Bentornato nucleare, governo impugna leggi regionali contro nuovi siti

nucleare italiaSapevamo che lo avrebbero fatto. Malgrado i cittadini di molte regioni italiane non desiderino sul loro territorio centrali nucleari e relative scorie e annessi rischi, il governo si ostina con l’assurdo progetto di un ritorno all’atomo. La risposta a Vendola, così attivo nel campo delle rinnovabili nella sua Puglia, che aveva annunciato: “dovranno venire con i carri armati se vorranno costruirle qui”, non ha tardato ad arrivare. Il Governo ha infatti deciso di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata. A riferirlo sono fonti governative.

Decisione presa, guardate un po’ chi si rivede, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e d’intesa con il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. Ma facciamo un piccolo riassunto: nel 1987  l’Italia dice no con un referendum al nucleare.

Eolico record in Italia, il bilancio dell’Anev

energia eolica ItaliaBuone notizie per le energie rinnovabili italiane che, a dispetto degli scarsi incentivi e degli investimenti indirizzati massicciamente verso un ritorno alquanto improbabile al nucleare, sembrano comunque resistere e proiettarsi verso il futuro. L’eolico, ad esempio, chiude il bilancio dell’anno 2009 in positivo, stando a quanto riportato dal rapporto dell’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento.

Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle la potenza eolica efficiente del nostro Paese si è attestata sui 4.850 MW di cui più di 1.100 MW installati nel 2009. Si tratta di un vero e proprio record per l’Italia, che conserva così la sua meritatissima terza posizione in Europa per energia eolica e il suo sesto posto nella classifica mondiale dei produttori eolici.

Conclusa la conferenza sulle tigri: ecco tutte le misure per evitare l’estinzione

tigre nell'acqua

La Conferenza ministeriale sulla conservazione della tigre, che ha portato 13 Paesi asiatici a riunirsi, si è conclusa poche ore fa con un progetto di risoluzione. Il piano, che ha messo d’accordo molti esperti, è un forte passo avanti nella lotta per salvare le tigri del Continente in pericolo di estinzione. Gli elementi chiave, come un finanziamento adeguato, tuttavia, può essere che non siano del tutto completi.

L’accordo inizia affermando l’importanza della conservazione della tigre:

Con la volontà politica e l’attuazione degli interventi necessari, l’estinzione delle tigri selvatiche attraverso [la sparizione di] gran parte della loro gamma può essere scongiurata […] la conservazione delle tigri è importante per proteggere la biodiversità e preservare una parte vitale del nostro patrimonio nazionale.

Campi fotovoltaici: progetto pilota nella Provincia di Parma

campo-fotovoltaicoSi chiama “Fotovoltaico insieme”, ed è un progetto della Provincia di Parma per fare in modo che in ogni Comune della Provincia possa esserci a regime il proprio campo fotovoltaico; l’obiettivo è ambizioso visto che si vuole fare in modo, con questo progetto pilota, di generare nella Provincia di Parma energia elettrica da fotovoltaico per ben 50 MW, ovverosia una quota sufficiente a coprire il 10% circa del fabbisogno di energia elettrica sul territorio parmense. Con un investimento che per il momento supera la quota dei cinquanta milioni di euro, sono ben trentasei, su un totale di 47, i Comuni della Provincia di Parma che hanno aderito a “Fotovoltaico insieme” e che contribuiranno all’abbattimento dei gas serra facendo così del bene all’ambiente ed al territorio circostante.

Anche le anatre rischiano l’estinzione

anatra

La perdita di zone umide di alcune regioni con estese praterie del Nord America, causata da un clima più caldo e secco, influenzerà negativamente milioni di uccelli acquatici che dipendono dal cibo della regione, secondo una ricerca pubblicata il 1 febbraio sulla rivista Bioscience. La nuova ricerca mostra che la regione sembra essere molto più sensibile al riscaldamento climatico e alla siccità di quanto si pensasse.

L’impatto per i milioni di anatre attratte dalle zone umide per gli innumerevoli siti di riproduzione in primavera rende difficile immaginare come si possa mantenere il livello attuale delle popolazioni di uccelli acquatici in condizioni climatiche alterate. I genitori non possono avere il tempo per allevare i loro piccoli fino all’età in cui possono volare a causa dell’essiccazione delle zone umide che avverrà troppo in fretta nel clima più caldo del futuro

ha spiegato il dottor Glenn Guntenspergen, un ricercatore US Geological Survey e uno gli autori del rapporto. Un nuovo modello di zona umida sviluppato dagli autori per capire gli impatti del cambiamento climatico sulle zone umide della regione fornisce proiezioni importanti sulle riduzioni del volume di acqua, la riduzione del tempo in cui l’acqua rimane nelle zone umide e le modifiche alla dinamica della vegetazione delle zone umide in questa regione di 800.000 km quadrati.

