Vita artificiale, Venter crea prima cellula sintetica

craig venterCraig Venter, il genetista dei primati, ha annunciato ieri su Science di aver creato in laboratorio la prima cellula sintetica. Si va verso la vita artificiale. La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti ed è di quelle destinate a riaprire il dibattito in fondo mai completamente chiuso del confine tra scienza e natura. La cellula vive. Generata da un computer. Ed é in grado di autoreplicarsi. A detta dello stesso Venter:

cambia la definizione di ciò che si intende per vita.

Craig Venter non è nuovo a scoperte sensazionali. Tempo fa gli chiesero se stesse giocando a fare Dio e lui rispose: “Ma io non sto affatto giocando“. I suoi successivi primati confermarono che non si sbagliava.  Venter è il creatore della vita artificiale.

Palermo: è emergenza rifiuti, ma nessuno ne parla

palermo-rifiuti

La situazione della città di Palermo, ma in generale quella di tutta la Sicilia, è molto preoccupante, e forse anche più grave di quella di Napoli di qualche anno fa. Ma la differenza con la situazione campana è che la Sicilia è governata da 7 anni dalla destra, e per questo i giornali, e soprattutto le telecamere delle televisioni, fanno finta che tutto va bene.

E’ questo, in sintesi, il grido d’allarme di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, il quale a sua volta riprende l’allarme lanciato dall’Amia, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti a Palermo, e che ormai è vicina al collasso. La situazione più critica è quella della discarica di Bellolampo, dove sono stoccate ad oggi circa 100 mila tonnellate di percolato, una sostanza altamente nociva, nota per la sua forte capacità di inquinare le falde acquifere.

Dalla Spagna arriva il giardino verticale che assorbe l’inquinamento

giardino verticale ceracasa

Per chi vuole trasformare il muro del suo palazzo in un giardino verticale, la società spagnola Ceracasa, che si occupa di piastrelle di ceramica, ha messo a punto un sistema modulare super-duo che ha una doppia funzione: si chiama Lifewall (nessuna relazione con il maxi-schermo di Panasonic), ed è una piastrella progettata per supportare una varietà di piante irrigate a goccia, la quale lavora in collaborazione con Bionictile, un’altra piastrella che assorbe l’inquinamento dell’aria e lo converte in concime per le piante del Lifewall.

Creato dall’architetto Emilio Llobat, in collaborazione con gli architetti Maqla, Azahar Energia e Ceracasa, le piastrelle della grandezza di un metro quadrato sono destinate ad essere organizzate in vari modelli dai progettisti per creare un muro vegetale che funziona in simbiosi. Disponibile nei colori bianco, avorio, tabacco, e grigio, il gres porcellanato Bionictile lavora per assorbire gli inquinanti di ossido di azoto presenti nell’aria. Usando i raggi UV del sole e l’umidità, questo materiale speciale brevettato Bionictile, insieme con la componente di polvere di vetro, trasforma le particelle nocive di NOx in concimi azotati, i quali possono essere utilizzati dalle piante che mantengono insieme le “tessere” del Lifewall. Inoltre, le piastrelle Lifewall possono agire anche come assorbitore di carbonio.

Biodiversità in mostra a Roma

Abla Mahdi-SudanCi siamo spesso occupati di biodiversità in senso animale e vegetale, ma questa è solo la prima parte della parola più ampia “biodiversità”. Infatti in questo termine rientra anche l’uomo, che con le sue azioni a volte illogiche e a volte spietate, rischia di fare male anche a sé stesso.

A Roma, da oggi fino a domenica 23 maggio, presso l’Auditorium Parco della Musica si tiene la conferenza internazionale sulla biodiversità, con un festival internazionale che avrà al centro del proprio dibattito l’alimentazione, la natura e proprio l’uomo.

Sì perché la natura non è soltanto un qualcosa che ci appartiene come un dono di cui possiamo disporre a nostro piacimento, ma è principalmente un diritto di tutti. Un diritto spesso negato a quelle popolazioni povere che vedono il proprio territorio subire le ingiustizie di altre persone senza scrupoli che glielo distruggono sotto gli occhi.

Le immagini dei primi uccelli liberati dopo la marea nera

pellicano marea nera

Dopo che nei giorni scorsi vi abbiamo mostrato le terribili immagini della marea nera, con lo spiaggiamento di uccelli e grandi anfibi soffocati dal petrolio, finalmente stavolta vogliamo mostrarvi un’immagine bella e che ci dà un po’ di speranza.

KW Celeste, uno spettatore della CNN, ha condiviso una serie di commoventi foto di “Pelly“, il pellicano bruno, e “Lucky“, la sula bassana (un altro uccello marino), i quali sono stati recentemente messi in libertà dopo essere stati salvati, puliti e curati dai volontari che si sono catapultati sulle coste colpite dal disastro.

