Le 10 specie animali più in pericolo d’estinzione

Secondo l’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) molte popolazioni di alcune specie animali al mondo sono diminuite, o sono in diminuzione, dell’80% entro tre generazioni. Questa è l’ultima tappa prima di dichiarare come estinti questi animali che oggi vivono allo stato selvatico. Altro che protezione della biodiversità quindi.

Esistono centinaia di specie animali che rischiano la vita, ma non si tratta soltanto di specie minori. Molto spesso questi animali sono molto conosciuti perché si vedono negli zoo, nei documentari, e delle volte anche nei cartoni animati. Abbiamo provato a racchiudere le 10 specie maggiormente in pericolo in questa presentazione, ma essi sono soltanto una piccola parte delle specie che possono svanire per sempre già nei prossimi anni.

Earth Hour: questa sera spegnamo tutti le luci per un’ora

Sì lo so che stasera c’è la Nazionale, ma il gesto è simbolico e può essere molto importante. Stasera, sabato 28 marzo, alle 20:30 si spegneranno le luci dei luoghi simbolo di mezzo mondo, dal Colosseo di Roma alle Piramidi di Giza, dalla Tour Eiffel di Parigi all’Empire State Building di New York.

L’iniziativa, che coinvolge 2848 città di 83 Paesi diversi è stata lanciata dal WWF per sensibilizzare il mondo sul problema ambientale. L’associazione ambientalista infatti vuole lanciare un messaggio forte, e cioè fa vedere come sarà il mondo al buio se non dovessero essere presi provvedimenti in favore del clima.

G8 di Siracusa, è on-line il programma

Non solo economia nel prossimo G8 che si terrà in Italia, per la precisione a Siracusa tra il 22 ed il 24 aprile, ma tanto ambiente. Finalmente i grandi della Terra, sulla spinta del Governo Obama e di qualche virtuoso europeo, si stanno dando da fare per migliorare la situazione ambientale che affligge il mondo. Anche perché proprio la svolta ecologica potrebbe migliorare la nostra economia.

Da oggi è stato inaugurato il sito internet dell’evento, www.g8ambiente.it, nel quale troveremo tutte le informazioni, dalle autorità al programma, fino al punto più importante, i contenuti. Andiamo ad analizzarli insieme.

Pc lasciati accesi di notte, il grande spreco del mondo moderno

Quasi due anni fa i dati che riferivano sui Pc lasciati accesi durante la notte nelle aziende americane parlavano di un costo di circa 1,7 miliardi di dollari all’anno letteralmente di energia sprecata. Si trattava di tutta quell’elettricità che si consumava non spegnendo mai i computer negli uffici, un’usanza che ai più può sembrare strana, ma che in molte realtà è piuttosto usuale.

A oggi un nuovo rapporto mostra che la situazione non è migliorata ma anzi, nonostante tutte le campagne ambientaliste sullo spreco di energia elettrica basata ad esempio sullo spegnere il led del televisore (figuriamoci un computer), il dato continua a salire preoccupantemente. I dati del 2008 parlano di un salto negli sprechi fino a 2,8 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro), anche in un momento in cui l’efficienza energetica (e il risparmio) è nei pensieri di tutti.

Diventa manager del vento, aperte le iscrizioni al primo corso di formazione Anev

Manager del vento. Non è una presa in giro nè tantomeno una battuta di cattivo gusto sul pugno d’aria che si trovano in mano oggi i grandi dirigenti di aziende in crisi. Si tratta piuttosto del primo corso di formazione per operatori nel campo dell’energia eolica promosso dall’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento, in collaborazione con l’Uil.

L’idea alla base del progetto formativo, denominato “Essere Manager delle energie rinnovabili: l’energia eolica“, è quella di creare nuove figure professionali da inserire a pieno titolo sul mercato delle energie rinnovabili, dando vita a numerosi posti di lavoro ed incrementando un settore come quello dell’energia da fonti rinnovabili che sicuramente è in crescita ma necessita per decollare definitivamente proprio di figure competenti e qualificate professionalmente in questo ambito, oggi grande lacuna un po’ per tutti i rami dell’energia pulita.  Già l’Unione Europea aveva infatti denunciato la mancanza di project manager nell’ambito dell’eolico, e l’Italia risponde prontamente con questo corso mirato a formare per l’appunto i manager del vento.

La rivoluzione verde si sposta in bicicletta

Obama ha promesso per la sua America una “rivoluzione verde“. Molti dei punti chiave della svolta ecologica dell’amministrazione americana li abbiamo più volte spiegati, dalle rinnovabili al trasporto pulito, ma uno dei cardini intorno al quale molto si svolge è la bicicletta.

