
Torna oggi, lunedì 22 agosto del 2011, a Milano, l’Ecopass dopo la sospensione dall’1 al 19 agosto. A darne notizia è l’Amministrazione comunale nel precisare che, secondo le consuete modalità, l’Ecopass all’interno della Cerchia dei Bastioni sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 19,30. A seguito di quanto è stato deliberato dalla Giunta del Comune di Milano nello scorso mese di luglio, il provvedimento associato all’Ecopass è stato prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre del 2011; questo comporta anche la proroga della validità dei titoli di ingresso all’interno della Cerchia dei Bastioni.
Inquinamento
Chiazze marroni a Sperlonga, quel color escremento tipico del mare italiano ma di origine sconosciuta
Non tutti lo sanno ma in Italia, oltre ai prodotti tipici, ci sono anche i colori tipici, come quelli che assume il mare ad agosto, chiazze marroni, sfumatura escremento che a guardar bene, e purtroppo non sono semplicemente allucinazioni da solleone, forse forse l’escremento ce lo trovi e ti fai un bagno indimenticabile in scenari contaminati mai visti prima. Questa peculiarità appartiene, tra le altre, alle acque di Sperlonga, fiore (o forse dovremmo dire altro ma ci tratteniamo per ovvie ragioni) all’occhiello di quella che era già una bandiera blu ma voleva fare ancora di più ed allora si è tinta un po’ di marrone, qualche mèches qua e là tanto per far risaltare ulteriormente l’azzurro cristallino del mare.
Marea nera in Scozia: Shell chiude la valvola, ma è ancora emergenza

Nella vicenda della marea nera in Scozia, oggi arrivano due notizie, una buona ed una cattiva. La buona è che la Shell è riuscita a chiudere la valvola che perdeva maggiormente e che ha sversato in mare 218 tonnellate di petrolio greggio. La cattiva è che per ripulire l’area ci vorranno ancora diverse settimane, anche perché c’è un secondo pozzo che perde, anche se quantità decisamente minori. Ma almeno è un buon inizio.
Shell: il NY Times scongiura Obama di non dare l’autorizzazione alle trivellazioni nell’Artico

La marea nera scozzese ha riaperto una ferita che sembrava essersi chiusa nel settembre scorso. Mai più maree nere, ci era stato promesso, ma da allora se ne sono susseguite diverse, di ogni dimensione. Ora però i giochi cominciano a farsi seri, e come vi avevamo già preannunciato qualche giorno fa, nonostante l’incidente nel Mare del Nord ed i disastri provocati in Nigeria, la Shell ha chiesto l’autorizzazione per trivellare nell’area più instabile della Terra: l’Artico. Ma stavolta, tra i vari oppositori, ce n’è uno d’eccezione.
Marea nera BP: nuova perdita all’orizzonte?

Una grande patina luccicante è stata avvistata nel Golfo del Messico nelle ultime ore, e già molti stanno dando la colpa alla BP. Ancora non si sa molto né delle cause né di quanto sia estesa, ma il timore principale è che il tappo che lo scorso anno fu posto sulla perdita che causò la marea nera si sia corroso, lasciando nuovamente fuoriuscire del petrolio.
Marea nera in Scozia: un incidente impossibile, che corre il rischio di ricapitare

Un incidente nel mare di Scozia? Impossibile! Rispondevano così le autorità britanniche ed i rappresentanti di Shell (magari ridendo tenendosi la pancia con le mani) alle domande preoccupate di giornalisti e ambientalisti quando, in seguito all’incidente dello scorso anno nel Golfo del Messico che ha riguardato la BP, tutte le trivellazioni in mare sono state messe sotto accusa. Ad un anno di distanza siamo tornati al punto di partenza.
Marea nera Shell in Scozia, una valvola di sicurezza all’origine della seconda falla
Marea nera Shell in Scozia: all’origine della seconda falla di cui si è avuta notizia ieri dalla stessa compagnia petrolifera, ci sarebbe una valvola di sicurezza vicina alla tubatura difettosa della piattaforma Alpha Gannet. Malgrado la prima fuoriuscita, di cui era trapelato poco o niente la settimana scorsa, fosse, a dire della Shell, sotto controllo e di portata insignificante, l’incidente è apparso subito più preoccupante ieri quando la compagnia ha ammesso l’esistenza di una seconda fonte di dispersione di greggio dalla piattaforma. Ad allarmare le scarse informazioni che trapelavano sull’entità dello sversamento ma soprattutto il fatto che anche i pochi comunicati della Shell fossero tutt’altro che rassicuranti.
Goletta Verde: i risultati finali

