
Ci sono aziende nella Laguna di Venezia che si occupano di produzione alimentare locale ma, come sta accadendo a tutta la città, stanno affondando. Ciò avviene perché l’acqua dalla falda acquifera sottostante viene pompata fuori, e si tratta di acqua salata, che di certo non fa bene alle colture. Queste aziende agricole utilizzano per irrigare l’acqua comunale, ma le artiste Marjetica Potrc e Marguerite Kahrl hanno sviluppato una raccolta di acqua piovana alimentata da energia solare per raccogliere l’acqua dai tetti delle serre.
L’azienda vende poi direttamente ai residenti di Venezia l’acqua raccolta sull’isola di Sant’Erasmo e recentemente ha vinto il premio zero km per i prodotti alimentari locali.
Se la vostra regione di residenza ha un clima caldo e umido e diversi tipi di uccelli e mammiferi che vi vivono, c’è una probabilità molto alta che la zona conterrà anche numerose specie di agenti patogeni che causano le più svariate patologie.
Etichettati spesso come i primi veri ecologisti, attenti alla difesa degli equilibri della Madre Terra, rispettata e onorata, i Nativi Americani sono ora sotto accusa a causa di una stalagmite (nella foto a destra). Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Ohio University suggerisce infatti, sulla base del ritrovamento di un reperto, che i primi Nativi Americani hanno lasciato un’impronta di carbonio più grande di quanto si pensasse, fornendo prove che l’uomo è stato colpito dal riscaldamento globale già molto tempo prima dell’era industriale moderna.
Gli scienziati dell’Università di Warwick e del National Oceanography Centre di Southampton hanno aperto la “scatola nera” del fitoplancton eucariotico e hanno scoperto che esso è responsabile della fissazione del 50% del carbonio degli oceani immagazzinato dal fitoplancton.