Greggio non più necessario per produzione plastica

industria della plasticaOgni anno, il mondo produce circa 130 milioni di chili di etilene, la più importante materia prima per la plastica. Questa gigantesca industria è attualmente dipendente dal petrolio greggio, che si sta esaurendo.
Il ricercatore olandese Tymen Tiemersma potrebbe avere trovato una soluzione a questo problema. Ha ideato infatti un nuovo reattore che riesce a produrre etilene dal gas naturale e che in futuro potrebbe produrne anche a partire dal biogas.

Tiemersma ha trovato una soluzione apparentemente molto semplice per uno dei più grandi problemi nella produzione di etilene da gas naturale. Se si vuole produrre plastica dal gas naturale allora prima di tutto bisogna convertire il gas naturale in etene. Che attualmente può essere fatto, ma con un problema finora irrisolto: il processo genera una incredibile quantità di calore, troppo per una facile rimozione. Di conseguenza la conversione del gas naturale è troppo costosa e consuma molta energia.

Rifiuti elettronici in vertiginoso aumento nei Paesi in via di sviluppo

rifiuti elettroniciAbbiamo parlato spesso del problema dei rifiuti elettronici, mostrando come il gesto all’apparenza di poco conto di gettare pile, computer rotti e televisori in disuso nel cassonetto non differenziato, o peggio dove capita, si trasformi in gravi danni per Paesi anche molto lontani dal nostro. E a questo proposito vorrei ricordare il caso limite del Ghana, letteralmente sommerso dall’e-waste, le cui foto di discariche con bambini che scavavano tra vecchi schermi e materiale radioattivo di pile e processori hanno fatto il giro del mondo. Molte le iniziative dei marchi di prodotti tecnologici più o meno famosi per spingere il cliente a riportare al negozio pc, tv e stampanti alla fine del ciclo di vita. Come il ritiro uno contro uno.

La notizia preoccupante che circola in questi giorni sui rifiuti tecnologici è che nel 2016 i Paesi in via di sviluppo arriveranno a produrre il doppio dei rifiuti elettronici dei Paesi sviluppati.

Cosa c’è nel mio cibo? Un’applicazione iPhone ci svela i segreti di ciò che mangiamo

what's-on-my-food

In generale, è meglio preferire il biologico quando si acquista del cibo. Sebbene non sia sempre semplice sapere se ciò che stiamo comprando è stato trattato con erbicidi, pesticidi e altri materiali “sporchi”, le probabilità di star mangiando sano almeno aumentano. Alcuni buongustai pensano che a volte non vale la pena spendere tanti soldi per comprare biologico, dal momento in cui ciò che accade nel prodotto non è sempre chiaro.

Ma quando non abbiamo a disposizione nemmeno quest’opzione, come possiamo sapere se nel cibo sono presenti tossine, sostanze cancerogene o perturbatori ormonali? Un applicazione gratuita del Pesticide Action Network ti dice ciò di cui dovresti diffidare.

Anche i rasoi diventano solari

rasoi solari

È una domanda perenne che porta finalmente ad una risposta facile: come faccio a rendere più eco la mia barba? Mentre la soluzione più semplice può essere semplicemente di non farsela, lasciando crescere una barba degna di Santa Klaus, non a tutti piace essere “ruvidi”, ma preferiscono una pelle liscia come quella di un bambino. Ma seppure in molti possono pensare che radersi possa non essere una delle attività meno ecologiche al mondo, pensate soltanto a quanta acqua si spreca. L’alternativa sono i rasoi elettrici. Ma l’elettricità come viene prodotta?

Finalmente, nella vasta gamma di prodotti solari, ora sono stati inventati anche i rasoi. Alcune marche note avevano provato con i rasoi eolici, i risparmiatori di lama, rasoi riciclati, di ceramica, energy star e così via. Alla fine qualcuno si è accorto di aver trascurato la possibilità dei rasoi alimentati dal sole. Ed ecco così una coppia di rasoi elettrici in grado di avere veramente un minor impatto sull’ambiente.

Le fattorie diventano sempre più solari: inventato il pastorizzatore fotovoltaico

solare in perù

Un gruppo di studenti del Rensselaer Polytechnic ha elaborato un’idea geniale per rendere più sicuri il latte in posti poveri come il Perù. Attualmente, gli agricoltori con meno risorse non sono in grado di ottenere la certificazione di mercato per il loro latte e i prodotti lattiero-caseari perché non possono permettersi apparecchiature per la pastorizzazione.

