Ikea UK annuncia alimentazione al 100% rinnovabile

di Marco Mancini 1

Ikea si è sempre distinta per i suoi progetti verdi e per il comportamento ecologico che ha sempre tenuto, primo fra tutti l’utilizzo esclusivo di legno sostenibile per la costruzione dei suoi famosi mobili. Ma ora ha deciso di fare di più. Già da qualche anno i lettori di Ecologiae avranno notato che l’Ikea si è come “innamorata” delle energie rinnovabili, tanto da fornire quasi tutti i suoi stabilimenti di pannelli solari. Ma il rivenditore svedese ha deciso di passare ad un livello successivo e, per i suoi stabilimenti nel Regno Unito, ha fissato un obiettivo grandioso: ottenere tutta l’energia di cui hanno bisogno da fonti rinnovabili.

Ancora non sappiamo entro quando questo obiettivo verrà raggiunto, ma non dovremo aspettare molto dal momento che l’aziende ha già stabilito di arrivare all’80% di fonti rinnovabili entro il 2015. Ikea al momento ha installato 39.000 pannelli solari sui tetti dei suoi negozi in Gran Bretagna, ed ha recentemente acquistato 12,3 MW di energia eolica dall’impianto di Huntly, in Scozia. Questo singolo acquisto serve per garantire abbastanza energia pulita da coprire il 30% del consumo di elettricità di tutti i suoi negozi nella nazione.

Ma perché Ikea ha deciso di fare un passo tanto importante? Uno dei motivi è quello di tutelarsi dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia, fanno sapere i dirigenti. In Danimarca, Germania, Francia e in alcuni punti del Regno Unito, la multinazionale ha già alcuni parchi eolici, e spende all’incirca poco più di un miliardo di euro solo per l’energia ogni anno.

Ikea si aggiunge ad altre aziende che stanno acquisendo una mentalità green, nel tentativo di ridurre la propria impronta di carbonio in modo serio, e non solo a parole. In Italia ha già portato avanti alcune iniziative interessanti, come quella dell’ultimo stabilimento aperto a Catania che ottiene il 23% di energia dal sole, e un impegno così importante, come quello del 100%, lo attendiamo con trepidazione anche entro i nostri confini.

[Fonte: Treehugger]

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