Ambiente: Solvay, le proposte di Zaccagnini per la bonifica della riviera toscana

di Valentina Ierrobino Commenta

La situazione dello stabilimento Solvay di Rosignano Marittimo non è diversa da quella dell’Ilva di Taranto e, tra timori per l’inquinamento della costa e per il rilascio di metalli pesanti nella sabbia bianca della Toscana, il parlamentare Adriano Zaccagnini, ex del M5S e ora appartenente al Gruppo misto, rivolge un appello al Ministero dell’Ambiente e della tutela dell territorio e del mare, e al Ministero dello sviluppo economico in attesa dei lunghi tempi di risanamento previsti dalla Procura che segue le indagini.

Aspettando il 2015 Zaccagnini descrive come la Solvay abbia trasformato la costa toscana e alterato il colore del mare con i suoi fanghi ricchi di metalli pesanti

La Solvay, gettando in mare gli scarti di fabbrica, ha reso la zona di Rosignano-Vada in Toscana un luogo ai limiti della fantascienza. Il mare azzurro turchese e la spiaggia bianca candida richiamano un paesaggio tropicale e una visione paradisiaca che però nascondono un inferno malato. È un paradiso artificiale che non può portare alcun beneficio a coloro che lo frequentano. La natura è stata infatti sottomessa dal profitto economico, che l’ha spremuta fino all’ultima goccia. Secondo le testimonianze di chi vive in questa realtà, la gente sempre più spesso muore di cancro. I cartelli con scritto Divieto di balneazione sono stati rimossi di recente dai gestori degli stabilimenti balneari.

Per bonificare l’area e limitare i danni ambientali, il parlamentare chiede ai ministri di intervenire con richieste precise:

  • realizzare un’indagine epidemiologica per stabilire gli eventuali legami tra decessi avvenuti nel territorio e inquinamento prodotto dalla Solvay;
  • intervenire d’urgenza per limitare i danni all’ambiente e alle persone;
  • informare la popolazione dei reali rischi che corre per lo scarico in mare dei metalli pesanti di lavorazione e porre dei divieti di balneazione e frequentazione delle spiagge per almeno 1 kma nord e 2 km a sud dalla foce dello scarico;
  • chiudere lo scarico in mare nei prossimi 4 anni;
  • obbligare lo stabilimento a dotarsi di un impianto a circuito chiuso dell’acqua per utilizzare solo l’acqua in entrata in mare;
  • rimborsare i lavoratori in Cassa integrazione dal dicembre 2011 al maggio 2012 qualora fosse riconosciuta l’azione strumentale della Solvay;
  • prevedere la messa in funzione di un dissalatore che ricavi acqua e sale lasciando l’acqua dolce alla popolazione;
  • spostare il serbatoio di etilene, ad alto rischio ambientale, dall’area archeologica di Vada.

[Fonte: La Repubblica]

[Photo Credit | Thinkstock]

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