Congresso di Cancun: il Giappone rifiuta l’estensione del Protocollo di Kyoto

I colloqui sul delicato equilibrio climatico globale di Cancun hanno subìto una grave battuta d’arresto la scorsa notte quando il Giappone ha categoricamente espresso la sua contrarietà alla proroga del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale vincolante che impegna la maggior parte dei Paesi più ricchi del mondo a tagliare le emissioni.

In base agli accordi, il Giappone doveva tagliare le emissioni di una media del 5%, rispetto al 1990 entro il 2012. Jun Arima, rappresentante del governo nipponico per l’economia e l’industria, ha ammesso che il suo Paese è tra i maggiori emettitori di gas serra, ma nonostante questo non può ulteriormente tagliare le proprie emissioni.

Inquinamento da arsenico, scoperto gene assorbi-metallo nelle piante

Alcuni ricercatori  hanno identificato due geni essenziali che controllano l’accumulazione e la detossificazione dell’arsenico nelle cellule delle piante. Il loro isolamento aiuterà gli scienziati a ridurre l’accumulo del metallo tossico nelle colture.

I risultati arrivano dopo l’allarme lanciato alcuni giorni fa sulla tossicità dell’acqua in cinque regioni italiane, inquinata da arsenico, e anche durante le votazioni e le manifestazioni sulla riforma Gelmini che va a tagliare i fondi alla ricerca. La ricerca, in questo caso, è frutto della collaborazione di studiosi provenienti dall’Europa, dall’Asia e dagli USA che hanno partecipato al programma PHIME (Public Health Impact of long-term, low-level Mixed Elements exposure in susceptible population strata), sovvenzionato dall’Unione europea con 13,43 milioni di euro.

Cambiamenti climatici: i decessi legati al clima nel 2010 sono raddoppiati

Nei primi nove mesi di quest’anno oltre 21.000 persone sono morte in tutto il mondo a causa di eventi legati al clima, secondo un nuovo rapporto di Oxfam. Si tratta di più del doppio dei morti di tutto il 2009. Questa notizia purtroppo non ci sorprende nemmeno più di tanto, dopo aver assistito alle inondazioni in Pakistan, alle ondate di calore in Russia, e all’innalzamento del livello del mare nelle nazioni insulari come Tuvalu. Ed anche i casi italiani di esondazione dei fiumi non sono da meno.

Oxfam ha rilasciato il suo rapporto in tempo per l’inizio dei colloqui sul clima di Cancun, in Messico. Nonostante le aspettative non ottimistiche per un progresso delle trattative, l’organizzazione spera di sottolineare che, mentre il congresso di Copenaghen potrebbe non essere riuscito bene, e la politica climatica degli Stati Uniti possa sembrare irrimediabilmente apatica, il riscaldamento globale è ancora un problema.

Grandi impianti fotovoltaici: Coldiretti apprezza le ultime novità

I terreni rappresentano per le imprese agricole un fattore di produzione molto importante. A ricordarlo, in accordo con un comunicato emesso in data odierna dalla Coldiretti, è stato il Presidente dell’Associazione degli Agricoltori Sergio Marini, il quale ha accolto con un plauso la decisione di Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole, di apportare delle modiche allo schema di decreto legislativo sulle fonti di energia rinnovabili che è stato approvato nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri.

La Coldiretti al riguardo pone l’accento sul fatto che i grandi impianti fotovoltaici e le relative speculazioni fanno impennare i prezzi dei terreni e spesso sottraggono anche campi fertili all’agricoltura.

Polveri sottili

Polveri sottili

Le “particelle”, note come polveri sottili, particolato o PM, sono una miscela complessa di particelle estremamente piccole e goccioline liquide. L’inquinamento da particolato è costituito da un numero di componenti, tra cui gli acidi (come i nitrati e solfati), prodotti chimici organici, metalli, e particelle di suolo o di polvere.

La dimensione delle particelle è direttamente legata alla loro capacità di causare problemi di salute. L’EPA (l’Agenzia per l’ambiente americana), e l’Agenzia europea si sono dette preoccupate per le particelle che hanno 10 micrometri di diametro (PM10) o sono ancora più piccole. Il motivo della preoccupazione è dovuto al fatto che queste sono talmente piccole da essere in grado di passare attraverso il naso e la gola e penetrare nei polmoni. Una volta inalate, queste particelle possono influenzare il cuore e i polmoni e causare seri effetti sulla salute.

Ambiente Europa, rapporto SOER 2010: crescita economica e sostenibilità per il futuro dell’Unione

L’ambiente in Europa – Stato e prospettive” (SOER 2010), la relazione pubblicata a fine novembre dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), dipinge un quadro di sviluppo sostenibile per il futuro del Vecchio Continente, basato sulla green economy ed il rispetto del territorio integrato alla crescita sociale e finanziaria.

Un’economia in ascesa coniugata ad una realtà ambientale sana non è utopia, quanto piuttosto il frutto di una collaborazione tra cittadini, imprese e governi, che incentivi allo sfruttamento sostenibile delle risorse disponibili. Ne è convinta la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA, che sottolinea in un comunicato stampa che a minare l’equilibrio ambientale non concorrano solo i cambiamenti climatici quanto anche una cattiva gestione delle risorse:

Sia in Europa, sia sull’intero pianeta, consumiamo più risorse naturali di quanto sia ecologicamente sostenibile. Il cambiamento climatico è finora il segno più evidente di instabilità, ma una serie di tendenze a livello mondiale fanno presagire rischi sistemici maggiori per gli ecosistemi in futuro. La natura della crisi finanziaria in corso dovrebbe fornirci un elemento di riflessione.