Finché i loro impianti rimangono non-igienici, sono tenuti fuori del mercato. Tuttavia, John Cannarella, Ryan Lewis, Jared Stepanauskas, e Natalie Maslow hanno elaborato una soluzione con l’energia solare che è a buon mercato e potrebbe avere implicazioni globali per gli agricoltori nelle zone rurali o in via di sviluppo.

Inverni più rigidi, la colpa è del sole

radiazioni solariGli inverni sempre più rigidi e le estati sempre più torride, stando a numerose autorevoli ricerche, sarebbero una conseguenza dei cambiamenti climatici in atto, causati dal riscaldamento globale. Tuttavia sono in tanti anche i detrattori dei mutamenti climatici imputabili all’uomo, scienziati che sostengono la teoria opposta: questi cambiamenti anche bruschi di temperature medie nella storia della Terra ci sono sempre stati e rientrebbero nel ciclo naturale del Pianeta e nei suoi meccanismi regolatori e di compensazione.

Sulla scia di questo filone una nuova ricerca dell’Università di Reading nel Regno Unito suggerisce che in futuro si avranno inverni più freddi, quando il Sole sarà ad un livello inferiore di attività.
La quantità di radiazioni emesse dal Sole varia naturalmente nel tempo e subisce delle modifiche anche sostanziali nel corso dei secoli.

Caccia: fissato il limite di estensione della stagione venatoria a 10 giorni in più

caccia

Ormai è solo questione di giorni e poi la nuova legge sulla caccia entrerà in vigore. La buona notizia è che si sono limitati i danni, la cattiva è che probabilmente non usciremo dalla procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea.

Contrariamente a quanto sta accadendo per tutte le altre leggi italiane, per una volta tutto ciò che ha chiesto la Lega è stato respinto, ed invece sono state accolte le richieste dell’opposizione. Il testo, che ora passerà al Senato per l’approvazione definitiva (e pare non ci siano altri ostacoli) non prevede nè l’abbassamento dell’età dei cacciatori (la Lega voleva portarlo a 16 anni), nè l’anticipo della stagione venatoria. Scongiurato anche il rischio che ogni Regione decida autonomamente la durata del periodo di caccia, facendo diventare di fatto il bracconaggio legale. Secondo la nuova legge infatti sarà possibile, sempre a discrezione della Regione, allungare di soli 10 giorni, e “non un giorno di più”, come afferma il Ministro Prestigiacomo, la durata della stagione venatoria.

Ci porti rifiuti, ti regaliamo cibo: nasce il Green Exchange

Tempo fa il comico Beppe Grillo propose, per risolvere il problema dei rifiuti di Napoli, di far pagare i napoletani l’immondizia non con il sistema attualmente in vigore, tramite tasse, ma a seconda di quanta immondizia si produce: tanta immondizia fai, tanto paghi. Con questo sistema, diceva Grillo, improvvisamente l’immondizia in Campania sarebbe sparita.

Anziché usare il bastone, la città di Curitiba, in Brasile, ha deciso di usare la carota, e cioè il principio opposto: tanti rifiuti porti al centro di riciclaggio, tanto cibo ti viene regalato. Siamo molto consapevoli del grande sistema del trasporto pubblico, aree pedonali e le innovazioni nella città di Curitiba, la quale sta diventando una delle più ecologiche al mondo nonostante l’altissimo tasso di povertà, ma questa iniziativa merita decisamente un monumento.

Venezia: la carenza d’acqua dolce si combatte con l’ingegno e le rinnovabili

serra energia solare venezia

Ci sono aziende nella Laguna di Venezia che si occupano di produzione alimentare locale ma, come sta accadendo a tutta la città, stanno affondando. Ciò avviene perché l’acqua dalla falda acquifera sottostante viene pompata fuori, e si tratta di acqua salata, che di certo non fa bene alle colture. Queste aziende agricole utilizzano per irrigare l’acqua comunale, ma le artiste Marjetica Potrc e Marguerite Kahrl hanno sviluppato una raccolta di acqua piovana alimentata da energia solare per raccogliere l’acqua dai tetti delle serre.

