fa.

La centrale a carbone pulito significa che ha un sistema di recupero della CO2, la sostanza che viene rilasciata dopo la combustione del carbone, in maniera da non farla disperdere nell’ambiente e non aumentare l’inquinamento. Una volta recuperata la CO2, bisogna immagazzinarla da qualche parte in cui non possa far danni, e qui sono cominciate le polemiche sul come e dove farlo.

I tedeschi ci proveranno con il metodo della liquefazione. In pratica si prende la CO2, la si trasforma in liquido e la si stocca sotto terra. Il provvedimento è stato approvato con una legge nella giornata di ieri in via sperimentale, in quanto non si è sicuri sul risultato di questa possibilità. Ha annunciato il Governo della Merkel che i primi esperimenti partiranno a breve e verranno raccolti dati fino al 2015, anno in cui si tireranno le somme. Se dovessero essere positive, si comincerà con la scala industriale.

Ben diversa è la metodologia dell’Australia. Sfruttando quello che hanno in abbondanza da quelle parti, cioè il mare, il Governo australiano ha individuato 10 siti sottomarini, i quali una volta contenevano gas naturale, come ideali per pompare l’anidride carbonica prodotta dalle centrali a carbone. Questo è il famoso pericolo dello stoccaggio di CO2 il quale è potenzialmente una bomba ad orologeria. Se infatti dovesse esserci anche una minima falla in queste gallerie sottomarine, potrebbe esserci una fuoriuscita di anidride carbonica che andrebbe ad intaccare la vita delle migliaia di esseri viventi, animali e piante, che lì vivono, e creare un disastro naturale. I primi esperimenti dovrebbero partire nel 2010.

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