La vecchia due ruote che dalle nostre parti è riservata soltanto a qualche bambino o a qualche temerario costretto a fare lo slalom tra le automobili impazzite della città, negli Stati Uniti va quasi di moda. La città più ecologica, da questo punto di vista, è Portland, che negli ultimi anni ha introdotto un sistema di trasporto pubblico con treni ed autobus che hanno sempre uno spazio per parcheggiare le biciclette. Addirittura l’ex invivibile città di New York, una volta inquinatissima, è gradualmente passata alla bicicletta. Oggi nei sobborghi del Bronx o di Brooklyn è il mezzo più usato, ma lo sta diventando anche a Manhattan, sede dei miliardari di mezzo mondo, che oggi grazie alla coscienza ecologica hanno deciso di lasciare l’automobile e spostarsi in bicicletta.

Acerra, ecco il primo termovalorizzatore

L’impianto di Acerra è realtà. Una realtà che non piace affatto. Il governo Berlusconi non pensi di adottare la soluzione dell’incenerimento per risolvere l’emergenza rifiuti in Italia, ammonisce oggi Legambiente di fronte commenta l’attivazione del primo termovalorizzatore della Campania. Perché il momento è arrivato, e le piazze si riempiono.

Quello che viene denunciato è anche il “piano”: quello di 5 mega inceneritori, un “modello” che il Governo replicherebbe in tutta Italia.

Effetti del riscaldamento globale sulla crescita economica del Sud del mondo

Il pianeta si riscalda e cresce il divario tra Nord e Sud del mondo, tra ricchi e poveri. Quali siano le conseguenze del riscaldamento globale sul gap tra Paesi sviluppati e aree in vie di sviluppo o sottosviluppate ce lo spiega un recente studio condotto da un team di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), un’analisi economica alquanto dettagliata che affronta congiuntamente il problema della crisi ecologica e della crisi economica.

Dopo aver esaminato il clima in tutto il mondo e i dati economici dal 1950 al 2003, Benjamin A. Olken, professore associato presso il Dipartimento di Economia del MIT, ha concluso che ad un aumento di 1 grado Celsius della temperatura in un dato anno corrisponderebbe una riduzione della crescita economica pari ad 1,1 punti percentuale nei paesi poveri del mondo, ma non ha alcun effetto misurabile nei paesi ricchi.

Arrivano in Italia le case ad emissioni zero

Finalmente ci siamo, anche l’Italia è pronta per entrare nella nuova era ecologica, e lo fa partendo da uno dei temi che sta più a cuore degli italiani: la casa. Finora vi avevamo illustrato solo progetti e qualche prototipo di casa ecologica che si era realizzata all’estero, ma dopo tante battaglie e discussioni, è arrivata anche in Italia, per la precisione in Toscana.

Per la fine di questo mese saranno agibili 20 appartamenti di 85 metri quadri l’uno a Follonica, provincia di Grosseto, che saranno completamente autonomi, nel senso che si produrranno energia da soli. Pubblicizzata come “casa a bolletta zero” per ovvi motivi economici, sarebbe più corretto chiamarla “casa ad emissioni zero“, dato che la bolletta è soltanto la mera conseguenza delle iniziative intraprese.

Standard per l’efficienza energetica delle risorse, il mezzo per risparmiare miliardi di euro grazie all’energia

Abbiamo sempre affermato che il modo migliore per pagare una bolletta energetica meno salata, anche senza produrre elettricità autonomamente, è l’efficienza energetica. Sotto accusa è l’energia non necessaria perché non viene utilizzata in casa o in ufficio, la dispersione del calore oppure la produzione di ventilazione, oppure perché i propri apparecchi non sono efficienti ed utilizzano più energia del necessario. Tutti problemi che molto spesso potrebbero essere risolti con un poco di attenzione in più e con tanti, tantissimi euro in meno.

L’impatto dell’efficienza energetica non ha solo questi vantaggi, ma va al di là della riduzione della domanda di energia. Un nuovo rapporto del Consiglio americano sull’efficienza energetico-economica mostra come la maggior parte degli Stati Uniti potrebbe guadagnare da una maggiore efficienza energetica se gli standard in materia di efficienza energetica e sul risparmio energetico promossi dal Governo fossero attuati. In questo caso infatti ne deriverebbe un guadagno per quasi 48 milioni di famiglie entro il 2020, che in termini monetari si trasformerebbe in un risparmio di circa 168,6 miliardi di dollari. Questi i dati americani, ma naturalmente quelli europei non sarebbero tanto diversi.

