Domenica è festa nelle Oasi del WWF, Napolitano apre la sua tenuta

Ritorna come ogni anno l’atteso appuntamento della Giornata dedicata alle Oasi del WWF. Domenica 18 aprile saranno aperte al pubblico e accessibili gratuitamente oltre cento riserve naturali protette in tutta Italia.
Più siamo, più natura salviamo, recita lo slogan lanciato dall’associazione pro-ambiente tra le più attive in Italia e nel mondo, pensato proprio per l’occasione.

E quest’anno c’è un’importante novità: tra gli eventi clou più attesi ci sarà infatti l‘apertura della tenuta presidenziale di Castelporziano, situata sul litorale a sud di Roma. E sarà proprio Giorgio Napolitano a concludere la giornata consegnando tre premi WWF al volontariato, all’educazione ambientale e alla ricerca scientifica.

Commercio sostenibile, anche l’Italia fa la sua parte

Abbiamo sempre parlato di riciclo e riutilizzo dei materiali di scarto. Sappiamo che è una cosa buona ed è il modo migliore per uscire da crisi sia economiche che ambientali, per non ritrovarci immersi dall’immondizia come accaduto a Napoli fino a poco tempo fa.

Ma fa piacere vedere che qualcuno ci deve aver preso proprio in parola perché ha deciso di fare del riciclo l’obiettivo della propria vita e del proprio lavoro. Stiamo parlando del sito internet yoox.com che ha lanciato la propria iniziativa eco sostenibile Yooxygen. Si tratta di una linea di moda con capi costruiti con materiali interamente riciclati e con un impatto ambientale che, assicurano dall’azienda, sarà a zero emissioni.

Il riscaldamento globale sta uccidendo gli alberi

Riscaldamento globale, ancora lui, il primo indiziato in quella che è una vera e propria scia di morte e distruzione della flora e della fauna terrestre. Recenti studi hanno infatti indicato che gli alberi stanno subendo un vero e proprio massacro a causa degli stravolgimenti climatici in corso e dell’aumento sconsiderato e progressivo delle temperature.

Le foreste stanno morendo, con tutto quello che ne consegue per l’uomo e per il mantenimento degli equilibri negli eco-sistemi terrestri. A quanto pare anche un aumento di soli quattro gradi della temperatura vede moltiplicarsi di ben cinque volte il rischio di morte degli alberi in condizioni di siccità.

Perché non sono convenienti i biocarburanti

Un nuovo studio ha rilevato che ci vorranno più di 75 anni per recuperare le emissioni di carbonio attraverso l’uso dei biocarburanti per compensare le emissioni che si avranno quando le piantagioni per i biocarburanti avranno preso il posto delle foreste. Ma se l’habitat ideale sono le torbiere, il bilancio del carbonio dovrebbe aver bisogno di più di 600 anni.

L’olio di palma, sempre più utilizzato come fonte per i biocarburanti, ha sostituito la soia in tutto il mondo. La produzione mondiale dell’olio di palma è aumentata esponenzialmente negli ultimi 40 anni. Nel 2006, l’85% della produzione mondiale di olio di palma è stata prodotta in Indonesia e Malesia, i Paesi la cui perdita di foresta tropicale è di circa 20.000 chilometri quadrati all’anno.

Slow fish, 23 Presidi del mare a Genova per difendere la biodiversità ittica

L’Italia è circondata quasi interamente dal mare ed è naturale che la pesca rappresenti una risorsa primaria per le popolazioni costiere, una forma di sostentamento e di economia che deve essere tutelata, soprattutto oggi che è a rischio, come un patrimonio dell’intero Paese.
Slow fish, in programma alla fiera di Genova dal 17 al 20 aprile prossimi, è il salone dei prodotti ittici e delle problematiche correlate alla pesca, che intende per l’appunto dimostrare l’importanza del preservare la biodiversità ittica, contro lo sfruttamento sregolato delle risorse marine.

Ventitrè i Presidi del mare previsti, quindici italiani, otto internazionali. Pescare con coscienza e nel rispetto per le specie a rischio di estinzione si può. Lo dimostrano le piccole comunità di pescatori che riescono a vivere in sintonia con il territorio e con il mare, offrendo prodotti di qualità, pesce fresco, sano, genuino, senza razziare per questo le acque ignorando ogni criterio di preservazione della fauna ittica.

Cosa aspetta Obama ad attuare le politiche ambientali?