I maggiori porti italiani diventano verdi

porto_civitavecchia

Seppur con ritardo rispetto al resto del mondo Occidentale, pare che la rivoluzione verde stia per cominciare anche in Italia. Dopo le sperimentazioni di successo nei porti di Los Angeles, Juneau e Seattle (Usa), Vancouver (Canada), Goteborg (Svezia), Lubecca (Germania), Zeebrugge (Belgio), e tre porti in Finlandia, anche l’Italia avrà i suoi porti verdi.

Il primo a vedere questa importante trasformazione sarà Civitavecchia, ma ad esso seguiranno anche Venezia e La Spezia, sperando che dopo di essi anche gli altri si adegueranno. Ma in cosa consiste questa conversione? Il sistema più rivoluzionario si chiama “cold ironing“, un meccanismo attraverso il quale le navi vengono alimentate da terra, permettendo lo spegnimento dei motori ausiliari di bordo. Non solo la nave, ma tutta la banchina sarà elettrificata, e questa elettricità non proverrà dalle centrali a carbone o a petrolio, ma tutta o in gran parte, sarà generata dalle rinnovabili, con solare ed eolico in testa.

Le aspettative a 10 mesi dal COP16

cop16

I buoni impegni di riduzione delle emissioni sono rimasti dove li abbiamo lasciati circa sei settimane fa: a Copenaghen. Sperando che quello che il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha definito “un essenziale primo passo” verso un accordo più giuridicamente vincolante per affrontare il problema del clima, sia corretto, attendiamo con ansia il nuovo incontro, il cosiddetto COP16, in cui si tenterà di trovare le soluzioni per evitare un aumento della temperatura che superi i 2° C.

Le aspettative sono alte, e dovranno concretizzarsi durante i colloqui che si terranno in Messico il 10 dicembre prossimo. Il capo dei negazionisti è l’ex ministro britannico e attuale Vice Presidente del Consiglio d’Europa, relatore sul clima John Prescott, che ha dichiarato al The Guardian:

Non mi importa se si tratta di ministri del governo o di ONG, se pensano che si possa ottenere un accordo giuridico firmato da tutti in Messico, io non ci credo.

Nella stessa pubblicazione il segretario nazionale del Brasile per il cambiamento climatico Suzana Kahn dice al contrario che vedremo un certo successo nel 2010, ma un accordo definitivo sarà “molto difficile”. Un fattore chiave per ottenere una misura del successo, secondo la Kahn, è che un impegno giuridicamente vincolante di riduzione delle emissioni deve essere emanato prima di tutto negli Stati Uniti, e con tagli delle emissioni reali.

Fotovoltaico Italia: Puglia e Lombardia le due superpotenze regionali

pannelli-fotovoltaicoIn Italia, per il fotovoltaico, sono due le Regioni primatiste: la Puglia svetta a livello regionale per potenza installata, mentre la Lombardia si erge per numero di impianti fotovoltaici presenti sul territorio. Questi grandi numeri, pur tuttavia, si scontrano con uno scenario disomogeneo, visto che da una Regione all’altra le discipline in merito alle autorizzazioni disegnano un panorama che a livello legislativo non è uniforme. Inoltre, a fronte delle società medie e grandi che realizzano impianti di potenza medio/alta, veri e propri campi fotovoltaici, i privati per la realizzazione di impianti di piccola potenza devono scontrarsi sia con le difficoltà legate all’accesso al credito per sostenere i costi iniziali, sia con i tempi, diversi anni, che sono necessari per poter rientrare dall’investimento.

Basta petrolio, l’Arabia si converte al solare

centrale desalinazzazione solare arabia

Si potrebbe immaginare che un Paese desertico come l’Arabia Saudita dovrebbe poter contare molto sulla dissalazione per una buona parte delle acque dolci che utilizza. Ed infatti, ad esempio, nel regno Saudita c’è il più grande impianto di dissalazione al mondo, quello nella Al Jubail Industrial Zone, sulle rive del Golfo Persico.

Fino ad ora, gli impianti di dissalazione sono più di 28 sparsi in tutto il regno, e hanno dovuto fare affidamento sui combustibili fossili, in particolare olio combustibile, per fornire la potenza necessaria per far funzionare le apparecchiature utilizzate per l’estrazione del sale e altri minerali dall’acqua di mare.

Gran parte di questo può cambiare, tuttavia, visto che l’Arabia Saudita è ora interessata ad utilizzare l’energia solare per fornire la potenza necessaria, al posto del petrolio. Secondo un articolo pubblicato sulla UAE Top Media News, il regno sta ora progettando la costruzione di impianti di desalinizzazione alimentati ad energia solare, al fine di risparmiare sui costi energetici, ma anche per essere in sintonia con le nuove politiche ambientali. Questo potrebbe essere per garantire l’iscrizione della nazionale all’International Renewable Energy Agency, altrimenti nota come IRENA.

