Nel polo Nord prima vi erano palme e foreste tropicali, la costa era calda e il clima interno temperato con temperature tra 20 e 27 gradi tutto l’anno. Non vi era traccia di ghiaccio e di neve. A dare la sensazionale notizia è un team di scienziati dell’Istituto governativo di Scienze Geologiche e Nucleari della Nuova Zelanda in un articolo apparso sulla rivista scientifica Nature. E’ stato ipotizzato che le alte temperature dell’Antartide, in quella che è stata definita l’epoca serra, erano dovute alle correnti oceaniche e all’anidride carbonica. Ci potrebbe essere un ritorno al passato con il surriscaldamento terrestre dovuto, in questo caso, all’inquinamento da combustibili fossili?
Raddoppiata la CO2 assorbita da oceani e foreste negli ultimi 50 anni
Raddoppiata nel corso degli ultimi 50 anni la quantità di CO2 nell’atmosfera assorbita dagli oceani e dalle foreste, questo quanto rilevato da uno studio degli scienziati dell’Università del Colorado con sede a Boulder. Ma gli scienziati avvertono: tale incremento nelle quantità di assorbimento della CO2 da parte dei serbatoi naturali “non continuerà all’infinito”.
Tokelau, prima nazione al mondo alimentata al 100% da rinnovabili
Ok, è uno Stato piccolo, talmente piccolo da avere meno di 1.500 abitanti, la nazione meno popolosa al mondo dopo il Vaticano. Ma da oggi Tokelau, un piccolo atollo al largo della Nuova Zelanda si pone al primo posto in una classifica in cui tutti vorrebbero stare nelle posizioni più elevate: quella dei Paesi con la più alta incidenza di energia rinnovabile. Tra le tante nazioni del mondo che fanno programmi per arrivare a produrre il 100% di energia da fonti rinnovabili, chi al 2015, chi al 2020, chi entro la fine del secolo, Tokelau ha battuto tutti e si calcola che da settembre diventerà la prima nazione completamente rinnovabile.
Olimpiadi di Rio de Janeiro, nasce parco sostenibile da oltre 90 mila mq
In vista dei grandi impegni dei prossimi anni (i mondiali di calcio nel 2014 e le olimpiadi nel 2016) Rio de Janeiro lavora sull’ammodernamento e il miglioramento del proprio ambiente urbano. Tra le più grandi e migliori iniziative troviamo la creazione del Madureira Park, un gigantesco parco sostenibile di oltre 90 mila mq in uno dei quartieri degradati della metropoli brasiliana.
Dall’Italia la spugna nanotech contro l’inquinamento idrico
L’Istituto Italiano di Tecnologia ha di recente annunciato l’ideazione di un materiale nanotech utilizzabile per la produzione di spugne in grado di combattere l’inquinamento idrico. Le spugne sono progettate per assorbire gli olii separandoli dall’acqua attraverso la manipolazione di campi magnetici. La scoperta può essere applicata per ripulire le acque dal petrolio dopo un incidente così come epr migliorare lo stato di salute di acque inquinate da scarichi industriali irresponsabili.
Ecologia, in Francia kit gratis per ridurre i consumi
Conoscere i propri consumi domestici di acqua, luce e gas, e il quantitativo di anidride carbonica emessa con il proprio stile di vita non è complicato grazie ai software in grado di calcolare i consumi e le emissioni di CO2 emesse in base ai costi dei consumi registrati nelle bollette, in base al numero delle volte a settimana in cui si prende l’automobile o ci si sposta coi mezzi pubblici, in base ai km percorsi ogni giorno, in base al tipo di alimentazione. Il calcolo dei consumi però è approssimativo, mentre invece con il kit “salva denaro e ambiente” distribuito gratuitamente dall’Agenzia Parigina del Clima (APC) il calcolo è preciso in quanto si viene dotati di un misuratore di watt e di un misuratore di portata.
Ilva Taranto, Clini a Bari per salvare lo stabilimento
Oggi e domani saranno i due giorni della verità per quanto riguarda il futuro dell’Ilva, e non è sbagliato affermare che si gioca anche il futuro di Taranto. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini questa mattina è arrivato a Bari per incontrare i politici locali, i vertici dell’azienda e i sindacati per stabilire il piano di azione, e soprattutto vedere come investire i circa trecento milioni di euro stanziati per la bonifica. La giornata del Ministro sarà lunga visto che poi nel pomeriggio dovrà incontrare anche Confindustria ed altre associazioni, mentre domani poi ci sarà la sentenza del tribunale del riesame che dovrà riaprire o confermare la chiusura delle 6 aree dello stabilimento già sequestrate.
