Earth Hour, con Wwf il 31 marzo scatta l’Ora della Terra

di Valentina Ierrobino 4

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con l’Earth Hour, l’Ora della Terra, il più grande evento globale del Wwf

Il mondo si spegne per un’ora: città, monumenti, singole abitazioni. Un gesto simbolico contro i cambiamenti climatici ma anche l’impegno, concreto di ognuno sulla strada della sostenibilità.

Roma come New York, Tokyo come Parigi…da nord a sud e da est a ovest ogni cittadino è chiamato ad intervenire per dare un segnale forte ma che costa pochissimo: una sola ora di black out per far respirare la Terra, per capire che è possibile staccare la spina e riflettere, consumare di meno e vivere più felici, non inquinare ma bonificare, non sprecare ma ottimizzare. L’elenco delle azioni per un futuro più sostenibile sarebbe infinito, ma il 31 marzo 2012 ne basta 1 sola: spegnere le luci dalle 20.30 alle 21.30. Il 2012 è poi un anno speciale per la Terra perché, come ricorda il Wwf, l’ONU ha dedicato quest’anno all’Accesso all’Energia Sostenibile, in vista della Conferenza di Rio+20.

In Italia già hanno aderito all’Ora della Terra più di 170 comuni. La “prima” scatterà a La Scala di Milano, in piazza San Marco a Venezia, in Castel Sant’Angelo a Roma, nel Duomo e nel Battistero di Firenze, ma anche in piccoli centri urbani e borghi. E pensare che nella prima edizione dell’Earth Hour nel 2007 fu coinvolta la sola città di Sidney, oggi vi partecipano quasi 2 miliardi di persone, 135 nazioni, oltre 5.200 città, di cui solo 240 nel nostro Paese. In Italia Wwf ha lanciato un’iniziativa speciale “Reinventare le città” per mettere in atto buone pratiche di sostenibilità urbana a 360° per migliorare aria, acqua, energia, cibo, consumi, rifiuti, natura e trasporti. Obiettivi da perseguire per il City Challenge Wwf, un appuntamento che prevede varie tappe. Una di queste è quella di limitare le emissioni di CO2 che si può ottenere anche seguendo la Business Travel free week dal 26 al 30 marzo 2012, un’iniziativa promossa da Wwf e da Cisco, azienda leader nel settore dell’Information Technology. Per abbattere le emissioni si possono ad esempio limitare i viaggi aziendali, promuovendo le tele-presenze o le audio-video conferenze. Così facendo Cisco ha risparmiato oltre 1 miliardo di dollari in viaggi e ha evitato l’emissione di circa 561.000 tonnellate di CO2.

[Fonte e foto: Ora della Terra]

Commenti (4)

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