Le fattorie della bile, le atroci torture degli orsi della luna

Ancora una volta torniamo a parlare dell’atrocità dell’uomo perpetrata ai danni degli animali indifesi. Mi hanno segnalato un articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo sulle atroci sofferenze cui vengono sottoposti decine di orsi, che testimoniano ancora una volta la barbarie assurda di cui sono capaci solo gli esseri umani, perchè nessun’altra forma vivente è così cattiva, nemmeno con i suoi nemici, figuriamoci con le altre specie, quelle che dovrebbero essere “amiche”, “conviventi” nella stessa casa, la Terra.

Gli Orsi della Luna vivono in condizioni che definire pietose è riduttivo. Nelle fattorie della bile (il solo nome fa venire i brividi), in Cina, Corea e Vietnam, vengono torturati 10.000 Orsi della Luna per ricavarne bile. Ci producono medicinali, e fin qui potrebbe essere giustificato, ma ci fanno anche shampoo e bibite e magari noi ci laviamo pure i capelli alle spese di queste torture atroci. Leggete il resto, solo se avete lo stomaco forte.

Le antenate delle balene avevano le zampe

Le prime balene una volta nuotavano non grazie alle pinne che hanno oggi, ma attraverso grandi zampe posteriori. Questa è la nuova scoperta che servirà a fare luce su uno dei misteri che affascinano gli scienziati da secoli, e cioè come facevano questi pachidermi a stare lontani dalla terra, nonostante ritrovamenti fossili.

Gli antenati delle balene odierne quindi camminavano sulla terra come fanno gli altri mammiferi. Nel corso del tempo quindi si sono evolute, abituandosi a stare nell’acqua, e quindi trasformando le loro zampe in pinne. La scoperta è avvenuta studiando la struttura ossea delle balene, che mostrava chiaramente come fossero presenti tracce pelviche lì dove sarebbero dovuti essere presenti gli arti posteriori.

Quel pittore è proprio un cane!

Gli animali hanno una vena artistica, non lo sapevate? Già nel lontano 1998 due artisti russi provarono ad aprire una scuola d’arte in cui i soli studenti erano gli elefanti.

Come far convivere cane e gatto

Cani e gatti, eterni nemici? Non è una regola fissa, a quanto risulterebbe da una recente ricerca condotta dagli studiosi della Tel Aviv University.  I due animali domestici più amati

Cane clonato fa nascere 9 cuccioli

Buone notizie per i sostenitori della clonazione. In Corea del Sud è nata la prima cucciolata da un cane clonato. L’esperimento, perfettamente riuscito, di far nascere Snuppy, un levriero afghano

La mattanza delle balene alle isole Far Oer, fermiamo lo scempio


Di immagini crude che documentino la ferocia e la barbarie di cui è capace l’uomo contro le altre specie viventi ne abbiamo diffuse molte: dal massacro delle foche che si perpetua ogni anno in Canada, alla strage degli elefanti in Africa, alla mattanza delle tigri appese come maiali a testa in giù per rifornire il mercato alimentare esotico dei cinesi ricchi.
Oggi vogliamo denunciare un’altra efferata e insensata usanza che si ripete annualmente nelle isole Far Oer, in Danimarca: l’uccisione di centinaia di balene, arpionate e accoltellate in massa da decine di persone, accorse come per un rito, a quello che per loro è un giorno di festa, per i poveri mammiferi un giorno rosso di sangue, un eccidio brutale ed inspiegabile.

L’uomo nasce cacciatore, diranno alcuni, ed è normale che si pratichi la pesca, che si vada a caccia e che si cibi di altre specie viventi. Fin qua ci siamo. Ma come insegnavano gli indiani d’America, i primi veri ecologisti, non bisogna prendere più del necessario da Madre Natura, rispettando ogni animale, ogni pianta come fosse sacra, perché necessaria alla nostra sopravvivenza.
Uccidere gli elefanti per farne bacchette d’avorio, assassinare le tigri per servirle ad un nababbo in camera con la sua amante, massacrare tenerissimi cuccioli di foca per ricavarne pellicce per signore facoltose non è lo stesso che uccidere un orso, come facevano anticamente gli indiani, per ricavarne un cappotto per ripararsi dal gelido inverno.
Così come c’è un’enorme differenza tra pescare per la sussistenza di una popolazione e compiere un massacro scellerato per perpetuare una stupida tradizione.