EEA: l’aria europea è più pulita di 10 anni fa

di Marco Mancini 2

Buone notizie dall’EEA (Agenzia per l’Ambiente Europea): l’aria nei cieli del Vecchio Continente è più pulita di 10 anni fa. L’Agenzia che fa capo a Bruxelles mette in rilievo che le direttive intraprese dal Parlamento europeo in materia di tutela ambientale stanno dando gli effetti sperati.

In particolare sarebbero tre le direttive che hanno dato risultati: i nuovi standard sui mezzi di trasporto (le classi Euro), le quali costringendo molti clienti ad acquistare auto più nuove (Euro 4 ed Euro 5) per circolare in determinate zone, hanno portato a ridurre dell’80% il monossido di carbonio (CO), una delle principali componenti dell’effetto serra; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento (il protocollo denominato IPPC) e la riduzione delle emissioni dei grandi impianti (LCP) che hanno ridotto gli ossidi di azoto (NOx) del 40%, i composti organici volatili non metanici (COVNM) del 68% e le polveri sottili del 60%.

Tutti questi valori sono positivi per due motivi: il primo è che rendono evidente che le politiche europee sull’ambiente sono positive, danno risultati e per questo possono essere prese in considerazione anche dagli altri Paesi mondiali; ma ciò che fa ben sperare è che il miglioramento complessivo è dovuto ad ottimi risultati ottenuti soltanto in determinate aree del Continente. Ciò significa che ci sono ancora margini di miglioramento quando altre nazioni riusciranno ad allinearsi a quelle che più si sono date da fare.

Prima fra tutte, tra le nazioni che hanno ridotto più drasticamente il loro tasso d’inquinamento, c’è la Germania che ha registrato riduzioni un po’ in tutto il Paese, seguita dall’Olanda e persino dalla Polonia, mentre un certo miglioramento si è registrato anche nella Pianura Padana, ma va considerato che nel Sud Italia il tasso d’inquinamento, escluse poche città, era già molto al di sotto della media europea.

Infine, osservano dall’Agenzia, la riduzione delle emissioni si può dedurre come diretta conseguenza delle attività politiche comunitarie e non come una riduzione naturale in quanto questi risultati sono evidenti esclusivamente nell’area dell’Europa Occidentale, dove politiche ambientali diverse, ma tutte efficaci, sono state attuate; al contrario nell’Europa Orientale, dove i tassi di arretramento tecnologico non hanno permesso questo adeguamento, non si sono presi provvedimenti in materia, ed infatti i livelli di inquinamento sono rimasti in linea con quelli di 10 anni fa.

[Fonte: EEA]
[Foto: modernalchemyair.com]

Commenti (2)

  1. Potrebbe essere, così tanto per gettare un pò di pulci nelle orecchie, che le fabbriche si sono tutte spostate nell’-oh guarda caso-est europa o in cina?
    si chiama delocalizzazione geografica dell’inquinamento 🙂

    1. e aggiungerei anche la crisi che ha rallentato la produzione industriale generando meno emissioni inquinanti… 🙂 però bisogna comunque rendere merito alle misure europee per ridurre le emissioni…

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