Fotovoltaico: Lecce, allarme Cia sull’invasione selvaggia

Un territorio molto apprezzato per la sua ospitabilità e vivibilità, fino a quando non è arrivato il fotovoltaico selvaggio. E’ questa la posizione sul territorio salentino da parte della CIA di Lecce che al riguardo ha lanciato l’allarme sull’invasione selvaggia degli impianti fotovotaici che, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori locale, devasta e violenta il territorio. In particolare Giulio Sparascio, Presidente della CIA di Lecce, ha sottolineato come non sia più tollerabile l’invasione selvaggia, con conseguente devastazione del territorio, sia degli impianti solari, sia di quelli eolici.

Il tutto tra l’altro avviene con gli “invasori” che con facilità s’impossessano del territorio salentino e del patrimonio naturale con chiari fini di lucro e senza alcun ritorno di natura economica per l’economia locale e per gli agricoltori salentini. Di riflesso la CIA di Lecce ha fatto presente come sostenga senza alcuna riserva, e contro il proliferare dei parchi fotovoltaici, l’allarme che è stato lanciato dal Consorzio per la tutela e la valorizzazione del “Salice Salentino doc“.

Punteruolo rosso, nuova minaccia per le palme

Il punteruolo rosso torna a colpire le palme del nostro Paese. Credevamo di esserci sbarazzati una volta per tutte del terribile insetto killer che uccide le palme danneggiandole dall’interno, eppure non è così.

Dopo i tentativi per salvare le palme nostrane, è stato emesso in questi giorni un nuovo decreto di emergenza dal ministero delle Politiche Agricole. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio 2011, n. 36, dispone di nuove indicazioni per far fronte all’avanzata del punteruolo rosso e per smaltire le palme malate.

Solare: il mondo raddoppia la potenza installata nel 2010 grazie anche all’Italia

Nonostante la crisi, arrivano buone notizie per quanto riguarda le rinnovabili: in tutto il mondo, nel 2010, sono stati aggiunti circa 16 gigawatt di nuovi impianti solari fotovoltaici, il doppio della crescita registrata un anno prima. A riferirlo è l’European Photovoltaic Industry Association.

L’unico dato incerto, fanno sapere dall’istituto europeo, non poteva che essere quello italiano, dato che le nostre autorità non sono state in grado di fornire una cifra precisa. Ciò che è certo è che nel nostro Paese si è registrato un “rush di fine anno” grazie agli incentivi inseriti all’ultimo momento, che hanno portato l’Italia tra i Paesi leader di questa crescita.

Rifiuti elettronici, una nuova tecnica di smaltimento ne faciliterà la riduzione

Una delle ragioni principali per cui l’elettronica rappresenta un problema è il suo riutilizzo a fine vita. Già il riciclaggio è un mezzo miracolo, dato che, come abbiamo visto, i tassi sono molto bassi specialmente in Italia. Ma anche una volta ritirati, cosa succede ai rifiuti elettronici? Molto spesso vanno a finire nelle discariche tossiche dedicate (specie nei Paesi del Terzo Mondo), perché lì il processo di lavorazione è più economico che non nelle discariche comuni.

Ma di certo non significa risolvere il problema. Per questo un impianto di riciclaggio di nuova apertura a Mississauga, vicino Toronto, chiamato Sims Recycling Solutions, potrebbe aprire la strada a metodi intelligenti per migliorare il processo di riciclaggio e ridurre notevolmente le montagne di apparecchi elettronici inutilizzati.

Smog Milano: Comune sospende Aria Pulita

A partire da lunedì prossimo, 21 febbraio 2011, a Milano le norme di accesso alla Cerchia dei Bastioni torneranno ad essere quelle abituali. A darne notizia è stato Riccardo De Corato, Assessore alla mobilità nonché Vice Sindaco del Comune di Milano, a seguito della sospensione del provvedimento “Aria Pulita” che ha fatto scattare tutta una serie di misure antismog più stringenti.

