Shell accusata di aver mandato a monte i piani per l’energia solare nei Paesi in via di sviluppo

Shell-logo

Shell è rimasta impigliata in un problema tra la Banca Mondiale e le società di energia pulita, dopo le accuse che la indicano come inadempiente sui propri impegni, nell’onorare le garanzie sui sistemi di energia solare venduti ai Paesi in via di sviluppo.

L’azienda petrolifera è accusata di abbandonare la proprie responsabilità verso le comunità povere tramite una ripartizione generalizzata delle proprie apparecchiature in Sri Lanka e in altri Stati, mentre al contempo danneggia le prospettive del settore più ampio delle energie rinnovabili in un mondo che ha il disperato bisogno di ridurre le emissioni di carbonio.

L’attività di elettrificazione rurale in cui i sistemi di Shell sono stati venduti, ora è stata trasferita, come hanno fatto molte altre parti di attività solari del gruppo. I critici sostengono che la Shell, che ha realizzato utili pari a 31 miliardi di dollari nel 2008, abbia avuto un ruolo nel continuare a garantire che gli ex-clienti continuino ad essere vulnerabili.

Riscaldamento globale: centinaia di milioni di profughi nel 2050

rifugiati

Dalla conferenza sul clima di Copenaghen è uscita una specie di accordo che non risolveva nulla, ma aveva come intenzione almeno quella di limitare i danni e cercare di far arrivare lo stato di salute della Terra il più sano possibile al 2050. Secondo gli ultimi dati dell’Onu, questo pare non sarà possibile.

Già oggi infatti sono tanti i segnali che qualcosa sta cambiando: mutamenti climatici estremi (proprio due settimane fa siamo passati in Italia in 24 ore dalla neve a +20/25 gradi), uragani e tempeste sempre più frequenti, desertificazione e innalzamento del livello dei mari. Ma a breve potranno esserci segnali ancora peggiori. Tutto questo aggravato da un fenomeno che già oggi è molto preoccupante: la migrazione di massa.

Una casa da sogno “mangiata” dal riscaldamento globale (gallery)

casa a picco 1

Questa bella casa su una scogliera con panorama mozzafiato che si affaccia sul mare può sembrare la casa dei sogni per molte persone. Purtroppo per i proprietari, è diventata la casa degli incubi. Tre di queste abitazioni sono già state demolite per ragioni di sicurezza perché la terra sta mancando proprio sotto i loro piedi (pardon, fondamenta), e questa inquadrata sarà la prossima a fare una brutta fine. Il motivo? La terra si sta sgretolando e la casa rischia di cadere, facendo un volo di 60 metri. La colpa di tutto questo ovviamente va al riscaldamento globale.

L’artista Kane Cunningham ha pagato 3.000 sterline per documentare la condanna a morte del bungalow, e per fare un film sulla sua lenta morte. Ha spiegato:

E’ il luogo perfetto per installazioni specifiche – un duro monito ai sogni perduti, il disastro finanziario e la minaccia del livello del mare. Tutte incapsulate nella recessione e nel riscaldamento globale.

L’artista utilizza il piccolo bungalow come studio, e dipinge anche il paesaggio che da esso osserva. Cunningham intende riprendere il luogo con le telecamere, così da poter documentare l’intero evento. Cercherà inoltre di smontare la casa e fare scultura di alcuni dei materiali. Questi potranno anche cadere in mare con la casa. Il suo lavoro è sempre stato di “comprendere il contesto sociale e politico del paesaggio”.

Pannelli fotovoltaici: alleanza a tre Sharp-Stm-Enel Green Power

fotovoltaico-enel-green-powerIn Italia è partito un importante progetto finalizzato a far nascere nel nostro Paese la più grande fabbrica specializzata nella produzione di pannelli fotovoltaici a film sottile; l’impianto nascerà in Sicilia, e per la precisione nella zona industriale di Catania, nell’ambito di un accordo a tre tra le società Sharp, Stm ed Enel Green Power, la controllata “verde” di Enel S.p.A. L’intesa tra le tre società fa seguito ad un Memorandum of Understanding che nel maggio dello scorso anno avevano siglato Enel e Sharp; alle due società s’è ora aggiunto anche il colosso europeo Stm che, tra l’altro, fornirà a Catania la sede dell’impianto dove si produrranno pannelli fotovoltaici a film sottile a tripla giunzione. Si stima che l’avvio della produzione dei pannelli fotovoltaici avverrà a partire dall’anno 2011 per un livello di produzione, in fase iniziale, pari a 160 MW; dopodiché, a regime, l’impianto sarà in grado di produrre pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a ben 480 MW annui.

Washington DC introduce una nuova tassa sulle buste di plastica, ma con finalità ecologiche

tasse busta plastica

Dal prossimo anno in Europa saranno vietate le buste di plastica per la spesa, le cosiddette “shopper”. Negli Stati Uniti non vige ancora il divieto, ma hanno trovato un modo migliore per risolvere il problema: incidere su quello a cui gli americani tengono di più, il portafoglio.