L’azienda vende poi direttamente ai residenti di Venezia l’acqua raccolta sull’isola di Sant’Erasmo e recentemente ha vinto il premio zero km per i prodotti alimentari locali.

Gli oceani sono più affollati di quanto ci si possa aspettare, ci vivono “nonilioni” di microbi

censimento marino

Il Census of Marine Life è un’indagine iniziata 10 anni fa e che serve a calcolare il numero di microbi sconosciuti, minuscolo zooplancton, crostacei, vermi, larve e scavatori, alcuni dei quali sembrano usciti da un film di fantascienza, e che compongono la vita nei mari di tutto il mondo.

In nessun altro ambito della vita dell’oceano l’entità della scoperta Census è stata così ampia come nel mondo dei microbi

ha detto Mitch Sogin del Marine Biological Laboratory di Woods Hole, Massachusetts, capo del censimento. Il conteggio ha stimato una sbalorditiva cirfra di un “nonilione“, o 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000 (30 zeri), di singole cellule microbiche negli oceani, del peso di 240 miliardi di elefanti africani, i più grandi animali terrestri.

Una migliore idea di microbi, la “maggioranza nascosta” che compone dal 50 al 90% della biomassa nei mari, serve per dare un punto di riferimento per la comprensione sul futuro negli oceani, legati ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Fitoplancton eucariotico svolge ruolo decisivo nella fissazione del carbonio negli oceani

fitoplancton fissazione carbonioGli scienziati dell’Università di Warwick e del National Oceanography Centre di Southampton hanno aperto la “scatola nera” del fitoplancton eucariotico e hanno scoperto che esso è responsabile della fissazione del 50% del carbonio degli oceani immagazzinato dal fitoplancton.

La fissazione del carbonio da parte del fitoplancton negli oceani svolge un ruolo chiave nel ciclo globale del carbonio, ma non è ancora del tutto chiaro. Finora i ricercatori ritenevano che fossero i cianobatteri a svolgere un ruolo fondamentale nel processo che vedeva coinvolti fitoplancton e carbonio. Ma ora gli scienziati dell’Università di Warwick e del National Oceanography Centre di Southampton hanno aperto la “scatola nera” del fitoplancton eucariotico e hanno scoperto che in realtà esso incide sulla metà della fissazione del carbonio degli oceani da fitoplancton.

Eruzione vulcano Islanda, gli effetti sul clima

L’eruzione del vulcano Eyjafjallajkull in Islanda, che ha sollevato un’immensa nube di cenere (più precisamente una massa calda di polveri e gas proiettata nell’atmosfera a una quota di 4/5 Km ), ha messo in ginocchio il traffico aereo europeo interessando dapprima la Gran Bretagna, e paralizzando poi anche Belgio, Olanda e Danimarca, Germania, Norvegia e ora avvicinandosi anche all’Italia. Oggi si apprende che sono stati annullati ben 60 voli in Toscana, molti dei quali sono tappe di scalo di compagnie low cost come Ryanair, Easyjet, Norvegian. No e Transavia che hanno parecchi voli destinati a Regno Unito, Irlanda, Francia, Danimarca, Olanda, Germania e Norvegia.

Il disagio immediatamente visibile è stato per l’appunto il blocco dello spazio aereo nord-europeo, ora la nube si sta spostando verso sud-est, provocando problemi con i voli addirittura in Medio Oriente. Ma quali saranno gli effetti della nube di cenere sul clima, se dovesse spingersi fin nella stratosfera?

Prestigiacomo: “Problema rifiuti è colpa delle Regioni”

prestigiacomo conferenza

Lo sport nazionale dell’Italia, non è più il calcio, ma lo scarica barile. Quando bisogna trovare il responsabile di qualche danno, si susseguono dita puntate e accuse che non stanno in piedi; quando invece un problema si risolve, c’è la corsa a salire sul carro dei vincitori.

E così capita che se per Napoli, ad emergenza finita (così dicono) l’attuale Governo di centrodestra decanta i propri meriti, quando invece le cose non funzionano, vedi il resto della Campania, la Sicilia e altre Regioni alle prese con i rifiuti, improvvisamente la colpa non è del Governo, ma della politica regionale. Capita così che il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, riferisca alla commissione parlamentare d’inchiesta sul problema rifiuti, ed esponga problematiche e soluzioni. Dopo il salto i casi analizzati regione per regione.