Buon Natale con l’eco-regalo

Avete fatto tutti i regali di Natale? Per i soliti ritardatari, o per chi ha a cuore l’ambiente, Greenpeace, Legambientee tante altre associazioni ambientaliste consigliano il regalo ecologico. Ogni associazione mette a disposizione dei suoi iscritti, ma anche di utenti esterni, dei cataloghi con prodotti eco-sostenibili ed iniziative importanti.

Un esempio? L’adozione dell’animale a distanza, proposta ovviamente dal WWF. L’associazione animalista propone di far “festeggiare” il Natale a specie in via d’estinzione, sottoscrivendo un’adozione per farla rimanere nel suo habitat naturale, così come avviene con i bambini africani. In cambio al sostenitore verranno inviati un peluche, un messaggio di auguri personalizzato, un certificato e una scheda dell’animale, e da quest’anno anche uno screensaver e uno sfondo per il computer. Non a caso si tratta di regali digitali, in modo da salvare centinaia di alberi dalla distruzione per fornire la carta per auguri, foto e quant’altro come avveniva una volta. Tra gli animali che è possibile adottare, oltre alle razze già presenti negli altri anni come gli elefanti, o il finanziamento per salvare i cani dal maltrattamento, da quest’anno si potranno aiutare anche pinguini, foche e orsi polari.

Piantagioni per biocarburanti nelle foreste tropicali sono nocive per il clima e la biodiversità

Biocarburanti si, biocarburanti no. Questo è l’amletico dubbio che anima il dibattito scientifico sui carburanti ecologici che per imporsi come alternativa al petrolio dovranno ancora superare più di un ostacolo e molte perplessità.
L’ultima è quella che arriva da uno studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Conservation Biology, ad opera di un team di ricercatori della Denmark’s Nordic Agency for Development and Ecology (NORDECO).

Stando a quanto esposto dagli studiosi, le piantagioni tropicali destinate alla produzione di materie prime per biocarburante, nel momento in cui rubano terreno alle foreste, sarebbero nocive per il clima e per la biodiversità.
Mantenere le foreste pluviali intatte, infatti, è il modo migliore per combattere il cambiamento climatico rispetto alla loro sostituzione, anche se questa sostituzione può risultare utile per la produzione di carburanti puliti.

L’aumento delle piogge? Colpa del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale mette a rischio la salute della Terra. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase. Sembravano soltanto teorie basate su dati statistici ed osservazioni correlate da ipotesi di scienziati, esperti e non. Adesso arrivano i dati, e sono dolori.

Secondo uno studio condotto dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, durato 5 anni, in cui sono stati rilevati migliaia di dati, pare che le tempeste, piogge e grandinate in aumento negli ultimi tempi siano causate proprio dal riscaldamento globale. Infatti, si legge nel rapporto, che a causa dei mutamenti climatici le nubi cominciano a formarsi più in alto nell’atmosfera, portando a questa e ad altre conseguenze.

Sai che pesci pigliare? Guida del WWF per “esonerare” le specie a rischio dai Cenoni natalizi

Se non sapete che pesci pigliare per allietare i banchetti natalizi senza andare ad aumentare l’impatto negativo sulle specie già fortemente provate e a rischio, ci pensa il WWF, con una guida ad acquisti consapevoli che non rischierà di mandarvi alla cieca davanti al bancone del pescivendolo. Si chiama appunto Sai che pesci pigliare, la mini-guida disponibile anche on-line, che fornisce indicazioni sulle specie che si possono acquistare in tutta tranquillità, evitando ulteriori scompensi alla fauna ittica a rischio di estinzione.

L’iniziativa, che mira a sviluppare un consumo intelligente e a formare una coscienza ecologica negli acquirenti, che siano privati o ristoranti, è già stata avviata con successo in molti altri Paesi del mondo: Sud Africa, Francia, Germania, Polonia, Finlandia, Norvegia, Indonesia, Olanda, Danimarca. E finalmente grazie al WWF giunge anche in Italia, che si sa, non è molto rispettosa della fauna ittica, dal momento che tra pesca di frodo e violazione delle specie protette, dei metodi consentiti per la pesca, e altre infrazioni simili non possiamo proprio definirci amanti degli abitanti dei mari. Ebbene, almeno a Natale, facciamo un’eccezione e seguiamo i consigli degli ambientalisti.