La decisione scaturisce dai dati Arpa di ieri, venerdì 18 febbraio 2011, che hanno rilevato valori di PM10 al di sotto della soglia critica 50 mg/mc; la sospensione di “Aria Pulita”, così come prevede il provvedimento, è scattata in virtù del fatto che i livelli del PM10, per tre giorni consecutivi, si sono attestati al di sotto del livello di guardia.

Fotovoltaico, no ai pannelli sui terreni agricoli del Veneto

Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato l’emendamento alla legge finanziaria che vieta la proliferazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo. Il fermo alle installazioni dei pannelli sarà valido fino al 31 dicembre 2011.

“Un sollievo” per la Coldiretti Veneto ha dichiarato il presidente Giorgio Piazza che da sempre è impegnato per avere un piano energetico regionale che incentivi la produzione di energia pulita ma senza danneggiare l’agricoltura e senza deturpare con moduli solari selvaggi la pianura Padana.

Pannelli solari in vendita al supermercato, l’ultima novità dal Regno Unito

Nel Regno Unito esiste una catena di supermercati, chiamata Sainsbury’s, che per far fronte alla concorrenza ha intrapreso da qualche anno una politica innovativa, e decisamente improntata sull’ambiente. In passato infatti si sono occupati di trasformare i rifiuti alimentari in energia elettrica; poi sono passati alle strategie per allevare le api vicino ai negozi durante l’allarme per la carenza di questi insetti; ma hanno fatto registrare anche il lancio di ricariche per veicoli elettrici ed ormai Sainsbury ha inaugurato un settore “green” fisso. Ora sarà la volta della vendita di pannelli solari.

Sainsbury’s Energy offrirà ai clienti la possibilità di acquistare i pannelli solari direttamente al supermercato, ma anche di avere accesso alla consulenza negli energy-store per le valutazioni domestiche e le tariffe da applicare per l’energia elettrica. Per incentivare ulteriormente quest’iniziativa, come qualsiasi supermercato che si rispetti, ha la sua raccolta punti, ed un’installazione dei pannelli solari varrà 10.000 punti da spendere per altri servizi o prodotti.

Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”

Nella mattinata di giovedì scorso Greenpeace USA ha avviato una nuova campagna di disobbedienza civile contro il carbone. Gli attivisti hanno srotolato uno striscione gigante in cima alla centrale del Bridgeport Harbor che recitava “Spegnetela: Basta Carbone”. Il Bridgeport Harbor è un impianto vecchio ed inefficiente (ha 40 anni!), e non è necessario per fornire energia alla rete del Connecticut.

Eppure emette 3 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno, insieme alle 2.800 tonnellate di anidride solforosa tossica, 2.200 tonnellate di ossido di azoto, e persino circa 20 kg di mercurio. La centrale si ritiene sia responsabile dell’aria della città talmente insalubre che un residente su 4 ha l’asma. Gli esperti della sanità stimano che almeno un morto all’anno nella città possa essere attribuito alle emissioni nocive della centrale a carbone, che peraltro, come abbiamo accennato prima, è perfettamente inutile.

Biogas: Confagricoltura contraria a limitazioni sui raccolti

Nel nostro Paese la crescita del mercato del biogas-biometano fornisce sia un contributo valido alla quota di produzione di energia rinnovabile tricolore, sia una opportunità fondamentale, per le imprese agricole, al fine di integrare il reddito. Su queste basi, di conseguenza, la Confagricoltura è preoccupata in merito all’ipotesi di introduzione di una norma che limiterebbe al 15% dei raccolti la destinazione a biogas, ragion per cui la Confederazione, ed in particolare il suo presidente, Federico Vecchioni, ha già provveduto ad inviare una lettera a Giancarlo Galan, Ministro alle Politiche Agricole, ed a Paolo Romani, Ministro allo Sviluppo Economico.