Il governo della città di Washington DC, all’inizio di questo mese, imporrà una tassa di 5 centesimi per i sacchetti di plastica ai clienti dei supermercati. I funzionari della città prevedono di utilizzare il fatturato aumentando la lotta contro l’inquinamento di un fiume locale. Secondo i produttori dei sacchetti di plastica, che ovviamente non sono soddisfatti della nuova imposta, la decisione costerà alle famiglie di Washington “5 milioni di dollari nel 2010”. O, in altre parole, i residenti avranno 100 milioni di opportunità di scegliere un’alternativa eco-friendly ai sacchetti di plastica l’anno prossimo.

Anche la Campania dice no al nucleare

impianto nucleare

In principio fu la Puglia. Per prima la giunta di Nichi Vendola emise un’ordinanza per precludere la costruzione di centrali nucleari sul territorio regionale. Dopodiché alla Puglia si è aggiunta la Calabria, poi la Liguria, e via via quasi tutte le altre. Questa settimana è la volta della Campania, la tredicesima Regione su 20 a dire di no al ritorno al nucleare, ma con un passo ulteriore rispetto alle altre.

Se finora infatti gli altri Consigli regionali avevano stabilito di chiudere le frontiere a questa forma di energia costosa e pericolosa tramite delibera della giunta o tramite ordine del giorno, per la prima volta è stata emessa una vera e propria legge regionale, la quale è destinata a far discutere. La competenza, a livello teorico, spetterebbe alla Regione, ma in pratica, per volontà diretta del Governo, la collocazione delle centali nucleari e delle strutture ad esse affini, saranno dichiarate di importanza strategica nazionale, dunque verranno meno le competenze regionali, e passerà tutto nelle mani dell’attuale maggioranza.

Le infrastrutture potrebbero autoalimentarsi grazie all’energia piezoelettrica

sensori piezoelettrici

Autostrade, stazioni ferroviarie, piste da ballo: il mondo è pieno di superfici vibranti che potrebbero produrre una gran quantità di energia pulita e sostenibile. Si chiama energia piezoelettrica, costituita dalla conversione della tensione meccanica in corrente elettrica. Ora un team di ricercatori europei ha sviluppato una dispositivo piezoelettrico in micro-scala che potrebbe raccogliere l’energia dai macchinari, e convertirla in elettricità per le infrastrutture e gli edifici.

I dispositivi di piccole dimensioni sono ideali per l’uso per alimentare apparecchiature di telerilevamento, per esempio per sorvegliare i ponti o le macchine ai primi segni di deterioramento. In tal caso essi potrebbero svolgere un ruolo chiave nel mantenimento dell’energia più efficiente per le turbine eoliche e altre infrastrutture energetiche rinnovabili, riducendo al contempo i rischi per l’uomo.

Convenzioni Conto Energia: arriva iter burocratico più snello

conto-energia-convenzioneA partire da lunedì 11 gennaio 2010, ovverosia tra una settimana, ai fini della formalizzazione e della sottoscrizione delle convenzioni “Conto Energia” scattano nuove procedure che renderanno l’iter burocratico più snello. A darne notizia è il GSE, Gestore Servizi Energetici, spiegando che l’SR, ovverosia il Soggetto Responsabile dell’impianto, dovrà seguire online, attraverso il portale dedicato alla richiesta degli incentivi, alcuni step finalizzati all’acquisizione della “Dichiarazione di accettazione“. Per arrivare a questo punto, in particolare, il Soggetto Responsabile dell’impianto dovrà, tra l’altro, accedere alla sezione “Convenzioni” del portale, selezionare l’impianto per il quale vengono richiesti gli incentivi, consultare il testo della convenzione che regola il rapporto contrattuale, accettare espressamente il contenuto della convenzione stessa e, arrivati finalmente a questo step, stampare e sottoscrivere, a cura dell’SR, la “Dichiarazione di accettazione” della convenzione.

10 novità ecologiche nelle nostre vite che ci aspettano per il nuovo anno

presa verde

I cosiddetti “Green Building” sono una delle chiavi per la ripresa economica. Non solo è un modo migliore per fare affari, ma è una novità importante nel campo ecologico. Si genera innovazione, si migliorano gli standard di efficienza, la gente è più felice e più sana e crea nuovi posti di lavoro verdi.

In molti conosceranno già queste novità verdi, specialmente per chi si interessa di ecologia, ma per tutti, proviamo a riassumere quali saranno le novità commerciali migliori che ci aspettano per quest’anno appena cominciato.

E’ la tigre l’animale a maggior rischio estinzione nel 2010

tigre amur

Gli scienziati e gli ambientalisti devono intensificare i loro sforzi quest’anno per salvare una delle più potenti creature della Terra, purtroppo però in pericolo di estinzione: la tigre. I biologi hanno messo la Panthera tigris al primo posto in un elenco dei 10 animali che più di altri rischiano l’estinzione, non tra decine o centinaia di anni, ma già nel 2010.

