Dopo il successo di CasaClima si torna a parlare di efficienza energetica e di case ecologiche con E.On Energie. Uno dei gruppi energetici privati più grandi al mondo, con una capacità installata di oltre 6 GW, ha stanziato 1 milione di euro per promuovere la ricerca nel campo energetico domestico, nelle tecnologie per il risparmio energetico e per la mobilità. L’obiettivo è quello di incentivare la costruzione delle smart homes, le case a basso impatto ambientale intelligente.
Mese: Settembre 2011
La tastiera solare sbarca su Mac

Già lo scorso anno demmo la notizia che la casa produttrice di gadget elettronici Logitech aveva creato la tastiera wireless solare denominata K750. Un prodigio della tecnica dato che non aveva bisogno di elettricità per funzionare, ma la quale aveva accontentato solo la metà degli utenti informatici, visto che era disponibile solo per PC. Ora l’azienda fa sapere di aver fatto evolvere il progetto e di essere pronta a lanciare sul mercato la tastiera solare anche per gli utenti Mac.
L’eco-supermercato di Conselice per una spesa sostenibile
Un eco-supermercato a Conselice (Ravenna). Aprirà il prossimo 22 settembre ma la presentazione di questo nuovo modello di supermarket sostenibile è già avvenuta in questi giorni nell’ambito del salone del biologico, SANA 2011, a Bologna. A dare il via a quella che speriamo sia una lunga serie di punti vendita a basso impatto la Coop Adriatica. Si tratta di un edificio che punta sul risparmio energetico, riducendo del 40% i consumi, utilizza energia proveniente da impianti fotovoltaici ed impiega i più moderni ed efficienti sistemi di recupero di acqua e calore. Ovviamente si ispira ai principi della bioarchitettura, nell’ottica di una riduzione delle emissioni al minimo indispensabile.
Stoccaggio CO2, rischi inferiori di quanto si temesse

La cattura della CO2, una pratica attuata da qualche anno per recuperare l’anidride carbonica emessa dalle centrali elettriche e riporla nelle profondità sotterranee per evitare che finisca nell’atmosfera, non rappresenta una seria minaccia per la salute umana. Prove che confermano questa tesi sono state evidenziate dai ricercatori dell’Università di Edimburgo i quali hanno smontato la teoria secondo la quale conservare la CO2 sotto terra poteva mettere a rischio la vita degli addetti ai lavori.
Google a impatto zero, risultati di 10 anni per la sostenibilità
Dopo aver reso pubblica l‘impronta di carbonio Google, il motore di ricerca più usato al mondo, pubblica i risultati di 10 anni di ricerche per la sostenibilità. E i risultati sono più che incoraggianti: come ha spiegato Urs Hozle, vicepresidente di Google
nel corso di un mese i server di Google usano meno energia per utente, di una lampadina lasciata accesa per tre ore.
Incidente nucleare in Francia, “Nessun pericolo per la popolazione”
E’ rientrato l‘allarme per l’esplosione di una fornace nell’impianto di trattamento delle scorie nucleari di Marcoule, nella Francia meridionale. Dopo cinque ore di allerta, la morte di un uomo e il ferimento di quattro persone, l’incendio è stato domato dai vigili del fuoco. Rassicura l’Autorità per la sicurezza nucleare francese
L’incidente non richiede interventi di protezione per la popolazione.
Mutamenti climatici: sempre più Paesi istituiscono l’agenzia per affrontarne gli effetti

