Qatar Airways vola verde

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Qatar Airways si racconta come “da sempre impegnata nella politica di tutela ambientale contro l’inquinamento atmosferico“, e attenta nell’offrire un trasporto sostenibile, nell’ottica anche della qualità offerta ai propri passeggeri. Quello dell’ambiente è un investimento in immagine che va molto, di questi tempi. E sul quale molte aziende, dei settori più disparati, stanno orientando i propri sforzi. La compagnia aerea, dopo un accordo con IATA (l’International Air Association) per una serie di azioni comuni, lancia l’operazione “Vola verde”, al secolo “The Orix flies green”.

L’iniziativa è mirata alla riduzione sostanziale ed effettiva di emissioni di carbonio nell’atmosfera. Un accorgimento che si colloca all’interno del generico impatto del trasporto aereo sull’inquinamento totale del pianeta, già dalle percentuali molto basse: solo il 2%.

Veicoli comunali ad idrogeno, il primo passo verso le auto pulite

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Empa e l’Istituto Paul Scherrer si sono uniti con Bucher Schoerling, Proton Motor, BRUSA Elektronik und Messer Schweiz AG, e hanno sviluppato un veicolo ad idrogeno per la pulizia delle strade comunali, presentato al pubblico il 14 maggio scorso a Basilea. Il veicolo, chiamato “Bucher CityCat H2“, è il primo veicolo comunale al mondo alimentato da una tecnologia di celle a combustibile.

Per i prossimi 18 mesi sarà testato nel suo utilizzo quotidiano. Le celle a combustibile sono considerate fonti energetiche pulite adatte alle nostre future esigenze di mobilità. Esse convertono direttamente l’idrogeno in corrente elettrica, che viene poi usata per guidare un veicolo a motore elettrico. Il grande vantaggio è che non è inquinante, non emette gas di scarico, ma solo vapore acqueo prodotto dalla reazione chimica tra idrogeno e ossigeno nelle celle a combustibile.

Solare a concentrazione, l’evoluzione futura dell’energia pulita

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In questi giorni si sta tenendo a Roma il g8 dell’energia. I telegiornali si guardano bene dal diffondere la notizia perché mentre nelle sale convention si parla di nucleare e carbone, e solo in minima parte delle energie rinnovabili, fuori da quelle sale centinaia di manifestanti chiedono maggiori investimenti in favore dell’energia pulita.

Alcuni di questi manifestanti sono di Greenpeace, ed oggi hanno pubblicato un dossier molto interessante sul futuro del solare. Essi parlano dell’energia del futuro, che potrebbe essere quella del solare a concentrazione. Più precisamente si tratterebbe di una centrale la quale moltiplicherebbe esponenzialmente la produzione di energia solare con degli antichi metodi di giochi di specchi. Si tratterebbe semplicemente di potenziare i raggi solari tramite degli specchi, i quali potrebbero far arrivare la temperatura al generatore di corrente da 400 a 1000 gradi, producendo tantissima energia in più rispetto a quella che si produce oggi.

Nucleare a braccetto delle rinnovabili? Tutto è possibile

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Nel lontano 2003, un gruppo interdisciplinare dell’MIT ha deciso di studiare il futuro delle centrali nucleari a causa della convinzione che questa tecnologia sia un’opzione importante per gli Stati Uniti e il resto del mondo per soddisfare le future necessità di energia senza emissioni di anidride carbonica e altri inquinanti atmosferici. Lo studio è stato aggiornato nel 2009, ed esso rinnova la precedente conclusione che “se adottata dal governo, l’energia nucleare può dare un vantaggio in termini di crediti sull’emissione di carbonio”.

Questa è una buona notizia per le centrali nucleari. Significa che l’industria nucleare potrebbe beneficiare, a lungo termine, di aiuti governativi se dovesse essere attuata a livello mondiale la politica del Cap & Trade, cioè la limitazione alle emissioni. Ma c’è anche una cattiva notizia.

La relazione del 2003 aveva rilevato che:

Nel mercato liberalizzato, l’energia nucleare non è oggi competitiva con i costi del carbone e del gas naturale. Il costo stimato della costruzione di una centrale nucleare è aumentato ad un tasso del 15% l’anno con il tasso attuale, a cui si va aggiungendo il rallentamento della crescita economica.

Questo dato si basa sul costo effettivo che si è visto di recente in Giappone e Corea, e sulle previsioni relative al costo dei nuovi impianti previsti per gli Stati Uniti, Finlandia e, perché no, anche per l’Italia. I costi degli investimenti sia per il carbone che per il gas naturale sono aumentati, anche se non così tanto. Il picco del costo del gas naturale e del carbone appartiene al passato.

