Rifiuti, a Napoli l’emergenza torna evidente

Diciamo la verità, nessuno aveva mai creduto davvero alle parole di Berlusconi il quale affermava che l’emergenza rifiuti a Napoli era stata risolta. Ora però negare l’evidenza non è più possibile. Finora infatti il Governo se l’era cavata togliendo le telecamere dalle periferie, dove i rifiuti sono rimasti intatti come dei monumenti almeno dal 2006, ed eliminando l’immondizia solo dal centro, dove le telecamere non potevano essere tolte.

Ma ora anche lì, davanti alle scuole, ai negozi e ai locali chic, la puzza comincia a diventare insopportabile. Il nuovo anno scolastico in quel di Napoli (ma non solo lì) è a rischio, visto che ormai negli istituti non si può più entrare. Il motivo? I cumuli d’immondizia sono talmente tanti che hanno addirittura bloccato gli ingressi e le finestre delle scuole.

Scorie nucleari, ecco dove andranno a finire

Dopo il toto-centrali, è partito il toto-scorie. Chi accoglierà i rifiuti radioattivi, diretta conseguenza del ritorno al nucleare italiano? La lista dei siti papabili, una cinquantina in tutto quelli potenzialmente idonei, è pronta. Il compito di stilarla è spettato alla Sogin, la società che si occupa della gestione e della messa in sicurezza degli impianti nucleari.

Secondo quanto trapelato le scorie verranno accolte (a braccia aperte?) principalmente dalle aree a cavallo tra Basilicata e Puglia, tra Puglia e Molise, tra Lazio e Toscana.
Non avevamo dubbi. Il Nord, a più alta densità, con più costruzioni, fabbriche e ferrovie, non è molto adatto allo stoccaggio delle scorie. Un ospite scomodo, per il Sud Italia, ad ogni modo, di quelli che puzzano ancor prima dei tre giorni.

Nucleare Italia, Bonelli (Verdi): Ministero Ambiente trucca le cifre

Un incontro a senso unico, così Angelo Bonelli, presidente italiano dei Verdi, a proposito del convegno Produzione di energia elettrica da centrali nucleari: gli aspetti ambientali e l’esperienza francese, promosso dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – Via e Vas – del ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Ambasciata di Francia.
Una due giorni a Palazzo Marini, a Roma, per discutere insieme ai tecnici francesi dell’impatto ambientale delle centrali nucleari, dei siti papabili e dello smaltimento delle scorie.

Temi caldi, quelli del rischio radiologico delle aree interessate e della sicurezza degli impianti, trattati, stando a quanto afferma il leader dei Verdi, in modo poco obiettivo: l’ennesimo tentativo di svendere il nostro Paese alle multinazionali francesi dell’atomo, imponendo ai cittadini la svolta nucleare.
Ed è polemica anche sui dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente, quelli relativi alle cifre del risparmio in bolletta, tanto decantato come diretto vantaggio di un ritorno all’energia nucleare.

Smog, tra le città più inquinate d’Europa 17 sono italiane

Che le città italiane fossero tra le più inquinate d’Europa (e forse del mondo) lo sapevamo già. I giorni in cui l’inquinamento superava i limiti consentiti dalla legge erano troppi e lo sono stati per molti anni, ma secondo l’ultima rilevazione Istat proveniente dal database Airbase dell’Agenzia europea per l’ambiente, la situazione è peggiore di quanto si potesse pensare.

Secondo quanto rielaborato dall’Iss (Istituto superiore di Sanità) in occasione della Settimana europea della mobilità, delle 30 città europee più inquinate, ben 17 sono italiane, con il nostro Paese che ne presenta ben tre tra le prime quattro. La città che in tutta Europa ha la qualità dell’aria peggiore è Plovdiv, in Bulgaria, ma al secondo, terzo e quarto posto troviamo Torino, Brescia e Milano. Un record di cui andare davvero poco fieri.

Mense verdi nella Provincia di Cagliari

Tra i punti cardine dell’ecologia spicca il menu ad impatto zero, ed è proprio su questo punto che la Provincia di Cagliari ha intenzione di battere per istruire le nuove generazioni sull’importanza della sostenibilità alimentare.

Attraverso una delle tante iniziative intraprese da Agenda 21, l’ente provinciale del capoluogo sardo ha dato il via alle “Mense scolastiche verdi”, un progetto

per ridefinire le produzioni e le forniture dei servizi per le mense scolastiche.