Quest’anno è stato proclamato l’Anno Internazionale della Biodiversità dalle Nazioni Unite, e così abbiamo creato una lista di 10 animali in pericolo, di fondamentale importanza che riteniamo possano richiedere un particolare controllo nei prossimi 12 mesi

ha dichiarato Diane Walkington, responsabile del programma specie per il WWF nel Regno Unito. Gli animali nella lista WWF comprendono anche quelli presenti da sempre, come l’orso polare e il panda gigante.

Il mistero dei leoni di mare spariti nel nulla

leoni di mare a san francisco

Già nel mese scorso, sono stati stimati in almeno 1.500 i leoni di mare al largo del famoso Pier 39 di San Francisco, uno dei più famosi centri commerciali del mondo. Ora, sembra che siano del tutto scomparsi. Dove sono andati a finire? La domanda preoccupa non poco gli animalisti, visto che i leoni di mare sono famosi per la loro pelliccia pregiata.

Gli esperti non si dicono certi, ma sembra che siano spariti per inseguire una fonte di cibo. The Associated Press spiega:

La maggior parte della mandria probabilmente ha seguito i loro cibi preferiti, sardine e acciughe. Gli animali cominciarono a lasciare [il molo] in massa il giorno dopo il Ringraziamento, quasi come se qualcuno avesse emesso un ordine. Ma il fatto che i leoni di mare siano rimasti lì per così tanto tempo è ancora più strano della loro scomparsa.

Nonostante la natura insolita di entrambe le situazioni, gli esperti non sono particolarmente preoccupati.

Fotovoltaico per combattere sprechi economici ed ambientali

fotovoltaico-sanitaNelle strutture pubbliche occorre promuovere l’uso di energie alternative con l’obiettivo di contrastare sia gli sprechi economici, sia quelli ambientali, con i risparmi conseguiti che poi andrebbero destinati al sociale. E’ questa, in estrema sintesi, la proposta avanzata, secondo un modello che coniuga la funzione pubblica alla green economy, da Alberto Palazzetti, segretario territoriale della Fp Cisl di Perugia, con delega alla sanità, e da Antonio Cascianelli, segretario generale territoriale della Cisl di Perugia. Cascianelli e Palazzetti, congiuntamente, hanno infatti messo in evidenza come negli ospedali si spendano ogni anno milioni e milioni di euro quando invece, proprio negli edifici sanitari, si potrebbero installare impianti di produzione di energia fotovoltaici ottenendo risparmi economici ed ambientali.

Anche il Papa lancia un messaggio ambientalista

papa benedetto xiv

Come gli altri suoi “colleghi” leader delle altre religioni mondiali, anche Papa Benedetto XVI ha voluto far sentire la sua voce a proposito della lotta al cambiamento climatico. Per farlo ha usato il suo tradizionale discorso di inizio anno, recitato ieri, invitando la gente, non solo i fedeli, ma anche coloro che credono in un’altra religione, o gli atei, a cambiare il proprio stile di vita per salvare il pianeta, dicendo che la responsabilità ambientale è un fattore essenziale per la pace globale.

Ricordando che i leader mondiali erano riuniti a Copenaghen il mese scorso per la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, il Papa ha detto che un’azione a livello personale e comunitaria può essere altrettanto importante per la salvaguardia dell’ambiente.

Tuttavia, in questo momento, vorrei sottolineare l’importanza delle scelte degli individui, delle famiglie e delle amministrazioni locali per preservare l’ambiente

ha detto il Papa alle migliaia di fedeli riuniti in piazza San Pietro.

Ma i fuochi d’artificio sono ecologici?

fuochi d'artificio

Sono da poco terminati i festeggiamenti per capodanno, quando milioni di tonnellate di fuochi d’artificio sono state sparate in segno di augurio. Ma probabilmente per l’ambiente non c’è molto da festeggiare. Julie Heckman, direttore esecutivo della American Pyrotechnics Association, stima che 18.000 fuochi d’artificio vengono sparati, in tutti gli Stati Uniti, nel solo giorno del 4 luglio. Il totale per Capodanno è probabilmente simile, con l’unica differenza che questo non avviene più solo negli Usa, ma in tutto il mondo.

Secondo il Consiglio nazionale per la sicurezza dei fuochi d’artificio, gli Stati Uniti hanno consumato circa 123 milioni di chilogrammi di fuochi d’artificio nel 2006, di cui solo 9,5% erano “legali”. I restanti botti sono venduti in bancarelle lungo la strada ed utilizzati per celebrare eventi privati. I fuochi d’artificio sono azionati da polvere nera (polvere da sparo aka). Questa sostanza è costituita da un ossidante (nitrato di potassio), un combustibile (carbone), e un acceleratore (zolfo). Per ogni 270 grammi di polvere nera usata, 132 grammi di biossido di carbonio vengono creati. Il resto si trasforma in solfuro di potassio ed azoto. A differenza della benzina, la polvere nera contiene già un ossidante in modo che i risultati della combustione siano meno CO2 rispetto al peso iniziale della sostanza.