Impariamo a riciclare l’umido

La civiltà del consumismo è anche la civiltà dello spreco. E probabilmente non c’è un simbolo migliore dello spreco dei rifiuti “umidi“. Chiamati così perché si tratta di composti organici, l’umido è una delle raccolte differenziate più snobbate in quanto, mentre ad esempio il vetro o la plastica sono più facili da individuare, e nella coscienza civile stanno cominciando a finire automaticamente nei cestini della raccolta differenziata, per quanto riguarda questa categoria, siamo sempre abituati a gettarla nell’immondizia indifferenziata.

Nell’umido rientrano tutti i composti organici, quindi bucce di frutta, avanzi del pranzo (ed in questi giorni chissà quanti ce ne saranno), ma non necessariamente si tratta di avanzi alimentari, dato che vi può rientrare ad esempio anche la pelle degli abiti, i fondi di caffè ed anche foglie e rami tagliati dal proprio giardino. Forse non ne siamo consapevoli, ma i rifiuti organici sono da soli un terzo di tutta l’immondizia che produciamo oggi, ed è questo il motivo principale per cui essi vanno riciclati.

Candle night, questa sera dalle 20 alle 22 staccate la spina!

Una romantica cena a lume di candela, o due ore di relax in un’atmosfera soffusa, priva di luce artificiale: se da tempo programmate di spegnere per un po’ di tempo l’interruttore ed immergervi nella penombra che riposa i sensi, questa sera quel momento è arrivato.
Nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 22 staccare la spina non sarà soltanto un modo per rilassarsi e distendere i nervi, perchè servirà ad aiutare l’ambiente e ad offrire il proprio apporto contro il riscaldamento globale e lo spreco energetico.

L’iniziativa, denominata suggestivamente Candle night, nasce per la prima volta in Canada nel 2001, e presenta due tappe distinte, una in coincidenza con il solstizio d’estate, il 21 giugno, l’altra in concomitanza del solstizio d’inverno, e dunque esattamente oggi, 21 dicembre. A cosa servirà, si chiederanno in molti, spegnere la luce soltanto due ore? Si può in un tempo così breve cambiare il corso delle cose e salvare la Terra dai mutamenti climatici?

Idee regalo: spugne naturali ed ecologiche ricavate dalle zucche

Mancono pochi giorni a Natale e noi, ancora una volta, vogliamo proporvi una buona idea per un regalo originale ed ecologico. Si tratta di spugne vegetali utilissime per l’igiene della persona e per la pulizia della casa. Nel dettaglio, le spugne in questione sono ricavate dall’essicamento di un particolare tipo di zucca, la Luffa cylindrica (o Loofa aegyptica), originaria dei paesi caldi dell’Asia tropicale ma coltivata oggi anche in Italia e in particolare in Sicilia e Sardegna. La zucca è adatta alla realizzazione delle spugnette in quanto la sua polpa, in seguito a maturazione, da morbida e commestibile si trasforma  in fibrosa, elastica e spugnosa. A questo punto la parte interna della zucca, diventata ormai una rete di fibre elastiche, viene impiegata per applicazioni in campo cosmetico.

Alluminio, come e perché riciclarlo

Non si sa come mai ma l’alluminio è uno dei materiali meno riciclati in assoluto. Eppure questo è strano, dato che è uno dei più utili, visto che con esso si possono costruire un gran numero di oggetti. Potenziale immondizia d’alluminio ci passa tra le mani tutti i giorni senza accorgercene, e con un pò più di attenzione potremmo dare una mano in più all’ambiente.

Un esempio? Il più classico sono le lattine delle varie bevande, ma sono di alluminio anche i fogli che avvolgono la cioccolata, il coperchio del vasetto di yogurt, le bombolette spray e le vaschette per alimenti, oltre ad una enorme quantità di oggetti, compresi quelli in ferro. Tutti però, per essere gettati nel cassonetto della differenziata dell’alluminio, devono riportare il simbolo “AL”, altrimenti potrebbe trattarsi di qualcosa che assomiglia all’alluminio, ma non lo è.

Riciclare, riutilizzare, riproporre, ripensare: quattro R per un Natale ecosostenibile

Si avvicinano a grandi passi le festività Natalizie e visti i tempi che corrono più che un Bianco Natale sarà per molti un Natale bianco, o meglio al verde. Se invece vogliamo continuare con i giochi di parole, è bene che questo Natale sia verde, inteso come ecologico e il più ecosostenibile possibile.

