400.000 pulcini uccisi in nome del denaro (fotogallery e video)

di Redazione 1

Un’azienda russa del settore avicolo, la Krasnaya Polyana, ha ammesso di aver ucciso circa 400 mila pulcini appena nati per annegamento in acqua o semplicemente scaricandoli nelle botti arrugginite all’esterno per farli morire per congelamento. Circa 600.000 polli erano già morti per malnutrizione, e altri 3 milioni di esemplari sono in attesa di un destino simile. Un debito fiscale di circa 140 mila euro ha costretto l’azienda a dichiarare bancarotta, portando all’uccisione dei polli in uno sterminio davvero impressionante.

L’allevamento di pollame, che si trova nella regione di Kursk, è di proprietà di un membro del parlamento russo Alexander Chetverikov, che ha addossato tutta la colpa del fallimento ad una presunta cospirazione per rovinarlo. Chetverikov, membro del partito JustRussia, dice di aver condotto una campagna per combattere la corruzione nel governo e per questo i funzionari del regime si sarebbero vendicati in questo modo per metterlo a tacere.

Ma mentre il politico potrebbe essere caduto vittima di alcuni loschi affari, i milioni di animali hanno pagato il prezzo più alto. Chetverikov spiega al Los Angeles Times:

Non possiamo più permetterci di nutrire i polli, non abbiamo soldi e continueremo ad eliminare i restanti 3 milioni di polli, se la situazione fallimentare sleale non verrà attenuata e lo Stato non ci verrà in soccorso.

Il governo locale non è d’accordo, sostenendo che i suoi crediti nei confronti di Chetverikov sono legittimi, e che la sua azienda deve circa 140.000 euro di tasse arretrate. Con il fallimento, l’azienda avicola è stata costretta ad uccidere i pulcini perché non portano ricchezza e non aveva i soldi per dargli da mangiare, mentre i polli adulti verranno lasciati morire per ultimi perché si spera possano essere venduti. Una delle donne che lavoravano nell’azienda ha avuto il coraggio di parlare con la stampa, ed ha spiegato che si è sentita

come una madre che ha ucciso i suoi figli.

Considerare che questi lavoratori sono stati costretti ad uccidere migliaia di vite per poche centinaia di euro al mese è davvero nauseante. Secondo il portavoce dell’azienda, Dmitry Noskoff, si è deciso che i polli dovevano essere eliminati rapidamente, invece che lasciarli morire lentamente di fame. Se avevano intenzione di sollevare un polverone con quest’azione, ci sono sicuramente riusciti.



[Fonte: Treehugger]

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