
La tragedia di Massa dei giorni scorsi, in cui sono morte tre persone ha riportato l’attenzione sulla sicurezza strutturale in Italia. Può essere possibile che in uno dei Paesi che si proclamano tra i più avanzati al mondo, basti qualche goccia d’acqua per provocare un disastro simile?
La tragedia in Toscana viene appena un mese dopo quella di Atrani, in Campania, dove una donna è rimasta uccisa su una strada trasformata in un torrente. Ma perché non si fa nulla? Secondo uno studio dell’Anbi (Associazione dei Consorzi di Bonifica), basterebbero pochi soldi (se confrontati al PIL italiano) per poter mettere in sicurezza tutto il Paese. Evidentemente il motivo per cui non lo si fa è strettamente politico.
Ha inizio oggi Ecomondo all’interno dell’Ambiente Festival di Rimini. La Fiera Internazionale dedicata alle tecnologie green e ai nuovi stili di vita ecocompatibili è giunta alla sua 14^ edizione. Questa mattina è stata inaugurata dal Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che così ha commentato l’iniziativa

Ottimistiche le previsioni del recente studio, Sviluppare il Potenziale del Fotovoltaico nella Fascia Solare, presentato a Bruxelles dall’EPIA, l’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica, e realizzato in collaborazione con la società di consulenza strategica A.T. Kearney: nel 2030 l’approvvigionamento energetico proveniente dal solare fotovoltaico potrebbe raggiungere quota 60% in 66 dei 148 Paesi inclusi nella cosiddetta Fascia Solare, Sunbelt, l’area compresa tra il 35/o parallelo a Nord e a Sud dell’Equatore.
