Eco-field

Il termine è stato coniato nel 2004 da Almo Farina. L’eco-field è un paradigma nato per coniugare la semiosi individuale con il concetto di habitat e di nicchia ecologica e per integrare al meglio questi ultimi. Laddove la nicchia ecologica individua il campo di esistenza di ciascun parametro funzionale per l’organismo, l’habitat è rimasto un concetto di difficile modulazione. La nicchia ecologica è costituita dall’iper spazio a più dimensioni (in cui ogni dimensione corrisponde ai valori di un fattore ecologico determinante per la specie) descritto dalla sovrapposizione dei campi di esistenza dei singoli parametri entro i quali è possibile la vita della specie. Per una pianta ad esempio la nicchia sarà data dall’iperspazio descritto dalla sovrappozizione delle dimensioni che competono i limiti minimi e massimi per: gli estremi termici entro i quali la pianta sopravvive, le condizioni edafiche di disponibilità di vari nutrienti e di umidità, l’entità e la durata dell’esposizione alla radiazione solare tollerate dal suo fototemperamento etc…

Poichè ad ogni nicchia compete ad una specializzazione nelle modalità di utilizzazione delle risorse essa ecologica viene anche intesa come il ruolo che una specie ha nell’ecosistema. La nicchia è pertanto un iperspazio matematico dato da un insieme di condizioni verificate contemporaneamente ed un ruolo. L’habitat invece è luogo fisico le cui caratteristiche biotiche e abiotiche possono permettere ad una data specie di vivere e svilupparsi, il luogo fisico dove la specie può trovare rifugio, siti riproduttivi e cibo.

Nicchia ecologica

Nicchia ecologica

Il concetto di nicchia, per l’ambiguità semantica del termine spesso confuso col termine habitat, e per le disparate e vaghe definizioni che ne sono state fornite, è tanto diffuso quanto mal compreso al di fuori del campo dell’ecologia scientifica.
Il concetto appare per la prima volta nel 1859 in Darwin in proposito alla competizione rilevata tra specie simili nello stesso ambiente. Nel 1849 Stere [1894] nota che in nessun caso due specie strutturalmente adattate alle stesse condizioni ambientali possono occupare la medesima area. Nel 1917, si focalizza l’attenzione scientifica sul concetto ed il naturalista californiano Joseph Grinnel conia il termine nicchia ecologica a rappresentare l’unità distributiva di base di una specie e la sua distribuzione potenziale in assenza di barriere fisiche, disturbi climatici ecc. Nel 1926 Elton aggiunse che la nicchia doveva essere sempre intesa come la posizione occupata dalla specie nell’ambiente in considerazione delle sue relazioni trofiche con le altre specie presenti.

Nel 1934, con la verifica delle equazioni di competizione di Lotka e Volterra il concetto di nicchia andò sempre più ad associarsi con quello di interazione competitiva. Da allora, si affermò il dogma  “una specie-una nicchia”, rimanevano fuori da questo i casi in cui le specie avevano più di un ruolo nell’ambiente come quelli realtivi e che cambiano regime nutritivo con l’età (insetti olometaboli). Solo nel 1957 Macfayden e Hutchinson avviano il tentativo moderno di quantificare e definire rigorosamente la nicchia, facendone una qualità dell’ambiente piuttosto che di una specie.

Primo bus a idrometano a Bologna

La notizia del primo autobus a idrometano arriva da Ecomondo di Rimini, la fiera dedicata all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, luogo d’incontro e di divulgazione delle ultimissime tecnologie e metodologie per un mondo ecocompatibile e vivibile.
Il progetto Mhybus è stato enunciato all’interno del convegno Idrometano: Progetti, Risultati e Opportunità, a cura di Unioncamere Emilia Romana, dalla Società Consortile ASTER e dall’Azienda Speciale CISE (Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico).

Il bus sarà alimentato a idrometano, un combustibile composto per l’85% da metano e per il 15% da idrogeno. Finora il combustibile green è stato adottato per piccoli automezzi e ciclomotori ma dal prossimo anno servirà le linee del trasporto pubblico di Bologna. L’uso dell’idrometano comporterà un abbattimento delle emissioni inquinanti fino al 50% in meno di CO2 e di ossidi di azoto, e dei consumi perché l’idrogeno contenuto nella miscela provoca un’accelerazione del fronte di fiamma, portando ad una più completa combustione e ad un miglior rendimento del motore.

Tastiera solare Logitech, il nuovo “must” per un computer ecologico

La casa produttrice di accessori per computer Logitech ha deciso di dedicarsi al mercato verde, e per cominciare ha introdotto un nuovo gadget con una tecnologia del tutto innovativa a cui ancora nessuno aveva pensato, o almeno realizzato: la tastiera ad energia solare.

