Agricoltura sostenibile: sperimentazioni sui pomodori da “serbo” coltivati senz’acqua

Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento terrestre e dei cambiamenti climatici, si sente parlare sempre più spesso di siccità. In molti paesi del Mondo la mancanza d’acqua rappresenta un importante handicap allo svolgimento delle principali attività umane, a volte anche di quelle più elementari come bere un bicchiere d’acqua o fare una doccia. L’agricoltura è uno dei settori che risente maggiormente dell’emergenza acqua.

Per far fronte alle difficoltà a cui va incontro il settore agricolo, come spiega anche Marco Mancini, si sono sviluppate, negli anni e in vari paesi, ricerche mirate all’individuazione di colture a bassissimo fabbisogno idrico. In quest’ottica si inserisce lo studio dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (ISAFOM) del Cnr di Catania sui cosiddetti pomodori da “serbo” delle regioni del Meridione.

Dance Charge: il caricabatteria umano

Il cellulare è scarico: siamo in mezzo al deserto, abbiamo la macchina in panne e la nostra unica salvezza sarebbe riuscire ad alimentare la batteria del telefono per chiamare aiuto.
Un esempio un po’ drammatico. è vero, ma questo è il peggiore dei mille contrattempi che quotidianamente ci possono capitare e in cui solo il cellulare può funzionare da àncora di salvezza.
Pensate a quante volte ci ha tolto da situazioni critiche o ha risolto in breve tempo imprevisti con una sola chiamata.

Tuttavia il telefonino ha il grave difetto di scaricarsi in poche ore, soprattutto quelli nuovi, sovraccarichi di mille funzionalità inutilizzate.
In quel caso ci viene in aiuto un particolare caricabatteria, il Dance Charge, che permette di ricaricare la batteria del cellulare anche in mezzo al deserto!
Tutto quello che bisogna fare è camminare e/o correre!

Plantsense: il pollice verde Usb

Amate le piante e magari possedete pure un giardino che potenzialmente potrebbe diventare un’oasi di verde della vostra dimora.
Tutto quello che vi manca è il cosiddetto pollice verde, per rendere qualche aiuola incolta un piccolo pezzo di Eden.
Niente paura, potete acquistarlo, come fareste con una normale chiavetta Usb.

L’idea geniale è venuta all’azienda Plantsense che già dal nome è un programma.
Si tratta di un particolare sensore Usb che controlla costantemente lo stato delle vostre piante, dandovi i giusti suggerimenti.

Vendesi inceneritore bresciano a Napoli: prezzo scontato, interessi più di uno

La città di Brescia ha deciso di vendere il suo inceneritore a Napoli.
La motivazione è fin troppo evidente: in Lombardia questo impianto inquina troppo.
Le immagini dal satellite, a tal proposito, non lasciano adito a dubbi sull’alto tasso di emissioni provocato dal termovalorizzatore bresciano.

L’idea di spostare l’inceneritore in Campania trapela dalle informazioni ottenute da Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma.
La cifra richiesta alla città di Napoli per la cessione è di circa 25 milioni di euro, somma inferiore all’ammontare della spesa necessaria per terminare la costruzione dell’inceneritore di Acerra.

IBM e Intel entrano nell’industria del fotovoltaico

In un periodo in cui, a causa del vertiginoso aumento dei prezzi del petrolio, diventa indispensabile trovare soluzioni alternative per coprire il fabbisogno energetico mondiale, l’industria fotovoltaica è nell’occhio del ciclone attirando, sempre di più, investitori. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono i colossi dell’informatica. In particolare, negli ultimi giorni, ad annunciare la loro entrata in scena nel settore dell’energia solare, sono state IBM e Intel.

Entrambe le aziende hanno dichiarato l’intenzione di riversare le proprie competenze, circa la lavorazione del silicio per produrre microchip, nella realizzazione di cellule fotovoltaiche.

Le piante poco assetate salveranno l’Africa

Arabidopsis thaliana

Il problema principale dell’Africa è la mancanza di acqua. Se in Europa ogni cittadino ha disponibilità media di 150 litri d’acqua al giorno, nel continente africano ce ne sono solo 10. Di conseguenza, è molto più difficile creare cibo per i milioni di africani sottonutriti, anche a causa delle vaste zone desertiche che non permettono la nascita delle piantagioni.

Ma forse oggi, tra le varie soluzioni a questo problema, se ne potrà annoverare una in più. Pare infatti che l’African Agricolture Technology Foundation abbia trovato il modo di coltivare ortaggi di base senza bisogno di acqua, o con un fabbisogno davvero minimo.

Basta ricercare Nemo, altrimenti si estinguerà

Smettetela di cercare Nemo! E’ questo l’appello degli scienziati inglesi che si sono accorti che, da quando il cartone animato della Pixar ha avuto il gran successo di incassi in tutto il mondo, i piccoli pesci pagliaccio stanno scomparendo dagli oceani. Il motivo? Le pretese dei bambini pestiferi (come quella del cartone) che vogliono rinchiudere questo bellissimo pesce nel loro acquario.

Per chi non l’ha ancora visto (e a cui consigliamo di vederlo) cerchiamo di riassumerlo in poche parole. Nemo è un pesce pagliaccio rosso e bianco, che viene diviso da suo padre. Il pesciolino, ancora cucciolo, parte per cercarlo, ma si perde nell’oceano e viene pescato da un dentista australiano che lo regala a sua figlia, che lo rinchiude in un acquario. Da lì poi lui, tra mille avventure, riuscirà a sfuggire e a raggiungere il padre.

