Pannelli solari in vendita al supermercato, l’ultima novità dal Regno Unito

Nel Regno Unito esiste una catena di supermercati, chiamata Sainsbury’s, che per far fronte alla concorrenza ha intrapreso da qualche anno una politica innovativa, e decisamente improntata sull’ambiente. In passato infatti si sono occupati di trasformare i rifiuti alimentari in energia elettrica; poi sono passati alle strategie per allevare le api vicino ai negozi durante l’allarme per la carenza di questi insetti; ma hanno fatto registrare anche il lancio di ricariche per veicoli elettrici ed ormai Sainsbury ha inaugurato un settore “green” fisso. Ora sarà la volta della vendita di pannelli solari.

Sainsbury’s Energy offrirà ai clienti la possibilità di acquistare i pannelli solari direttamente al supermercato, ma anche di avere accesso alla consulenza negli energy-store per le valutazioni domestiche e le tariffe da applicare per l’energia elettrica. Per incentivare ulteriormente quest’iniziativa, come qualsiasi supermercato che si rispetti, ha la sua raccolta punti, ed un’installazione dei pannelli solari varrà 10.000 punti da spendere per altri servizi o prodotti.

Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”

Nella mattinata di giovedì scorso Greenpeace USA ha avviato una nuova campagna di disobbedienza civile contro il carbone. Gli attivisti hanno srotolato uno striscione gigante in cima alla centrale del Bridgeport Harbor che recitava “Spegnetela: Basta Carbone”. Il Bridgeport Harbor è un impianto vecchio ed inefficiente (ha 40 anni!), e non è necessario per fornire energia alla rete del Connecticut.

Eppure emette 3 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno, insieme alle 2.800 tonnellate di anidride solforosa tossica, 2.200 tonnellate di ossido di azoto, e persino circa 20 kg di mercurio. La centrale si ritiene sia responsabile dell’aria della città talmente insalubre che un residente su 4 ha l’asma. Gli esperti della sanità stimano che almeno un morto all’anno nella città possa essere attribuito alle emissioni nocive della centrale a carbone, che peraltro, come abbiamo accennato prima, è perfettamente inutile.

Biogas: Confagricoltura contraria a limitazioni sui raccolti

Nel nostro Paese la crescita del mercato del biogas-biometano fornisce sia un contributo valido alla quota di produzione di energia rinnovabile tricolore, sia una opportunità fondamentale, per le imprese agricole, al fine di integrare il reddito. Su queste basi, di conseguenza, la Confagricoltura è preoccupata in merito all’ipotesi di introduzione di una norma che limiterebbe al 15% dei raccolti la destinazione a biogas, ragion per cui la Confederazione, ed in particolare il suo presidente, Federico Vecchioni, ha già provveduto ad inviare una lettera a Giancarlo Galan, Ministro alle Politiche Agricole, ed a Paolo Romani, Ministro allo Sviluppo Economico.

A tenere banco in merito è una direttiva comunitaria, la 2009/28/CE, per la quale la Confagricoltura, con un dettagliato documento inviato ai parlamentari ed alle forze politiche, ha voluto mettere bene in evidenza come non ci siano deleghe nella limitazione all’utilizzo delle coltivazioni dedicate al biogas, ma anzi si punta a promuovere ancor di più lo sviluppo delle energie rinnovabili da parte delle imprese agricole.

Inquinamento, è boom di allergie a Milano e Palermo

Muffe, fumo domestico, smog, questi i principali fattori di rischio ambientali additati dagli esperti come causa del boom di allergie che si registra nelle grandi città. A Palermo il dato raccolto dalle ultime rilevazioni finanziate dall’ARPA Sicilia è a dir poco preoccupante: un ragazzo su quattro soffre di rinite allergica e congiuntivite, un terzo lamenta allergie.

Stando a quanto riportato dall’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo (Ibim-Cnr), ai fattori ambientali si deve fino al 41% delle patologie respiratorie. L’analisi è stata effettuata  su un campione di 2.150 studenti palermitani di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, e pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Pediatric Allergy and Immunology.

Inquinamento del suolo

Inquinamento del suolo

L’inquinamento del suolo è un fenomeno di alterazione della composizione chimica naturale del terreno, dovuto all’attività antropica, che si verifica a carico della soluzione circolante e della frazione minerale del terreno e che reca gravi scompensi alla pedofauna che lo abita e che effettua la rimineralizzazione della sostanza organica chiudendo il ciclo del carbonio.

Il fenomeno è meno conosciuto, meno evidente ed anche meno studiato rispetto all’inquinamento delle acque e dell’aria per varie cause. Prima tra tutte è la minore immediatezza degli effetti che l’inquinamento del suolo ha sull’uomo rispetto agli effetti prontamente tangibili dell’inquinamento atmosferico e delle acque. Inoltre la pedologia è una scienza relativamente più giovane delle scienze che studiano l’atmosfera e i corpi idrici.

M’illumino di meno, alle 18 tutti pronti a spegnere le luci e ad accendere il tricolore

Un tricolore a risparmio energetico, quello che si accenderà questa sera al Quirinale, illuminando la bandiera che per una volta sarà, oltre che il simbolo di quell’Unità seppur oggi tanto discussa e in discussione, anche il segnale di una sensibilità nuova e alta alle tematiche ambientali e alla sostenibilità. E lo testimoniano le adesioni ricevute quest’anno da M’illumino di meno, l’iniziativa verde promossa dal programma di Radio Due, Caterpillar, che ci invita a spegnere le luci dalle 18 alle 19 e lancia, in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, un altro appello, per chi può, a lasciare acceso un tricolore a ridotto consumo energetico.