Riscaldamento globale, le misurazioni degli ultimi 150 anni dimostrano che è colpa dell’uomo
Nel dibattito che vede da una parte coloro i quali negano che la colpa del riscaldamento globale sia da attribuire all’uomo e quelli che invece affermano il contrario, oggi arriva un nuovo dato direttamente dall’Università di Berkley. Gli studiosi americani non solo hanno notato come negli ultimi 150 anni, da quando più o meno si stima sia iniziata la Rivoluzione Industriale, le temperature siano aumentate notevolmente, ma che quando sono capitati fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche, di solito indicati come i veri responsabili del riscaldamento globale, l’effetto in realtà sia stato inverso.
Recupero oli usati, bene in Italia ma occorre migliorare ancora
Il recupero dell’olio di lubrificazione raccolto dal Coou procede bene: l’88,6% del totale è stato avviato alla rigenerazione. Tuttavia il direttore del Coou non manca di sottolineare come l’olio lubrificante utilizzato per automobili, moto e imbarcazioni abbia un potenziale inquinante estremamente alto, e che i dati specifici del recupero devono migliorare ancora.
Legambiente, 62,5% dei laghi italiani inquinati, Lago di Como il peggiore
La Goletta dei Laghi, l’ormai classica iniziativa di Legambiente quest’anno giunta alla settima edizione, rivela dati non buoni sulle condizioni dei laghi italiani: ben il 62,5% degli stessi è inquinato o fortemente inquinato secondo le analisi mirate effettuate dalla Goletta.
Ilva Taranto, è polemica anche sulla bonifica
Da circa una settimana si parla della possibilità di bonificare l’Ilva di Taranto. Si tratterebbe di interventi volti a riportare la salubrità dell’aria dentro ed intorno alla centrale per evitare che la popolazione continui a subìre i danni dei fumi dell’acciaieria. Ora però il problema è che, com’è ovvio che sia, gli italiani non vogliono che questi lavori siano eseguiti con i soldi pubblici. Qualche giorno fa infatti era circolata la voce che dei circa 380 milioni che servivano per riportare l’area a livelli accettabili, quasi tutti sarebbero stati pubblici. Oggi però arriva la precisazione (dovuta) da parte del Ministro Clini.
Ecologia in vacanza, il giro della Toscana in risciò
Se siete alla ricerca di una vacanza alternativa all’insegna dell’acologia e del benessere, non lasciatevi sfuggire la proposta dell’Associazione Culturale Libera Espressione Creativa. L’associazione, che ha la sua sede a Volterra, propone per quest’estate un viaggio itinerante lungo le coste della Toscana in…risciò. Una vacanza a tappe nelle località più belle della regione per un totale di 350 a zero impatto ambientale.
Inquinamento in Italia cresce nel 2011
Zone a traffico limitato e prezzi della benzina alle stelle non hanno fermato gli italiani che nel 2011 hanno fatto registrare un incremento nell’utilizzo dell’auto e, di conseguenza, anche quello dell’inquinamento. Questa è però soltanto una delle cause che hanno portato lo scorso anno all’incremento del pm10 nelle città italiane. Lo studio, realizzato dall’Istat, ha infatti registrato il superamento medio dei limiti del particolato nelle principali città italiane di 54,4 giorni, numeri migliori rispetto a due anni fa (68,9) ma molto peggiori rispetto all’anno precedente (44,6). Ricordiamo che il livello consentito dall’Europa è 35 giorni.
Ambiente, al via progetti Italia-Iraq per acqua e C02
Nell’incontro di ieri a Baghdad il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha confermato la pluriennale collaborazione per progetti sull’ambiente con il ministro iracheno Sargon Sleiwa. Sin dal 2003 che il nostro Paese coopera con l’Iraq alla creazione di strutture per la protezione ambientale irachena e in molti progetti di tutela e salvaguardia del territorio. I progetti, ottenuti su incarico dell’ONU attraverso il partner UNEP, fanno parte del piano “Supporto ambientale e gestione delle Marsahlands irachene”.