Perù: enorme parete di ghiaccio si stacca e crea uno tsunami

ghiaccio staccato in Perù

Un enorme pezzo di ghiaccio si è staccato da un ghiacciaio delle Ande, che misura 500 metri per 200, ed è finito in un lago. E’ successo ieri in Perù, dove si è verificato uno tsunami di cui in Italia non si è nemmeno parlato, ma che ha spazzato via tutti i villaggi lungo la riva, ferendo centinaia di persone ed uccidendone almeno tre.

Gli oltre 20 metri dell”onda generata dalla parete ghiacciata hanno superato gli argini, distruggendo le case e un importante impianto di trattamento delle acque. Il Perù ospita il 70% dei ghiacci tropicali del mondo, che si sono attenuati negli ultimi anni a causa dell’aumento delle temperature globali.

Fotovoltaico e agricoltura insieme per contrastare i cambiamenti climatici

fotovoltaico-agricolturaCon il fotovoltaico l’energia elettrica prodotta viene consumata sul posto e garantisce, di conseguenza, la minimizzazione delle perdite dovute al trasporto su rete ed alle ampie variazioni di tensione. Questo è quanto, tra l’altro, ha messo in evidenza il Direttore Generale della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) Umbria, Catia Mariani, che ha in più posto l’accento sul fatto che nel settore agricolto il ruolo dell’energia fotovoltaica è e sarà molto importante anche per il contrasto e la lotta ai cambiamenti climatici.

Anche in zone temperate come le nostre, infatti, si assiste oramai sempre più spesso, secondo il Direttore della Confederazione Italiana Agricoltori Umbria, a fenomeni di natura tipicamente tropicali come le repentine variazioni di temperatura accompagnate da piogge eccessive. Con il fotovoltaico si possono invece contrastare questi cambiamenti climatici a fronte di una tecnica di produzione dell’energia che non produce scorie, non emette cattivi odori e non fa rumore; il tutto a fronte di impianti fotovoltaici che possono durare fino a ben 30 anni e che garantiscono a regime, e dopo il rientro dall’investimento iniziale, anche risparmi economici oltre che, sin dall’inizio, ambientali.

Disastro nella Grande Barriera Corallina: ci vorranno 20 anni per riparare i danni della nave incagliata

nave contro barriera corallina

Poco più di una settimana fa, una nave che trasportava carbone, la cinese Shen Neng 1, si è incagliata nella Shoals Douglas, un’area della Grande Barriera Corallina, al largo dell’Australia. La nave era all’interno di una area marina protetta, e come spesso accade, ha provocato un disastro di immani dimensioni. Scontratasi contro la barriera, ha lasciato fuoriuscire circa 4 tonnellate di carburante causando una chiazza di petrolio di circa 3 km.

Nonostante il tentativo del capitano della nave di sminuire la preoccupazione per il danno arrecato alla barriera corallina, le squadre accorse subito sul posto hanno liberato la nave dalla scogliera soltanto dopo una settimana di duro lavoro. Le prime stime dei danni fatti ai coralli parlano di circa 20 anni per permettere il pieno recupero dell’area distrutta.

Il Pdl presenta una legge per abolire l’obiettivo del 20-20-20 e la green economy

senato

Che il centrodestra italiano, finanziato dalle grandi lobby del petrolio, carbone e del nucleare, fosse poco attento all’ambiente, questo era risaputo. Ma una nuova proposta di legge presentata da un gruppo di negazionisti del Pdl va oltre ogni limite di decenza.

I senatori D’Alì, Possa, Fluttero, Viceconte, Izzo, Sibilia, Nespoli, Vetrella e Carrara non si sono affatto vergognati questa mattina quando hanno presentato nell’aula del Senato della Repubblica una mozione che prevede essenzialmente due cose: abbandonare l’obiettivo del 20-20-20 (taglio delle emissioni del 20%, fabbisogno energetico soddisfatto per il 20% dalle rinnovabili e 20% di efficienza energetica, tutto entro il 2020), non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea, e abbandonare ogni progetto di green economy, cioè gli investimenti sulle rinnovabili, le auto elettriche e gli elettrodomestici ad alta efficienza energetica perché “il riscaldamento globale non esiste“.

Lg annuncia una linea di prodotti eco-friendly per tagliare le emissioni del 40%

negozio lg

L’LG Group in Corea del Sud ha annunciato un piano per investire 20 mila miliardi di won (circa 13 miliardi di euro) per lo sviluppo di prodotti più rispettosi dell’ambiente. Questo progetto fa parte del piano della società di tagliare le emissioni di carbonio del 40% rispetto ai livelli del 2009 entro il 2020. Tuttavia, la LG non ha una buona fama sugli effetti dei suoi prodotti sull’ambiente.