Massimo Cirri e Filippo Solibello, conduttori della trasmissione radiofonica promotrice di M’illumino di meno, trasmetteranno, per l’occasione, in diretta dal Castello di Rivoli di Torino, dalle 17 alle 19 e 30, per raccontare le varie iniziative nelle piazze italiane ma anche le tante adesioni di uffici, edifici pubblici, cittadini.

Fotovoltaico in Italia, ecco perché conviene: costi ridotti e 200 mila posti di lavoro

In un periodo di crisi economica come quello che stiamo passando, e che sembra non dover finire mai, la ricetta per poterne uscire si chiama lavoro. L’Italia, ma anche tutto il resto del mondo, ha una carta preziosa da giocare, ma che viene troppo sottovalutata, e cioè quella delle rinnovabili, e sempre più voci si rincorrono per farci rendere conto che è qui che bisogna investire se vogliamo vivere un Rinascimento verde.

Secondo le stime valutate da Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, il solo comparto del fotovoltaico in Italia potrebbe creare all’incirca duecentomila posti di lavoro in Italia nei prossimi 9 anni, passando dalle 15 mila unità attualmente impiegate a 210-225 mila nel 2020. Il tutto a costi ridotti.

Mobili ecologici 2011: vince la sedia fatta con le t-shirt, seconde le lampade da bottiglie PET (gallery)

La designer svedese Maria Westerberg ha vinto quest’anno il Green Furniture Award 2011 con la sua sedia fatta con le t-shirt. Secondo la giuria,

la sedia intreccia una storia significativa utilizzando tessuti usurati. Questo aggiornamento del classico “tappeto di stracci” diventa un modo unico di imbottitura. Le T-shirt ricevute dagli amici, insieme ad altri capi come le tende della nonna, il jeans preferito ma ora usurato, ecc, si fondono visivamente in una sinfonia colorata della propria storia personale.

E’ questa la motivazione con cui la creativa svedese ha vinto il premio dedicato a quanti, in tutto il mondo, hanno tentato di inventare qualcosa di utile dagli oggetti considerati ormai inutili: i rifiuti. Sono molto interessanti questi concorsi perché stimolano la fantasia di migliaia di persone che ogni anno inventano un modo nuovo per creare qualcosa che evita che migliaia di tonnellate di rifiuti finiscano in discarica. Qualche esempio? Continuate a leggere dopo il salto.

Greenpeace, salviamo il Santuario dei Cetacei dal rigassificatore offshore

Il Santuario dei Cetacei viene di nuovo messo in pericolo dall’uomo. Questa volta a mettere a repentaglio la vita di delfini e balene è un progetto di cui pochissimo si è parlato, ma che certo non è sfuggito a Greenpeace.

Si tratta della realizzazione di un rigassificatore offshore davanti la costa tra Pisa e Livorno, dove non solo si trova il Santuario dei Cetacei, ma anche le Secche della Meloria, da poco Area Marina Protetta. Il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera alla realizzazione dell’impianto e ad ulteriori modifiche che potrebbero comportare altri danni ambientali.

Clorofluorocarburi CFC

Clorofluorocarburi

I CFC sono composti costituiti da Cloro, Fluoro e Carbonio. I più comuni CFC sono i CFC-11, CFC-12, CFC-13, CFC-14 e il CFC-15. Sono molecole gassose incolori, inodori o con debole odore di etere, ininfiammabili, chimicamente stabili, senza alcuna azione tossica.  Questi gas sono stati inventati negli anni ’20, da allora sono stati prodotti (per sintesi chimica partendo dal metano) e utilizzati in grandi quantità come: refrigeranti per impianti frigoriferi e condizionatori d’aria, propellenti per bombolette di aerosol, agenti schiumogeni e solventi.

Un tempo i CFC erano considerati sostanze ideali per impieghi industriali perché economici, stabili ed inerti e quindi non tossici; ma proprio questa loro mancanza di reattività li rende pericolosi per l’ozono stratosferico. Per questa bassa reattività e per il fatto che molti CFC sono rilasciati dagli  aerei supersonici direttamente a quote stratosferiche, questi composti di sintesi sono stati tra i principali agenti che hanno causato il buco dell’ozono.

Biomasse: Terrae ed Enel Green Power insieme

Al fine di promuovere lo sviluppo di progetti finalizzati alla produzione di energia da biomasse, Enel Green Power, società controllata da Enel ed operante nelle rinnovabili, ha annunciato il proprio ingresso, con una quota del 15%, nel capitale di Terrae che sarà partner industriale e che permetterà a EGP l’acceso diretto alla filiera agro-industriale.

In questo modo Enel Green Power potrà conseguire sia delle sinergie di rilievo per quel che riguarda l’approvvigionamento della biomassa, sia acquisire il know-how agronomico dei consorzi e delle associazioni applicato proprio alle colture da biomassa. Terrae, in accordo con quanto messo in risalto proprio da EGP con una nota, è infatti la società che ha come obiettivo quello di riconvertire e di valorizzare il comparto bieticolo-saccarifero.

Smog a Brindisi, al via il progetto cattura e stoccaggio C02

Si è da poco concluso il meeting dedicato al progetto europeo Carbon capture and Storage dedicato all’inquinamento atmosferico e allo smog della città di Brindisi. Nella sede dell’ENEL della città pugliese, la Federico II, si è parlato di come abbattere i livelli di PM10 e di catturare e stoccare l’anidride carbonica con il progetto European Economic Recovery Programme.

L’incontro del Network Europeo, giunto alla sua quarta edizione, si è posto come obiettivo la promozione e lo sviluppo della tecnologia Cattura e Stoccaggio della C02, già in uso nelle capitali europee e a breve in partenza dalla sede ENEL della città pugliese.