La Logitech K750 è una tastiera senza fili che elimina la necessità di batterie grazie a due pannelli solari che forniscono tutta la carica che questo dispositivo richiede. Misura meno di un centimetro di spessore e, nonostante il costo sia più alto rispetto alle altre tastiere sul mercato, di certo farà risparmiare qualche soldo sulla sostituzione della batteria nel dispositivo wireless.

Solare: Usa e Sudafrica gareggiano per la centrale più grande al mondo

Non importa chi alla fine avrà il diritto di vantarsi, l’importante non è solo partecipare, ma anche che a breve avremo due mega centrali solari ai due capi del mondo. Negli Stati Uniti, il Ministero dell’Interno ha appena dato l’approvazione per la costruzione di una centrale solare dalla capacità di 1 GW su terreni pubblici nel Sud della California. Contemporaneamente in Sudafrica si pianifica una centrale elettrica solare ancora maggiore, addirittura da 5 GW, sufficienti a fornire da soli il 10% della domanda di elettricità corrente della nazione.

Secondo quanto riporta il Guardian, il progetto da 29 miliardi dollari (21 miliardi di euro) previsti per raggiungere i 5 GW in circa dieci anni di tempo, terminerà la prima fase di 1 GW, tra fase di completamento e l’invio dell’energia alla rete, già nel 2012. Quasi 35 chilometri quadrati di terreni demaniali nel Northern Cape sono stati stanziati per il progetto.

Inceneritore

Inceneritore

Gli inceneritori sono impianti per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione ad alta temperatura, l’incenerimento, appunto. I rifiuti vengono così ridotti in effluenti gassosi, polveri e ceneri, ma anche usati per produrre energia elettrica, ottenuta dal vapore sprigionato durante la combustione o teleriscaldamento. In tal caso gli impianti sono detti inceneritori con recupero energetico, o termovalorizzatori.

I rifiuti che vengono smaltiti mediante inceneritore sono principalmente quelli che finiscono in discarica poiché non riciclabili: i RSU (Rifiuti Solidi Urbani), i rifiuti speciali ed in alcuni casi anche i fanghi di depurazione, i rifiuti dell’industria chimica ed i rifiuti medici. Prima di essere inceneriti, i rifiuti vengono sottoposti a trattamenti per eliminare i materiali non combustibili, come metalli, vetro e inerti, e la frazione umida, ossia la materia organica e gli scarti alimentari, agricoli. I rifiuti trattati sono detti CDR, combustibile derivato dai rifiuti, o ecoballe.

Fotovoltaico integrato in edilizia, settore ad alto potenziale

Per il comparto del fotovoltaico l’integrazione in edilizia rappresenta per il nostro Paese un settore ad elevato potenziale anche tenendo conto dell’entrata in vigore, il prossimo anno, del terzo Conto Energia, e delle Linee Guida. Questo è quanto sostiene Assosolare che nei giorni scorsi al SAIE di Bologna ha organizzato sul tema un convegno nazionale in presenza di rappresentanti dell’Ordine degli Architetti, del Politecnico di Milano, e di aziende come Mitsubishi Electric.

Secondo Assosolare occorre dedicare grande attenzione al fotovoltaico integrato in edilizia visto che allo stato attuale in Italia ben il 44% della potenza installata non risulta essere integrata, ovverosia è costituita da impianti fotovoltaici a terra; al momento solo il 26% della potenza complessiva cumulata, stando agli ultimi dati forniti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, è integrata totalmente. Questo significa, come sopra accennato, che il fotovoltaico in edilizia nel nostro Paese può prendere piede con tassi di espansione e di crescita rilevanti.

Frane e alluvioni, per evitarli basta non fare il Ponte sullo Stretto

La tragedia di Massa dei giorni scorsi, in cui sono morte tre persone ha riportato l’attenzione sulla sicurezza strutturale in Italia. Può essere possibile che in uno dei Paesi che si proclamano tra i più avanzati al mondo, basti qualche goccia d’acqua per provocare un disastro simile?

La tragedia in Toscana viene appena un mese dopo quella di Atrani, in Campania, dove una donna è rimasta uccisa su una strada trasformata in un torrente. Ma perché non si fa nulla? Secondo uno studio dell’Anbi (Associazione dei Consorzi di Bonifica), basterebbero pochi soldi (se confrontati al PIL italiano) per poter mettere in sicurezza tutto il Paese. Evidentemente il motivo per cui non lo si fa è strettamente politico.