Il Cap and trade di Obama non funziona. O almeno così ritengono al Parlamento e al Senato americano. Per questo motivo gli Stati Uniti, ma di conseguenza il mondo intero, stanno rimanendo a bocca aperta nel vedere quelle priorità che, nel corso della campagna elettorale, venivano imposte come punti centrali della politica di Obama, stiano lentamente scendendo sotto tante altre nella lista delle priorità, come il New York Times fa notare, senza che il neo presidente faccia qualcosa per impedirlo.

In superficie, i discorsi e la retorica in materia di riscaldamento globale di Obama sono più ardenti e sottolineati che mai, ma poi inspiegabilmente ha esitato a sostenere con fermezza qualsiasi politica specifica per intraprendere i suoi programmi ambientalisti. Non solo. Obama non ha ancora approvato il massiccio programma sul clima e l’energia. Quando si è trattato di lottare contro il cambiamento climatico con la legislazione, la verità della questione è che, nonostante i discorsi, Obama è stato in silenzio.

Alla Casa Bianca arriva Bo, in Abruzzo si festeggia Pasqualina ritrovata sotto le macerie: storie di first dog

Due storie di cani molto diverse tra loro, ma entrambe inteneriscono per ragioni differenti l’opinione pubblica. La prima è quella di Bo (nella foto a lato), il cagnolino della Casa Bianca, promesso da Obama alle due figlie durante la campagna elettorale: Se vinco le elezioni vi prendo un cane. Ed il quattro zampe a stelle e strisce è arrivato (domani è previsto l’ingresso ufficiale alla Casa Bianca), finalmente, facendo la felicità di Sasha e Malia. Un cao de agua portoghese di sei mesi, nero (sarà un caso?), regalato alle figlie di Obama dai Kennedy, già ammaestrato ad essere un perfetto first dog in precedenza in un luogo segreto a Washington.

Ma come non parlare oggi di un altro cane, di una cagnetta per la precisione, ribattezzata Pasqualina, ritrovata viva sotto le macerie a distanza di più di una settimana dal terribile terremoto che ha mietuto più di 290 vittime.

The Awakening, un gigante di alluminio al G8 Ambiente di Siracusa

Si chiama J. Seward Johnson Jr. ed è il più famoso scultore contemporaneo negli Stati Uniti. E’ lui l’autore di The Awakening, un gigante di alluminio che accompagnerà i lavori del G8 Ambiente, in programma a Siracusa dal 22 al 24 aprile prossimi, su iniziativa della presidenza italiana.
Il meeting che vedrà protagonisti i ministri dell’ambiente degli otto Grandi, per l’Italia l’onorevole Stefania Prestigiacomo, affronterà in primis i temi caldi dei mutamenti climatici e della conservazione della biodiversità, ma non mancheranno proiezioni, mostre, esposizioni ed eventi collaterali patrocinati dal Ministero dell’Ambiente per il G8 Ambiente.

Il programma dei lavori e delle manifestazioni che animeranno il capoluogo siciliano è disponibile on-line. Ma oggi vogliamo parlarvi in particolare di RestArt, una delle tante mostre prevista in apertura dei lavori e dedicata agli artisti del riciclo, simboleggiati magistralmente proprio dall’enorme scultura in alluminio che verrà esposta nella centralissima Piazza Duomo.

Gli Emirati Arabi Uniti partono con un sontuoso programma di riciclaggio, meglio di quello italiano

Il riciclaggio della plastica si sta facendo strada anche ad Abu Dhabi, dove un programma pilota nella città studentesca di Al Ain ha già raccolto e compresso almeno 50.000 bottiglie d’acqua in un mese. Vista l’efficienza, il programma potrebbe essere esteso a livello nazionale il prossimo anno, eventualmente comprendendo fino ad un quarto delle scuole degli Stati del Golfo.

Rajnish Sinha, direttore generale di Horizon Technologies, una delle due società sponsor del programma pilota, ha detto al giornale locale di Abu Dhabi che gli Emirati Arabi Uniti consumano circa 80.000 tonnellate di PET (polietilene tereftalato), il principale materiale utilizzato per fare bottiglie di plastica, ogni anno, abbastanza per la produzione di 3,2 miliardi di bottiglie.