Molti dei modelli LG di frigoriferi, ad esempio, sono stati privati del loro status di Energy Star a causa dei metodi di consumo di energia dei modelli prodotti in Australia non corrispondenti a quanto dichiarato. Anche se la relazione dei produttori prevede di creare un’elettronica più eco-compatibile, può essere attendibile?

Settore fotovoltaico: sviluppo a rischio in Puglia e Calabria

fotovoltaico-sviluppo-filieraIn materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, la Corte Costituzionale ha emesso delle sentenze con le quali è stata dichiarata l’incostituzionalità di alcune Leggi regionali in Calabria e nella Regione Puglia. Tali sentenze, in accordo con quanto ha reso noto ed ha altresì messo in risalto con preoccupazione ANIE – Gifi – Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, hanno già innescato i primi effetti negativi dal fronte dell’accesso al credito con le banche che hanno bloccato subito l’iter per i finanziamenti di quei progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici per i quali è prevista ai fini dei lavori la sola presentazione della “DIA”, ovverosia la sola denuncia di inizio attività.

Considerando che, assieme alla Lombardia, la Puglia è una Regione strategica per lo sviluppo del fotovoltaico, i rischi di un rallentamento dell’espansione del settore sono elevati. Basti pensare che proprio ANIE – Gifi stima che si mettono in questo modo a rischio i 17 mila posti di lavoro che sono stati fin qui creati con la crescita del mercato dell’energia rinnovabile.

13-14 aprile: parte Ecopolis a Roma

ecopolis

Oggi e domani presso la Nuova Fiera di Roma partirà l’iniziativa Ecopolis, la manifestazione internazionale dedicata all’ambiente, giunta alla quarta edizione. Sponsorizzata dalla Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, e di Unioncamere, la Fiera avrà l’appoggio quest’anno anche del Presidente della Repubblica che presenzierà alla cerimonia d’apertura.

Il tema di quest’anno è la sostenibilità, e tutto ciò che essa significa, dalla produzione commerciale al cibo, in quello che dovrebbe essere la città ideale, Ecopolis, appunto. Gli obiettivi della manifestazione di quest’anno saranno stimolare il dibattito tra amministratori locali su un tipo di “governance” ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibile; favorire le nuove imprese che puntano su questo tipo di prodotti; individuare i nuovi mercati e gli incentivi per il trasferimento tecnologico; ed infine offrire al pubblico la possibilità di avvicinarsi e conoscere le tematiche trattate

toccando con mano le possibili soluzioni alle problematiche ambientali e di vita che si presentano nelle nostre città

annunciano gli amministratori.

Barometro della vita: costi e metodi per salvare le specie in via d’estinzione

rana dagli occhi rossiPer la prima volta gli scienziati hanno effettuato una stima di quanto costerebbe conoscere lo stato di conservazione di milioni di specie, alcune delle quali devono ancora essere identificate. Il prezzo è 60 milioni di dollari, secondo un team di scienziati, compresi quelli dell’IUCN e del Conservation International, che hanno presentato lo studio sulla rivista Science in un articolo intitolato “Il Barometro della Vita”.

Le nostre conoscenze sulle specie e sui tassi di estinzione è ancora scarsa, e questo ha conseguenze negative per il nostro ambiente e l’economia. Ampliando l’attuale Lista Rossa IUCN delle specie minacciate per includere fino a circa 160.000 specie ben scelte, avremmo un buon barometro per influenzare le decisioni a livello globale

dice Simon Stuart, presidente della IUCN’s Species Survival Commission. Ad oggi, quasi 48.000 specie sono state valutate nella Lista Rossa IUCN, che costa circa 4 milioni di dollari ogni anno. La maggior parte di questo lavoro è svolto da migliaia di volontari in tutto il mondo.

Artista costruisce animali a rischio estinzione col Lego per anticiparci gli zoo del futuro (gallery)

orso polare di lego

Con il precario stato degli ecosistemi di tutto il mondo di oggi, è difficile sapere con certezza quali specie minacciate continueranno ad esistere anche per le generazioni future. Ma dato che rischiamo di perdere questo importantissimo patrimonio, oggi più che mai diventa sempre più importante far conoscere questi animali ai bambini prima che scompaiano del tutto.

Così, con questo obiettivo in mente, ma anche con l’ambizione di creare uno zoo per educare i suoi giovani visitatori sull’importanza della conservazione in modo fantasioso, un giovane artigiano ha messo in mostra gli animali in pericolo di estinzione, ma costruiti con i Lego.

