Marea nera, BP avvierà nuove perforazioni in Libia, in pieno Mediterraneo

di Paola P. 2

Business must go on. Non importa se l’economia di intere popolazioni costiere è affondata nella marea nera, ancor meno contano i danni all’ecosistema e al patrimonio naturalistico dell’area del Golfo del Messico. Contano gli affari. E per nessuna cosa al mondo la BP desisterà dall’avviare le nuove perforazioni concordate già dal 2007 con la Libia.

Inizieranno tra poche settimane i lavori per cinque trivellazioni al largo delle coste libiche nel Golfo della Sirte, in pieno Mediterraneo. La BP perforerà ad una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della piattaforma Deepwater Horizon che ha scatenato il disastro della marea nera.
Lo ha annunciato il Financial Times e dalla BP non hanno smentito, tutt’altro. Ne ha dato conferma lo stesso portavoce della compagnia, David Nicholas:

Non le abbiamo ancora calendarizzate. Ogni perforazione necessita di sei mesi o più.

La BP non si smentisce e non smentisce. Non lo ha fatto nemmeno qualche giorno fa quando un blogger ha individuato una manipolazione in una foto pubblicata dalla compagnia petrolifera britannica che ritraeva un elicottero in volo sull’area di bonifica del disastro. In realtà quel velivolo tutto era tranne che in volo. La BP ha ammesso che il fotoritocco era avvenuto per motivi tecnici.
Vogliamo parlare del giornalista finto inviato a tranquillizzare sulla fuoriuscita?
E che dire dei milioni spesi in campagne pubblicitarie per salvarsi una faccia che non sanno di aver perso da tempo? O ancora della faccenda divivendi?
Delle tartarughe bruciate vive perché intralciavano le operazioni di bonifica, a loro dire?
O di quando qualche giorno fa imputavano la perdita di petrolio dopo l’installazione del tappo ad “altri”: “la fuoriuscita potrebbe non essere della BP”.

Non batte ciglio quando risponde delle peggiori accuse la BP. Come alla notizia di queste ultime ore che il dispositivo d’allarme installato sulla piattaforma Deepwater Horizon era stato disattivato per evitare che suonasse in piena notte, già alcuni mesi prima del 20 aprile scorso, data del terribile incidente.

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