
Scienziati britannici hanno avvertito le Nazioni Unite a non sottovalutare i possibili impatti climatici del riscaldamento globale futuro. I costi reali dell’adattamento ai cambiamenti possono essere di due o tre volte superiori alle stime effettuate dalla Convenzione quadro dell’ONU sui mutamenti climatici (UNFCCC).
In uno studio pubblicato dall’Istituto internazionale per l’ambiente e lo sviluppo e l’Istituto Grantham per i cambiamenti climatici, si aggiunge che i costi saranno ancora maggiori quando l’intera gamma di impatti climatici sulle attività umane sarà considerata. La UNFCCC annualmente stima i costi globali di adattamento ai cambiamenti climatici, che quest’anno si prevedono da 40 a 170 miliardi di dollari, come il costo di circa tre Olimpiadi all’anno.
Ma gli autori del rapporto, tra cui il dottor Pam Berry dalla Environmental Change Institute della Oxford University, dicono che queste stime sono state prodotte troppo velocemente e non comprendono settori chiave come l’energia, la fabbricazione, il commercio al dettaglio, il settore minerario, del turismo e degli ecosistemi.
Le chiamavano navi a perdere, imbarcazioni da far inabissare nella profondità delle acque con il loro carico di rifiuti tossici. Scorie radioattive da smaltire illegalmente con un metodo che fruttava un giro di affari di milioni di euro alle cosche della ‘ndrangheta. E il relitto ritrovato in questi giorni negli abissi del mar Tirreno, a largo delle coste di Cetraro, nota località balneare calabrese, potrebbe proprio essere uno di quegli scheletri nell’armadio tirato fuori da un pentito di mafia nel 1992. Trattasi di Francesco Fonti, che in una dichiarazione spontanea, avrebbe riferito di un gruppo di tre imbarcazioni fatte sparire nei fondali calabresi.