Bp invia falso giornalista in Louisiana per dire che va tutto bene

falso giornalista

Ci sarà una fine alle ipocrisie e alle azioni ridicole della BP? Evidentemente no. Ecco l’ultimo di una lunga serie di errori curiosi e incredibili aggravanti: dopo essere stato pubblicamente vietato più volte l’accesso ai giornalisti al sito della fuoriuscita di petrolio, la compagnia petrolifera britannica ha inviato dei giornalisti finti sulla “scena del crimine” per raccontare una storia ben diversa dalla situazione reale.

Per fortuna il Wall Street Journal ha scoperto la trama, individuando immediatamente un dipendente delle pubbliche relazioni travestito da giornalista, infiltratosi in Louisiana. Dopo il salto vedremo un estratto di come il WSJ ha raccontato la vicenda.

Marea nera, tartarughe bruciate vive dalla BP (video)

tartarughe bruciate vive BPLa BP non conosce vergogna e continua a scivolare ben oltre il fondo, toccato ormai da molti giorni. La notizia che sta facendo il giro del mondo e indignando l’opinione pubblica è la strage di tartarughe, letteralmente bruciate vive nell’area in cui la compagnia petrolifera sta praticando degli incendi controllati per arginare i danni.

Ne parla il Guardian e lo conferma l’amministrazione Obama: non è una bufala, nel tentativo di rimediare la BP non si preoccupa affatto di evitare di uccidere altri animali. D’altra parte, cosa ci aspettavamo, da un’azienda che risparmia sulle misure di sicurezza e pensa a farsi pubblicità e a spartirsi i dividendi dopo un disastro simile?

Marea nera, bambini fanno il bagno nel petrolio (video)

foto marea neraSiamo a Destin Beach, in Florida: la marea nera colpisce ancora. Apparentemente è una giornata come un’altra: i bagnanti, gli ombrelloni, persone distese a prendere il sole, bambini che giocano sulla spiaggia. Eppure basta zoomare un po’ sulla sabbia per rendersi conto che c’é qualcosa che non va. Lo ha fatto un uomo registrando un video (lo trovate in coda all’articolo) che mostra innumerevoli tracce di contaminanti portati a riva dal mare.

Le palle di catrame, pur non essendo tossiche come il petrolio grezzo puro, sono comunque pericolose, e possono causare problemi seri se ingerite. Morale della favola: i bambini non dovrebbero giocare sulle spiaggie contaminate dalla marea nera.

L’incidente della BP può accadere alle centrali nucleari

centrale nucleare inquinante

Per semplificare la questione, la capacità che qualcosa possa andare molto, molto male a causa della cattiva gestione tecnica (o altri problemi di fondo), può accadere a chiunque in qualunque momento. Ora, ci sono sicuramente un gran numero di cose che si potrebbero fare, come leggi più severe, maggiori controlli, o anche l’assunzione di più responsabilità da parte di chi gestisce le attività, ma alla fine si ritorna sempre al problema di fondo: gli incidenti possono capitare.

Successivamente alla fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma BP, sono piovute richieste per passare all’energia pulita. Una buona cosa, se non fosse che per molti ciò significa nucleare. Il problema è che se ascoltassimo gli appelli per l’espansione del nucleare per ridurre il ricorso al petrolio, potremmo metterci in una situazione ben peggiore. Aumentando il numero delle centrali nucleari, per un semplice calcolo matematico, aumenta anche il rischio di incidenti. E cosa accadrebbe se un disastro come quello della BP accadesse in una centrale nucleare?

Pm10, 6.000 morti per polveri sottili in Italia

bicicletta nel traffico

In Italia esiste un serial killer che fa stragi peggiori di qualsiasi assassino. Si chiama Pm10, e stando alle stime dell’Istituto di ricerca Nomisma, commette 5.876 omicidi all’anno, 16 al giorno. Si tratta delle ormai tristemente famose polveri sottili, delle microparticelle che emettiamo tutti i giorni dai tubi di scappamento delle automobili, ma non solo da lì, ed entrano nel nostro corpo attraverso la respirazione. Una volta raggiunti i polmoni, queste polveri si sedimentano e creano un gran numero di problemi, tra cui i più comuni sono i tumori.