Ecomondo, la Fiera del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile

Ha inizio oggi Ecomondo all’interno dell’Ambiente Festival di Rimini. La Fiera Internazionale dedicata alle tecnologie green e ai nuovi stili di vita ecocompatibili è giunta alla sua 14^ edizione. Questa mattina è stata inaugurata dal Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che così ha commentato l’iniziativa

Questa è la rassegna dell’Italia che vorrei, la rassegna dell’Italia di domani. Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente raccontano infatti la green economy possibile e attuale. Qui abbiamo la dimostrazione che esiste un grande settore dell’economia che ruota attorno all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, un pezzo di economia in grandissima espansione: che punta sull’innovazione; che vede nel riuso e nel riciclo dei materiali una filiera dalle grandissime possibilità di crescita; che interpreta il risparmio energetico come una concreta opportunità di lavoro oltre che come una scelta ecologicamente corretta; che scommette sulle fonti rinnovabili; che rende possibile ora la bioedilizia della case ad impatto zero sull’ambiente; che interpreta la mobilità sostenibile come strumento efficace per migliorare la qualità della vita della gente e la qualità dell’aria delle nostre città.

Cento piazze per il clima, Legambiente per le rinnovabili contro il nucleare (video)

Legambiente dà appuntamento ai cittadini il 6 e il 7 novembre per l’iniziativa Cento piazze per il clima, la Festa delle energie pulite, delle rinnovabili contro il nucleare ed il carbone. In occasione del ventitreesimo anniversario della vittoria referendaria contro l’atomo, numerose associazioni ambientaliste ed organizzazioni, tra cui la Coalizione in marcia per il clima, si mobiliteranno per promuovere la raccolta firme a sostegno di un progetto di legge d’iniziativa popolare: “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”.

La raccolta firme è iniziata a fine giugno scorso e la consegna in Parlamento è prevista prima dell’inizio delle festività natalizie. Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, spiega come sia giunto

il momento di passare ai fatti per mettere l’Italia al passo dell’Europa e inserirla fra i Paesi che guidano la lotta ai cambiamenti climatici. Puntare sulle fonti pulite abbandonando la via nucleare è una straordinaria opportunità che dobbiamo assolutamente cogliere sia per uscire dalla crisi economica che per gettare le basi per uno sviluppo durevole e sostenibile. La legge mira infatti, a dare stabilità al settore sottraendolo anche alle variazioni d’umore del Governo.

Copenaghen: “cittadini più sicuri in bicicletta che sul divano”

“Non ci crederete, ma siete più al sicuro sulla bicicletta che sul divano!”

Questo è lo slogan ufficiale della campagna con cui la città di Copenhagen, una delle più bike-friendly al mondo, ha deciso di pubblicizzare la sicurezza del trasporto in bicicletta, ideata dall’ufficio di sanità pubblica. La Capitale danese è da sempre in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici, e per farlo ha promosso in passato una serie di iniziative a favore delle rinnovabili, del trasporto sostenibile, e recentemente ha anche lanciato un importante programma di bike sharing. Un programma affiancato dal sostegno delle biciclette personali con cui i residenti sono invitati a spostarsi per eliminare le automobili dalle strade.

Fotovoltaico al 60% nel 2030 nei 66 Paesi della Sunbelt, la fascia solare

Ottimistiche le previsioni del recente studio, Sviluppare il Potenziale del Fotovoltaico nella Fascia Solare, presentato a Bruxelles dall’EPIA, l’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica, e realizzato in collaborazione con la società di consulenza strategica A.T. Kearney: nel 2030 l’approvvigionamento energetico proveniente dal solare fotovoltaico potrebbe raggiungere quota 60% in 66 dei 148 Paesi inclusi nella cosiddetta Fascia Solare, Sunbelt, l’area compresa tra il 35/o parallelo a Nord e a Sud dell’Equatore.

In queste aree vivono 5 miliardi di persone, il 95% dell’intera popolazione della Fascia, ovvero il 75% della popolazione mondiale, con una domanda globale di energia elettrica che attualmente si attesta al 40% ma che appare in rapido incremento, tanto che gli esperti si sentono di affermare che ben l’80% della crescita della domanda di elettricità nei prossimi vent’anni sarà da attribuirsi proprio all’espansione economica delle aree della Sunbelt.

Pneumatici riciclati per l’ambiente

Dopo il riciclaggio dei prodotti elettronici, nuove frontiere si aprono anche per il recupero dei pneumatici per automobili e industriali. L’ambiente può tirare un sospiro di sollievo: quest’anno 32.997 tonnellate