Porto Torres, il miracolo della Prestigiacomo: “Spiagge pulite entro un mese”

Dopo l’eclissi dei rifiuti di Napoli in tre giorni che in gran parte del Paese si è vista male, complice il segnale del digitale terrestre che va e viene, Il Governo del fare si appresta ad un altro ambizioso miracolo/(tele)visione. Le spiagge di Porto Torres saranno ripulite entro un mese, promette il Ministro dell’Ambiente, l’Onorevole Stefania Prestigiacomo che ieri, finalmente, ha riferito alla Commissione Ambiente della Camera sull’incidente occorso l’11 gennaio sulle coste sarde, causato, ricordiamo, dallo sversamento in mare di migliaia di litri di olio combustibile fuoriusciti dalla rottura di un travaso della nave cisterna E.On.

“Abbiamo i dati di quanto accaduto. Quasi l’80% di materiale è stato recuperato, una parte si è spiaggiata”, ha spiegato il ministro.

San Valentino 2011, idee e consigli per una festa degli innamorati impatto zero

Cari innamorati, è arrivato il momento di programmare il vostro San Valentino. Come ogni anno il nostro consiglio è quello di trascorrerlo in modo “green”, un po’ come per tutte le altre feste. Non pensate a questa ricorrenza come un’occasione consumistica, perché a seconda della fantasia (e del portafoglio) di ognuno, è possibile trascorrerla in modo ecologico e low cost.

Il “must” che rappresenta il simbolo di San Valentino sono fiori e cioccolatini. Come farne a meno? Certo che non si può presciderne, ma è consigliabile sempre stare attenti alla provenienza. E’ facile incappare ad esempio in una scatola di cioccolatini provenienti dall’estero solo perché costano di meno, ed ancora più complicato è distinguere i fiori, perché italiani o stranieri, hanno persino lo stesso prezzo. Dunque come fare?

Ritorno al nucleare italiano, cercasi 10 mila esperti

Ancora sul ritorno al nucleare italiano, il dibattito è acceso da tempo ed è destinato a farsi sempre più infuocato. Allontaniamoci per un attimo da spot e controspot, sicurezza e scorie, comuni favorevoli a patto che e regioni contrarie, e parliamo di occupazione. Appena martedì discutevamo del potenziale delle rinnovabili nel creare nuovi posti di lavoro riferendo l’opinione di Epifani sui green jobs come trampolino di lancio per risollevare l’economia. Oggi parliamo dei nuclear jobs, in riferimento ai dati presentati da un recente studio commissionato dall’Enea e realizzato dagli scienziati dell’agenzia Giuliano Bucei e Stefano Monti.

Se n’è discusso ieri a Roma, a margine di un convegno, promosso dall’Agenzia,sulla formazione e le risorse umane, delle stime occupazionali nel settore atomico da qui a dieci anni. Le cifre parlano di almeno 10 mila esperti da impiegare nel prossimo decennio, volendo dare per assodata la realizzazione del programma nucleare italiano nella sua interezza, ovvero la costruzione e la messa in funzione di otto reattori di terza generazione.

Scorie nucleari, in Italia già si contano 100mila metri cubi

Il problema della gestione in sicurezza delle scorie nucleari è tutt’altro che semplice e chiaro: non si è affrontato finora il modo in cui le scorie verranno smaltite, quali sono i danni e le conseguenze anche a lungo termine dell’inquinamento prodotto dalla loro radioattività, non si è parlato delle malattie che possono procurare sulla popolazione. Se lo spot di Greenpeace lancia l’allarme su come smaltire le scorie nucleari che possono rimanere radioattive per secoli e per miliardi di anni, Legambiente tira un po’ le somme del danno.

La campagna contro il nucleare promossa da Legambiente, come sempre, mette in gioco volontari ed esperti e professionisti del settore. Questa volta a dare un parere è il coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, il geologo Giorgio Zampetti, che informa

Oggi nel nostro Paese si contano 100mila metri cubi di scorie nucleari già esistenti, di cui 27mila metri quadrati derivanti dalle attività delle vecchie centrali nucleari, fermate dal referendum del 1987, cinquantamila metri cubi prodotti dallo smantellamento delle vecchie centrali, e 20mila metri cubi di rifiuti nucleari che arrivano dalla ricerca e dalle attività ospedaliere e industriali.

