Una prima svolta nell’emergenza rifiuti Roma è stata varata questa mattina nel vertice con i rappresentanti del Comune di Roma, della Provincia e della Regione Lazio, dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Dopo le sollecitazioni della presidente della Regione Lazio Renata Polverini che chiedeva l’intervento del governo per una situazione così delicata e di non competenza della Regione, il governo si assume le sue responsabilità e propone un progetto comune per il dopo Malagrotta. Clini ha messo in piedi un vero e proprio “piano per Roma” e ha ribadito per porre fine alle polemiche che
L’idea del governo non è commissariare Roma, ma fare un piano per Roma valorizzando le competenze: vogliamo decidere insieme con una responsabilità comune.
E’ un periodo positivo questo per la biodiversità, visto che capita sempre più spesso di scoprire nuove specie animali. E’ capitato in Indonesia, sull’isola di Sulawesi, e ad effettuare la scoperta è stato l’entomologo Michael Ohl del Museo di Storia Naturale di Berlino in collaborazione con Lynn Kimsey dell’Università della California di Davis. Secondo il dottor Ohl nel Paese asiatico (e chissà dove altro) vivrebbe una specie di vespa gigante, grande 5 volte quella a cui siamo abituati dalle nostre parti.
La scoperta di una nuova specie animale fa sempre piacere, ma questa volta ci lascia davvero sbalorditi in quanto quella di cui vi stiamo per parlare è avvenuta nella città per eccellenza, quella in cui tutto ti aspetti di vedere, tranne che una nuova specie: New York City. Nella più grande città del mondo è infatti stata scoperta una nuova specie di rana. Il che è paradossale visto che di solito i biologi viaggiano nelle mete più estreme del pianeta per trovare animali ancora sconosciuti.
Il discorso del “mangiare locale” o a chilometro zero spesso è visto come una cosa da ambientalisti per il puro spirito ecologista dell‘inquinare meno. Ed in realtà questo è vero, ma è solo una parte della questione. Consumare prodotti locali infatti non solo evita tonnellate di emissioni dovute al trasporto, ma fa bene all’economia del posto, e soprattutto alla salute. A certificarlo è il Center for Disease Control and Prevention, o CDC, che ha attestato come la metà delle malattie alimentari odierne sono dovute al cibo importato.