Caccia, via ufficiale alla stagione venatoria 2010-2011, tra nuove norme, proteste e divieti arbitrari

Domenica 19 settembre 2010: si apre in via ufficiale la stagione venatoria 2010-2011. Torna la caccia, e tornano i cacciatori e i cacciati, aleggia il rischio di incidenti, infuriano le polemiche, le associazioni animaliste scendono in piazza con manifestazioni di protesta e lo scenario si ripete, come ogni anno, senza colpi di scena se non gli spari stessi che riecheggiano nei boschi, fuori e dentro i confini del lecito che quest’anno appaiono più confusi del solito.

Qualche novità qui e là, a gettare ancora maggiore confusione nel caos legislativo sulla materia, che ha diviso il Parlamento e spaccato in due l’opinione pubblica. I cacciatori potranno aprire il fuoco sugli animali ed ucciderli per il gusto di farlo per tre giorni alla settimana fino al 31 gennaio prossimo, esclusi il martedì ed il venerdì, perché si sa, dare alle vittime la possibilità di stramazzare al suolo a giorni alterni è cosa buona e giusta.

Un ponte elettrico sotto lo Stretto di Messina

Mentre si continua a dibattere sull’opportunità o meno di costruire il famoso Ponte sullo Stretto di Messina, un altro progetto ben più intelligente è finalmente partito. L’hanno soprannominato “ponte elettrico”, e si tratta di un collegamento da 38 km di cavi che, attraversando sottoterra le acque dello Stretto che collega la Sicilia al resto dell’Italia, comporterà benefici all’una e all’altra parte.

A guadagnarci infatti saranno sia l’isola, nella quale le tariffe energetiche ogni tanto balzavano alle stelle perché non c’era il supporto della corrente proveniente dal Continente che poteva sostenere il picco di domanda; ma anche il resto dell’Italia, la quale finalmente potrà usufruire dei tantissimi parchi eolici costruiti nell’area sicula, beneficiando così di una maggior quantità di energia pulita.

Turbine marine e frigoriferi intelligenti, la tecnologia verde parla italiano

Mare, sole e intelligenza sono i tre ingredienti principali dell’Italia, ed è proprio da qui che le tecnologie verdi cominciano a prendere forma. Forse è finito il tempo di pensare che il campo della tecnologia appartenga solo ai Paesi anglosassoni o al massimo alla Cina, perché in qualche modo anche l’Italia ha iniziato a muovere i primi passi.

Mare: nelle nostre acque, salvo rare eccezioni, possiamo ancora assistere ad uno spreco enorme di energia. Si tratta del moto ondoso, campo in cui da qualche anno la tecnologia si sta concentrando, ed in cui si sono impegnate l’Università Federico II di Napoli, la Bocconi di Milano e l’azienda siciliana Ponte di Archimede.

Congresso mondiale di naturismo in Calabria

Si conclude oggi il Congresso mondiale di naturismo, svoltosi in Calabria dall’8 al 12 settembre, e che ha visto riuniti delegati delle federazioni nazionali dell’International naturist federation (Inf) di trenta Paesi, in occasione della 32esima edizione dell’evento, a tema “Naturismo etico e naturismo commerciale”.
La location scelta è un fiore all’occhiello della regione calabrese: Pizzo Greco di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, precisamente nell’area della Riserva marina di Capo Rizzuto, dotata di quattro ettari perfettamente pianificati del camping di Pizzo Greco, dal ristorante alla pallavolo, con spiaggia rossa e mare protetto che rappresentano un modello per lo sviluppo di questa formula di turismo eco-sostenibile. Come hanno spiegato gli stessi organizzatori dell’iniziativa:

La scelta della Calabria è stata motivata dal desiderio di risvegliare l’interesse per il naturismo e di attestare il riconoscimento per l’impegno che la Federazione naturista italiana (Fenait) ha dimostrato negli anni. La scelta di Pizzo Greco, e dunque della Calabria, è stata quindi una risposta alle sue bellezze naturali e alle capacità imprenditoriali degli organizzatori del villaggio-camping che hanno saputo preservare e valorizzare questo angolo di paradiso.

Sana, il salone internazionale del benessere diventa bio

Come ogni anno all’inizio di settembre a Bologna prende il via il “Sana“, salone internazionale del naturale e del benessere, che inizia oggi e finirà domenica 12. Giunta alla sua ventunesima edizione, quest’anno la fiera sarà più verde del solito, dato che avrà come protagonisti i prodotti biologici, ed in particolare quelli Mediterranei.

L’intento degli organizzatori è aprire un’area di scambio tra tutti i Paesi dell’area mediterranea, dunque anche quelli di Continenti diversi, per eliminare i dazi doganali e permettere il libero scambio di beni e servizi più facile e veloce. L’aspetto ecologico principale riguarda l’introduzione dei menu-bio nei fast food ed in quei ristoranti frequentati da chi ha bisogno di mangiare qualcosa “al volo”.