Previsto un programma comune contro le malattie da riscaldamento

di Paola P. 1

Gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire, anche se in maniera diversa, in tutte le aree del Pianeta.
La scomparsa di molti habitat naturali e di conseguenza di innumeroli specie animali e vegetali, l’inquinamento, l’innalzamento delle temperature dovuto all’effetto serra, hanno completamente stravolto gli equilibri degli ecosistemi terrestri e perciò di tutti i suoi abitanti.

Le conseguenze per la salute degli esseri umani provocate dall’inquinamento e dal riscaldamento globale  non sono affatto un fenomeno trascurabile.
Qualche giorno fa, ad esempio, parlavamo dei tumori causati tra le popolazioni costiere dalle emissioni della navi da carico. Ma è solo uno dei molteplici danni arrecati all’uomo dalle eccessive emissioni. Inquinamento, riscaldamento globale, effetto serra, scioglimento dei ghiacciai e salute dell’uomo sono fattori strettamente legati e dipendenti l’uno dall’altro. La salute dell’ambiente è la salute dell’uomo.
Per far fronte, tra l’altro, proprio all’emergenza delle malattie da riscaldamento qualche giorno fa a Roma si è svolta la Giornata mondiale dell’alimentazione che ha visto insieme l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), l’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) e l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

Le associazioni hanno deciso che contro questo problema globale è necessario un intervento congiunto di più forze, su vari fronti che dovrà convolgere più Paesi e più enti.
La prima azione prevista è di raccogliere dati più precisi sul fenomeno del riscaldamento globale e sulle sue conseguenze sull’organismo. Poi, agire, con interventi mirati che in alcuni casi andranno a cambiare addirittura l’organizzazione interna degli ospedali.
I principali danni del riscaldamento globale, pur con differenze notevoli tra un Paese e l’altro del mondo, sono stati raggruppati dagli studiosi, che hanno previsto come conseguenze del cambiamento climatico:

  • aumento della temperatura in Europa tra 2,3 e 6 gradi entro fine secolo
  • incremento della povertà
  • diminuzione dei raccolti agricoli e di conseguenza più fame nel mondo
  • sviluppo e diffusione di nuovi virus, come epatite E e febbre della Rift Valley; oppure di batteri come salmonella, yersinia, listeria e leptospirosi, favoriti dal clima caldo, l’ideale per la proliferazione di agenti patogeni
  • alimenti a rischio per qualità della conservazione scarsa, le alte temperature favoriranno il proliferare di batteri come la salmonella
  • emergenza idrica in molte zone del Mondo. in Italia sono a rischio Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna

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