Come spiegato tante volte, anche se sono i Paesi Occidentali i maggiori responsabili dei mutamenti climatici, saranno i Paesi più poveri a subirne le maggiori conseguenze. Ma siccome questo onere si conosce ormai da tempo, molti Governi hanno deciso di attuare delle contromosse. In quest’ottica si inquadra la decisione del Suriname, un piccolo Stato del Sudamerica che si trova vicino al Brasile, che segue di poco quella del Guyana, di istituire un’agenzia per combattere il cambiamento climatico, in modo da non far trovare il Paese impreparato quando gli effetti dell’innalzamento delle temperature si faranno sentire.
Incidente nucleare in Francia, ci sono rischi per l’Italia?
La notizia di un’esplosione avvenuta in queste ore nell’impianto nucleare di Marcoule, in Francia, ha scatenato immediate preoccupazioni per il rischio di fughe radioattive che interessino in qualche modo l’Italia visto che il sito in cui è avvenuto l’incidente è localizzato nel Sud del Paese, nell’area della Languedoc-Roussillon, vicino al Mar Mediterraneo. Finora il bilancio accertato è di almeno un morto e quattro feriti, uno pare versi in condizioni disperate. Non trapelano molte informazioni dalle autorità per la sicurezza nucleare. Per quanto riguarda le dinamiche e l’entità dell’incidente si sa che si tratta dell’esplosione di un forno, un incendio in un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi.
Esplosione in un impianto nucleare in Francia
Si è verificata un’esplosione in un impianto nucleare in Francia. Riporta la notizia il Guardian citando come fonti le autorità locali e l’Autorità per la Sicurezza Nucleare francese. Si tratta dell’impianto di Marcoule, localizzato nella regione meridionale del Paese, l’area della Languedoc-Roussillon, vicino al Mar Mediterraneo.
Incentivi fotovoltaico, per l’EPIA Italia non ne avrà più bisogno dal 2013
Incentivi fotovoltaico: l’Italia potrebbe non averne più bisogno a partire dal 2013. Sono le rosee previsioni dell’EPIA, la European Photovoltaic Industrial Association. Secondo quanto afferma l’associazione il nostro Paese sarà addirittura il primo in Europa a raggiungere la cosiddetta grid parity. Di che si tratta è presto spiegato: con grid parity si intende quella fase, a dir poco un obiettivo ambizioso per le rinnovabili, in cui l’elettricità che viene prodotta da un impianto fotovoltaico ha lo stesso costo di quella prodotta dai fossili e dalle altre fonti tradizionali. C’è chi reputa queste previsioni troppo venate di ottimismo ma lo sviluppo del fotovoltaico, in costante crescita, la nascita di nuove figure professionali, lo slancio del mercato delle rinnovabili, l’unico a non conoscere crisi, oltre all’abbassamento dei costi della tecnologia, in continua evoluzione, fanno certamente ben sperare.
Scioglimento ghiacciai: processo accelerato in Artico da 40 anni

Il ghiaccio dell’Artico si sta sciogliendo alla massima velocità possibile. Questo lo sapevamo già visto che ormai la sua consistenza cominciava a diventare sempre più sottile. Ma ciò che i fisici di Brema sono riusciti a calcolare ora è che mai, negli ultimi ottomila anni, la velocità di scioglimento è stata così rapida come negli ultimi 40 anni. E’ come se fosse una macchina in accelerazione che ha raggiunto il picco di velocità, e non scende al di sotto di esso da quattro decenni.
Auto elettriche, quante ce ne sono in Italia?
Le auto elettriche rappresentano la mobilità sostenibile su quattro ruote del futuro e le case automobilistiche stanno investendo molto in ricerca e nel miglioramento dell’efficienza, delle prestazioni sui percorsi medi, ma soprattutto nelle infrastrutture di ricarica che devono conformarsi a determinati standard ed essere diffuse a livello capillare sul territorio per poter davvero incentivare all’acquisto di una vettura elettrica. Se le compagnie sono pronte da tempo e continuano a sfornare un prototipo dopo l’altro ( e a prototipi son tutti bravi!), per il momento l’Italia, vuoi per i prezzi ancora troppo esosi, vuoi per la diffidenza che ancora regna, all’infuori delle grandi città, dove l’elettrica è l’ideale per i brevi spostamenti in centro, non ha ancora fatto suo il mercato. Nel nostro Paese ci sono infatti 1.279 auto elettriche attualmente in circolazione.
CasaClima Nature, cos’è e come richiederla
CasaClima Nature è una certificazione che valuta non solo l’efficienza energetica di un edificio, come avviene con la certificazione CasaClima tradizionale ma anche altri standard come la sostenibilità ambientale, le emissioni e la qualità di un’abitazione dal punto di vista della salute umana. Si tratta di una garanzia che attesta anche l’origine dei materiali utilizzati per la costruzione, la salubrità delle materie prime impiegate, il loro impatto sull’ambiente e sull’uomo. Per poterla ottenere, a rilasciarla è l’Agenzia CasaClima, è necessario soddisfare alcuni requisiti. Vediamoli nel dettaglio.
Gatti OGM fluorescenti per studiare l’Aids
Sono gatti geneticamente modificati che si illuminano di verde fluorescente se illuminati con della luce blu. Sono nati nel Minnesota (USA) alla Mayo Clinic di Rochester, creati per studiare il virus dell’Hiv e molte altre malattie. I loro geni, come si legge nella rivista scientifica Nature Methods, hanno un corrispondente nel Dna umano di oltre il 90%, con cui condividono più di 250 malattie ereditarie. Saranno uno strumento valido per lo studio di molte malattie neurologiche e dell’Aids.