Da Terminator alla Disney, la rivoluzione ecologica di Hollywood

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Forse sarà una trovata pubblicitaria per lanciare il nuovo film della saga di Terminator, Salvation, ma considerando il consumo di energia che è servito per fare gli effetti speciali, la produzione è stata sorprendentemente eco-friendly.

Siamo stati selvaggiamente verdi, e non abbiamo prodotto quasi alcuna emissione. Il nostro team di produzione era molto insistente sul riciclaggio ed il riuso sul set. Abbiamo cercato di inquinare il meno possibile. Penso che abbiamo fatto molti passi avanti in tal senso. In realtà, ci è stato riconosciuto dal governatore del New Mexico di aver fatto un buon lavoro.

Si vanta il regista Joseph McGinty Nichol, conosciuto con l’acronimo di McG. Lui non si limita a mantenere ecologico il set:

Sono molto, molto ambientalista. Sono un appassionato. Io riciclo, è ridicolo non farlo. È così facile una volta che si effettua la raccolta differenziata, che ci si sente meglio nel quotidiano approccio al mondo.

E così, cavalcando quest’onda verde, sono già in progettazione i prossimi due Terminator ed il film 20.000 Leghe sotto i mari, più altre serie televisive, tutte con stampo ecologico. Ma anche il cast non è voluto essere da meno. Alla premiere del film, Jane Alexander, una delle attrici, ha ammesso di non utilizzare nessun tipo di erbicida o pesticida nel suo giardino e per la pulizia della sua casa. Rodrigo Santoro ha detto di preferire spostarsi a piedi o in bicicletta, anziché in auto, per diminuire la sua impronta di CO2.

Consumo energetico in calo: luci ed ombre di una buona notizia

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L’Iea (agenzia internazionale sull’energia) ha diramato oggi dei dati che, a primo impatto, possono sembrare positivi. L’anno 2009 si chiuderà con una riduzione del consumo di energia elettrica a livello mondiale del 3,5% rispetto al 2008. Un risultato storico, dato che dal dopoguerra ad oggi non era mai accaduta una cosa simile, ma che racchiude in sè qualche insidia.

Se da un lato è vero che riducendo il consumo, si riduce anche l’inquinamento, perché meno combustibili fossili si bruciano e meno anidride carbonica si emette nell’atmosfera; è vero anche che questo calo non è dovuto ad una scelta dell’uomo, ma è stata obbligata dalla crisi economica, che ha portato alla chiusura di diverse fabbriche, lasciando a casa milioni di lavoratori.

Un monastero inglese diventa ecologico

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The Guardian riporta oggi una notizia piuttosto curiosa: le monache benedettine del convento inglese di Nostra Signora della Consolazione sono andate in cerca di un nuovo monastero. Ma non un monastero qualsiasi. Quello che cercavano era un monastero ecologico.

Il costo di quello individuato dovrebbe essere di circa 4,7 milioni di sterline (5,3 milioni di euro), alimentato a pannelli solari per fornire acqua calda, una caldaia a cippato, alimentata da alberi di provenienza locale e un tetto coperto di erba per meglio isolare gli edifici e attirare la fauna locale. L’acqua piovana raccolta sui tetti sarà raccolta e utilizzata per i servizi igienici e vi sarà anche il trattamento delle acque reflue, direttamente per il sistema fognario.

Il Governo si tinge di verde: altri fondi stanziati per le biciclette e stop alla caccia senza limiti

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Le associazioni ambientaliste possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Il Governo italiano ha dato ascolto agli appelli che arrivavano da migliaia di cittadini italiani e ha imboccato decisamente la via dell’ecologia. Certo, il lavoro che resta da fare è ancora tantissimo, ma vedere che si cominciano a prendere i primi provvedimenti infonde fiducia.

Il primo provvedimento, probabilmente il più importante perché ci farà assomigliare alle altre nazioni in termini di mobilità, riguarda le biciclette. Un mese fa vi avevamo parlato del finanziamento statale per chi avesse voluto acquistare una bicicletta. Lo Stato dava incentivi talmente favorevoli che questi sono finiti nel giro di poche settimane. Più in particolare, il finanziamento prevedeva che per quanto riguardava i motocicli, le biciclette elettriche e i quadricicli, vi si poteva accedere con la rottamazione; per acquistare una bicicletta nuova invece il finanziamento non prevedeva vincoli (se non il limite di spesa).