Rinnovabili, Obama le rilancia nel suo discorso sullo Stato dell’Unione

Il discorso sullo Stato dell’Unione 2011 di Barack Obama ha fatto il giro del mondo grazie, oltre che alle tematiche economiche, anche al ritorno del tema ambientale, che le politiche intraprese negli ultimi due anni dal Presidente degli Stati Uniti sembravano aver lasciato un po’ da parte.

Uno dei passaggi più importanti è stato l’aver messo in evidenza l’importanza di massicci investimenti nelle nuove tecnologie, in particolare nell’energia pulita. Facendo riferimento alle rinnovabili, Obama ha detto che questo è il “momento-Sputnik della nostra generazione”, riferendosi al sorpasso alla Russia nella corsa allo spazio. Ciò significa che, nonostante gli States al momento siano rimasti indietro nella ricerca, è arrivato il momento di raddoppiare gli sforzi. Ma non si tratta dell’unico elemento importante del discorso di Obama in termini di clima, energia e ambiente.

Eolico e geotermico: Enel Green Power, nuovi progetti all’estero

Prosegue l’espansione all’estero di Enel Green Power, la controllata verde del colosso energetico Enel, nel settore degli impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili. In Portogallo, la società italiana nella giornata di ieri, martedì 25 gennaio 2011, ha annunciato la messa in marcia del nuovo parco eolico di Alvaiázere che, con una potenza installata pari a ben 10 MW, sarà in grado di produrre annualmente 29 milioni di kilowattora di energia elettrica.

Trattasi, nello specifico, di un nuovo campo eolico costituito da cinque turbine aventi ciascuna una potenza pari a 2 MW; l’energia elettrica prodotta sarà annualmente in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 11 mila famiglie a fronte di un risparmio ambientale annuo pari ad oltre 21 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) non immesse in atmosfera.

Energia solare, inventato pannello che funziona di notte

Può sembrare una contraddizione, ma a quanto pare potrebbe un giorno funzionare: è stato inventato un pannello solare che funziona anche senza il sole. Non un qualsiasi pannello, ma in particolare quello prodotto dall’Idaho National Laboratory da Steven Novack che finalmente è riuscito a superare l’ultimo ostacolo per questo tipo di energia: il fatto che di notte i pannelli solari non producono energia.

Questo scoglio potrebbe essere superato grazie alla banda ad infrarossi emessa dal sole che raggiunge la Terra. Essa viene assorbita dal terreno che di notte la restituisce generando calore. Questo fenomeno, come una sorta di ping pong, permette di mantenere la banda ad infrarossi sul suolo in quanto, una volta liberata dal terreno, sale verso l’atmosfera, ma le nuvole ne respingono una parte, re-inviandola a terra.

Rifugi alpini piemontesi, arriva il marchio di Ospitalità Italiana

Attenzione all’ambiente, tutela del territorio, riscoperta di antichi valori umani e culinari, promozione di tradizioni e cibi genuini e locali ed ovviamente, lei, la montagna, al centro dell’attenzione e della rivalorizzazione turistica in chiave sostenibile. Questo e tanto altro nel marchio di Ospitalità Italiana che contraddistinguerà i rifugi alpini piemontesi.

Il Piemonte è la prima regione italiana a sperimentare il progetto, frutto di un’intesa tra la Regione, l’Università di Torino-Dipartimento di Scienze Merceologiche e l’Isnart, ovvero l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche delle Camere di Commercio. E c’è proprio l’Isnart dietro al marchio finora destinato a certificare alberghi, campeggi, ristoranti, bed&breakfast, agriturismo e stabilimenti balneari, e che già a partire da quest’estate sarà rilasciato alle prime strutture ricettive montane, i rifugi escursionistici ed alpini piemontesi. In una fase successiva verrà esteso anche alle altre regioni italiane che hanno aderito al marchio Ospitalità Italiana rilasciato dalle Camere di Commercio.

Abruzzo, 35 milioni di euro dall’UE per risparmio energetico e fonti rinnovabili

L’Abruzzo punta alla riduzione delle emissioni di CO2 pari al 20% entro il 2020. E lo fa grazie al sostegno dell’Unione Europea che ha stanziato per le politiche di sviluppo delle rinnovabili ed il risparmio energetico una somma pari a 35 milioni di euro, frutto di una rimodulazione concordata dell’asse II energia del Por Fers 2007-2011.