A tenere banco in merito è una direttiva comunitaria, la 2009/28/CE, per la quale la Confagricoltura, con un dettagliato documento inviato ai parlamentari ed alle forze politiche, ha voluto mettere bene in evidenza come non ci siano deleghe nella limitazione all’utilizzo delle coltivazioni dedicate al biogas, ma anzi si punta a promuovere ancor di più lo sviluppo delle energie rinnovabili da parte delle imprese agricole.

Inquinamento, è boom di allergie a Milano e Palermo

Muffe, fumo domestico, smog, questi i principali fattori di rischio ambientali additati dagli esperti come causa del boom di allergie che si registra nelle grandi città. A Palermo il dato raccolto dalle ultime rilevazioni finanziate dall’ARPA Sicilia è a dir poco preoccupante: un ragazzo su quattro soffre di rinite allergica e congiuntivite, un terzo lamenta allergie.

Stando a quanto riportato dall’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo (Ibim-Cnr), ai fattori ambientali si deve fino al 41% delle patologie respiratorie. L’analisi è stata effettuata  su un campione di 2.150 studenti palermitani di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, e pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Pediatric Allergy and Immunology.

Inquinamento del suolo

Inquinamento del suolo

L’inquinamento del suolo è un fenomeno di alterazione della composizione chimica naturale del terreno, dovuto all’attività antropica, che si verifica a carico della soluzione circolante e della frazione minerale del terreno e che reca gravi scompensi alla pedofauna che lo abita e che effettua la rimineralizzazione della sostanza organica chiudendo il ciclo del carbonio.

Il fenomeno è meno conosciuto, meno evidente ed anche meno studiato rispetto all’inquinamento delle acque e dell’aria per varie cause. Prima tra tutte è la minore immediatezza degli effetti che l’inquinamento del suolo ha sull’uomo rispetto agli effetti prontamente tangibili dell’inquinamento atmosferico e delle acque. Inoltre la pedologia è una scienza relativamente più giovane delle scienze che studiano l’atmosfera e i corpi idrici.

M’illumino di meno, alle 18 tutti pronti a spegnere le luci e ad accendere il tricolore

Un tricolore a risparmio energetico, quello che si accenderà questa sera al Quirinale, illuminando la bandiera che per una volta sarà, oltre che il simbolo di quell’Unità seppur oggi tanto discussa e in discussione, anche il segnale di una sensibilità nuova e alta alle tematiche ambientali e alla sostenibilità. E lo testimoniano le adesioni ricevute quest’anno da M’illumino di meno, l’iniziativa verde promossa dal programma di Radio Due, Caterpillar, che ci invita a spegnere le luci dalle 18 alle 19 e lancia, in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, un altro appello, per chi può, a lasciare acceso un tricolore a ridotto consumo energetico.

Massimo Cirri e Filippo Solibello, conduttori della trasmissione radiofonica promotrice di M’illumino di meno, trasmetteranno, per l’occasione, in diretta dal Castello di Rivoli di Torino, dalle 17 alle 19 e 30, per raccontare le varie iniziative nelle piazze italiane ma anche le tante adesioni di uffici, edifici pubblici, cittadini.

Fotovoltaico in Italia, ecco perché conviene: costi ridotti e 200 mila posti di lavoro

In un periodo di crisi economica come quello che stiamo passando, e che sembra non dover finire mai, la ricetta per poterne uscire si chiama lavoro. L’Italia, ma anche tutto il resto del mondo, ha una carta preziosa da giocare, ma che viene troppo sottovalutata, e cioè quella delle rinnovabili, e sempre più voci si rincorrono per farci rendere conto che è qui che bisogna investire se vogliamo vivere un Rinascimento verde.

Secondo le stime valutate da Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, il solo comparto del fotovoltaico in Italia potrebbe creare all’incirca duecentomila posti di lavoro in Italia nei prossimi 9 anni, passando dalle 15 mila unità attualmente impiegate a 210-225 mila nel 2020. Il tutto a costi ridotti.