Congresso di Cancun, si entra nel vivo

Dopo due giorni in sordina, dove le uniche dichiarazioni che si ascoltavano erano pessimistiche, al congresso di Cancun comincia a salire la temperatura. Mentre il presidente del Brasile Lula ha lanciato un segnale negativo, decidendo di non recarsi al meeting, cominciano a fioccare le prime richieste. Da una parte troviamo i Paesi ricchi che chiedono a quelli in via di sviluppo di fare la loro parte, mentre questi ultimi rivendicano la loro fetta di “diritto di inquinare”.

In particolare la prima richiesta arriva da alcuni rappresentanti delle superpotenze Occidentali che chiedono ai grandi Paesi in via di sviluppo come Cina e India di ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Ecologia domestica, nuove regole Ue per eco-cucine in vista del 2020

La Commissione europea in questi giorni si è espressa sull’efficienza energetica domestica e ha deliberato una serie di provvedimenti per migliorare la qualità degli elettrodomestici, ridurre le emissioni inquinanti e abbattere i costi di vendita.
La progettazione delle cosiddette eco-cucine, con lavastoviglie a basso impatto ambientale sia per uso domestico sia da incasso, con lavatrici alimentate dalla rete elettrica o da batteria che ridurranno il consumo energetico e l’uso di acqua potabile; sono solo alcuni esempi dei nuovi parametri fissati dalla Commissione europea per migliorare l’efficienza energetica delle nostre case.

Le regole sulle eco-cucine sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore tra 20 giorni, per dare il tempo ai produttori di elettrodomestici di adeguarsi alle nuove normative; sempre che l’Italia le metterà davvero in atto.

Energia solare, donna rivendica la proprietà del sole ed ora vuole il pagamento della bolletta

Sono la proprietaria del sole, ed ora pagatemi la bolletta. E’ questo in sostanza quello che chiede una donna spagnola, Angeles Duran, di 49 anni, almeno ufficialmente sana di mente. Il sole è la fonte di energia che fa funzionare quasi tutti i sistemi sulla Terra, rendendo possibile la vita stessa in quella che altrimenti sarebbe una fredda ed inospitale roccia nello spazio.

Pensavamo che il sole fosse proprietà di tutti, ed invece la signora galiziana ha registrato la proprietà della nostra più vicina stella presso un notaio locale. Duran, che ha generosamente lasciato le luci accese per tutti noi (chissà come farà a spegnerle!), ha avuto l’idea di registrare la proprietà del sole dopo aver letto di un uomo che vendeva pezzi di luna su internet. Dal momento che nessuno aveva mai reclamato diritti sul sole, ha pensato giustamente di farlo lei.

Rifiuti speciali: Piano regionale di gestione nel Veneto

A breve, nella Regione Veneto, in materia di gestione dei rifiuti speciali, l’Amministrazione regionale si doterà di un apposito piano con l’obiettivo, tra l’altro, di poter ottimizzare i cicli produttivi. Ad annunciarlo è stato Maurizio Conte, Assessore regionale all’Ambiente della Regione Veneto, precisando, presso la sede della Provincia di Treviso, in concomitanza con la “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” che il piano regionale in materia di gestione dei rifiuti speciali sarà in grado di poter fornire sia i criteri, sia le indicazioni per la riduzione della produzione e della loro pericolosità.

Contestualmente, inoltre, si cercherà di ridurre al minimo il ricorso alla discarica attraverso un’operazione di ricognizione dell’offerta, ai fini del trattamento dei rifiuti speciali, tanto nella Regione Veneto quanto fuori dai confini regionali. Questo perché, proprio in accordo con quanto messo in risalto dall’Assessore nel corso del convegno, sui rifiuti speciali vige il principio comunitario e costituzionale della libera circolazione in virtù del fatto che a tutti gli effetti anche i rifiuti speciali sono in tutto e per tutto paragonabili ad una merce.

Tonno rosso, ridotta di 600 tonnellate quota UE

A fronte delle 13.500 tonnellate previste per l’anno corrente, nel 2011 la quota di tonno rosso pescabile nell’Unione Europa si attesterà a 12.900 tonnellate. E’ quanto hanno deciso oggi a Parigi i delegati dei cinquanta Paesi afferenti alla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (Iccat).

Nonostante le schiaccianti prove scientifiche che il tonno rosso dell’Atlantico sia in pericolo la quota è stata tagliata di appena il 4% per il 2011. Oliver Knowles di Greenpeace spiega al Guardian che a questo punto la parola conservazione dovrebbe sparire dalla sigla dell’ICCAT.

Congresso di Cancun: apertura con molte proposte e poche speranze

Ieri si è aperta la conferenza sul cambiamento climatico di Cancun, in Messico, sulle più difficili questioni rimaste irrisolte da Copenaghen. L’aspettativa è di redigere un trattato internazionale per ridurre le emissioni dei gas serra con il patrocinio delle Nazioni Unite. La speranza, si è capito sin da subito, è che almeno piccoli passi possano essere fatti per programmi a lungo termine, in modo da ridurre la minaccia dell’incremento delle temperature globali.

Gli Stati Uniti, a differenza di quanto successe un anno fa, vogliono entrare nei colloqui sin da subito, ma stavolta si trovano in una posizione debole a causa della mancanza di azione sul clima nelle politiche interne e nella legislazione energetica, anche peggio di quanto fatto dalla Cina. Su una cosa però sembrano concordare tutti: i colloqui internazionali non possono “sopravvivere” ad un altro disastro come quello di Copenaghen.