Il presidente Gianni Chiodi dice basta alla costruzione di marciapiedi, giardini pubblici ed a quella che definisce la politica del consenso immediato che si basa per l’appunto su interventi subito visibili dai cittadini, e punta piuttosto su obiettivi più ambiziosi a medio e lungo termine come lo sono l’efficientamento energetico degli edifici, gli interventi sugli impianti di riscaldamento obsoleti, l’installazione di termoregolatori e tutto quanto necessario per ottenere strutture pubbliche e private adeguate a perseguire un risparmio energetico su larga scala.

Biotrains, anche la chimica si tinge di verde

La Commissione Europea ha finanziato un progetto per rendere i processi chimici più sicuri per l’ambiente. Il progetto di ricerca Biotrains (A European biotechnology training network for the support of chemical manufacturing) coinvolge scienziati e studiosi europei provenienti da 11 diversi Paesi e da più ambiti di ricerca: ingegneria, sviluppo del processo, chimica, e microbiologia.

L’équipe di lavoro è guidata dall’Università di Manchester, ha l’obiettivo di sviluppare metodi di produzione chimica ecologici, e le ricerche promettono molto bene, come precisa il professor Nick Turner, direttore del CoEBio3 (Centre of Excellence for Biocatalysis, Biotransformations and Biocatalytic Manufacture) dell’Università di Manchester

Il progresso che gli studenti postlaurea hanno compiuto in un periodo di tempo relativamente breve è impressionante, ed è di buon auspicio per il futuro di questa rete per la formazione.

Riciclaggio: quanto si risparmia riciclando uno spazzolino da denti?

Non esiste nulla che non abbia un impatto sull’ambiente, nemmeno un oggetto apparentemente insignificante come uno spazzolino da denti. Si tratta di uno dei prodotti meno riciclati perché, a differenza magari di bottiglie o contenitori di plastica, passa quasi inosservato sia nelle campagne pubblicitarie che nella vita di tutti i giorni.

Ma qual è l’impatto di uno spazzolino da denti? Supponiamo che lo spazzolino medio pesi 25 grammi. Solitamente si compone di una varietà di materie plastiche, principalmente polipropilene (PP). Secondo lo studio denominato Life Cycle Analysis effettuato nel 2007 dal Franklin Associates for the Plastics Division of the American Chemistry Council, le emissioni di gas serra ammontano a 1.343 kg per ogni 1.000 kg di PP. Questo significa che vengono emessi 34 grammi di gas serra per ogni spazzolino tradizionale. Purtroppo sono difficili da calcolare le emissioni del trasporto, ma si intuisce come queste possano aumentare notevolmente il peso dell’impronta di un oggetto semplice come uno spazzolino.

Fotovoltaico: GSE, potenza installata verso i 7.000 MW

Il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, nel corso di un’audizione in Commissione al Senato, ha fatto presente come al 31 dicembre 2010, per quel che riguarda gli impianti di produzione di energia con il fotovoltaico, la potenza installata complessiva potrebbe aver raggiunto i 7.000 MW. Questo è quanto si legge in un comunicato emesso in data odierna, martedì 25 gennaio 2011, proprio dal GSE nel precisare come la stima sulla potenza complessiva installata non riguardi impianti che ancora sono stati tutti connessi alla rete elettrica.

Questo perché, a fronte della dichiarazione di fine lavori presentata entro il 31 dicembre dello scorso anno, la Legge numero 129/2010 permette il riconoscimento delle tariffe incentivanti del secondo Conto Energia anche se questi impianti non ancora connessi alla rete elettrica nazionale vengono fatti entrare in esercizio entro il mese di giugno del 2011.

Mobilità sostenibile, arriva Smart City a Parma

La Commissione Europea ha varato una serie di iniziative per promuovere la mobilità sostenibile, per abbattere le emissioni inquinanti e migliorare la qualità della vita delle nostre città. Uno di questi progetti è Smart City, annunciato dal vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani durante un convegno a Parma sulla mobilità sostenibile in Europa.

Parma sarà una delle 20 città pilota del progetto europeo. Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni di CO2 del 20% e di potenziare del 50% la flotta di veicoli pubblici a basso impatto ambientale, ma anche incentivare l’uso di energie rinnovabili per gli spostamenti, l’uso delle biciclette nelle piste ciclo-pedonali, dei mezzi pubblici verdi e di puntare sull’efficienza energetica.