Secondo quanto dice Nomisma, i più comuni sono il cancro alla laringe, alla trachea, ai bronchi e ai polmoni, ma non si fermano solo lì, in quanto queste particelle sono in grado di provocare malattie respiratorie e cardiovascolari. Circa seimila tra le morti che avvengono ogni anno in Italia dunque, sono riconducibili a questo problema.

Marea nera, un milione di posti di lavoro affogati nel petrolio

recupero petrolio bp

Abbiamo parlato spesso su queste pagine di come la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico stia influenzando l’ambiente, e discusso sul futuro energetico del Pianeta. Ma c’è un altro elemento importante che deve essere considerato, e cioè che, ancor peggio della crisi, questo disastro avrà uno dei più grandi impatti economici della storia.

Tra la perdita di posti di lavoro nel settore turistico e quelli nella pesca in tutto il Golfo, passando per gli impieghi persi con la moratoria sulla perforazione in mare aperto, alcuni analisti parlano di un milione di persone che rimarranno senza lavoro a causa della marea nera.

Spiagge pulite in tutta Europa, tranne che in Italia

spiaggia sporca

Se avete in programma di trascorrere le vostre vacanze estive prendendo la tintarella in spiaggia e facendo tuffi in un mare rinfrescante e pulito, non scegliete l’Italia. O almeno è questo che viene detto dall’Europa. Il Paese con più spiagge al mondo è anche quello con il maggior numero siti di balneazione costiera vietata a causa di qualità inadeguata dell’acqua rispetto a qualsiasi altra nazione europea.

In generale, che si tratti di acqua di mare, fiume o lago, in Europa la pulizia e la qualità continuano a migliorare, tranne che nel nostro Paese, come affermano gli osservatori dell’UE in una relazione pubblicata recentemente. Secondo l’ultimo Rapporto sulla qualità della balneazione della Commissione europea,

il 96% delle spiagge costiere dell’UE ha soddisfatto gli standard minimi [come hanno fatto] il 90% delle spiagge vicino a fiumi e laghi.

Marea nera, operaio Bp svela i retroscena dell’incidente

gabbiano petrolio golfo del messico

La posizione della BP nel Golfo del Messico si fa ogni giorno più complicata. Come non lo fosse già abbastanza. Nelle ultime di 24 ore sono arrivate due notizie che hanno fatto tremare i vertici, e che avranno come possibile conseguenza quella di far scappare gli investitori facendo fallire definitivamente l’azienda.

La prima cattiva notizia per la compagnia britannica è che, secondo i calcoli segreti più accurati effettuati dagli esperti della società, svelati da un deputato americano, potrebbero essere persi 100 mila barili di petrolio ogni giorno se si dovessero verificare alcune condizioni sfavorevoli, come la rimozione di un pezzo dell’attrezzatura nel tentativo di tappare l’ormai tristemente famosa falla. Cifre da capogiro se pensiamo che la stima iniziale parlava di “soli” mille barili, che poi col tempo sono aumentati fino a questa conclusione. Ad aggravare la situazione probabilmente sono stati i tentativi falliti di fermare la perdita che hanno contribuito ad allargare il buco da cui sgorgano ogni giorno 15,9 milioni di litri di petrolio. Ma l’aspetto più triste di questa giornata non è nemmeno questo.

Robert Kennedy III salverà il fiume Lambro dagli effetti della marea nera italiana

disastro fiume lambro

So bene cosa rappresenti il Lambro per i milanesi e la regione in cui abitano e ho deciso di vigilare finché non sarà pulito.

Con queste parole Robert Kennedy III, pronipote di John Kennedy, il 35esimo presidente degli Stati Uniti, ucciso a Dallas nel 1963, si assurge a protettore del fiume lombardo, tributario di sinistra del Po, lungo circa 150 chilometri. In un’intervista a Gente, in edicola da domani, l’erede della famiglia più famosa d’America spiega agli italiani le motivazioni di questo nobile gesto, prima tra tutte il suo impegno come ambasciatore di Waterkeeper. Si tratta di un’associazione no profit che si occupa della tutela dei corsi d’acqua di tutto il mondo e che ha scelto proprio il Lambro come primo fiume europeo da tutelare, in virtù del disastro ambientale avvenuto nella notte tra il 22 ed il 23 febbraio scorso.