E’ giunto al termine il viaggio di Goletta Verde, la barca di Legambiente che monitora le zone balneari italiane. Con risultati da luci e ombre, e che ancora una volta confermano quanto il cemento selvaggio e l’inquinamento in molte zone d’Italia la facciano da padrona. Le Regioni che hanno ottenuto i migliori risultati sono state Sardegna, Puglia e Toscana, le peggiori Calabria, Campania e Sicilia. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio i risultati.
C’era una volta il Delta del Niger, ora c’è una stazione di servizio della Shell
Non è mai stata una favola la vita per le popolazioni che vivono nel Delta del Niger ma nemmeno la tragedia che è oggi: l’acqua, quella sì, si poteva usare per irrigare le coltivazioni, per bere, cucinare, lavarsi, l’aria era respirabile, la terra calpestabile senza rimanere incatramati. Fino al 1958, quando si diede il via ad attività di estrazione petrolifera massicce dopo la scoperta, da parte della Shell British Petroleum, oggi Royal Dutch Shell, di un giacimento di greggio a Oloibiri. Oggi gli impianti occupano larga parte del territorio. Pensate che la sola Shell opera su un’area di ben 31 mila chilometri quadrati.
Marea nera Scozia, Shell: “Ma dove vuoi andare a perforare?”
Marea nera in Scozia: dopo l’annuncio del tutto sotto controllo sulla prima falla di mercoledì scorso, oggi il mondo si è svegliato con la notizia di una seconda falla dalla piattaforma Alpha Bennet della Shell, nelle acque del Mare del Nord, 180 chilometri ad Est di Aberdeen in Scozia, luogo dell’incidente. Le associazioni ambientaliste britanniche, malgrado la Shell abbia dato notizia dell’accaduto e persino del fatto che non sanno dove sia localizzata di preciso la falla, si mostrano critiche nei confronti della compagnia petrolifera. In gioco non c’è infatti solo il fattore trasparenza sull’entità del disastro, ma le trivellazioni stesse in aree così critiche.
Marea nera Shell in Scozia, fuoriuscita di petrolio da una seconda falla
Marea nera in Scozia, ultime brutte notizie dal Mare del Nord. Vi avevamo anticipato della perdita occorsa alla piattaforma Gannet Alpha della Shell, 180 chilometri ad Est di Aberdeen, qualche giorno fa. La compagnia petrolifera, ovviamente, diceva di avere tutto sotto controllo e con un comunicato aveva rassicurato sulla gestione dell’incidente che proseguiva nel migliore dei modi ed in fretta, pur non rispondendo sull’entità della fuoriuscita. Oggi la notizia di una seconda falla e dichiarazioni che non lasciano presagire, ahinoi, nulla di confortante sul decorso del disastro.
Incidente petrolifero nel Mare del Nord, Shell conferma perdita
Un incidente petrolifero nel Mare del Nord sta tenendo impegnati in questi giorni i tecnici della Shell, a lavoro per bloccare una perdita, non si sa di che consistenza ed entità, occorsa alla piattaforma Alpha Bennet. Dalla multinazionale confermano che una fuoriuscita c’è stata e che gli operai stanno cercando di contenere lo sversamento ma non danno ulteriori dettagli sulle dimensioni dell’incidente. Ci auguriamo che siano irrisorie, per quanto anche piccole perdite hanno il loro grande impatto sull’ecosistema marino e questo lo sappiamo bene purtroppo.
Cosmetici, ecologici o dannosi per l’ambiente?

In estate più che in inverno creme per il corpo, latti solari, shampoo e balsamo per proteggere i capelli dal sole, ma anche lozioni per il trucco e creme da barba sono molto usate in Italia e in Europa. Una recente ricerca ha stimato che ogni giorno in tutta l’Europa vengono consumati circa 2 milioni di tonnellate di prodotti cosmetici. Questi prodotti quanto rispettano l’ambiente e il nostro corpo? E’ difficile dirlo perché nel nostro Paese non esistono norme che regolino l’impatto ambientale di creme e prodotti per la persona. Per questo Ermete Realacci, grazie alla collaborazione con SkinEco (Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica o Ecodermatologia) ha presentato un progetto di legge a favore della chimica verde.
Inquinamento: la Shell distrugge un villaggio nel Niger, e le popolazioni la denunciano all’Aja

Goi oggi è un villaggio abbandonato. Gli stagni in cui una volta abbondava il pesce e l’allevamento di polli che erano l’orgoglio del suo capo, Barrisa Tete Dooh, giacciono abbandonati, coperti da uno spesso strato nero. Il villaggio di pescatori è contaminato, la scuola è stata saccheggiata, le foreste di mangrovie sono rivestite di bitume e tutti si sono rifugiati in un luogo meno degradato dallo sfruttamento del bene più prezioso della regione: il petrolio greggio.