Imprese edilizie, non tutto l’inquinamento viene per nuocere

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Molti scienziati pensano attualmente che almeno il 5% dell’impronta inquinante degli uomini derivi dall’industria edile, sia per l’uso dell’energia che per le emissioni di anidride carbonica prodotte per la produzione del cemento. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che piccole quantità di CO2 possono anche essere riassorbite dal calcestruzzo, anche dopo decenni dalla sua costruzione, quando gli elementi si combinano con la CO2 per dar vita alla calcite.

Uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Engineering, suggerisce che il ri-assorbimento può estendersi ai prodotti al di là della calcite, aumentando il totale di CO2 rimosso dall’atmosfera, riducendo anche l’impatto climatico dell’uomo.

Partono i primi progetti per il treno solare negli Usa

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Uno dei campi del futuro in cui “sbarcherà” l’ecologia è sicuramente il trasporto pubblico. Tempo fa accennammo al mag-lev train, un treno magnetico sperimentale che avrebbe collegato le città di Detroit e Lansing, in Michigan. Un progetto che sembrava promettente, ma aveva un piccolo problema: sembrava troppo tecnologicamente complicato e costoso per poter essere realistico. Ma intanto non si poteva abbandonare l’idea dei treni ecologici, visto che rimangono uno dei mezzi di trasporto più utilizzati in tutto il mondo.

Come riportare allora il servizio dei treni ad essere più moderno ed ecologico? L’idea del treno solare progettato in Arizona sembra più ragionevole. Soprattutto perché non coinvolge i magneti superconduttori e le batterie a idrogeno, che erano quelle componenti che facevano lievitare le fatture.

Incentivo mezzi pubblici: le fermate divertenti ed ecologiche

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Che cosa serve per convincere la gente a prendere l’autobus? Secondo alcuni scienziati americani, ciò che blocca molta gente nel prendere i mezzi pubblici è la noia nell’attesa che essi arrivino. Per questo hanno inventato un metodo di intrattenimento televisivo. Un servizio che fornisca notizie e  meteo che duri ciclicamente per qualche minuto, il quale servirà per informare coloro che attendono l’autobus alla fermata.

Questo nuovo progetto della fermata dell’autobus del futuro è stato ideato dal MIT, ed ha lo scopo di attirare le persone alle fermate non solo con un semplice notiziario, ma con tante altre novità. Boing Boing riferisce che il mondo sta per conoscere l’EyeStop (ribattezzato subito dall’MIT ‘iStop’, come l’iPhone e le altre tecnologie moderne).

Preservare la biodiversità si può, e delle volte si viene anche premiati

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Ieri abbiamo parlato del rischio di perdita della biodiversità nel nostro Paese, come una delle emergenze principali per il nostro futuro. Ovviamente non si tratta di un problema solo italiano, ma in tutto il mondo ogni anno si rischia di perdere decine di specie animali e vegetali, senza che nessuno se ne interessi. O quasi nessuno.

Nella giornata di ieri infatti, nel corso delle celebrazioni della giornata mondiale per la difesa della biodiversità, in Campidoglio sono stati premiati i cosiddetti “custodi della biodiversità“. Quelle persone cioè che si sono battute per tutta la loro vita per salvare alcune specie vegetali e che oggi possono vedersi assegnato il merito di averle salvate dall’estinzione.

Ideato un metodo per far diventare i pannelli solari più potenti e meno costosi

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Uno dei principali svantaggi dell’uso delle energie rinnovabili è sicuramente il costo. Attraverso la tesi “La preparazione e lo studio di pellicole sottili per applicazioni fotovoltaiche” presentato all’Università Jaume I, Teodor Krassimirov ha tentato di rendere lo sviluppo di efficaci pannelli solari più facile e meno costoso.

In questa tesi, egli propone l’uso di metodi di sintesi più economici utilizzando i composti a base di zolfo (calcopiriti) come alternativa a quelli usati fino ad ora. Delle sottili pellicole per le applicazioni fotovoltaiche sono ottenute attraverso costosi processi di sintesi che hanno bisogno di essere ottimizzati. Dice Purificación Escribano, docente di Chimica Inorganica e co-direttore della tesi insieme al docente senior Juan Carda:

Abbiamo deciso di proporre un processo di sintesi a basso costo per la preparazione della pellicola basato sulla struttura della calcopirite come alternativa al silicio, che è un materiale altamente efficiente, ma costoso da ottenere.