
Se qualcuno pensa che la natura possa assorbire le emissioni di carbonio rilasciate ogni anno dalle attività umane soltanto per una piccola percentuale dei 5,5 miliardi di tonnellate di emissioni totali, ora potrebbe ricredersi. Tra i vari “mezzi” attraverso i quali la nostra Terra ci salva dall’anidride carbonica che noi emettiamo (alberi, oceani, ecc.), sembra che gli echinodermi, come le stelle marine, ricci di mare e i gigli di mare, siano depositi di carbonio tra i più grandi in assoluto. Essi riescono a stoccare l’incredibile cifra di circa 100 milioni di tonnellate, o in termini percentuali, quasi il 2% delle emissioni umane.
Questa cifra è inferiore a quella che gli organismi come il plancton, capaci di immagazzinare il carbonio che si deposita sul fondo del mare, riescono ad immagazzinare. Possono sembrare esserini piccoli ed insignificanti, ma queste unità semplici riescono ad immagazzinare da sole da 0,4 ad 1,8 miliardi di tonnellate all’anno, a seconda dei diversi studi.