Serre fotovoltaiche: accordo tra Uni Land ed EOS Energia

serre-fotovoltaicheUni Land e EOS Energia hanno stretto un importante accordo che porterà a regime alla messa in esercizio di impianti fotovoltaici su serre agricole pari a ben 10 MW. L’annuncio dell’accordo è stato dato da Uni Land, la quale, secondo quanto dichiarato dal direttore generale, Ing. Alberto Mezzini, rafforza la società italiana quotata in Borsa in un settore come quello delle serre agricole fotovoltaiche che, sebbene sia di nicchia, offre però grazie all’elevato grado di integrazione il massimo contributo in “Conto Energia” offerto dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

Uni Land, società specializzata nel land banking, ed in particolare nelle costruzioni residenziali, nello sviluppo dei terreni e nel franchising immobiliare, dall’anno 2008 ha ulteriormente allargato le proprie aree di business e di sviluppo creando “Energie Rinnovabili”, la divisione concentrata in prevalenza sullo sviluppo delle attività e dei progetti per l’energia pulita non solo da fonte fotovoltaica, ma anche da quella eolica.

Due invenzioni canadesi renderanno il solare più efficiente e meno costoso

celle solari

Grazie a due tecnologie messe a punto dal professor Benoît Marsan e dal suo team alla Université du Québec à Montréal (UQAM), Dipartimento di Chimica, il futuro scientifico e commerciale delle celle solari potrebbe essere totalmente rivoluzionato. Il professor Marsan ha messo a punto le soluzioni per due problemi che, negli ultimi venti anni, hanno ostacolato lo sviluppo di celle solari efficienti e accessibili a tutti. I suoi risultati sono stati pubblicati in due riviste scientifiche, il Journal of American Chemical Society (OCCAR) e Nature Chemistry.

La prima soluzione riguarda il potenziale non sfruttato dell’energia solare. La Terra riceve più energia solare in un’ora di quanto tutto il pianeta attualmente consuma in un anno. Purtroppo, nonostante questo enorme potenziale, l’energia solare è poco sfruttata. L’energia elettrica prodotta dalle celle solari convenzionali, composte da materiali semiconduttori come il silicio, è di 5 o 6 volte più costosa rispetto alle fonti energetiche tradizionali, come i combustibili fossili o l’energia idroelettrica. Nel corso degli anni, numerosi gruppi di ricerca hanno tentato di sviluppare una cella solare che sarebbe sia efficiente in termini di energia che poco costosa da produrre.

Dalla Germania arriva lo smog-test

inquinamento città

Che l’aria inquinata facesse male, questo era risaputo. Ma abbiamo la minima idea di che effetti sulla nostra salute possa avere l’aria nella nostra città? Non quelli che si conoscono in generale, ma la qualità dell’aria del posto in cui ci troviamo in questo momento. Si tratta di calcoli e rilevazioni talmente specifiche che sembrano impossibili da conoscere. Ed invece un nuovo test, chiamato per l’occasione smog-test, è stato messo a punto ad Hannover, in Germania, proprio per renderci conto del grado di inquinamento in cui siamo immersi in un dato momento.

Ciò che facciamo é coltivare le cellule su una membrana plastica porosa coperta sul fondo con un mezzo di coltura, e poi da sopra condurre aria sulle cellule con la sostanza del test

ha spiegato il ricercatore Detlef Ritter durante la presentazione al mondo del suo prodotto. I ricercatori del Fraunhofer Institute riescono in questo modo a misurare l’effetto del diesel, del Pm10 e delle altre sostanze nell’aria direttamente sulle cellule della pelle e sulle mucose, da cui è possibile capire anche quale effetto queste sostanze hanno sui polmoni, osservando le reazioni al microscopio.

Addio al lago d’Aral, diventato ormai un’enorme distesa di sabbia

navi lago d'aral

Non molto tempo fa, il lago d’Aral era il quarto lago d’acqua dolce più grande al mondo. Oggi, a circa 20 anni dalla rilevazione che gli aveva assegnato questa posizione in graduatoria, è composto solo per il 10% delle sue dimensioni precedenti di acqua. Il restante 90% è solo sabbia. In quello che il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha chiamato “uno dei disastri più scioccanti del pianeta”, il lago d’Aral si è letteralmente prosciugato.

Ma com’è possibile che una delle più massicce distese d’acqua al mondo sparisca? Uno dei responsabili principali fu la guerra fredda dell’epoca sovietica, e la poca attenzione alle risorse ambientali che si aveva in quel periodo in cui l’ambientalismo era l’ultimo dei problemi.

Un progetto destinato ad incrementare la produzione di cotone in una regione arida come l’Uzbekistan finì con il deviare i fiumi che alimentano il lago d’Aral lontani dal loro letto naturale. Senza i fiumi che alimentavano il lago, questo ha semplicemente e costantemente avviato un prosciugamento che è durato degli anni. E ora il 90% di tutto il lago d’Aral è andato.