L’US Fish & Wildlife Service riporta che Lucky è stato scoperto dai lavoratori che stavano cercando di mettere un freno al disastro del Deepwater Horizon del 27 aprile scorso. Lucky era magro e disidratato quando fu ritrovato, con l’80% del corpo coperto dal petrolio. Alcuni prodotti specifici sono stati usati per calmare il suo mal di pancia dovuto all’ingerimento del petrolio, e questi lo hanno completamente guarito, facendogli guadagnare così il nome di Lucky, cioè “fortunato”.

Eco-ospedali, il futuro delle cure è green

eco-ospedaleRisparmio energetico, gestione ottimizzata del personale, strutture costruite con materiali rigorosamente ecologici. Sono solo alcuni dei concetti-chiave legati agli eco-ospedali del futuro. Se ne è parlato nei giorni scorsi a Roma nel corso della V Conferenza Europea dell’Ospedale promossa dal Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO) e dall’Università Cattolica di Roma. Ai lavori è intervenuto, tra gli altri, l’architetto americano Roger Hay, che si è espresso a favore di una riorganizzazione in veste green delle strutture sanitarie:

progettare in modo ecosostenibile i luoghi di cura permetterà di ridurre l’impronta ecologica di un ospedale di circa il 45%.

Ecosostenibilità, metodi antenati evergreen tornano alla ribalta

auto dei flinstonesAvi evergreen, dallo sguardo lungimirante, saggezza popolare, ed il caro vecchio principio del non si butta via niente. Benvenuti nel futuro. Un futuro che coniuga i più sofisticati ritrovati tecnologici alle tecniche più semplici per tutelare l’ambiente e risparmiare risorse tramandateci dai nostri antenati. Tutte rigorosamente green.

Insomma, dopo aver aspramente etichettato come obsoleti i rimedi della nonna ed i metodi contadini spiccioli, ed esserci avvicinati alle tecnologie più complesse persino per eseguire le operazioni più semplici, urge una sintesi per l’uomo moderno. Per ammettere che non tutto quello che viene del passato è primitivo e che non tutto ciò che è primitivo è da buttare. Tutt’altro. Dopo il salto vedremo le tecniche ecosostenibili, ampiamente usate dai nostri avi, oggi tornate alla ribaltà in virtù di una maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente ed all’economizzazione delle risorse.

Le alghe potrebbero ripulire le acque reflue a basso costo

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Le alghe, già venute alla ribalta per la produzione di biocarburanti, potrebbero essere utilizzate ora per rimuovere azoto e fosforo nel deflusso dei reflui zootecnici, secondo una ricerca effettuata all’Agricultural Research Service (ARS). Ciò potrebbe dare ai gestori dei parchi una nuova opzione eco-friendly per ridurre il livello degli inquinanti che contaminano i terreni agricoli tramite acque reflue nella Baia di Chesapeake.

Il microbiologo Walter Mulbry lavora all’ARS di Beltsville (Maryland), vicino al bacino Chesapeake Bay. Nel 2003, Mulbry costruì quattro tappeti erbosi algali ruvidi (ATS), in forma di canalette, fuori dalle stalle delle mucche. I canali superficiali erano coperti con una rete di nylon che ha creato un terreno ideale per la crescita delle alghe.

Le migliori applicazioni ecologiche dell’iPad

ipad

Ci siamo spesso occupati delle applicazioni ecologiche, tra le migliaia a disposizione, dei telefonini iPhone. Ora però che è uscito l’iPad, sempre della Apple, è il tempo di dare un’occhiata a cosa questa nuova tecnologia è in grado di offrire all’ambiente.

Incominciamo con quelle disponibili per la casa ed il giardino. Solar Advisor Panel ad esempio ti permette di sapere, nella tua zona, quanta energia solare è possibile generare con pannelli solari di qualsiasi dimensione. E’ molto utile per chi ha intenzione di installare un pannello in quanto calcola dal sorgere del sole al tramonto, l’energia pulita che potresti produrre a casa tua.

Risparmio idrico, nuove tecniche di irrigazione in Turchia

coltura turchia

Mentre la temperatura sale ad Istanbul, si ritorna sempre a parlare dell’acqua. In particolare, se vi sia stata pioggia e neve a sufficienza durante l’inverno per garantire l’acqua che esce dai rubinetti della città in modo affidabile durante l’estate, o se giorni di rubinetti a secco aspettano il popolo turco. Ma, secondo il WWF, il miglioramento delle pratiche di irrigazione in una sola regione agricola turca potrebbero eliminare gran parte di questa incertezza. Abbastanza risparmio idrico annuale potrebbe essere sufficiente per soddisfare le esigenze di Istanbul per un massimo di tre anni.