I consigli per rispettare l’ambiente e non mandare in vacanza anche la nostra coscienza ecologica, arrivano niente meno che dall’American Chemical Society (ACS), una delle maggiori associazioni scientifiche, che in collaborazione con l’ACS Green Chemistry Institute, ha redatto una lista di accorgimenti per non trasformare il Natale nell’ennesima festa di consumismo e scempio ambientale. L’ACS Green Chemistry Institute opera proprio per favorire la scoperta e la progettazione di prodotti chimici e nuovi processi che siano in grado di eliminare la generazione e l’utilizzo di sostanze pericolose.

Impariamo a riciclare la plastica

Bottiglie, confezioni per alimenti, pacchi e pacchetti. Quanta plastica transiterà sotto le nostre mani in questi giorni di festa, e quanta anche nei mesi successivi. La plastica è uno dei materiali più pericolosi al mondo perchè, per quanto utile, è molto inquinante. Proviene dal petrolio, e come tutte le cose che provengono dal petrolio ci mettono secoli per biodegradarsi (dai 100 ai 1000 anni) e danneggiano l’ambiente in maniera impressionante.

Anche per questo materiale, e forse in special modo per questo, il consiglio di Ecologiae è di riciclarlo, e adesso chiariremo anche come farlo. Infatti vanno specificati alcuni punti. Il materiale riciclabile, quello che può essere inserito nel cassonetto della raccolta differenziata con la scritta “plastica”, è quello che arreca le sigle PE, PET e PVC. In questi rientrano contenitori di liquidi o cibi solidi, flaconi di detersivi, shampoo, fino alle buste della spesa e centinaia di altre cose. Da evitare assolutamente è l’inserimento di quei contenitori edulcorati, quelli che ad esempio contenevano vernici o materiali tossici che possono rimanere attaccati alla plastica, piatti e bicchieri, custodie per cd e anche video e audiocassette, perchè contengono il nastro che non è di plastica.

Carburante biodiesel dai residui del caffè, un nuovo oro nero?

Che lo si prepari con la classica caffettiera napoletana piuttosto che con le meno tradizionali moke di nuova generazione, o le caffetterie espresso e a filtro, il caffè resta per molti italiani, e un po’ in tutto il mondo, un piacere irrunciabile.
Ma pensiamo per un momento alla parte che rimane inutilizzata della bevanda, quei resti del caffè che restano depositati nel filtro. Ogni giorno nelle pattumerie delle famiglie o dei bar vanno a finire complessivamente tonnellate di residui provenienti dal caffè. Capita che una parte possa trovare un impiego come fertilizzante in agricoltura. Ma la maggior parte rimane inutilizzata.

Ebbene, un gruppo di ricercatori del Nevada ha studiato il modo di sfruttare questo genere di rifiuti per la produzione di biodiesel, come nuova fonte economica, abbondante ed ecologica per generare carburante che possa alimentare automobili e camion di nuova generazione.

Occhiali fotovoltaici per alimentare il lettore Mp3

Ci siamo occupati diverse volte delle numerose tecnologie che sfruttano l’energia solare ed oggi vi proponiamo un’altra sorprendente innovazione in grado di trasformare i raggi del sole in energia utile per le piccole attività di tutti i giorni. Si tratta degli occhiali fotovoltaici che, grazie a delle celle solari incorporate, sfruttano l’energia del sole per il funzionamento di piccole apparecchiature. Gli occhiali, dal design giovanile ed accattivante, che arrivano da San Francisco, si chiamano “Self-Energy Converting Sunglasses” e sono stati ideati dai designers Joong-Hyun Kim e Kwang-Seok Jeong.

L’America si converte ai Led, rivoluzione al Rockefeller Center

La spinta ecologica voluta da Barack Obama raccoglie già i suoi frutti negli Stati Uniti, e lo fa con uno dei suoi simboli: l’albero di Natale del Rockefeller Center. L’abete natalizio più grande del mondo quest’anno sarà illuminato completamente da lucine Led, l’illuminazione del futuro. Saranno 30 mila le lucine che, a fronte di una spesa leggermente superiore agli altri anni, faranno risparmiare migliaia di dollari nel consumo di energia elettrica, ed anche in emissione di CO2, ad uno dei grattacieli più famosi di Manhattan.

Ma non solo. Infatti anche la palla di capodanno, la famosa New Year’s Eve Ball di Time Square quest’anno sarà ecologica. Lo avevamo già anticipato un mese fa, ed oggi possiamo confermare che la sua illuminazione sarà fatta esclusivamente di Led. Ma lo saranno anche il castello di Cenerentola a Disneyworld, e i bigliettini di auguri della Starbucks, Borders e Home Depot. Ma come mai tutti scelgono i Led?