Lo scioglimento dei ghiacciai modifica il confine tra Italia e Svizzera

Lo scioglimento dei ghiacciai non è, come abbiamo visto, soltanto un problema ambientale, ma è anche economico, sociale, e da oggi anche politico. Il danno che l’uomo sta facendo alla natura, con l’inquinamento che ha come ultima conseguenza l’innalzamento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacciai, sta presentando sempre più spesso il suo conto da pagare.

La novità sulla vita umana è rappresentata dallo scioglimento dei ghiacciai delle Alpi che ci separano dalla Svizzera. Finora infatti le convenzioni tra i due Paesi tenevano conto del fatto che d’estate i ghiacciai regredivano, mentre d’inverno avanzavano, così da ristabilire più o meno sempre gli stessi confini politico-naturali. Ma questa “altalena” è finita in quanto, anno dopo anno, al ritiro dei ghiacciai non conseguiva di nuovo l’avanzamento invernale, nemmeno quest’anno in cui le temperature sono state più rigide.

Inventata nanotecnologia in grado di migliorare di 10 volte le prestazioni delle energie rinnovabili

I ricercatori dell Maryland NanoCenter dell’Università del Maryland hanno sviluppato nuovi sistemi per immagazzinare l’energia elettrica derivata da fonti alternative che, in alcuni casi, è 10 volte più efficiente di quella disponibile oggi in commercio.

Al fine di risparmiare denaro ed energia, molte persone acquistano le automobili elettriche, ibride o installano i pannelli solari sui tetti delle loro case. Ma tutti hanno un problema comune, la tecnologia per immagazzinare l’energia elettrica è insufficiente. I sistemi a batteria che si adattano alle auto non possiedono abbastanza energia per la guida a lunga percorrenza, e dopo qualche ora non hanno più una forte accelerazione. Le fonti rinnovabili come il vento ed il solare hanno un notevole aumento di potenza solo per breve tempo, ma i dispositivi per immagazzinare la loro energia sono troppo costosi ed inefficienti per fornire energia sufficiente.

Imprese elettriche Ue a zero emissioni entro il 2050

Gli Usa chiamano, l’Unione Europea risponde. Se l’obiettivo di Obama per la sua America è di ridurre dell’80% le emissioni di CO2 entro l’anno 2050, l’Ue fa di più, ed annuncia per bocca del commissario all’ambiente Stavros Dimas che entro lo stesso anno le centrali elettriche europee, tra le più inquinanti in assoluto, dovranno non avere più emissioni. Vien da sè che se le centrali saranno ad emissioni zero, lo diventeranno anche gran parte delle industrie, abbattendo molto di più la soglia di inquinamento proposta dagli Stati Uniti.

A deciderlo è stata l’associazione che riunisce le aziende energetiche di 27 Paesi europei, le quali sin da ora sono in grado di generare 2.500 TWh di elettricità all’anno. Queste le parole di Lars G. Josefsson, presidente di Eurelectric:

L’industria elettrica si è presa il chiaro impegno di diventare un settore a carbonio zero entro la metà del secolo, e allo stesso tempo vogliamo ripetere che un mercato competitivo è il modo migliore per raggiungere questo obiettivo in modo efficiente dal punto di vista dei costi, continuando a contare anche sulla basilare sicurezza delle forniture.

La centrale elettrica del cioccolato: una nuova “golosa” biomassa

Ricavare energia elettrica dal cioccolato. Sembrerebbe a prima vista uno spreco dell’oro nero dei golosi, ma in realtà non è proprio così, perchè la nuova biomassa messa a punto nel New Hampshire non utilizza certo i quadretti neri più amati nel mondo, bensì i sottoprodotti del cacao, gli scarti, i gusci dei semi di cacao, quelli che andrebbero comunque smaltiti e che ora si accumulano in montagne di rifiuti organici.

E nel New Hampshire la centrale elettrica più dolce del mondo è già operativa e produttiva. Insieme al consueto carbone, nelle caldaie dell’impianto energetico di Portsmouth, è già stato testato un nuovo mix di combustibili che ha come ingredienti principali proprio i gusci dei semi di cacao, residui organici del processo della produzione del cioccolato. Se pensiamo a quanti di questi rifiuti siano in circolazione e vengano prodotti nelle fabbriche del cioccolato con frequenza giornaliera, sarà facile pervenire alla conclusione che la materia prima per questo nuovo tipo di biomassa non verrebbe mai a mancare.