La “febbre” del Mediterraneo uccide spugne e coralli

L’ennesimo conto da pagare per i danni da riscaldamento globale è la mortalità di massa di spugne e coralli del Mediterraneo. L’estate marina si è infatti allungata di circa un mese se si considerano i dati registrati nel 1974 e secondo gli ultimi rilevamenti, che risalgono al 2006, le temperature delle acque sono aumentate considerevolmente, provocando la scomparsa da molti fondali di microorganismi particolarmente esposti e sensibili ai cambiamenti climatici.

Ad appurare le conseguenze della febbre dei nostri mari è stato un recente studio spagnolo effettuato da un team di ricercatori del Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche (CSIC), e pubblicato sulla rinomata rivista di divulgazione scientifica Proceedings dell’Accademia nazionale di scienze statunitense.
Gli episodi di mortalità fuori dalla norma di organismi invertebrati sono stati registrati dagli studiosi nel Mar Ligure e nella gran parte del Mediterraneo nord occidentale.

Problema rifiuti: le 10 proposte di Legambiente

Da quando si è risolto (in parte) il problema dei rifiuti a Napoli, questo genere di problema è letteralmente scomparso dai notiziari nazionali di ogni tipo. Ma questo non significa che il problema sia stato risolto. Legambiente sta tentando in tutti i modi di far riemergere la problematica agli occhi dell’opinione pubblica, perché come capita spesso in Italia, se nascondiamo i problemi sotto il tappeto, prima o poi questi escono tutti insieme e provocano danni enormi.

Secondo quanto afferma l’associazione ambientalista infatti l’Italia, in controtendenza rispetto a molti altri Paesi europei, anziché diminuire la sua produzione di rifiuti (ridotta altrove con il riciclo e il riutilizzo) la sta aumentando (8,4% negli ultimi 4 anni), senza contare le due grandi piaghe della società italiana, e cioè lo smaltimento illecito (19,7 milioni di tonnellate sono letteralmente scomparse nel solo 2005) e lo smaltimento in discarica a causa della mancanza di impianti di alcun genere, che in alcune Regioni come il Molise e la Sicilia superano di gran lunga il 90% dello smaltimento.

Il mondo dei LED progredisce, aumentata l’efficienza con il “tandem”

Circa il 20% dell’energia elettrica consumata in tutto il mondo viene utilizzata dalla luce di abitazioni, imprese e altri spazi pubblici e privati. Anche se questo rappresenta un grande consumo di risorse, presenta anche una grande opportunità di risparmio. Migliorare l’efficienza delle lampadine commercialmente disponibili potrebbe tradursi in un enorme abbassamento del consumo energetico.

Un gruppo di ricercatori dell’Accademia cinese delle Scienze ha segnalato un passo importante verso l’obiettivo dello sviluppo di un nuovo tipo di Light Emitting Diode (LED) poco costoso e fatto con materiali organici. Progettato con una procedura semplificata struttura “in tandem“, è in grado di produrre il doppio della luce di un normale LED, buona illuminare case e uffici.

Questo lavoro è importante perché è la realizzazione dell’alta efficienza di emissione da una struttura in tandem

spiega Dongge Ma, uno dei ricercatori dell’Istituto di Chimica Applicata presso l’Accademia Cinese delle Scienze di Changchun.

Parte il mega-programma sulle energie pulite anche in Cina

Ennesima mossa ecologica proveniente dal Paese più odiato dall’Occidente, di cui nessuno dà notizia. La Cina ha appena annunciato che sta redigendo un piano di stimolo per rafforzare le sue industrie energetiche basate sulle fonti rinnovabili. Forse ispirata da qualche altra nazione, visto che la ricerca e la libertà di pensiero in Cina non sono delle migliori, ha recentemente deciso di usare i fondi pubblici per sostenere il nascente settore delle energie rinnovabili, in modo da rafforzare immediatamente i piani ecologici, per far diventare quella nazione il Paese con la più grande industria solare ed eolica del mondo. Un pò da megalomani, ma un Paese da un miliardo e mezzo di abitanti se lo può permettere. Ma qual è il grande piano di energie rinnovabili proposto?

I dettagli sono vaghi, ma molto probabilmente il piano prevede di fornire maggiori sovvenzioni pubbliche alle aziende del settore. Per ora abbiamo solo l’annuncio che un piano è in fase di elaborazione, e questo è stato sufficiente a causare un agitazione nel paese che ha cominciato a produrre turbine eoliche a più non posso, aumentando la propria produzione del 10%. Il settore del solare invece, secondo le rilevazioni di Bloomberg, è passato da una produzione del 4% al 9%.