Mozzarelle blu, Nas effettuano maxisequestro di latticini tossici a Torino

foto mozzarelle bluLe hanno subito ribattezzate le mozzarelle dei puffi. Il colore, insolito per dei latticini, è infatti blu. Siamo a Torino, dove i Nas hanno effettuato un maxisequestro di mozzarelle (circa 70 mila) sospettate di tossicità destinate alla grande distribuzione nei discount del Nord Italia. Tutto è partito dalla segnalazione di una donna che ha filmato con il telefonino lo strano fenomeno di cui non riusciva a capacitarsi:

Quelle mozzarelle, una volta aperta la confezione, si coloravano di blu.

La provenienza delle mozzarelle è stata fatta risalire ad uno stabilimento tedesco. Il mercato, invece, è quello italiano.

Marea nera: mai più grazie alle rinnovabili, parola di Barack Obama

discorso barack obama

Ieri pomeriggio il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è tornato in televisione per il discorso alla nazione in cui faceva il punto sulla situazione della marea nera. Purtroppo le notizie non erano buone: le prime stime sono state troppo ottimistiche e si è passati dai mille barili di petrolio persi ogni giorno ai 6.000, poi a 15 mila ed ora addirittura a 60 mila, per un valore di sette milioni e mezzo di litri di petrolio, quanto un disastro della Exxon Valdez ogni settimana.

Ma in tutto questo c’è anche l’altro lato della medaglia. Il disastro ecologico ha toccato le corde più insensibili dei fans del petrolio, almeno in America, ed ha permesso ad Obama di tornare su uno dei punti chiave della campagna elettorale che gli hanno permesso di arrivare dov’è oggi: le energie rinnovabili. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, l’America deve puntare forte sulle rinnovabili per diminuire i costi monetari ed ambientali dei combustibili fossili.

Reati ambientali, uno ogni 43 minuti

discarica

E’ stata appena presentata la relazione 2009 sugli illeciti ambientali dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Una relazione che dimostra l’impegno delle forze dell’ordine contro i reati commessi non solo dalle cosiddette “ecomafie“, ma anche dai singoli cittadini incuranti dell’ambiente; il quale fa capire quanta cultura dell’illegalità ci sia oggi in Italia.

Secondo i dati forniti dal Ministro, elaborati da carabinieri per la tutela dell’ambiente con il contributo del Corpo forestale dello Stato, Capitaneria di Porto-Guardia costiera, Guardia di finanza e polizia di Stato, nell’anno appena trascorso si sono consumati così tanti illeciti contro l’ambiente da poterne contare mediamente uno ogni 43 minuti, un dato considerato “emblematico” dell’attuale situazione italiana.

Marea nera, documenti rivelano decisioni rischiose BP prima del disastro

bp obamaAncora bufera sulla BP. E’ il New York Times a rivelare che, in alcuni documenti, in particolare un’email aziendale precedente al disastro, si presagisce l’arrivo della marea nera. O meglio, si prendono decisioni rischiose, volte a risparmiare tempo e denaro, tagliando sulle misure di sicurezza. Nella mail incriminata, la piattaforma Deep Horizon, esplosa il 20 aprile scorso provocando la morte di undici lavoratori, viene definita un incubo.

Cosa spingeva, all’interno della compagnia petrolifera, ad esprimersi in questi termini, se non la consapevolezza di un’imminente catastrofe? E’ l’interrogativo che pone la House Committee on Energy and Commerce alla BP in una lettera, indicando almeno cinque aree in cui la società avrebbe preso decisioni che aumentavano il rischio di un’esplosione.

Quanto inquinano i Mondiali di calcio?

inquinamento mondiali calcio

Se pensavate che i vuvuzelas (le tipiche trombette sudafricane suonate per tutti i 90 minuti) fossero la cosa peggiore dei Mondiali 2010, sappiate che c’è qualcosa di peggio: le emissioni di anidride carbonica. Siamo ancora nella fase iniziale del torneo, e dunque ancora alle prime stime, ma di certo non ci si poteva aspettare che il più grande evento sportivo del pianeta potesse essere ad emissioni zero.

Secondo uno studio condotto dall’ambasciata norvegese e dal Governo del Sudafrica effettuato alla vigilia dei giochi, la macchina della Coppa del Mondo emetterà 2.753.251 tonnellate di CO2 nell’atmosfera, il che corrisponde circa alla quantità rilasciata da un milione di auto nel corso di un anno. Si tratta del dato peggiore di sempre, perché è circa 6 volte più alto rispetto alle emissioni dell’ultima edizione dei Mondiali di calcio.