Inghilterra, riserva naturale aperta su una discarica

di Redazione 1

È molto complicato, e soprattutto costoso, smaltire correttamente una discarica dismessa. In Inghilterra hanno preferito riciclarla nella maniera più ecologica possibile: costruendoci sopra una riserva naturale. Si tratta del Thurrock Thameside nature park, un’ex discarica che raccoglieva fino a qualche anno fa i rifiuti di 6 quartieri di Londra, e che oggi ospita 48 ettari di erba, rovi, arbusti, barbagianni, lepri, ballerine gialle orchidee e chissà quante altre specie di flora e fauna.

La discarica ha funzionato per ben 50 anni ed ha accumulato talmente tanta immondizia che in alcuni punti lo spessore aveva raggiunto i 30 metri. La riconversione, che con i tempi italiani sembrerebbe un’impresa biblica, è durata appena un paio di anni, e questa settimana il parco nell’Essex è stato inaugurato da una personalità di spicco dell’ambientalismo britannico, Sir David Attenborough, divenuto un volto noto anche in Italia grazie al programma Missione Natura.

Il merito dell’impresa però va in gran parte a John Hall, amministratore delegato di Essex Wildlife Trust, che ha avuto l’idea di trasformare l’area in un rifugio per la fauna selvatica. È lui stesso a raccontare la storia di questo sito:

Questa era una vecchia cava di ghiaia e una volta che gli scavi sono finiti, è stata utilizzata come una grande discarica per i rifiuti domestici di Londra. Ogni giorno, chiatte di immondizia sono state portate fino al Tamigi e l’unica fauna che avevamo erano gabbiani. In migliaia le usavano per recuperare il cibo. Cibo che poi veniva raccolto e diffuso attorno alla zona. La gente del posto spesso trovava abbandonate a marcire le ossa di pollo nel loro giardino.

Per fortuna d’ora in avanti tutto sarà diverso. I gabbiani hanno lasciato il posto alle allodole e ai falchi, e la biodiversità è letteralmente esplosa in una zona che fino a poco tempo fa era altamente inquinata. Ma come hanno fatto? In poche parole prima tutta l’immondizia è stata compattata e poi è stato steso uno strato di argilla sopra i residui. Su questo strato sono stati piantati erba ed altri semi, e quando il terreno è risultato pronto sono state trasferite alcune specie faunistiche. Dopodiché la natura ha fatto il resto. Attualmente il parco è grande 48 ettari, ma l’obiettivo è di arrivare a 160 in breve tempo per poi un giorno raddoppiarlo. A completare l’opera, giusto per non farsi mancare niente, sono state anche installate 15 turbine eoliche in grado di fornire elettricità sufficiente al fabbisogno di 100 mila abitazioni. È proprio vero che dall’immondizia può nascere un fiore. Ed a volte anche più di uno.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

Commenti (1)

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