Energia solare: cosa sono le tegole fotovoltaiche?

Con lo sviluppo dell’energia fotovoltaica è cresciuta l’attenzione al design e alla ricerca di soluzioni efficaci per integrare nell’architettura degli edifici gli impianti fotovoltaici. È in quest’ottica che si inserisce la tegola fotovoltaica. Si tratta di un elemento architettonico innovativo che permette la totale integrazione del fotovoltaico nelle strutture abitative.

La tegola, infatti, contiene le celle fotovoltaiche che, dunque, non sono più ingombranti e visibili. Le nuove tegole vengono installate sul tetto andando a sostituire i tradizionali ceppi. Attualmente sono disponibili sul mercato diverse tipologie di tegole fotovoltaiche che si distinguono in base alla struttura e alla tecnologia utilizzate.

Guerrilla Gardening: un attacco di verde per abbellire il mondo con bombe di fiori!

Libera il giardiniere che è in te“: questo lo slogan di notevole effetto del movimento Guerrilla Gardening, nato con l’intento di abbellire il mondo, riempiendolo di verde.
Finalmente il tipo di guerra che piace a noi: ecologica, fatta con i fiori, spargendo ossigeno, aiuole, piante, senza feriti nè sangue!

L’idea di curare le zone dimesse e gli spazi verdi ed incolti delle città è venuta circa tre anni fa ad un gruppo di ragazzi milanesi.
Oggi sono sorti gruppi di “giardinieri liberi” in molte altre città italiane, che si avvalgono dell’aiuto, dei consigli e delle donazioni di piante e materiale da parte di giardinieri professionisti e aziende di giardinaggio.

LEAF House, la casa “carbon neutral” della prima comunità eco-sostenibile italiana

È stata inaugurata ieri, mercoledì 25 giugno, ad Angeli di Rosona, nelle Marche, la Leaf House, la prima casa abitabile a emissioni zero e autosufficiente dal punto di vista energetico.

E’ una casa dove si vive -ha spiegato Enrico Loccioni, presidente del Gruppo Loccioni che ha gestito il progetto- una micro centrale idroelettrica dove si produce, una scuola dove si impara, un posto dove si lavora in fase di miglioramento continuo, un sito dove si progetta e una vecchia casa di campagna dove si ospita.

La Leaf House, una struttura di sei appartamenti, rientra nel più ampio progetto Leaf Community (Life Energy and Future), ideato dal Gruppo Loccioni. Si tratta della prima comunità eco-sostenibile italiana creata in piena armonia con l’ambiente.

Rendere verdi i deserti? Sarà possibile grazie al gesso

Un’area del tutto o quasi disabitata, in cui non piove quasi mai (meno di 250 mm all’anno), il terreno è arido e non coltivabile. È cosi che l’enciclopedia Wikipedia definisce il deserto. Definizione che in futuro potrebbe essere rivista, in positivo. Alcuni scienziati, infatti, hanno studiato un metodo per portare acqua ai deserti.

Non si tratta di imponenti e costosissime infrastrutture ma del gesso, un noto minerale roccioso presente abbondantemente nei deserti. Secondo gli ingegneri dell’Holland Innovation Team, guidati da Peter Van der Gaag, sarebbe possibile estrarre acqua dal gesso ed impiegarla per l’agricoltura, l’irrigazione e altre attività nelle zone desertiche.

Rotating Tower: la torre girevole italiana sfrutta vento e sole

Un progetto tutto all’italiana per la Rotating Tower, la torre girevole che utilizza il principio dell’architettura dinamica.
Ad idearla è stato infatti l’architetto David Fisher che, malgrado il cognome, è italianissimo, precisamente di Firenze.
E come poteva chiamarsi questa geniale creazione se non Torre da Vinci?
Un nome che si addice alle invenzioni geniali e che rende merito alle radici toscane del suo creatore.

Si tratta di un progetto che non ha precedenti perchè la Rotating Tower sarà la prima torre completamente girevole.
Mai prima d’ora si era riusciti a realizzarne una, figuriamoci addirittura dodici, il numero di torri ruotanti che si conta di innalzare in varie città del mondo.

“Oil 2.0”: il petrolio del futuro prodotto dai batteri

Il petrolio, come si sa, non è una fonte di energia inesauribile. Presto ci ritroveremo senza e dovremo fare i conti con la perdita del pilastro alla base dell’approvvigionamento energetico mondiale. Per far fronte a questa situazione, ricercatori e scienziati, negli ultimi anni, si stanno adoperando al fine di trovare un’efficace fonte di energia alternativa al petrolio.

Muovendosi in questa direzione, Greg Pal, ricercatore e direttore dell’istituto di ricerca Ls9 di Silicon Valley, è riuscito ad ottenere un biocombustibile simile al petrolio tramite l’utilizzo di alcuni microrganismi modificati geneticamente.

Geotermale: un nuovo modo per trasformare l’acqua calda del sottosuolo italiano in elettricità

L’Italia è un paese caldo. Non è un riferimento al clima ma al sottosuolo italiano. Gli strati più profondi della parte italiana della crosta terrestre sono, infatti, molto ricchi di calore. Già da molti anni, questo calore viene sfruttato per la produzione di energia attraverso impianti geotermici che, utilizzando il vapore acqueo estratto dal sottosuolo, azionano delle turbine adibite alla produzione di energia elettrica.

Negli ultimi anni, con l’innovazione tecnologica, si è cominciato a parlare anche di geotermale.