Tetti bianchi: servono davvero a combattere il riscaldamento globale?

tetti bianchi

Pitturare i tetti degli edifici di bianco dà la possibilità di raffreddare in modo significativo le città e mitigare alcuni degli effetti del riscaldamento globale, spiega un nuovo studio del NCAR (National Center for Atmospheric Research). L’idea a dir la verità l’aveva lanciata il Segretario Usa all’Energia Steven Chu, il quale diceva che i tetti bianchi possono essere uno strumento importante per aiutare la società ad adattarsi al cambiamento climatico. Ma il gruppo di studio, guidato da scienziati del NCAR, avverte che ci sono ancora molti ostacoli tra il concetto e l’utilizzo effettivo dei tetti bianchi per contrastare l’aumento delle temperature.

La nostra ricerca dimostra che i tetti bianchi, almeno in teoria, possono essere un metodo efficace per ridurre il calore urbano. Resta da vedere se è effettivamente possibile per le città dipingere i propri tetti di bianco, ma l’idea garantisce certamente ulteriori indagini

afferma Keith Oleson, autore principale dello studio. Le città sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici perché sono più calde rispetto alle zone rurali. Strade asfaltate, tetti di catrame e altre superfici artificiali assorbono il calore del sole, creando un effetto “isola di calore urbana”, che può aumentare le temperature in media di circa 1-3 gradi Celsius o più rispetto alle aree rurali. I tetti bianchi riflettono un po’ di calore verso lo spazio e rinfrescano le temperature.

Il giardino-mobile, l’ultima invenzione per il trasporto verde

giardino mobile 1

Il concetto di “Giardino Mobile” sognato dall’artista Joe Baldwin ha appena ricevuto l’autorizzazione alla realizzazione dalla Chicago Transit Authority. Il piano è quello di aggiungere un po’ di spazio verde al sistema di transito per trasformare una vettura ferroviaria in un giardino mobile che vanta piante di specie autoctone. La macchina aiuterà i pendolari a

visualizzare le possibilità di migliorare gli spazi verdi della città

come spiega Hugh Bartling. Secondo i creatori del Mobile Garden,

Il concetto di base che l’artista Joe Baldwin ha in mente è di costruire un giardino sul pianale di un treno e farlo viaggiare con la Chicago Transit Authority (CTA) come parte del loro servizio di transito regolare. A causa delle condizioni a cui le piante saranno soggette, esse saranno piante autoctone che richiedono poca acqua e bassa manutenzione. In questo modo [si coglie] anche l’occasione per sottolineare l’importanza delle piante autoctone nella comunità.

Fotovoltaico: Fiera Milano, convegno sullo stato dell’arte

fotovoltaico-convegnoSi terrà l’11 marzo prossimo, a Rho, Fiera Milano, al Centro Congressi, Sala Martini, un interessante convegno sul tema “Il fotovoltaico allo stato dell’arte! Progettare e realizzare l’energia del futuro“. L’evento, a numero chiuso visto che la sala può ospitare solo 300 persone, è stato organizzato quando da qui ai prossimi mesi, probabilmente tra poche settimane, in Italia sarà raggiunto l’obiettivo del primo Gigawatt di potenza fotovoltaica installata ed incentivata. L’Italia nei prossimi anni si candida ad essere in Europa un Paese trainante proprio dal punto di vista dello sviluppo e dell’espansione del fotovoltaico, sia perché siamo partiti un po’ in ritardo, e quindi abbiamo ancora ampi margini di crescita, sia perché di recente aziende del calibro di Sharp, Enel Green Power e Stm hanno unito le forze per contribuire alla creazione di una filiera nazionale del fotovoltaico.

Bioedilizia, il regolamento attuativo nel Lazio.

Qualche giorno fa, la candidata del PD alla guida della Regione Lazio, Emma Bonino, incalzava l’attuale giunta chiedendo di attuare la direttiva europea sulla certificazione energetica e la sostenibilità ambientale. Sostenendo che questo strumento può essere un volano di sviluppo molto importante. La tecnologia garantisce lavoro, sicurezza per i cittadini e arresta lo sfruttamento del suolo.

L’Asia si impegna a raddoppiare il numero di tigri allo stato selvatico

tigri

Finalmente una  buona notizia. Dopo aver lanciato l’allarme sul preoccupante stato delle tigri che stanno  lentamente scomparendo, tra l’altro proprio nell’anno cinese della tigre, qualcosa comincia a muoversi, seppur con un certo colpevole ritardo.

I rappresentanti di Cina, India, Russia, e 10 altre nazioni asiatiche tra le più popolate da questi felini, si sono impegnate a raddoppiare la popolazione delle tigri selvatiche entro un decennio attraverso una più rigorosa applicazione delle leggi contro il bracconaggio, e con degli sforzi per proteggere l’habitat del gatto selvatico. Ma purtroppo sarebbe stato troppo chiedere qualcosa in più di un impegno. I leader, infatti, non si sono impegnati a stanziare dei fondi per gli sforzi sulla conservazione. Hanno però accettato di collaborare con le istituzioni globali, come la Banca mondiale, per sviluppare dei sistemi per utilizzare il denaro proveniente dall’ecoturismo, dal finanziamento del carbonio, e dai finanziamenti destinati a progetti sulle infrastrutture per la protezione delle tigri.