Questo mese, un progetto congiunto tra WWF e i produttori turchi ETI burcak inizieranno la formazione degli agricoltori a Konya, una fertile regione dell’Anatolia centrale nota come “granaio della Turchia”, per usare moderni metodi di irrigazione a goccia che riducono il consumo di acqua da un terzo alla metà.

Greenpeace Cool IT: la Cisco è l’azienda di Information Technology più ecologica al mondo

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Dovendo adeguare tutto il mondo allo stile di vita ecologico, risulta importante partire da quelle aziende che lavorano principalmente sul consumo energetico. E quali aziende lavorano di più con l’elettricità delle Information Technology? Per questo Greenpeace, come fa già con le aziende che si occupano di elettronica, ha avviato la sfida “Cool IT Challenge“, un modo per mettere in competizione l’una con l’altra le aziende IT dal punto di vista delle scelte ecologiche.

I criteri per stilare la classifica sono essenzialmente tre:

  1. Promozione di nuovi strumenti tecnologici per la riduzione delle emissioni su vasta scala;
  2. Impegni per ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra;
  3. Coinvolgimento della politica a sostegno delle iniziative in favore dell’energia pulita.

Dopo il salto vedremo la classifica.

Niente più battesimi: il fiume Giordano prosciugato entro il 2011

fiume giordano

Anche uno dei più famosi e ammirati luoghi di culto non è immune ai problemi di abuso e inquinamento. Il fiume Giordano è un esempio di cosa è previsto accada ad un po’ tutti i fiumi del mondo a causa del sovrasfruttamento, dell’inquinamento e della mancanza di una gestione regionale, secondo Friends of the Earth in Medio Oriente. Oltre il 90% delle acque del fiume sono state deviate in Israele, Siria e Giordania, e ciò che resta è un mix poco attraente di acque reflue, acqua salata e scarico proveniente dai terreni coltivati. Ed entro la fine del 2011 non ci sarà più nemmeno questo.

Sarebbe un pezzo importante di storia perduta, se non saranno prese misure drastiche per ripristinare il fiume. Save the Planet scrive:

Oggi il fiume è stato deviato, arginato e risucchiato anche molte volte. I liquami sgorgano nel fiume, lasciando punti salmastri e orribili. Nonostante questo, però, migliaia di pellegrini ancora fanno il viaggio ogni anno per entrare nel fiume che si ritiene sia il luogo dove fu battezzato Gesù Cristo da Giovanni Battista.

Ma non ci sarà un posto da visitare in un futuro molto vicino, diverso da un letto asciutto, se alcune cose non cambieranno radicalmente.

Inventata batteria che si ricarica con l’urina

batteria ad urina

Avete bisogno di elettricità ma non c’è sole, non c’è vento, non avete biomasse da bruciare nè potete improvvisare un impianto geotermico. Cosa fare? Una società coreana ha inventato un dispositivo in grado di generare elettricità di bassa potenza con qualcosa che sicuramente possiamo procurarci tutti, ma che abbiamo sempre gettato: l’urina. La batteria portatile, denominata MetalCell, è in grado di creare abbastanza energia con una sola pipì da alimentare un computer portatile per più di quattro ore.

Secondo Popular Science, la batteria è stata progettata da una società coreana per le situazioni militari in cui può essere difficile trovare elettricità per gli oggetti elettronici. E’ abbastanza piccola da essere trasportata facilmente ed è in grado di produrre energia per far funzionare le apparecchiature quando non sono disponibili altre fonti.

Mascherina ecologica protegge i polmoni e assorbe CO2

mascherina verde

Le abbiamo viste tutti, quando l’isteria dovuta all’influenza suina era al suo picco, nel mondo hanno cominciato a circolare strane e stravaganti maschere, di ogni tipo e colore, dalla classica bianca da chirurgo a quelle tutte colorate e con i disegni. Ora l’allarme A H1N1 non c’è più, ma non è detto che le mascherine passino di moda, specie se sono ecologiche.

La mascherina verde realizzata dal designer Robert Ortega è una maschera anti-batterica e riutilizzabile che “assorbe la CO2 con ogni espirazione“. Realizzata in pasta di legno e integrata con semi che germogliano veramente, la maschera da porre sul viso si pensa che non solo aiuterà a mantenere i polmoni in sicurezza, evitando di inalare agenti inquinanti, ma potrà tenere anche il mondo al sicuro dalle emissioni di biossido di carbonio proveniente dai polmoni con la respirazione.