Bidoni Livorno, interviene la Regione Toscana

di Valentina Ierrobino 1

In attesa dell’inizio delle operazioni di recupero dei bidoni contenenti rifiuti tossici, rinvenuti nel mese di gannaio presso la costa della Toscana nella provincia di Livorno, si è espresso in questi giorni l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, a seguito della riunione tenutasi a Livorno presso la Direzione della Capitaneria di Porto. Ricordiamo che la rimozione dei 96 fusti pericolosi persi dalla nave Eurocargo Grimaldi verrà effettuata solo dal prossimo mese, ma intanto ci si prepara unendo le forze e le competenze. Riportiamo alcune delle parole dette dalla Bramerini a riguardo

Vigileremo che il piano per la rimozione dei fusti individuati finora al largo di Gorgona, più volte sollecitato dalla Regione e presentato oggi dalla socieà Grimaldi, avvenga nei tempi annunciati e con le modalità di sicurezza che ci sono state garantite’.

Nel tavolo tecnico erano presenti, oltre alla Capitaneria di Porto di Livorno, il ministero dell’Ambiente e gli esponenti di Regione, Provincia e Comuni di Livorno e Pis, l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), l’ISPRA, gli istituti Zooprofilattico e Superiore di Sanità. Il piano di recupero dei fusti, che ha ottenuto il via libera da parte di tutti i partecipanti, avrà inizio il 10 maggio e durerà circa 10 mesi. E’ questo difatti il tempo stimato per mettere in sicurezza l’area marina e recuperare i bidoni attraverso robot e strumentazioni molto sofisticate e innovative.

Una volta portati in superficie i fusti verranno smaltiti in appositi luoghi per rifiuti speciali, mentre la compagnia navale Grimaldi provvederà al monitoraggio dei fondali e del tratto di mare limitrofo al ritrovamento dei fusti, controllando un’area di circa 1.300 metri per ritrovare gli altri cento fusti che ancora mancano all’appello. L’uso di container a tenuta stagna per circoscrivere i rifiuti altamente tossici e il monitoraggio dei fondali è stato pianificato nel migliore dei modi per scongiurare ì ogni possibile contaminazione delle acque e fuoriuscita del materiale, in un’area già altamente a rischio inquinamento.

[Fonte: Asca]

[Photo Credit | Thinkstock]

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